Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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venerdì 24 ottobre 2014

CAPITOLO 31

E lunedì alla fine arriva. Sono tesa comke una corda di violino. A lavoro mi hanno aiutata a non pensare perchè dopo quattro giorni di chiusura c'era il delirio. Ma ben presto si sono fatte le 17.00 e ho dovuto andare a casa. Entro due ore Edward sarà qui e di sicuro non sarà una serata semplice a prescindere dalla piega che prenderanno gli eventi. Metto pesce e patate in forno e preparo il sugo per della pasta allo scoglio. Sono sempre stata una brava cuoca e stasera voglio sorprenderlo. Il vino è in fresco e posso andare a farmi una doccia veloce mentre l' arrosto è in forno.
Mi vesto comoda con un paio do jeans e una felpa per essere a mio agio e dopo aver dato un occhiata alla cena in cucina mi asciugo i capelli. Alle 19.30 suona il campanello, è in anticipo, penso. Senza guardare apro il cancello ma quando vado alla porta rimango sorpresa di vedere Mike Newton con la cucciola. "Mike che sorpresa..."
"Perdonami Bella, avrei dovuto avvertirti... Sto portando la piccola dal veterinario perchè non sta bene... Ti ricordi che  Los Angeles poi non mi hai dato il libretto delle vaccinazioni e il resto dei documenti... Mi dispiace disturbarti ma il veterinario ha bisogno di sapere quali vaccini ha fatto e il resto..."
"Non preoccuparti Mike. Anzi hai fatto bene. Vado a prendere tutto entra pure aspettami in sala."
Ci metto qualche minuto a recuperare tutto e mi riprometto di spedire i documenti ai rispettivi padroni delle altre tre femmine domani. Sono stata sciocca a non farlo prima...
Gli offro da bere ma è di fretta. Il veterinario lo sta aspettando.
"Fammi sapere Mike... Mi dispiace tantissimo, verrei con te ma aspetto ospiti... Spero prorpio non sia nulla di grave. Mi si spezzerebbe il cuore succedesse qualcosa a una bambima di Lana..."
"Sei troppo dolce Bella. Ci sentiamo più tardi"
Lo sto accompagnando alla porta quando il campanello suona di nuovo. Stavolta deve essere Edwards... Speriamo non si innervosisca... Possibile che non me ne vada mai una liscia...
"Buonasera Cullen" la voce non nasconde una certa freddezza "Newton. Vorrei dire che piacere vederti ma il fatto che tu stia uscendo da casa della mia donna non mi piace per niente"
"Allora Mike fammi sapere più tardi come sta la cucciola, ci tengo"
"Ciao Bella e grazie"
Lo faccio entrare e chiudo la porta. Il suo sguardo non promette per niente bene.
"Sentiamo, cosa ci faceva Newton in casa tua a quest'ora? Spero che sia una motivazione ragionevole Isabella... Qualcosa che mi convinca che non mi stai prendendo in giro da diverso tempo..."
"Edward è venuto per il cane..."
"Ah, come a Los Angeles vero? Come quando Railey ti ha baciato al matrimonio... Possibile che trovo sempre qualcuno addosso a te e non è mai colpa tua? Credi che sia stupido?"
Prendo i documenti dei cuccioli che ho posato vicino al telefono "Guarda. Puoi non crederci ma è venuto a prendere i documenti del cane e il libretto sanitario perchè il cane sta male e il veterinario voleva vederli. Devo spedire anche questi ai proprietari delle altre tre femmine che ho dato via a Los Angeles... Qui c' è anche quello di Lucky... L' ho fatto registrare a tuo nome..."
"Pensi che degli stupidi fogli mi convincano della tua buona fede Isabella? Mi hai riempito di discorsi per il fatto del fidanzamento e tu che fai? Non riesci a liberarti degli altri uomini quando si prospetta la possibilità di avere una relazione con me?"
"Edward non fare così... Te lo giuro non c' è nessuno... Ci sei solo tu... Anche se non potrai mai essere mio, nel mio cuore ci sei solo tu..."
I miei occhi si velano di lacrime. É già abbastanza difficile sapere che non potrò averlo, il fatto che ci dobbiamo dire addio in questi termini mi distrugge.
"Allora dimostramelo Isabella... Dammi un motivo per mandare all' aria la mia vita"
Ed è su di me. E nonostante il dolore e la rabbia, sento che è la cosa più giusta del mondo. Le sue braccia che mi stringono, la sua bocca sulla mia... Il suo sapore quando le nostre lingue si cercano, si accarezzano...
Mi solleva e le mie gambe si stringono intorno ai suoi fianchi, in poche falcate siamo in camera mia. Mi sento stendere sul letto nella penombra della stanza e subito dopo percepisco il peso del suo corpo su di me. Le sue mani sono ovunque, afferrano, stringono, mi tiene il viso e mi bacia ancora più proforndamente se possibile. Io non sono da meno, in questo momento quello che mi guida è la disperazione, voglio fondermi con lui, non voglio che tutto questo finisca mai... Voglio avere questo da lui, un ricordo da conservare quando non potrò più averlo. Voglio fare l' amore con lui.
"Fai l' amore con me Isabella... Ti prego... Ho bisogno di te... Non dirmi di no, non stasera, non un' altra volta..." mentre mi parla la sua bocca è sul mio collo e mi bacia, smette solo per pronunciare le parole che si mescolano con i miei gemiti quando inizia a premere la sua erezione fra le mie gambe.
"Ti voglio anch' io Edward..." e avendo ottenuto quello che tanto ha agognato perde ogni freno. La dolcezza lascia spazio all' urgenza. Mi libera della felpa e del reggiseno mentre continua a consumarmi le labbra. Le sue mani sono sul mio seno, stringono, cercano mentre con il pollice stimola i capezzoli che si induriscono al suo tocco. Le sue labbra e i suoi denti prendono presto il posto delle dita e io sono compeltamente in suo potere. Il mio corpo è come creta fra le sue mani, uno strumento che solo lui è in grado di suonare. Non sono padrona delle mie azioni in questo momento e tento goffamente di togliergli la maglia. Capisce le mie intenzioni e se la sfila dalla testa, approfitta di essere sollevato per sganciare i miei jeans e liberarmene in un unico movimento insieme alle mutandine. Sono completamente esposta al suo sguardo ma per la prima volta non mi vergogno... I suoi occhi sono scuri per il desiderio, le narici dilatate a causa del respiro alterato. É ancora in ginocchio fra le mie gambe quando se possibile mi allarga ancora di più premendo sulle ginocchia, poi con una mano si avvicina sostenedo il suo corpo, mentre l'altra risale all' interno della mia coscia e arriva lì dove ho bisogno di lui strappandomi un gemito. I suoi occhi non lasciano i miei neppure un secondo quando con due dita mi penetra e inizia a muoverle dentro e fuori fino a quando non inarco la schiena per il piacere.
"Bellissima... Mia... Isabella non posso più aspettare..."
Mentre lo vedo aprire i bottoni dei jeans e linerarsi anche della biancheria intima realizzo che devo dirglielo. Ora o mai più, voglio che sia dolce, ho paura del dolore, deve saperlo... Istintivamente chiudo le gambe
"Devo dirti una cosa Edward..."
Ma è di nuovo su di me, con le ginocchia sta cercando di forzarmi ad aprire le gambe. Mi prende il panico "Ti prego Edward, ascoltami..." ma non si ferma... Inizio a divincolarmi ma non sembra accorgersi che non sto partecipando come prima e sono invece movimenti dettato dal panico.
"Isabella ti prego non adesso, ti prego ti voglio..." e mi chiude la bocca con un bacio. Inizio a spingerlo via e ottengo la sua attenzione. Interrompe il bacio e immediatamente grido "No! Devi ascoltarmi!".
"Hai vinto Isabella."
Le sue mani si serrano a pugno e lo sento colpire con forza il materasso. Per un istante ho paura di lui.
Poi cala il gelo. Lo vedo rialzarsi e non mi guarda più. Recupera le mutande e i pantaloni che indossa rapidamente.
"Cosa...?"
Quando mi guarda di nuovo è una maschera di rabbia "Hai vinto. Evidentemente per te avere un anello al dito è più importante di tutto. Avere la garanzia economica e una posizione sociale sono il tuo unico interesse. Hai fatto in modo di portarmi a non poter fare a meno di te e del tuo corpo e adesso ne pagherai le consequenze."
Mi copro alle meno peggio con la coperta... Faccio fatica a seguirlo. Un momento prima sto per dirgli che sono vergine e adesso sembra impazzito. "Ma cosa stai dicendo Edward."
"Sto dicendo che diventerai mia moglie Isabella. Ed è un peccato. Come mia amante avresti avuto tutto di me. Ti avrei trattata come una regina, avresti fatto la tua vita e saremmo stati insieme comuque, senza costrizioni. Come mia moglie avrai il mio nome, ma nient' altro."
Davvero non lo seguo. "Edward io non capisco..."
"Non vorrai tirarti indietro adesso? No non te lo permetto Isabella. Adesso che tu lo voglia o no mi sposerai e quando sarai mia moglie sarai obbligata a fare l' amore con me. Sembra che tu riesca a concepire il sesso solo all' interno del matrimonio quando si tratta di me. E ho deciso che non voglio aspettare oltre. Mi hai già rifiutato troppe volte. La prossima occasione non potrai dirmi di no. Non sarai nella posizione per farlo"
"No Edward, non è così, non mi importa..."

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