Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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giovedì 30 ottobre 2014

CAPITOLO 42

EPOV - RICOVERO IN OSPEDALE
Ho paura ad affacciarmi ma devo farlo. Mio padre ha le mani nei capelli. Il sangue mi affluisce al cervello e non vedo chiaramente, ma riesco ad affacciarmi e la vedo. Mi manca il respiro per un attimo. É sdraiata, come intrecciata alle radici degli alberi. Deve essere scivolata ed è rimasta impigliata, è coperta di fango e foglie, il viso ha dei graffi e il labbro è ferito, del sangue rappreso sulla guancia. É immobile, troppo. Mi trovo anche io con le mani nei capelli, é una frazione di secondo poi il grido di mia madre mi scuote dalla trance in cui sono caduto e inizio a scendere.
"Cosa fai Edward stai attento! Dobbiamo chiamare qualcuno per tirarla su..."
"No. La voglio andare a prendere... chiamate un' ambulanza..."
Arrivo vicino a lei trattenendo il fiato e con mani tremanti le tocco la gola per sentire se c' é battito. Tutto si risolverá... Basta che sia viva... Fa che sia viva... Un pulsare lieve ma costante mi spalanca le porte della speranza... Andrá tutto bene Isabella... Amore mio... Faró in modo che tu mi possa perdonare... Alzo lo sguardo e vedo mio padre affacciato mentre mia madre ha in mano il telefono ma mi sta guardando aspettanto la notizia "É viva..."
"Edward... Non spostarla... Ascoltami... Non fare di testa tua stavolta. Potrebbe  avere delle lesioni... Devono spostarla i paramedici... Aspettami scendo anche io lí con te. Esme?"
"Stanno arrivando Carlisle..."
***
Rivivo la scena dell' arrivo dei soccorsi nella mia testa a rallentatore come in un film. Le mettono un collare, tagliano i rami, la mettono su una barella... Poi la tirano su con il cavo dell' Elicottero decidendo di portarla all' ospedale di Seattle. Poi le domamde imbarazzanti a cui non ho saputo rispondere... Per quanto tempo é stata in acqua, perché si trovava lí... Non convinti delle dinamiche hanno chiamato la polizia sospettando violenza domestica... Me lo merito... Me lo merito tutto. Ho parlato con l' ispettore e ho spiegato l' accaduto inventando un litigio... Gli ho raccomtato delle ricerche e i miei genitori hanno confermato con la loro testimonianza. Non ci sará nulla a mio carico, ma forse sarebbe stato meno pesante affrontare una notte in cella piuttosto che dover guardare negli occhi mia madre e poi gli amici di Isabella... Adesso sono qua, nella sala di aspetto del pronto soccorso. Stanno sottoponendo Isabella agli accertamenti e mi hanno fatto uscire. Adesso dentro con lei c' é mio padre che sta parlando con il medico, il Dr. Banner che per fortuna é un suo vecchio compagno di Universitá. Nessuno proferisce parola... Nessuno mi parla o mi sta vicino. Non sanno il motivo per cui é successo questo disastro, ma tutti hanno la certezza che sia colpa mia. Aspetto da un momento all' altro che qualcuno, magari Rose, mi aggredisca... Ma tutti in questo momento stanno aspettando le notizie che ci porterá mio padre... Ci sará tempo poi per il resto ne sono sicuro.
"Papá..."
"Vieni Edward, Banner ti vuole parlare personalmente. Staró con te."
"Signor Cullen... Evito giri di parole... La sitiazione non é semplice. Sua moglie presenta un grave trauma cranico a livello della tempia destra. Non siamo riusciti a vedere se ci sono fratture a cuasa dell' ematoma. A complicare il quadro clinico c' é la situaziome dei suoi polmoni. Nonostante non abbia saputo confermarci per quanto tempo sua moglie sia stata nell' acqua ghiacciata, le posso assicurare che sono sicuramente state diverse ore. Ha la febbre molto alta e una forte polmonite. Per permettere al suo fisico di veicolare le forze verso la guarigione l'abbiamo messa in coma farmacologico. Adesso dobbiamo aspettare che si riassorba l' ematoma, poi faremo una tac per valutare se ci siano stati dei danni ed eventuali fratture. Anche a livello polmonare dobbiamo aspettare che gli antibiotici e i cortisonici facciano effetto. Per ora é in ventilazione assistita perché ha difficoltá a respirare. Non le nascondo signor Cullen che la situazione é critica. Non posso darle una prognosi fino a che i parametri vitali non si stabilizzeranno. É permesso ad una persona di rimanere. Cerchi di organizzarsi con i suoi familiari perché sará una lunga degenza. Almeno fino a quando la terremo in sedazione potete anche non essere presenti perché non ha molto senso..."
"Rimarró io. Comunque. Gli altri potranno venire a trovarla ma voglio essere con lei... Qualsiasi cosa accada. La ringrazio Dr. Banner. Sono nelle sue mani... É la cosa piú preziosa al mondo per me... La prego la faccia tornare da me..."
"Faremo il possibile Sig. Cullen... Ma devo essere franco con lei: il trauma cranico é abbastanza importante... potrebbe riportare gravi consequenze...".
"Ci sono altre cose dottore che devo sapere?"
"No, niente di altrettanto importante. Ci sono una caviglia slogata e diversi graffi. Abbiamo suturato alcuni dei piú profondi, per fortuna non sul volto... Le ferite sono state ripulite, abbiamo fatto l' iniezione contro il tetano e la terapia antibiotica dovrebbe guarire eventuali infezioni. Per ora non sembra, ma per caso ha qualche allergia a farmaci che vuole segnalarci?"
"Non che io sappia..."
Il Dottor Banner mi lascia nel suo ufficio andando via con mio padre. Un' infermiera mi accompagnerá in stanza una volta che Isabella sará sistemata. Mentre sono solo mi torna in mente l' ultima domanda del dottore... Non ho saputo dirgli se ha allergie perché la realtá é che non la conosco... Che patetica scusa di uomo che sono... Ho fatto di tutto per legarla a me... Per soddisfare la mia voglia di lei e il mio istinto di dominarla. Per un certo periodo mi sono anche convinto che la sposavo solo per il sesso, se questo era l' unico modo per averla. Ce l' avevo con lei perché credevo che mi avesse trascinato e obbligato a stare alle sue regole solo per avere... Per avere cosa poi? I soldi e gli uomini non le mancano. Dio é cosí bella che le ronzano tutti intorno e questo mi fa impazzire. Non ho mai veramente pensato a lei, a quello che desidera... Non le ho mai dato modo di sviluppare con me la familiaritá che é normale in una coppia... cosa le piace, il suo colore preferito... Certo della sua risposta fisica ai miei assalti ho sempre e solo pensato a portarmela a letto e basta. Sono stato cieco a non accorgermi, a non domandare... La sua ingenuitá, la sua timidezza a letto... Tutto urlava chiaramente che Isabella non era quello che immaginavo, ma ho preferito immaginarmi motivi assurdi unvece di chiedere o di ascoltare. La mia assurda gelosia... Non ho mai provato niente di piú logorante... Non ho mai provato niente di simile per una donna perché nessuna mai mi ha preso come lei... E questo mi ha reso ancora piú cieco e arrogante e incazzato... Con lei che non voleva darmi quello che nella mia testa era mio di diritto, con me stesso per non riuscire a toglieremela dalla testa... Sono stato un coglione. Pensavo di poter avere tutto dalla vita e ho sempre avuto tutto. Forse ho faticato cosí poco che alla prima difficoltá ho reagito come un bambino capriccioso invece che come un uomo di quasi quarant' anni. Dovrei benedire il giorno in cui l' ho incontrata, dovrei ringraziare il cielo che nonostante tutto quello che le ho fatto non ha mai smesso di amarmi. Come sia possibile che si sia innamorata di me é un mistero... Sono stato solo problemi per lei... L' ho obbligata a sposarmi e alle mie regole... Lei non sa che ho fatto stracciare a Newton il contratto non apppena é stato firmato quando l' ho mandata fuori ad asepttarmi... Non so perché l' ho fatto distruggere, ho agito d' istinto come faccio sempre, forse inconsciamente sapevo che non era necessario, che Isabella non si sarebbe mai approfittata di me, che se solo Dio vorrá benedirmi con un figlio non avró mai il cuore di portarglielo via... L' idea del contratto é scaturitta da un momento di rabbia poi sono stato troppo stronzo per tornare indietro sui miei passi per timore di passare da debole... La mattina dopo ero giá pentito di averle chiesto di firmarlo, ma Cullen non scherza e ho portato avanti la farsa col proposito di ferirla e fargli capire che con me non si fanno giochetti. Che idiota... Sono stato cosí idiota da nasconderle l' unica cosa buona che ho fatto facendolo strappare per paura di apparire un debole. In realtá sono un debole, solo con lei... E tanto piú mi sono sentito vulnerabile, maggiormente l' ho ferita. Mi sono domandato tante volte perché mi sono comportato cosí con lei... Adesso che rischio di perderla la risposta mi appare chiare come il sole, finora sono stato troppo cieco, perso nei miei conflitti personali, nel barcamenarmi fra quelli che credevo fossero i miei doveri e quello che volevo io davvero, quello che Cullen, il rispettato e temuto uomo d' affari, doveva fare e ció che invece Edward, l' uomo reale, avrebbe voluto. Io sono innamorato di Isabella Swan. Da quando l' ho vista per la prima volta, a dispetto di tutte le voci e tutte le cose che sono successe nella sua vita, mi sono innamorato di lei e ho combattuto questo sentimento con tutte le mie forze imputando a lei ogni colpa quando sarebbe bastato semplicemente accettare il fatto compiuto. Ho sempre pensato che mio padre fosse stato un debole a scegliere la vita con mia madre rinunciando alla societá, in realtá il debole sono stato io, ma é un errore che non macchierá oltre la mia coscienza. Mi sono liberato dell' influenza negativa di mio nonno e posso liberarmi anche di tutti gli stupidi dogmi che ha inneststo nel mio cervello. Lo faró iniziando da adesso. Potrebbe essere tardi ma giuro che mi faró perdonare, anche se mi ci vorrá tutta la vita per fare ammenda per il male che le ho fatto, faró in modo di essere un uomo degno di Isabella e del suo amore.

2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  2. Ci sono ancora un paio di capitoli di ravvedimento per Edward... Poi a parte qualche ricaduta dovuta piú che altro al caratteraccio che si ritrova, sará Bellina a farci penare...

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