Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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martedì 28 ottobre 2014

CAPITOLO 40

Provo a gridare aiuto, ma siamo praticamente in mezzo al bosco e non abbiamo vicini a portata d'orecchio. Edward dorme profondamente di un sonno post sbronza ed è inutile continuare, oltretutto mi fa male la testa e inizio ad avvertire un forte senso di nausea. Ho dolore ovunque ma provo a fare mente locale concentrandomi sulle varie parti del corpo ed escludendo la testa e la caviglia non dovrebbe esserci niente di grave, solo qualche graffio. Inizio a sentire freddo, le mie gambe continuano ad essere nell'acqua gelida del torrente e ben presto mi accorgo di avere la vista annebbiata. Non so quando ma ad un certo punto perdo i sensi. Non so nemmeno se sto sognando... O se davvero un diavolo dagli occhi verdi si sta posando su di me e mi fa male... Sento delle voci, diverse voci, chiamare ma mentre la mia testa urla, la mia bocca non emette suoni...
Un abbaiare dal rumore familiare e mi rendo conto che qualcosa mi sta sollevando e non ho più i piedi in acqua, sento il mio corpo sostenuto da due braccia forti... Non fa più freddo. Poi non ricordo più nulla.
***
Ho la percezione di essere distesa, forse in un letto... Sento odore di disinfettante... Percepisco voci sommesse... Sento qualcuno che mi accarezza la guancia ma non riesco ad uscire fuori dal limbo in cui mi trovo e poi non ne ho voglia... Non sento niente... Mi ricordo solo di aver sofferto... E invece qua dove sono non sento niente... Niente è meglio del dolore... E poi di nuovo buio. Poi di nuovo quegli occhi verdi pieni di rabbia che si avvicinano, il senso di rimanere soffocata, schiacciata sul letto dal peso del corpo del mio diavolo personale... Tento di mandare via il pericolo ma non ce la faccio e grido ma la la voce non esce. Poi di nuovo buio. Tutto si ripete random per un tempo che non riesco a definire. La sola cosa che cambia è l' espressione del mio demone personale. Adesso gli occhi non sono pieni di rabbia, sono solo molto tristi... Mi capita di vederli preoccupati, stanchi... Ma spesso ritornano rabbiosi come li conosco e allora capisco che non è cambiato niente. Quando gli occhi sono tristi mi verrebbe voglia di consolare il mio tormentatore, ma non ne ho la forza. Lo so di chi sono quegli occhi verdi... Li riconosco...
Fa freddo... Cavolo sento che il mio corpo è scosso dai brividi... Sudore freddo... Respiro a fatica... Eppure non sto facendo niente...
Per un tempo che non riesco a quantificare non sento più niente poi una voce, familiare, ma diversa in un certo senso... Non è autoritaria... Sembra implorare...
"Isabella..."
Ho tanta voglia di consolarlo... Mi sembra una vita fa l'ultima volta che l' ho sentito così vicino.
"Dannazione Isabella svegliati..."
"Ti prego Isabella... Ho bisogno di te... Non posso vivere senza di te... Ti prego"
Probabilmente sto sognando. É tutto nella mia testa...
"Sono uno stupido Isabella... Se quando ti sveglierai vorrai prendermi a schiaffi, te lo lascerò fare... Me lo merito, ma ti prego svegliati..."
No sto sicuramente sognando. Non c' è storia.
"Ti prego Isabella. Ti amo... torna da me..." Un singhiozzo.
E come se mi avessero tirato un secchio d'acqua gelata all' improvviso...
"Edward" la mia voce è poco più di un soffio.
"Isabella. Rispondimi Isabella. Ti prego non andare via di nuovo rimani con me!"
Apro gli occhi e vedo Edward. É lui ma non sembra... Non c'è il suo sguardo fiero, manca il suo solito sorriso beffardo... Questa persona davanti a me ha di sicuro avuto dei giorni difficili dietro di se'.
"Dove sono Edward? Sono andata fuori poi non ricordo..."
"Sei caduta Isabella... Poi..."
Ma la voce del medico che entra nella stanza lo interrompe. "D' accordo Signor Cullen ora ha visto che sua moglie ha ripreso conoscenza e la invito pertanto a lasciare la stanza una buona volta"
"Non credo proprio dottore ho bisogno di parlare con mia moglie"
"Sig. Cullen, quello di cui sua moglie ha bisogno adesso è di calma e tranqillità e soprattutto di un medico che la visiti. Per favore non mi costringa a farla allontanare"
"Isabella sarò qua fuori. Appena il dottore mi darà il permesso tornerò da te"
"No... Ti prego vai... Hai bisogno di una doccia e di una notte di sonno..."
"Una notte... Poi tornerò da te. Te lo prometto tesoro... Non sarai sola comunque... La mamma e gli altri non aspettano altro che vederti"
Cosa ne abbia fatto quest' uomo di mio marito è un mistero.
"Allora Signora Cullen, Io sono il Dr. Banner, il suo medico. Ricorda qualcosa di cosa è successo?" mentre parla mi esamima le pupille e controlla l' ago della flebo che mi accorgo di avere nel braccio.
"Non proprio... Ricordo di  essere uscita di casa e di aver camminato verso il fiume... Poi ricordo di essere caduta ma poi è il buio totale. Cosa è successo esattamente?"
"Allora, andiamo con ordine... Tre settimane fa circa è stata trovata da suo marito all' alba semi-immersa nell'acqia del torrente, praticamente attorcigliata con le radici degli alberi..."
"Tre settimane?"
"Tre settimame e 2 giorni per l'esattezza. Oggi è lunedì. Ci ha fatto preoccupare Signora Cullen... Quando l' ho vista al pronto soccorso aveva una caviglia slogata e numerose escoriazioni un po' ovunque ma le cose che ci hanno fatto temere per il peggio erano un evidente ematoma alla tempia destra da cui è conseguito un trauma cranico abbastanza importante e la polmonite che ha contratto a causa del tempo trascorso in acqua nel freddo della notte. Ha avuto la febbre molto alta ed è stato difficile farla scendere... Molto spesso quando la temperatura era molto alta era agitata e delirava. É stata dura per i suoi familiari... Soprattutto per suo marito che non ha abbandonato questa stanza per più di dieci minuti facendo impazzire letteralmente tutto lo staff dell' ospedale..." Se non altro non sono l' unica a sostenere che sia una persona impossibile...
"Ma esattamente ho dormito o cosa? Perchè qualcosa mi ricordo..."
"I primissimi giorni abbiamo indotto il coma farmacologico in attesa che l' ematoma si riassorbisse. Per fortuna non dovrebbe aver fatto danni anche se faremo delle tac di controllo. La cosa che ci ha preoccupato è che quando abbiamo sospeso la cura non sembrava che avesse voglia di svegliarsi... É stato abbastanza penoso mi creda. Suo marito ha sofferto le pene dell' inferno... Non capisco bene come mai ma pare che abbia tutta la famiglia contro..."
Posso solo immaginare cosa può essere uscito dalla bocca di Rose... Ma immagino che anche Esme abbia parlato col figlio... Oh mio Dio... Speriamo che non abbiano raccontato tutto nei dei dettagli altrimenti non avrò più il coraggio di guardare in faccia nessuno...
"Signora Cullen, veniamo alle belle notizie, dato che i polmoni sono puliti, domani mattina le metto in programma una tac e una risonanza magnetica alla testa, se tutto è ok fra un paio di giorni la rimando a casa, se promette di osservare un riposo assoluto, restare tranquilla ed evitare qualsiasi tipo di affaticamento fisico. Mi creda la capisco, tecnicamente siete in luna di miele ma la prego di astenersi da avere rapporti con suo marito almeno per il momento. É ancora in convalescenza e il suo fisico é debilotato. Parleró anche con suo marito, stia tranquilla. Sicuramente stare in un ambiente familiare aiuterà la sua ripresa. É molto probabile che si presentino forti emicranee ma sono abbastanza normali e spariranno col tempo. Le prescriverò degli antidolorifici cosí potrà servirsene al bisogno." Ora che mi ci fa pensare mi scoppia la testa im effetti...
"Dottor Banner... Potrei avere qualcosa già adesso?"
"Certamente Signora Cullen. Utilizzeremo la flebo fin quamlndo rimarrà in ospedale. Voglio assicurarmi che riprenda ad alimentarsi correttamente prima di somministrarle qualcosa per bocca"
Gli antidolorifici fanno effetto ma mi intorpidiscono. Non abbastanza però per impedirmi di riflettere sulla mia situazione. Domattina Edward sarà qua... Non sono sicura di essere pronta a parlarci... Per lui sono passate tre settimame ma per me è come se fosse successo tutto adesso... La delusione, la sofferenza legata al giorno del nostro matrimonio sono ancora troppo... Ho messo in gioco tutta me stessa ma non ho ottenuto nulla... Ho combinato un gran casino e ho fatto preoccupare tutti... Ho sopravvalutato la mia capacità di gestire Edward e il suo carattere... Mentre mi sento scivolare nel sonno sono sempre più convimta di aver fatto il più colossale sbaglio della mia vita e devo trovare un modo di rimediare senza continuare a soffrire.

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