Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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lunedì 27 ottobre 2014

CAPITOLO 38

Sabato mattina arriva glorioso. Mi sveglio per le 10.00 dopo nove abbondanti ore di sonno regalatemi dal sonnifero che Alice mi ha obbligato a prendere e la devo ringraziare. Non avrei mai potuto dormire altrimenti e adesso riesco a vedere tutto sotto una luce diversa.
Le ragazze si mettono subito all' opera e mi ordinano per prima cosa un bagno rilassante e una maschera per il viso. Poi Alice si occupa del trucco mentre Rose mi acconcia i capelli in uno chignon morbido non troppo alto da cui escono alcuni ciuffi in morbide onde.
Quando è il momento di aprire la busta dell' abito ho le mani sudate... Sono emozionata e felice. Ma purtroppo la felicità dura giusto il tempo di tirare giù la zip della busta.
"Ci deve essere un errore..."
"Cosa c' è Bella?"
"Alice hanno sbagliato a confezionare l' abito"
"Non è possibile... É una boutique molto seria..."
Rose prende il telefono, come al solito molto pratica "Datemi la ricevuta spillata fuori oppure dettatemi il numero"
Qualche secondo e la commessa risponde "Si buongiorno... Telefono per conto della Signora Swan. Sì abbiamo ricevuto tutto. Potete per cortesia controllare l' ordinazione? No il modello va benissimo è il colore che è sbagliato. Ah capisco.... No non ho bisogno del fax grazie... É stata gentilissima." e riattacando si gira verso di me con la rabbia negli occhi.
"Isabella il colore è quello ordinato..."
"No ti assicuro che ho specificato bianco. Me lo ricordo perchè Edward voleva un colore diverso proprio come quello..." poi sgrano gli occhi e capisco.
"Bella mi dispiace... Il giorno dopo hanno ricevuto via fax la richiesta di rettifica del colore e dato che Edward è l' intestatario della fattura non hanno pensato di avvisarti..." E a questo punto scoppio a piangere. Sono lacrime di rabbia le mie. Sono furiosa. Nemmeno stavolta si è risparmiato di ferirmi volontariamente... Questa è davvero grossa...
"Bella l' abito è comuque bellissimo anche color avorio..."
"Alice lo so l' abito è strepitoso"
"Allora perchè piangi"
"Piango perchè... Cazzo perchè gli ho detto che lo volevo bianco per fargli capire... Ho diritto all' abito bianco cazzo. É così preoccupato di cosa pensa la gente che se ne frega dei miei sentimenti... Ma adesso ho chiuso. Giuro che gliele faccio pagare tutte."
La porta si apre e vedo un' Esme preoccupata affacciarsi.
"Bella cara, cosa succede? Sono passata a portarti il bouquet come da tradizione... Tutto pensavo meno che trovarti in questo stato..."
"Oh Esme... Il vestito..." l' abbraccio fra i singhiozzi
"Che cos' ha il vestito? É macchiato, è difettoso?"
"No Esme... É del colore sbagliato ed è colpa di Edward che ha dato disposizioni il giorno dopo a mia insaputa..."
"In che senso non ti seguo..."
"Volevo l'abito bianco e l' ho detto a Edward. Lui mi ha lasciato credere che avrei avuto il mio abito bianco per tenermi buona, poi il giorno dopo ha chiesto alla boutique di confezionarlo avorio..."
"Proprio non ti piace così... É comuque bellissimo cara..."
"Il punto non è quello... Oddio sono imbarazzatissima a parlarti di questo... Ma io volevo fargli capire... Insomma io ho diritto di indossare un abito bianco..."
Mentre io sono di tutti i colori Esme si siede sul letto realizzando il significato delle mie parole.
"Beh... Credo che le cose siano motlo più chiare adesso... Ho avuto modo di conoscerti... I tuoi occhi Isabella parlano di una persona innocente e onesta... Non riuscivo a far combaciare i pezzi del puzzle..."
"Marcus ed io ci siamo sposati ma lui aveva intenzione di adottarmi... L' idea era di Jane... Ma poi ci sono state pressioni da parte della famiglia... É stato solo un modo di rendere tutto più semplice... Non siamo mai stati per davvero una coppia..."
"A questo punto ti devo delle scuse. Doppiamente Isabella... Conoscevo Marcus e avrei dovuto immaginarmi che non si sarebbe mai approfittato di una ragazzina... Sono stata superficiale e ho creduto ai pettegolezzi quando avrei dovuto pensare ai fatti miei... Perdonami Isabella per aver dubitato di te anche se non ti conoscevo all' epoca... Immagino solo quanto deve essere stato difficile per te... Non posso credere di essere stata così superficiale..."
"Oh Esme... Grazie!"
"E adesso spiegami perchè mio figlio ha cambiato il colore dell' abito... Non voglio essere indiscreta... Ma non siete mai stati in intimità?"
"Non fino a quel punto..."
"E perchè non gli hai parlato?"
"Ci ho provato Esme ti giuro. Tutte le volte me lo ha impedito... Mi ha chiesto di sposarlo per questo..."
E le racconto tutto. Ogni tanto la vedo sbuffare e agitarsi ma mi lascia finire.
"Mio figlio è un cretino. Ti ho promesso di non intervenire ma a questo punto mi sento in obbligo. Ti ha offeso in modi inimmaginabili e non deve permettersi più di mancarti di rispetto in questo modo, a prescindere da... Insomma da questo. É chiaro come il sole che lo ami altrimenti non avresti accettato le sue richieste assurde e soprattutto non lo sopporteresti come fai. Appena si renderà conto del colossale errore che ha commesso sono sicura che si ravvederà altrimenti giuro che lo disconosco come figlio. E spera che Carlisle non venga mai a sapere di quello che mi hai raccontato perchè potrebbe succedere il finimondo..."
In qualche modo con l' aiuto di Esme e le ragzze riesco a riassumere un aspetto decente. Siamo già un po' in ritardo...
"Non preoccuparti di nulla cara... Avrai modo di chiarire con lui... Adesso vai e goditi questo giorno... Ti auguro ogni felicità"
"Esme grazie. Di tutto."
Il giardino di casa di Esme e Carlisle è uno spettacolo per gli occhi e devo ringraziare Esme per aver fatto un lavoro speciale rispecchiando perfettamente i miei gusti. Sembra che mi conosca da anni invece che due settimane. Ci sono fiori bianchi a decorare le panche e l' altare che occupa l' ala est del giardino, essenziale e chic.
Scendo dalla macchina insieme alle ragazze ma mi trattengo con Jake mentre loro vanno a sedersi con gli altri.
"Allora Bells? Tutto ok?"
"Credo di sì."
"Allora andiamo"
L' emozione, che fino ad ora era mancata in senso positivo mi coglie quando la musica inizia. Cammino a tempo con Jake lungo la strada che mi porta da lui che è lì, all'altare bellissimo nella sua suite, che aspetta me. Lo vedo seguire ogni mio passo ma non riesco a cogliere nessuna espressione nei suoi occhi, che mi lasci capire cosa gli passa per la testa.
"Te la affido. Non farmene pentire Cullen..."
Non risponde a Jake ma fa un cenno d' assenzo poi rivolge a me lo sguardo e mi percorre un brivido lungo la schiena. Sono due pozzi, profondi, in cui mi perdo senza riuscire a proferire parola. Se prova rancore per il litigio di ieri non lo dà a vedere e mi parla mentre accoglie la mia mano fra le sue per poi guidarmi alle nostre sedute di fronte al parroco che ci aspetta per iniziare la funzione
"Sei in ritardo... Ho pensato che non volessi presentarti... Sarei venuto a prenderti. Sei bellissima e il vestito ti sta d' incanto"
Ecco. Ha scelto le uniche parole in grado di spezzare la magia del momento... Lo smacco per il cambio di colore è ancora troppo fresco per passarci sopra e anche io parlo... La mia voce acida come il limone "Complimenti Edward. Ti sei comportato da gran signore. Grazie per aver rovinato il giorno del mio matrimonio."
E a parte i voti nuziali sono le uniche parole che sente uscire dalla mia bocca. Non riesco a godermi il momento e questo mi fa infuriare ancora e ce l' ho con lui ancora di più. La cerimonia termina ma sono come fuori fase. Mi trovo seduta a tavola a recitare la mia parte ma lui si accorge perfettamente che non c'è sintonia fra di noi quando ci baciamo a beneficio del pubblico o quando beviamo intrecciando i bicchieri. Lo vedo che mi scruta e mi aspetto da un momento all'altro una sua battuta.
L'occasione si presenta quando apriamo le danze come da tradizione.
"Hai intenzione di ignorarmi per tutto il giorno Isabella? Hai deciso di farmi incazzare sul serio?"
Per chi ci vede mentre lui mi sussura all' orecchio siamo una coppia di sposi intenti a scambiarci frasi d' amore mentre in realtà sono al vetriolo
"Sai cosa ti dico Edward? Non me ne importa un accidenti se sei arrabbiato. Anzi, guarda un po', te lo meriti. Sei proprio uno stronzo!"
Al che la sua stretta alla mia vita si chiude e mi prende il viso con una mano "Stai attenta Isabella. Stai attenta a quello che dici perchè potrei fartene pentire... Non mi importa se sei indignata per l'abito, ho fatto quello che dovevo. Avresti fatto ridere tutti con un abito bianco. E adesso comportati come si confà ad una novella sposa innamorata. E mi bacia, con passione, in modo tale che il mio corpo traditore si trova a rispondere. Mi lascia andare con un sorriso trionfante quando suo padre mi reclama per il ballo successivo e lui si avvicina a sua madre, non prima di sussurrarmi di nuovo all' orecchio  "Vinco comunque io Isabella... Dovresti saperlo ormai..."
E io, sorridendo amabilmente, gli rispondo "Vaffanculo Edward".

2 commenti:

  1. E ti pareva....chissà perché me lo sentivo che il cretino gli avrebbe cambiato il vestito??? Comunque questo Edward è proprio stronzo!!! Non vedo l'ora di leggere come ci rimane quando scoprirà che Bella è ancora vergine.... ti prego fallo sentire una vera merda , almeno questo ce lo devi!!!
    Bravissima ....bella storia!!!
    Aspetto il nuovo capitolo con impazienza.
    Ciao Gloria.

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  2. Grazie davvero troppo buona! Garantisco che merda ci si sente per diversi capitoli proprio in epov e poi ci pensa lei a ricordarglielo...

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