Sono le ventidue e trenta quando Jasper si ferma davanti al cancello della residenza di Edward.
"Jasper grazie... di tutto!"
"E stato un piacere Bella. Aspetto che tu sia dentro prima di andare"
Cosí mi faccio coraggio e inserisco la chiave nella serratura. Quando mi chiudo il cancello alle spalle, Jasper aspetta ancora un attimo e poi sento l'auto partire. Adesso siamo solo io e lui, la nostra montagna da scalare per ritrovarci, le mie scuse doverose. Non so ancora cosa gli diró per farmi perdonare... Non voglio pianificare niente. Finora non é servito... Anzi puntualmente, ogni sigolo piano o intenzione sono stati una perdita di tempo e basta. Con Edward ho imparato che devo agire d'istinto...
Silenziosamente entro nell' atrio e lascio la borsa dove al solito. Appendo il cappotto e spengo il cellulare. Non voglio interferenze, non stanotte. É arrivato il momento della veritá, é in ballo la mia vita, la mia felicitá... Non so se riusciró a farmi perdonare, ma sono positiva perché in fondo so che Jasper ha ragione... Se davvero mi ama mi deve perdonare, cosí come io ho perdonato lui.
Il piano é completamente deserto, le luci spente. Edward dev' essere a letto. Salgo al secondo piano dove c'é la nostra camera, la nosrta camera... Non c' é nessunio, apro il bagno ma nemmeno lí c' é traccia di lui. Poi tendo l' orecchio e lo sento. É nella sua stanza della musica e sta suonando il piano, una melodia struggente e malinconica, specchio probabilmente del suo stato d' animo in questo momento. Scendo al piano dove adesso ho la certezzza che si trova mio mairito, la porta é chiusa e probabilmente non mi ero accorta che era lí perché le pareti sono insonorizzate. Mi soffermo alla porta e appoggio l' orecchio al legno con la mano sulla maniglia, ma non entro ancora... Il mio cuore batte forte... Siamo fisicamente cosí vicini, ma paradossalmente cosí lontani in questo momento... Lui perso nell' incertezza, non sapendo com' é andatao il mio incontro con Jasper e io qua, con la mia indecisione su come affrontarlo, su come avvicinarmi a lui... Piano piano faccio leva e la porta si apre, lui non mi sente e mi va bene cosí, voglio prendermi il mio tempo per osservarlo. Non l'ho mai visto suonare... Ho sempre desiderato ascoltarlo, ma non abbiamo mai avuto l'occasione, é buffo che capiti proprio adesso. É ancora vestito come oggi pomeriggio, solo che la giacca giace per terra insieme alla cravatta e la camicia é aperta fino al petto. Riesco a intravedere questi dettagli dal riflesso della sua immagine sul nero lucido del pianoforte a coda, illuminato dalla luce della luna che filtra dalla finestra aperta. La stanza é fredda, ma sembra non curarsene. I suoi occhi sono chiusi, l' espressione assorta, completamente perso fra le note, che sono sicura scaturiscono direttamente dalla sua anima... Le sue mani, bellissime e forti, le sue dita lunghe percorrono la tastiera in una danza piana di passione. Mi trovo ad avanzare verso di lui senza accorgermente, il cuore che pompa furioso nel mio petto.
Sono dietro di lui quando una folata di vento mi fa rabbrividire e la musica si interrompe all' improvviso.
"Isabella... sei qui..." volta il capo lentamente, non so cosa aspettarmi e tengo gli occhi chiusi.
"Guradami Isabella... Ti prego apri gli occhi..."
E cosí il mio sguardo si posa su di lui che ha gli occhi stanchi e l'espressione di chi sta vicnendo il suo inferno personale. Ma non c' é rabbia nel suo sguardo, nussuna traccia di rimprovero, solo tanta tristezza... Vorrei lavare via quella traistezza, senza sapere bene come fare.
"Perdonami Edward... Ti prego... Sono stata una sciocca impulsiva, io... Mi dispiace..."
Le sue mani cercano le mie, ancora in silenzio, lo sguardo basso e i respiri profondi. Mi tira verso di se' e lo sento appoggiare la testa sul mio stomaco.
"No c'é niente da perdonare Isabella... Se solo penso a come avrei reagito io in una situazione simile..."
"Non ti ho fatto parlare Edward... Sono stata volutamente crudele e ti ho detto cose che non meritavi..."
"Ho fatto di peggio Isabella..."
"Volevo farti una sopresa, volevo dirti del bambino ma ho rovinato tutto... Non dovevi saperlo in questo modo... Ho sognato tante volte il momento in cui te lo avrei detto... Mai avrei immaginato che finisse cosí..."
Finalmente alza lo sgurardo e i suoi occhi cosí belli, verdi come il mare, fissano i miei
"Ho rovinato ogni singolo momento importante Isabella... Ho sbagliato cosí tanto con te... Eppure adesso sei qui... Come potrei mai non perdonarti io stavolta, per una cosa cosí piccola rispetto a tutto il male che ti ho fatto? Mi diapiace solo che un banale equivoco abbia rovinato anche questo per te... Non immagini quanto sei preziosa per me Isabella... Ancora di piú adesso che so che dentro di te c'é mio figlio... Ma ti avrei perdonato lo stesso, perché..."
Con le mani mi cinge la vita e sento le sue dita aggrapparsi a me come ad un' ancora di salvezza. Le mie di mani sono sulle sue spalle poi lo stringo a me, al mio petto, accarezzandogli i capelli. Rimaniamo in questa posizione, godendo del reciproco contatto. Ormai tutti i miei dubbi sono un lontano ricordo cancellato dalla sua presenza qui, fra le mie braccia, e dalle sue parole.
"Ti avrei perdonato comunque Isabella perché ti amo, con tutto me stesso, dal momento che ti ho incontrata. Volevo dirtelo stasera... Volevo rendere tutto speciale almeno una volta..."
Sento le lacrime pungermi gli occhie e mio malgrado cominciano a rigarmi le guance. Per la prima volta in vita mia sono le benvenute. Non ho mai pianto di gioia, ma in questo momento non riesco ad esprimere altrimenti quello che queste due semplici parole significano per me e capisco che in cuor mio lo sapevo giá... Dovevo solo lasciar cadere il muro di diffidenza che mi ero costruita per proteggermi da lui, per capire l'evidenza di ogni suo singolo gesto nei miei confronti. Anche l'azione apparentemente piú sbagliata é stata sempre mossa dai suoi sentimenti. Tutto o niente con Edward... Sia in amore che in guerra con lui nomn esistono vie di mezzo...Magari le reazioni sono state alle volte eccessive, quelle di un uomo passionale e impulsivo che non sta ragionando lucidamente, ma non per questo meno sincere...
"Non piangere Isabella..."
"Ti amo Edward, non sai quanto... E sono cosí felice... Felice di sapere alla fine che anche tu mi ami..."
"Non é possibile che tu non te ne sia accorta Isabella... Ho fatto di tutto per dimostrartelo... Farei di tutto ancora..."
"Penserai che sia stupida e infantile Edward, ma avevo bisogno di sentirtelo dire... Mi hai fatto credere tante cose... Ho sempre pensato che non mi credessi degna del tuo amore... Non volevo credere all' evidenza dei fatti... Ho resistito con tutta me stessa per non illudermi e soffrire ancora e ho rischiato di rovinare tutto..."
"Non devi biasimarti amore mio, la tua reazione é anche questa dovuta a colpe che sono solo mia... Sono stato uno stupido, arrogante egoista con te fin da subito... Ho fatto di tutto per farti sentire in difetto quando in realtá quello sbagliato ero soltanto io... Ho lottato contro questo sentimento, imputando a te colpe che non avevi, se non quella di avermi stregato con il primo sguardo... Non sono mai stato bravo con i sentimenti Isabella, ho avuto una vita facile ed ero convinto che tutto mi fosse dovuto. Avevo le mie certezze e le mie veritá assolute, ma mi é bastato conoscerti e hai sovvertito completamente il mio mondo aprendomi gli occhi su quello che é davvero importante nella vita. Mi sono comportato male, ai limiti della crudeltá perché non volevo cedere nemmeno io a ció che era chiaro ckme la luce del Sole. Tutto di te gridava innocenza e sinceritá ma non ti ho mai voluto ascoltare, dando per scontato di conoscere tutto di te, la tua vita, le tue motivazioni... Non ho indagato, ho voluto rimanere cieco di fronte all' evidenza quindi non biasimarti se anche tu hai fatto lo stesso oggi... Mi merito ogni singola parola che hai detto.. Ma spero di aver imparato dai miei errori Isabella e ti giuro su Dio che non faró mai piú lo stesso sbaglio." E la sua testa si appoggia di nuovo a me.
Per me questo é sufficiente a scordare tutto il brutto dei mesi precedenti. Il suo ammettere cosí apertamente i suoi errori, i suoi sentimenti, é molto di piú di quanto avrei mai sperato. Gli faccio alzare il viso e lo accarezzo... Lui chiude gli occhi assaportando il mio tocco in un gesto cosí intimo. Dio com' é bello e cosí profondamente mio in questo momento... Amo quest'uomo con tutta me stessa e porto in grembo suo figlio, lui mi ama e niente esiste in questo momento che potrebbe intaccare la gioia che provo. Ho voglia di lui, cosí lo bacio, la mia lingua che si fa strada fra le sue labbra.
"Isabella dimmi che sei pronta a ricominciare da capo, dimmi che anche tu mi vuoi come ti voglio io... E io ti giuro che non te ne pentirai... Giuro che ne varrá la pena" si stacca da me solo per queste parole e poi siamo di nuovo uniti, un bacio disperato, misto di passione e aspettative.
"Sono pronta Edward... Per te soni pronta a tutti" La passione infine prende il sopravvento e lo sento afferrarmi per i fianchi e tirarmi seduta su di se', le sue mani ovunque sul mio corpo, il suo bisogno di me, di sicurezza e di conferme rende i suoi gesti veloci e convulsi. Io non sono da meno, gli sbottono la camicia e gliela tolgo dalle spalle, lui mi lascia solo per liberarsi delle maniche e mi toglie la felpa e il reggiseno. Torniamo a baciarci e a stringerci forte come a voler confermare che sí, é tutto passato, sí ci saremo l' uno per l' altra... Un brivido mi percorre la schiena quando una folata di vento accarezza la mia pella accaldata "Isabella stai tremando... Andiamo in camera amore mio..." e cosí mi prende in braccio come una sposa, come non ha fatto dopo il matrimonio, dimenticando i nostri vestiti dove sono stati gettati.
Mentre facciamo l'amore quella notte, la sua voce mi ripete le parole che tanto ho agognato come una litania, mentre il suo corpo mi dimostra il suo amore. Se la notte scorsa ero ancora piena di dubbi, adesso non esiste piú nessun ostacolo, nessuna incomprensione. Sono sua, cosí come lui é mio e mai l' ho sentito cosí profondamente vero dentro di me. Possiamo entrambe aver commersso degli errori e tanti altri ne faremo, ma adesso so di aver fatto le scelte giuste perché un amore cosí grande vale sicuramente ogni singolo sacrificio fatto.
La mattina ci svegliamo ancora abbracciati. Non sono sola stavolta... Lui é qui con me e ho la certezza che ci sará sempre, semplicemente perché non possiamo restare separati. Facciamo ancora l'amore ma dolcemente e dopo, sempre abbracciati, continuiamo a parlare, come se dopo ieri sera si fossero rotti gli argini dietro cui si nascondevano tutte le parole che non ci siamo mai detti.
"Promettimi Isabella, che non mi allontanerai mai piú... Non posso vivere senza di te, quando mi sono sentito rifiutaro da te ho fatto gli errori piú grossi. Io non funzioni piú se non ti ho accanto..."
"Io ho sempre creduto che tu non mi amassi... Ho sempre pensato di non essere abbastanza... Sono scappata per non soffrire Edward... Ma alla fine.... Per quanto scappassi non sono mai riuscita veramente a lasciarti andare, perché la veritá é che ti amo, ti amo per come sei e mi lusinga che tu abbia fatto tanto per smussare alcuni lati del tuo carattere..."
"Sai qual' é la mia veritá invece? É che da quand ti conosco sono diventato una persona migliore Isabella... Il tuo comportamento con me ha toccato i tasti giusti e mi sono reso conto di tanti sbagli che ho fatto sia con te che con altre persone. Sei la mia benedizione e sí... Anche io ti amo. Non mi stancheró mai di ripetertelo..."
"Promettimi anche tu una cosa Edward... Che non smetteremo mai piú di essere sinceri l'uno con l'altra. Hai visto anche tu a cosa ci ha portato il non comunicare... Abbiamo perso tanto tempo e sofferto tutti e due quando potevamo evitarlo. Dobbiamo farlo soprattutto perché adesso non siamo piú soli..."
Istintivamente mi porto una mano al ventre con fare protettivo e lui copre la con la sua.
"Te lo giuro Isabella, mai piú questioni di orgoglio e mai piú segreti... Ti prometto che faró il possibile per essere un buon padre e, se sará una femmina, per far sí che non incontri mai un uomo come me... Perché se la facesse soffrire... Potrei ucciderlo con le mie mani. Se sará un maschio gli insegnreó quello che ho impararo dalla vita, ma soprattutto il rispetto, quello che mi é mancato all' inizio nei tuoi confronti..."
Con un dito gli chiudo le babbra "Sshh... adesso basta parlare del passato... Adesso voglio concentrarmi sul futuro... Su di noi... Tutti commettono degli errori, l ' importante é essere in grado di chiedere scusa e mi pare che lo abbiamo fatto entrambe... Adesso... Adesso baciami amore..."
***
E cosí, dopo un inizio non proprio semplice, una serie di incomprensioni e colpi di scena, ha inizio la nostra vera vita insieme. Una serie di veritá inaspettate ci ha portato dove siamo adesso. Di sicuro quando racconteremo ai nostri figli come ci siamo conosciuti non sará un racconto noioso... Non tutti hanno la possibilitá di incontrare il vero amore, quello che ti porta via come come un tornado... Io ho il piacere di pensare di essere stata fortunata ad incontrare Edward e che ne sia valsa la pena a dispetto di tutto. Credo infatti che se mai avró una figlia... Beh... le auguro di trovare un amore travolgente proprio come il mio. Mentre invece se dovesse essere un maschio sono certa che suo padre sará un ottimo esempio da seguire perché non é perfetto, ma cerca di esserlo per me e soprattuto é in grado di ammettere i propri errori e imparare da essi. Quanto a me... Io spero proprio di non smettere mai di sentirmi viva come mi fa sentire Edward perché l' amore é vita e lui é la mia!
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.
martedì 18 novembre 2014
CAPITOLO 60
domenica 16 novembre 2014
CAPITOLO 59
Esco fuori dall' edificio e non so se la nausea é dovuta alla gravidanza o al disgusto che ho provato. Adesso é finita davvero... Tutte le settimane a tormentarmi... Tutti i dubbi... E lui se la fa con la segretaria! Che banale e scontato cliché... Mi sarei aspettata qualcosa di meglio da Edward Cullen! Ma evidentemente ha finto in tutto questo tempo, ha finto perché tanto aveva qualcuno con cui sfogarsi... Poteva fare benissimo a meno di me! E adesso sono certa che la cosa migliore sia lasciarlo. Non voglio piú nemmeno vederlo! L'uomo che amo non esiste... Lui é una farsa...
Decido di prendere un taxi perché non me la sento di guidare. Ma non mi sento mancare, sono lucidissima e determinata come mai nella mia vita. E non esito un attimo a dare al tassista l' indirizzo di casa mia, la mia vecchia casa che per fortuna non ho accettato di vendere. Per la prima volta da un lungo tempo mi sento perfettamente libera e padrona di me.
Pago il tassista e entro in casa. Non sento ancora la necessitá di piangere anche se sono sicura che presto avró il crollo... Tutte le forniture sono ancora allacciate e vado subitova farmi una doccia. Voglio lavarmi via questa giornata di dosso, fosse possibile laverei via tutta la mia vita degli ultimi mesi.
Sto scendendo le scale con i capelli ancora da asciugare quando sento bussare alla porta. Se é lui giuro gli rompo in testa il mattarello poi chiamo l' ambulanza.
Ancora colpi alla porta "Bella... Bella apri! Sono io, Jasper!"
"Jasper!?"
Mi precipito alla porta perché fuori sta diluviando. Sembra che il tempo sia in linea con il mio stato d'animo.
Guardo dietro Jasper per capire se é solo "Tranquilla Bella... Edward non é qui. Sono stato un pezzo ad aspettsrti alla macchuna, non immaginavo avessi preso un taxi, altrimenti sarei arrivato prima..."
"Non me la sentivo di guidare..."
"É comprensibile"
"Come hai fatto a sapere che ero qua?"
"Ho pensato che non saresti tornata a casa di Edward, l' unico altro posto poteva essere questo, dato che Alice mi ha detto che non sei a casa nostra e non andresti mai da Rose a metterle agitazione per via della gravidanza"
"Mi conosci molto bene Jasper..."
"Ah... Edward mi ha detto... Sí insomma che aspetti un bambino... Non sapevo niente"
"Nessuno a parte Esme sa niente, non preoccuparti... E comunque grazie Jaz"
"Adesso che intenzioni hai Bella?"
"Cosa vuoi dire?"
"Ascolta Bella... Mi ha mandato Edward, Pensa che non lo ascolteresti..."
"E pensa bene! Non voglio piú vederlo in vita mia! É un bastardo! E qualunque cosa ti abbia mandato a dire non mi interessa"
"Vorrei comunque che tu mi ascoltsssi Bella..."
"Intanto levati quel cappotto che é bagnato, poi vuoi qualcosa da dere? Ho solo dell'acqua, ma se vuoi ci possiamo fare un caffé, ne ho una confezione da aprire..."
"Non é necessario Bella... Veramente ho bisogno che tu mi ascolti sul serio
"Qualunque cosa sia Jasper, ormai é tutto cosí chiaro che non rimane poi molto da spiegare..."
"Lo sai vero che sono sempre stato dalla tua parte e che non ti mentirei mai? Sei la migliore amica di Alice, non potrei mai farle questo."
"D' accordo Jaz... Ma per favore andiamo di lá, ho bisogno di sedermi e di qualcosa di caldo"
"Allora ti faccio compagnia"
Guardo l'orologio e realizzo che sono le otto e mezza "Ma Jasper é tardissimo... Avrai fame e io non ho niente in casa..."
"Non preoccuparti ho avvisato Alice e non credo di riuscire a mandare giú niente finché tutta questa storia non sará chirita. Vedi... mi sento in parte responsabile per quello che é successo..."
"Cosa intendi dire?"
"Io non so cosa tu possa aver visto Bella e forse puoi esserti fatta un' idea sbagliata..."
"Jasper credi che sia stupida? Edward la stava baciando e c'erano dei fiori... Piú chiaro di cosí... Chissá da quanto va avanti? E io che credevo che la sua astinenza dal sesso fosse un segno, una prova che stesse rispettando i miei tempi.. Anzi forselo era! Era il segno che trovava sfogo da un' altra parte!"
Mentre parlo, preparo il caffé e lo verso nelle tazze. Non capisco come sia possibile che Jasper stia tentanto di negare l' evidenza.
"Bella... é stata Jessica a prenderlo in contropiede... quando sei apparsa tu Ewdard stava giusto tentando di levarsela di dosso. L'ha ammonita piú volte negli ultimi tempi di comportarsi adeguatamente, ma lei ha insistito a vestirsi in maniera discutibile e prendersi delle confidenze che non le sono state date... Ne stavamo parlando anche stamattina. Edward non la vede nemmeno, non ha occhi che per te, credimi"
"E tu come fai a dirlo?"
"Te lo posso garantire. E sai perché? Perché ero nel bagno in ufficio da Edward e quando lei gli é saltata addosso ero appunto appena uscito, poi é successo tutto troppo in fretta e nessuno ha potuto spiegarti nulla perché tu eri svenuta..."
"E i fiori allora?"
"Sono quelli per cui mi sento in colpa... Sono stato io a suggerire a Edward di prenderti dei fiori..."
"E perché mai?"
"Perché Isabella... Da una parte dovete iniziare a chiarirvi! Tutti quelli che vi guardano da fuori sanno benissimo che siete pazzi l' uno dell' altra, ma siete tutte e due cosí testardi che non avete ancora trovato il modo di avvicinarvi! Gli ho consigliato i fiori perché anche io lo faccio quando litigo con Alice... Era un tentativo... Edward ti ama alla follia Bella... Solo che per tirargli fuori due parole fa sudare anche me..."
"E a te ha detto che mi ama?"
"Ma sí Bella, me lo ha detto ma credo di aver letto questo in tutta una serie di atteggiamenti nell' ultimo periodo. Lo sai che non ho mai approvato il suo modo di trattarti all' inizio... Ma un uomo non cambia dal giorno alla notte se non c'é qualcosa di davvero importante. Forse dovresti rivedere tutta la vostra storia sotto questo punto di vista..."
A questo punto non so che dire... Se fosse davvero tutto un madornale equivoco? Se adesso Edward fosse furioso con me per cosa gli ho detto del bambino e il modo in cui l' ho fatto?
"E adesdo Jasper?"
"Adesso sta a te"
"Ma l'ho trattato malissimo... Il modo in cui gli ho detto che sono incinta... Doveva essere una bella sorpresa, lo so quanto voleva un figlio... Dio spero di non aver rovinato tutto..."
"Io sono convinto di no... Anche se ammetto che dirgli del bambino in questo modo é stata una bella botta... Era un attimino scosso..."
"Secondo te mi perdonerá?"
"Bella, Edward ti ama alla follia ed é pazzo di gioia per il piccolo. Certo che ti perdonerá Isabella. Non lo hai forse perdonato tu per i tanti sbagli che ha fatto nei tuoi confronti? In amore ci si ferisce e ci si perdona... Imparate tutti e due dai vostri errori... Siete due persone molto forti e cocciute... Avete solo bisogno di parlare... Giuro che se non vi chiarite vi lego a una sedia tutti e due imbavagliati e vi sciolgo la bocca a turno per obbligavi ad ascoltare senza interrompere..."
"E adesso cosa faccio Jasper?"
"Va da lui..."
"Credi che mi caccerá se vado subito?"
"Non penso proprio... Non é venuto qua lui di persona perché ha troppa paura che tu lo rifiuti di nuovo. Ti assicuro Bella, anche se sembra di granito in realtá ogni tua azione lo segna profondamente. Durante l' ultimo viaggio era uno straccio per come vi siete lasciati prima di partire... Voleva essere con te per rimediare, invece ha dovuto aspettare una settimana"
Non mi servono altri incoraggiamenti. Anzi ho proprio voglia di mettermi a correre... Poi realizzo che ho lasciato la macchina alla Cullen Enterprise "Jasper mi dai un passaggio?"
"Con piacere. Fra l' altro Edward non sarebbe contento di sapere che ti ho lasciato uscire da sola e sono quasi le dieci..."
Senza riordinare prendo il cappotto e le chiavi mentre Jasper si mette il soprabito ancora zuppo. Chiudo a chiave la porta di casa, lasciandola stavolta con la volontá di farlo e se Dio me la manda buona di non tornare insietro una volta per tutte.
sabato 15 novembre 2014
CAPITOLO 58
EPOV
Mi sveglio dopo poche ore di sonno. Stranamente, mi sento pieno di energie... Lo so perché, é ovvio... La notte che abbiamo appena passato insieme... Mio Dio! É stato come... No, non ci sono parole per descrivere cosa ho provato. La mia dolce Isabella... Cosí timida e inesperta mentre per la prima volta si é data a me anima e corpo, di sua volontá... Mi ha detto che mi ama ancora, allora forse ancora niente é perduto... Forse é vero che quando ami una persona devi lasciarla libera per capire se ti ama davvero... L' amore... Non ho mai creduto di saper amare, ma questa creatura che dorme accanto a me adesso ha completamente scosso il mio mondo dalle fondamenta. Non sono la stessa persona di qualche mese fa, ma mai come adesso mi sento completamente me stesso. Spero che stanotte abbia compreso quanto la amo... Quanto la venero e quanto tengo a lei. Ho fatto tutto quello che era in mio potere per farle sentire la profonditá di quello che provo per lei... Mi ha amato quando ho dato il peggio di me, deve esserci una possibilitá per noi... Vorrei poter rimanere tutto il giorno con lei, ma so che in ufficio mi aspetta una giornata faticosa e poi non voglio rovinare tutto imponendole la mia presenza. Voglio darle il tempo di riflettere su questa notte e di comprendere... Stasera. Stasera devo trovare il modo di parlarle, di dirle quanto la amo e di chiederle se si sente pronta per ricominciare insieme... Come marito e moglie.
La lascio riposare senza svegliarla, prendo il necessario per vestirmi e vado a farmi la doccia nel bagno del piano di sotto. Prima di uscire mi fermo a guardarla ed é bella come un angelo. É ancora nuda nel letto ed é una tentazione tremenda... Forse mia madre ha ragione a dirmi che non mi devo preoccupare della sua salute in modo eccessivo e che tutto si risolverá. Ha ripreso un po' di peso da dopo l' incidente, soprattutto nei punti giusti... Il seno e i fianchi sono piú pieni, me ne sono accorto mentre facevamo l'amore... Era cosí sensibile e responsiva... Forse perché per la prima volta si é data a me senza riserve... Nonostante la sua inesperienza é stata un'amante dolce e passionale, mi trovo a deglutire quando penso a quanto sará bello insegnarle tutto sul sesso e quanto mi renda felice il fatto che nessun uomo prima di me l'abbia ma toccata... Mi ammonisco da solo di dare un taglio al filo che stanno prendendo i miei pensieri... Pazienza Edward ... Poso lo sguardo sulle occhiaie che si notano nonostante stia dormendo, anche se sta tornando in forma rimane comunque ancora molto magra... Devo vigilare in modo da farle fare pasti piú sostanziosi, se ci penso bene non ricordo l'ultima volta che l'ho vista mangiare di gusto.
Le do un' ultima occhiata e lascio la stanza. Mi preparo velocemente e in un' ora sono in ufficio.
Appena arrivo chiedo alla segretaria di ordinarmi la colazione, ma poi me ne pento. Ultimamente la Signorina Stanley é stata invadente, le sue gonne sempre piú corte e i suoi scolli piú profondi... Ho sempre dubitato che avesse una cotta per me, ma si é sempre comportata bene, fino a quando per caso ha ascoltato una mia conversazione con Jasper a proposito dei problemi con Isabella. A differenza del primo periodo dopo il matrininio, Jasper mi é stato vicino... Quando mi ha visto veramente intenzionato a cambiare atteggiamento ha iniziato a tornare ad essere il mio confidente, non solo per il lavoro come prima peró. Io non racconto mai nulla, é lui che chiede e sembra sempre capire quando ho bisogno di un consiglio. Non é mai stato invadente, ma mi ha incoraggiato quando ho pensato di non potercela fare...
"Signorina Stanley, grazie per la colazione, adesso puó andare..."
"Edward... puoi chiamarmi Jessica lo sai"
"Io invece preferirei Sig. Cullen, come le ho ho giá detto"
***
"Sta diventando pesante eh Edward?"
"Abbastanza..."
"Ti vedo bene stamani..."
"In effetti credo che la faccenda con Isabella sia ad una svolta..."
"Avete parlato?"
"Non proprio parlato..."
"Bene... Ehm... Si insomma dovrebbe voler dire qualcosa..."
"Spero solo di non rovinare tutto stasera..."
"E perché dovresti?"
"Non lo so Jasper... Lo sai che non sono molto bravo a parlare con lei, combino sempre un gran casino. Sembra che qualunque cosa dico, lei la fraintenda..."
"Secondo me potresti baipassare il chiarimento con Isabella... Nel senso che quello che é stato é stato. Se si é fatta avvicinare da te ieri, forse ha deciso di perdonarti... Perché rivangare il passato?"
"Non lo so... Forse devo spiegare... Sembra comvinta che io non sia innamorato di lei, ma non capisco cosa ho sbagliato ultimamente per farlgielo credere... Ho fatto di tutto... Ma ancora la vedo cosí insicura..."
"Ma le hai detto che la ami?"
"Ma non é ovvio?"
"Allora taglia la testa al toro. Stasera non tirare fuori discorsi che sai che ti possono portare a dire fesserie. Torna a casa con un bel mazzo di rose rosse, mettiti in ginocchio e chiedile scusa per tutto quello che l'ha ferita e infine dille che la ami. Credimi Edward. Due semplici parole, ti amo, e se Isabella é la persona che credo non vorrá sentire altro. Quando faccio qualche cazzata con Alice, perché succede a tutti eh, lascio che le passi e se ho sbagliato chiedo scusa. Poi non passa giorno senza che le abbia detto quamto la ami e quanto é importante per me"
"Ma tu Jasper sei sempre stato quello romantico... Io... mi sento ridicolo. Non é giá evidente che la amo piú della mia vita?"
"Ok te lo concedo. Ma cosa ti costa? Se fosse la rassicurazione di cui ha bisogno, perché no?"
"Ti voglio credere... Sei sempra stato piú bravo di me a capire le persone. E sia. Stasera rose rosse e le diró a parole quello che ho sempre pensato di dimostrare coi fatti. Cristo santo é mia moglie!"
Purtroppo anche stasera faró tardi in ufficio... Volevo portare fuori Isabella a cena e dichiararle il mio amore in un ristorante romantico e a lume di candela, ma mi dovró accontentare davvero di portarle delle rose rosse. Per evitare di far entrare la Stanely di nuovo in ufficio telefono da solo al fiorario per chiedergli di farmi portare in ufficio un mazzo di rose rosse a gambo lungo perché rischio di non avere tempo di fermarmi dopo l' ufficio.
Finisco la riunione con l'ingegnere che si occuperá del prossimo progetto che sono le sette. Appena l' ingegnere lascia l'ufficio Jasper si alza "Edward posso usare il tuo bagno, non credo di farcela ad arrivare nel mio ufficio. Cristo non la smetteva piú di parlare quello! Dammi un secondo e ti lascio libero!"
"Vai pure Jaz, fai con comodo" Scoppio a ridere perché la professionalitá di mio cugino gli ha impedito di alzsrsi nel bel mezzo della riunione... Lo vedevo a disagio, ma credevo che come me stesse manifestando i segni della stanchezza. Guardo l'orologio e realizzo che ancora i fiori non sono arrivati quindi esco nell' atrio. Vedo il fattorino che sta facendo firmare la ricevuta alla segretaria e rientro per prendere le mie cose. Non mi accorgo che la Signorina Stanley mi ha seguito con i fiori in mano e lo sguardo sognante. Poi succede tutto cosí velocemente che ho appena il tempo di relaizzare cosa sta accadendo.
"Edward grazie!"
"Cosa?"
"L'ho sempre saputo che prima o poi avresti scordato quella frigida di tua moglie e avresti capito che siamo fatti l'uno per l' altra"
Mi prende letteralmente per il collo e mi bacia e io immediatamente con una mano le prendo un braccio allontanandola e con l'altro le levo di mano il mazzo di rose.
"Ma cosa cazzo stai dicendo? come ti permetti!?" Purtroppo con la coda dell' occhio realizzo che proprio in quel preciso momento le porte dell'ascensore si sono aperte e vedo Isabella sgranare gli occhi davanti alla scena, che dalla sua prospettiva potrebbe sembrare tutta un' altra cosa... Dannazione. Mentre spingo via la piovra facendola cadere col sedere per terra, vedo Jasper che dalla porta del bagno ha assistito a tutta la scena a contemporaneamente vede con me anche Isabella, che sta scivolando a terra "Cristo Isabella!" E sto giá correndo verso di lei. Dio no, non adesso, proprio ora che stava andando tutto bene. Maledico il giorno che ho assunto quella demente mentre prendo in braccio mia moglie e la trasporto sul divano nel mio ufficio. L' affido un secondo a Jasper e mi volto in direzione della reception.
"Lei é licenziata! Prenda le sue cose e sparisca dalla mia vista"
Senza aspettare una risposta torno in ufficio dove Isabella si sta giá riprendendo per fortuna.
"Credo sia meglio che vi lasci soli..."
"Grazie Jasper..."
Non appena si chiude la porta mi giro verso mia moglie e giuro su Dio di non essere mai stato piú terrorizzato in vita mia. E ora come glielo spiego. Cazzo...
"Isabella..."
"Lasciami stare..."
"Ti prego Isabella fammi spiegare..."
"Non c' é niente da spiegare ho giá visto abbastanza. Sei un essere ignobile"
Vedo che fa per alzarsi e cerco di impedirglielo "Non mi toccare!"
"Va bene ma per favore ascoltami Isabella..."
"Non ti voglio ascoltare! Sei un bastardo! Io ero venuta da te per dirti che volevo ricominciare, che dopo stanotte volevo ancora crdere in noi e tu che fai? Te la fai con la segretaria Edward!? Mi sento una stupida... Sono una stupida! Ma adesso basta é finita!"
"No!"
"No? Chi cazzo sei per dire no? Lo sapevi fino dall' inizio Edward! É l' unica cosa su cui sono sempre stata categorica! Nessuna altra donna! Ma dovevo immaginarmelo..."
"Isabella non ho fatto niente te lo giuro! Mi é saltata addosso, l' ho appena licenziata!"
"Per me puoi anche tenertela! Non ti voglio piú! E io che crdevo che tu ci tenessi a me in qualche modo... Che stupida! Comunque complmenti Edward, sei un ottimo attore. Se mai dovesse andare male negli affari, hai una carriera assicurata! Ah... giusto perché tu lo sappia... Ero venuta anche per dirti un' altra cosa... Doveva essere una bella notizia... Sono incinta Edward. Hai la coscienza pulita, non mi sento male per l'incidente. E tanto perché tu sappia come comportarti... Mio figlio me lo cresceró da sola! Non lo faró venir su con le tue donnine che vanno e vengono e tu non sei l' uomo giusto per dargli l' esempio, al contrario"
Quando mi dice che é finita non riesco a seguire che la metá del discorso, mi fischiano le orecchie... Quando le sento pronunciare la frase in cui mi dice che é incinta entro quasi in trance. Non riesco a reagire abbastanza prontamente e non riesco a proferire parola. La vedo alzarsi e correre via, la rincorro ma si divincola dalla mia presa e si precipita in ascensore dove preme il pulsante immediatamente per scendere al piano terra. Batto i pugni sulle porte di metallo "Jasper!"
"Cazzo Jasper per favore fermala! Non mi ascolterá mai per favore dille che si tratta di un malinteso! Almeno a te deve credere! Non puó finire cosí, non ora... Ah... stai attento... É incinta!"
Jasper sgrana gli occhi ma so che ha capito "Faró tutto il possibile Edward te lo prometto."
Mi appoggia la mano sulla spalla e poi corre via per le scale, diretto al parcheggio. É la mia unica speranza... Lui é sempre stato dalla sua parte, deve ascoltarlo...
venerdì 14 novembre 2014
CAPITOLO 57
Si siede sul divano accanto a me e mi passa un braccio intorno alle spalle. Mi appoggio con la testa sulla sua spalla quasi commossa da questo gesto tanto intimo quanto inusuale. Nella nostra storia fin dall'inizio ci sono sempre stati scontri, mai momenti di vera e propria armonia. Con l'altra mano mi alza il mento e mi bacia, dapprima dolcemente poi la passione prende il sopravvento per tutti e due e mi trovo seduta a cavalcioni sulle sue ginocchia con le sue mani che mi accarezzano la schiena mentre le mie sono intrecciate ai suoi capelli.
"Isabella ho bisogno di te... Ti prego... Almeno per stanotte... Fingiamo che tutto il resto non esista"
I suoi occhi mi guardano e la voce rotta dal desiderio "Fai finta che io sia stato un uomo perfetto per te fin dall' inizio... Domani, se vorrai potrai odiarmi, ma per stasera fingi di amarmi ancora come prima"
Gli tocco le labbra con le dita ponendo fine alla sua supplica "Non c' é bisogno di fingere Edward... Ti amo ancora, adesso piú di prima... Ho solo tanta paura..."
"Te lo giuro Isabella, non ti faró piangere mai piú, lasciati amare stanotte... É una tortura non sentirti vicina, non toccarti. Se domani vorrai di nuovo tenermi a distanza lo capiró, ma stanotte... Fai l' amore con me, non perché ti obbligo, ma perché lo vuoi anche tu"
Gli rispondo senza parlare baciandolo con passione e in un secondo sono sollevata dalle sue braccia forti e delicate allo stesso tempo. Quando i miei piedi toccano di nuovo terra siamo nella nostra camera. Sempre guardandomi intensamente inizia a spogliarsi e io faccio lo stesso e solo quando siamo entrambe nudi iniziamo a baciarci di nuovo, gustando tutti e due il contatto pelle contro pelle dei nostri corpi. Non c' é rabbia o voglia di dominarmi nei suoi gesti, ma necessitá, volontá di prendere, ma anche dare. Mi sento esplodere il cuore in questo momento e per la prima volta metto tutta me stessa in ogni gesto, senza riserve, senza pudore.
Iterrompe lui il contatto per stendersi su un fianco sopra al letto, mi tende la mano, che io colgo, e mi accompagna di fronte a lui, stesa prendo la sua stessa posizione. Mi attira a se' e riprende a baciarmi, con un gomito sostiene il suo peso mentre con l'altra mano inizia ad accarezzare tutto il mio corpo, dolcemente. Io faccio lo stesso, come ipnotozzata dalla bellezza di quest' uomo cosí forte e complicato che mi ha stravolto l' esistenza. Presto le sue carezze si fanno piú urgenti e non so se sono piú sensibile per via della gravidanza o se la sua dolcezza ha toccato le mie corde con maggiore intensitá, ma mi ritrovo a gemere e sono pronta per lui, che se necrende conto "Isabella sei bellissima, cosí dolce e cosí bagnata per me... Ti voglio tesoro mio..." Nei miei occhi solo piacere e la stessa urgenza che leggo nei suoi.
Sdraiandosi mi tira sopra a se' e mi fa allargare le gambe per cigergli la vita poi mi aiuta a sollevarmi e si posiziona alla mia entrata calandomi lentamente sopra la sua erezione.
Mi fa sentire ogni singolo centimetro della sua voglia di me, non abbiamo mai fatto l' amore cosí, non l' ho mai sentito cosí profondamente ed é il paradiso. Lascia andare a testa sul materasso e mi afferra per i fianchi aiutandomi a prendere il ritmo. In questo modo mi sento completamente esposta al suo sguardo e cosí inesperta in confronto a lui che percepisce la mia esitazione "Non vergognarti Isabella, sei perfetta, lasciati andare". Una delle sue mani mi accarezza il seno giocando con i miei capezzoli e l' altro braccio continua a tenermi stretta e ancorata a lui mentre timidamente cerco di prendere il ritmo giusto. Ben presto il piacere si fa intenso e lui capisce che sono vicina, cosí lascia perdere il seno e con il pollice inizia a massaggiare il clitorude, segnando la mia disfatta. Vengo intorno a lui che geme di piacere. Quando scendo dalla vetta, ancora non ha finito con me quindi alza il busto e il suo petto caldo viene a contatto con il mio, in un abbraccio sensuale e intimo, cambiando l'angolo di penetrazione e facendomi di nuovo perdere la testa. Lo sfregamento dei nostri bacini é sufficiente stavolta a stimolarmi esternamente e vengo di nuovo, stavolta seguita a ruota da lui che nel momento del massimo piacere nasconde la faccia nell' incavo del mio collo. Non ci separiamo e come l' altra volta mi fa stendere sopra il suo petto, mentre tutti e due torniamo lentamente a respirare in maniera regolare. Ci amiamo acora, a lungo e per tutta la notte, é quasi giorno quando tutti e due ci addormentiamo felici e appagati uno fra le braxlccia dell'altro.
***
Mi sveglio di nuovo da sola prima dell'ora di pranzo. Edward deve essere invece andato in ufficio regolarmente. Sbuffo nel letto perché detesto venire meno al mio dovere, ma ultimamente la stanchezza sta avendo la meglio. La notte che abbiamo passato é stata... Non ho parole per descriverla. Per la prima volta l'ho sentito davvero mio e non posso negare che il suo comportamento nei miei riguardi sia stato quello di un uomo innamorato. Forse hanno ragione Esme e gli altri, forse ho ancora la speranza di vivere con lui la vita che voglio. Mi sono sentita amata stanotte, se non con le parole, quantomeno con i fatti... Dopo stanotte non credo che potró fare ancora a meno di lui, anche fisicamente. Sono di nuovo pronta a mettermi completamente in gioco perché, se questo é un anticipo di come potrebbe essere fra noi, allora sí vale la pena rischiare di soffrire di nuovo.
Mi reco in ufficio al pomeriggio e le ore passano lentamente mentre con la testa sono giá a stasera, quando diró a Edward che ci voglio provare, che lo voglio come mai prima, che credo ancora in noi. Soprattutto voglio dirgli del bambino...
Purtroppo devo trattenermi oltre l'orario di chiusura per discutere con Jake di alcune modifiche sul prossimo progetto. Edward mi ha avvisato che fará tardi anche lui, quindi ho ancora tempo per tornare a casa e preparare la cena. Voglio che tutto sia perfetto. Sto chiudendo il mio uffucio per andare al bar sotto l'edificio a mangiare qualcosa, quando mi squilla il cellulare
"Isabella Swan, chi parla"
"Ciao Bella sono Mike"
"Mike che piacere! Come stai e come va con la cucciola?"
"Tutto ok grazie! Congratulazioni per il matrimonio Bella, spero tu sia felice... Se poi dovessi ripendarci, sappi che per te ci saró sempre..."
"Mike sei molto dolce, ma le cose vanno benissimo in realtá..."
"Ne sono contento. I presupposti non erano dei migliori, ma se avete appianato le vostre divergenze forse puoi dirmi giá tu cosa fare del contratto. Volevo chiamare Edward, ma non riesco a entrare nel sistema oggi e non ho il numero in memoria, ti chiamavo appunto per chiederti il suo numero. Per me é inutile tenere una copia del contratto nei registri dato che é praticamente nullo..."
"In che senso Mike? Non ti seguo"
"Non te lo ha detto Edward?"
"Cosa esattamente?"
"Che puoi gettate nei rifiuti la tua copia firmata dato che la sua e la mia sono state stracciate subito dopo la firma. Pensavo fosse uno scherzo... Era troppo assurdo, pensavo che te lo avesse giá detto. E comunque non sono tenuto al segreto professionale in questo caso, dato che tuo marito non é piú mio cliente..."
"Mi stai dicendo che non esiste nessun contratto?"
"Non esiste e non é mai esistito..."
"Grazie Mike... Chiederó io ad Edward ti chiamarti in caso ne voglia un record, alrrimenti fai come credi... Ti auguro ogni bene"
Quando premo il bottone per interrompere la telefonata non posso fare a meno di portarmi una mano alla bocca. Oh mio Dio! Non esiste nessun contratto... Non esiste giá da prima del matrimonio? Perché non me lo ha mai detto e mi ha lasciato credere che fosse uno stronzo? Quando invece forse... Forse ci teneva giá a me... Oh mio Dio! Dovrei essere furiosa perché me lo ha tenuto nascosto ma la notizia in se' ha per me un significato piú grande, é il pezzo del puzzle che mancava... Forse la conferma che volevo, che tutto questo ha avuto un senso fin da subito... Forse Edward prova davvero qualcosa di grande per me, anch se non ha mai detto di amarmi...
A questo punto non posso piú aspettare.. Abbiamo perso cosí tanto tempo fino ad ora, per colpa del suo carattere e della sua testardaggine, ma anche per colpa mia, per i miei dubbi e per il mio averlo senpre rifiutaro, dando per scontato di essere l' unica innamorata dei due, dubbi che mi hanno reso cieca davanti ai segnali che, mi rendo conto adesso, mi ha sempre lanciato. Alla luce di questa notizia appena ricevuta da Mike, anche tutti i suoi sforzi per lasciarmi il tempo necessario ad accettarlo mi sembrano ovvi, vedo chiaramente che sono stati comunque un gesto d'amore nei miei confronti. Conoscendo la sua natura passionale, deve essere stato duro per lui... Forse quanto sentirsi sempre rifiutato da me. Ho avuro la prova ieri sera di quanto é capace di dare, se io gliene do la possibilitá e gli faccio capire che anche io lo voglio come lui mi vuole.
Non aspetteró che torni stasera, andró adesso in ufficio da lui, aspetteró che esca se é impegnato, ma in questo momento la mia prioritá é annullare immediatamente le distanze fra noi, per prima cosa materialmente, andando lí da lui. Mi dimentico anche della mia merenda, non sento la fame in questo momento, ho solo voglia di raggiungere mio marito per cominciare un nuovo capitolo della nostra vita insieme. Salgo in macchina e guido nel traffico di New York, con la speranza che mi fa battere forte il cuore.
Quando arrivo nell' edificio trovo l' ascensore vuoto e sono impaziente mentre salgo, il tragitto non mi é mai sembrato cosí lungo.
Le porte dell' ascensore si aprono e quello che mi si para davanti agli occhi non é decisamente quello che mi aspettavo. In un momento passo dalla gioia alla disperazione piú nera e non reggo al colpo. Mi sento mancare il fiato e immediatamente sento che mi sto accasciando a terra. Svengo, di nuovo, mentre lo vedo correre verso di me con la paura negli occhi "Cristo Isabella!" E poi é tutto buio e negli ultimi istanti di coscienza spero che lo rimanga per sempre.
giovedì 13 novembre 2014
CAPITOLO 56
"Non posso credere che tu pensi davvero che Edward non ti ami Bella... É sotto gli occhi di tutti..."
"Ma non me lo ha mai detto Esme, nemmeno per sbaglio..."
"Edward é sempre stato un ragazzo molto restio a comunicare i propri sentimenti... Pensa che a differenza di quanto puoi pensare, in questo ha preso da suo padre. Lo sai quando Carlisle mi ha detto per la prima volta che mi amava? Non ci crederai, ma é stato quando é nato Edwatd. Io ero cosí stupita... Lui mi disse che alle volte non c' é bisogno di dirle certe cose... Aveva rotto con la famiglia, rinunciando all'ereditá per me... E in fondo aveva ragione. Alle volte contano i fatti piú che le parole. Poi con il tempo ha imparato a essere piú comunicativo... Io credo che Edward ti ami mia cara e molto profondamente. Per come lo conosco credo che ti ami da molto tempo... Anche se non lo voleva ammettere e ti ha fatto credere di sposarti per... Sí insomma tu sai per cosa... te lo ha fatto credere, ma non avrebbe mai fatto uno sgrabo alla sua famiglia se non fosse giá col cervello in pappa. Secondo me é stata dura per lui ammetterlo... Comunque stai serena e dagli tempo... Io ho fiducia in voi come coppia"
"Esme ma il contratto!"
"Lo so Isabella... É strano anche per me... Chissá cosa gli sará passato per la testa... Sono sicura che se gliene parli..."
"Non posso. Deve esere lui a decidere di annullarlo... Ne va della mia dignitá"
"Hai ragione, ti capisco... In realtá in te rivedo me da giovane..."
"Grazie Esme... Vedi io non ho nessuno che possa guidarmi, ho le mie amiche ma..."
"Lo so tesoro, ti manca una figura materna ma sono piú che felice di poterti stare accanto. Che dici, ti va di uscire a mangiare qualcosa? Almeno ti svaghi un po'. Vedrai che se rifletti bene e guardi le cose da una prospettiva diversa ti renderai conto da sola che ho ragione"
E cosí usciamo. Non so se credere a Esme, ma in questo momento ne ho bisogno... Avesse davvero ragione, lei come gli altri... Fossi solo io ad aver male interpretato i suoi conportamenti... La veritá é che non ne so niente di uomini... E non é che me ne sia capitato uno dei piú semplici...
Arriviamo al ristorante e ordiniamo. Alla fine Esme mi convince anche ad assaggiare il dolce al cioccolato che pare sia delizioso, solo che quando arriva, solo l' odore mi manda lo stomaco sotto sopra. Faccio in tempo ad alzarmi e cercare il bagno, dove finisce tutto il pranzo appena consumato. Esco fuori uno straccio.
"Isabella... Scusami se sono indiscreta, ma Edward lo sa?"
"Cosa...?"
"Che sei incinta tesoro..."
Divento di tutti i colori "No... non gliel' ho ancora detto... Non voglio che stia con me per il bambino... Volevo capire prima cosa prova per me e ci ho provato... Ma per un certo periodo mi ha evitato e quando abbiamo parlato abbiamo finito per litigare... Voglio dirglielo, lo giuro... Solo non ora..."
"Vieni qui fatti abbracciare! Non posso crederci! Quando lo saprá sará pazzo di gioia! Non ti fará toccare terra!"
"Prometti di non dire niente, almeno fino a quando lo avró detto ad Edward?"
"Ma certo! Non c' é bisogno di chiederlo"
***
La settimana con Esme é un toccasana per me. Mi sento curata e viziata come una bambina. Mi suggerisce del the o dei biscotti allo zenzero per le nausee e devo dire che riesco a controllarle meglio. Mi accompagna a mi viene a prendere a lavoro, mi prepara da mangiare... Sono anni che nessuno si prende cura di me cosí. É sempre stata gentile e premurosa, ma adesso che sa del bambino é tutto amplificato. Ha giá iniziato a fare dei progetti per la nursery anche se per scaramanzia inizieremo a fare qualcosa solo dopo la fine del primo trimestre. Ancora non sono del tutto convinta che la storia fra me e Edward possa risolversi in positivo, ma mi fa bene respirare un po' di normalitá.
Ho sentito Edward una volta al giorno, ma le telefonate sono state abbastanza impersonali. L'ho ringraziato del pensiero di mandare sua madre da me e lui si é scusato per il suo comportamento la sera prima di partire, ma é finita lí. Tutti e due sappiamo bene che a questo punto é necessario un chiarimento al piú presto per smettere di farci del male a vicenda.
Giovedí Edward mi chiama una seconda volta per dirmi che il viaggio deve prolungarsi fino a Lunedí sera perché uno dei venditori non puó essere presente venerdí come era previsto e l' affare si chiuderá nella giornata di Lunedí. Sembra che tutto remi contro di noi... Ogni volta c' é un motivo per cui dobbiamo posticipare la nostra chiacchierata. Ma ho imparato che é inutile opporsi al destino e le cose succedono sempre per un motivo.
Carlisle ci raggiunge venerdí sera e andrá via con Esme Martedí. Ho chiesto ad Esme di restare ancora ma secondo lei é importante che abbiamo la privacy necessaria per chiarire i nostri contrasti e preferisce partire.
Martedí mattina Edward sarebbe dovuto arrivare presto ma a causa dei alcune brutte perturbazioni i voli sono stati ritardati per cui, quando Esme e Carlisle vanno via nel pomeriggio Edward é ancora in viaggio. Mi manda l' ultimo messaggio verso le cinque del pomeriggio poi il cellulare si scarica e non ho piú notizie. Verso le otto sono abbastamza preoccupata e chiamo l' aereoporto per avere aggironamenti, fortunatamente pare che il volo stia procedendo bene.
Alle nove e mezza finalmente sento aprire la porta e vedo entrare Edward con il suo bagaglio, la faccia tirata dalla stanchezza.
Non so se sia colpa degli ormoni impazziti o se la tensione dell' attesa, ma non posso fare a meno di corrergli incontro. Mi fermo esitante davanti a lui, ma le sue braccia si aprono immediatamente e mi stringono in un forte abbraccio. Istintivamente alzo la testa e gli cingo il collo abbassando il suo viso fino a baciargli le labbra. Mi é mancato... Lo realizza mentre le nostre bocche si toccano. A dispetto dei miei dubbi, della sfuriata della settimana scorsa, a dispetto di tutto amo quest'uomo e lo desidero con tutta me stessa.
Staccandosi da me, mi accarezza la guancia con le dita e appoggia la sua fronte sulla mia, ancora curvo per la differenza di statura "Potrei decidere di partire piú spesso se questo é quello che mi aspetta al mio rientro... Mi sei mancata tesoro. Pensavo di non riuscire a tornare piú, quel dannato aereo..."
Con le guance arrossate per l'imbarazzo faccio un passo indietro "Ho preparato qualcosa per cena... Perché non vai a farti una doccia mentre scaldo il cibo?"
"Il pasto sull' aereo era immangiabile, grazie. Ci metto cinque minuti"
Questo accenno di normalitá, cosí inusuale per noi, mi scalda il cuore. In fondo ho solo lasciato andare il mio istinto quando l' ho baciato, senza riflettere troppo. Forse dovrei smettere di ragionare troppo e godermi quello che posso...
Edward mangia la sua cena, ma non gli faccio compagnia, fingendo di aver giá mangiato e mi sposto in salotto per evitare l'odore del cibo, che con tutta l' agitazione della giornata non fa che aumentare il senso di nausea.
"Isabella ti diasturbo?"
"No, vieni..."
"Ho sentito mia madre prima di arrivare a casa, era dispiaciuta di averti lasciata sola tutto il giorno"
"Domani la chiameró per ringraziarla, é stato magnifico averla qui con me una settimana. Te l'ho giá scritto, ma voglio ancora ringraziarti per il pensiero Edward, é stato molto bello che tu le abbia chiesto di farmi compagnia mentre eri via".
"A proposito Isabella, come stai? Hai avuto altri episodi come quelli che ho visto io?"
"Sto beme Edward... Te lo giuro."
"Voglio fidarmi di te... Ma se dovessero ripresentarsi, per favore pormettimi di non aspettare Banner e che ti farai vedere da un medico. Non voglio che ti succeda nulla, non voglio che tu stia male..."
"Andrá tutto bene Edward..."
mercoledì 12 novembre 2014
CAPITOLO 55
Sabato mattina mi sveglio poco prima di pranzo. Non é da me... Edward é uscito, probabilmente é in ufficio... Analizzando la pseudo discussione di ieri sera almeno una cosa l' ho capita, mi evita per mantener fede alla sua promessa. Evidentemente ha paura di non poter resistere all'attrazione fisica nei miei riguardi. Non mi ama, ma mi vuole ancora e non é pentito del matrimonio. Siamo al punto di partenza, ottimo.
Si presenta a casa in tenuta da jogging mentre sto preparando il pranzo.
"Vado a fare una doccia"
Torna giú con una tuta e una felpa ed i capelli bagnati "Scusami per ieri sera..."
"Non mi piace quando bevi Edward..."
"Non é una mia bitudine... In raltá non so perché l'ho fatto..."
"D'accordo, ma promettimi di non farlo piú... Troppi brutti ricordi..."
Servo il cibo nei piatti, ma quando mi accingo a mangiare sono colta da un' attacco di nausea. Edward se ne accorge "Isabella promettimi di chiamare Banner in settimana... Altrimenti lo faró io. Non mi piace affatto questa situazione"
"D'accordo Edward te lo prometto. Ho bisogno di riposare, forse é solo un po' di stanchezza..."
"Certo la nuova attivitá non aiuta..."
"In realtá é Alice che si é presa il grosso del lavoro..."
"Sí comunque dovresti stare piú tranquilla..."
"Non preoccuparti sto bene... Ho solo bisogno di riposare, anzi vedo un po' a letto"
Stavolta sono io che ho paura di parlargli... Si accorgerebbe che gli sto nascondendo qualcosa e poi sono stanca. Dicono che i primi tre mesi siano i peggiori, per ora almeno non avevo avuto problemi col cibo. Non ci voleva proprio anche questa.
Lunedí prima che sia tardi telefono a Banner. Un po' perché ho bisogno di parlare con qualcuno e un po' confidando nel segreto professionale gli racconto tutto.
"Capisce dottore? É inutile un check-up... Non voglio ancora dirlo ad Edward per motivi che non le sto a spiegare..."
"Signora Cullen... Credo che non dovrebbe mentire a suo marito... Vede, lui é molto innamorato di lei... Ho avuto modo di rendermene conto durante la sua degenza... Magari é restio ad ammetterlo, ma ne sono certo. Vede, gli uomini sono meno propensi a parlare dei propri sentimenti..."
"Ma io ho intenzione di dirglielo... Solo non adesso. Prima dobbiamo chiarire alcune cose... Vede, ultimamente é cosí distante, non é da lui..."
"Mi fa sentire un po' in colpa Signora Cullen, in pratica sono io ad avergli consigliato di darle spazio..."
"Non dica sciocchezze... Il punto é che non credo che mi ami, anche se tutti pensate il contrario... La nostra storia é iniziata male e rischia di finire peggio. Mi promette di rassicurare Edward quando la chiamerá? Magari gli dica che fará un salto a New York per visitarmi di persona senza specificare quando..."
"D' accordo. Non é milto professionale da parte mia cime medico, ma voglio pensarecdi stare agendo in qualitá di amico di entrambe in questo frangente. Non so perché ho preso cosí a cuore la vostra storia, ma é cosí, siete giovani e da giovani si fanno molte sciocchezze..."
***
"Mi ha detto Banner che lo hai chiamato"
Stiamo cenando come al solito in silenzio.
"Sí, questa mattina. Mi hai detto che ti avrebbe fatto piacere e l'ho fatto"
"Da quando fai quello che ti dico?"
"Praticamente da sempre. Prima mio malgrado, adesso volontariamente tanto per cambiare"
"Ascoltami Isabella... Non ho mai avuto l'occasione di farlo, ma é giusto che ti dica che mi dispiace. Per tutto. Per come mi sono comportato in passato, per non averti mai ascoltato, per il matrinonio... La lista é evidentemente infinita. Mi dispiace di averti costretto a questo matrimonio, mi rendo conto che le cose per forza non funzionano... Posso rassicurarti che per me non é stato uno sbaglio e questa é l' unica certezza che mi manda avanti... Ma la cosa vista dalla tua prospettiva... Beh, posso solo ringraziarti di aver accettato di restare con me ancora..."
"Come se tu mi abbia dato scelta Edward..."
Lo vedo inarcare le sopracciglia e cambiare espressione e tono "Allora davvero vuoi ancora lasciarmi? Non serve a niente stare alle tue condizioni?"
"Edward... io voglio... Vorrei solo una cosa..."
"Cosa vuoi Isabella? Cosa vuoi ancora? Hai ottenuto che mi arrendessi e smettessi di toccarti, che smettrssi di respirare praticamente perché per me sei necessaria come l'aria. Mi sono ridotto ad essere una scusa di marito per te e non é servito a niente! Tu dici di amarmi ma non é cosí Isabella! Tu non sai cos'é l' amore. Ti piace giocare a fare la vittima e con me avevi trovato il tuo carnefice ideale non é cosí? Ma adesso basta!"
"Adesso basta lo dico io e non ti permettere di dire a me cos' é ' amore. Tu, tu non sei capace di amare nessuno! Io darei la vita se solo sapessi che provi qualcosa per me e invece, non solo sei sempre stato uno stronzo, hai anche il coraggio di rigirare a me la colpa!"
Vorrei continuare, grido mentre le lacrime mi scendono, ma mi sento mancare ed in un attimo mi trovo a scivolare per terra arreggendomi alla sedia dalla quale mi ero alzata senza accorgermene.
"Isabella!" In un attimo mi prende in braccio e mi stringe forte "Lo vedi? Mi dispiace... Riesco sempre a rovinare tutto... Non so perche mi scateni sempre delle reazioni cosí esagerate... Perdonami Isabella..."
"Ho bisogno di sdraiarmi Edward... Per favore..."
Poi é il buio. Credo di essere svenuta perché non ricordo come sono arrivata a letto. Eppure é mattina e sono sola. Trovo un biglietto sul comodino
Ho avvisato Jake che oggi starai a casa a riposare. Promettimi di farlo. Io parto per affari questo pomeriggio, torneró venerdí. Volevo dirtelo ieri sera, ma poi le cose mi sono sfuggite di mano. Se ne hai voglia chiamami o mandami un messaggio per farmi sapere come stai. Banner mi ha detto che domani sará in cittá e che verrá a visitarti a casa.
E. C.
Piego il biglietto e lo rimetto dov'era. Nemmeno per scritto riesce a comunicarmi un po' di sentimento. Gli interessa la mia salute perché si sente colpevole... Eppilure ieri gliel'ho detto espressamente... Che l' unica cosa che conta per me é sapere se mi ama... Non me lo ha detto a questo punto, quindi é evidente che non é cosí. Devo iniziare a fare i conti con qusta che ormai é una certezza.
Sono lí che sto per lasciarmi andare all'angoscia quando sento suonare il campalello "Esme!"
"Ciao cara, Edward mi ha detto che sará via questa settimana e che non sei proprio in forma, quindi sono venuta ad occuparmi di te"
Non le rispondo ma scoppio a piangere...
"Su via Bella non puó essere cosí grave..."
"Non é quello..." e giú lacriklme. Quando mi riprendo senza sapere bene come le racconto tutto, fino alla discussione di ieri sera.
CAPITOLO 54
Lunedí prima di andare a pranzo con Edward telefono alla ginecologa per chiederle di raccomandarmi uno specialista qui a New York. Sono sicura che i giramenti di testa dipendano dall' avvicinarsi del ciclo. Non voglio nemmeno pensare che siano dovuti all' incidente...
Prendo appuntamento per mercoledí presso lo studio della dottoressa Stanton per una visita completa.
"Buongiorno dottoressa Stanton sono Bella, Bella Swan"
"Ho appuntamento con la Signora Cullen..."
"Si mi scuso, Sono la signora Cullen in effetti"
"Prego si accomodi signora Cullen, sono subito da lei."
La prima arte della visita é un colloquio in cui mi chiede la mia storia medica e cosí le spiego dell' incidente, dell'interuzione del ciclo fono ad arrivare ai motivi che mi hanno portata qua.
"Capisce dottoressa... Prima di andare da un neurolpgo vorrei escludere che non si tratti semplicemente di un problema legato al ciclo. Non ho avuto modo di iniziare la pillola ancora..."
"D' accordo intanto facciamo una visita accurata poi le prescriveró delle analisi. In caso ci siano degli squilibri ormonali potremo valutare una terapia a base di ormoni appunto, anche se preferirei evitare se possobile... Lei é molto giovane e sono cose che succedono in caso di gravi traumi come quello che ha subito. Se vuole accomodarsi dietro c' é uno spogliatoio. Mi aspetti sul lettino mentre vado a lavarmi le mani e prendere i guanti"
La dottoressa inizia il suo esame in maniera molto discreta. Poi la vedo alzarsi e avvicinare il carrello con l'ecografo, senza dire una parola. Inizia con spruzzare del gel sulla sonda "É un' ecorafia interna Signora Cullen, non si preoccupi"
Inserisce la sonda e la vedo annuire, sempre senza rivolgermi la parola.
"Sognora Cullen é tutto appsto. Credo di aver intuito la causa della sua amenorrea, almeno nell'ultimo periodo"
"Quindi?"
"É in corso una gravidanza Signora Cullen"
"Mi scusi credo di non aver capito..."
"Lei é incinta Signora Cullen. Dalle dimensioni dell' embrione dovrebbe avere circa 5 settimane, quindi lei é alla settima settimana di gestazione"
Mi sdraio in silenzio con la bocca aperta per qualche secondo "Ma mi scusi, tre settimane fa ho avuto delle perdite di sangue, la dottoressa mi aveva detto che poteva essere stata l' ovulazione..."
"É molto piú probabile che si sia trattato di una perdita dovuta all' impianto dell'embrione... Dalla sua reazione mi sembra di intuire che non si tratti di una gravidanza cercata..."
"No... in rraltá non avevo il ciclo... Non ci ho mai nemmeno pensato..."
"Se non ha intenzione di portare avanti la gravidanza é comprensibile... Qui in clinica possiamo occuparci di tutto in assoluta discrezione ma la invito a riflettere..."
"No, no nemmeno per scherzo... Non potrei mai..."
"Vuole sentire il battito?"
"É possibile?"
"Certo. Se ha un po' di pazienza dovrebbe riuscire a vedere tutto l' embrione, compreso il cuoricino e... Si insomma adesso é poco piú di un fagiolino, ma se vuole le posso stampare anche una foto"
"Sí la prego..."
E cosí adesso sono seduta in macchina, con questa specie di diapositiva in bianco e nero fra le mani, mentre mi sembra di stare vivendo una vita parallela... E adesso? Cioé, e adesso? Non so nemmeno cosa siamo io ed Edward... Non abbiamo risolto i nostri problemi... Non volevo un figlio... Solo che quando la dottoressa ha parlato di risolvere la situazione, un moto di rifiuto totale anche della semplice idea di abortire mi ha sconvolto come un tornado. A prescindere dai miei problemi non potrei mai fare del male a questa creaturina che mio malgrado sta crescendo dentro di me. Che Edewrd mi ami o meno, adesso questa non é piú la mia prioritá. Devo fare quello che é giusto per fagiolino... Mi piace come lo ha chiamato la dottoressa. Quando ho sentito il battito non sapevo che pensare... Lui o lei é giá lí da un po' e senza che lo sapessi ha trovato il suo spazio nella vita... Un figlio di Edward... Oh mio Dio! Sono partita con l' idea di scongiurare un problema neurologico e adesso torno in ufficio con una lista di vitamine da assumere e istruzioni da seguire per il benessere del bambino. Anche se la situazione fra me e lui non si dovesse risolvere e dovessimo lasciarci adesso so che qualcosa di buono questa pazza storia mi ha portato. So di questo cosino da meno di un' ora ma sono giá sicura di una cosa, che lo voglio con tutt a me stessa e che dovró essere forte doppianente, per me e per lui o lei...
Rientro a lavoro e chiedo di non essere disturbata in ufficio, ho bisogno di pensare... Non voglio dirlo ad Edward prima di essere sicura di cosa siamo, se vuole stare con me oppure ha cambiato idea, se prova qualcosa per me come tutti sembrano credere. So che desidera un figlio, non lo ha mai nascosto... Non voglio che sia questa la ragione per cui stiamo insieme... O meglio non la prima. Glielo diró comunque anche se dovessimo lasciarci perché é giusto cosí, ma non voglio continuare ad essere legata ad un uomo che non mi ama... Non é giusto per lui, ma soprattutto per me... Ho bisogno di serenitá, adesso piú di sempre, ho bisogno di sapere di essere amata a prescindere dal bambino... Ancora ho un bel po' di tempo prima che il mio stato risulti evidente, devo continuare a comportarmi normalmente e nessuno si accorgerá di nulla, posso sempre fingere di avere postumi dell' incidente, anche Edward lo crede giá, quindi non dovrei avere problemi. Certo che la vita mi riserva sempre sutuazioni complicate!
***
Venerdí sera arriva velocemente e mi pesa non dire niente alle ragazze, che da parte loro non hanno motivo di sospettare niente. Durante questa settimana la routine fra me ed Edward é tornata la stessa, pranziamo insieme, la sera a stento ci vediamo e soprattutto ancora non abbiamo chiarito niente. Adesso piú che mai ho bisogno di definire il nostro rapporto e comincio ad essere insoffernte verso la sua freddezza. Continua ad essere gentile e premuroso in presenza delle altre persone, ma é sempre piú distante quando siamo da soli. Sembra che eviti di proposito l' occasione per affrontarmi. Comincio a pensare che le speranze riposte in quei baci siano state vane... E che quello che vedono le altre perosne sia il riflesso del comportamento di lui in pubblico. Nessuno sa come vanno realmente le cose...
"Allora Bella, sei riuscita a parlare con Mr. Simpatia?"
"No... in effetti ho chiesto di parlargli ma sembra che abbia poco tempo da perdere ultimamente..."
"Ma non eri tu che volevi essere lasciata in pace?"
"Rose..."
"Vengo dietro ai tuoi discorsi..."
"Il punto é che voglio essere lasciata in pace dal troglodita che ho conosciuto... La perosna che ha le sembianzecdi mio marito in realtá... Ecco... sarei piú che felice di avere a che fare con lui..."
"Non é possibile che sia cosí diverso... Forse é cosí quando é normale e ha dato solo il peggio di se' nei mesi passati"
"Alice io non so cosa pensare... Direi una bugia se dicessi che non mi manca... Ci siamo scambiati alcuni baci... Sembra non essere comoletamente indifferente, solo che a quanto pare non é cosí difficile per lui astenersi dal toccarmi come diceva. Temo che sia pentito di avermi sposata... In fondo non era amore, se anche il desiderio dovesse venire a mancare cosa rimane per lui? Io so giá di amarlo, ma rimane il fatto che non posso vivere cosí... Sapendo che nomn prova nulla per me... La penso come un mese e mezzo fa... La sola differenza é che tutta questa freddezza mi ferisce... Sommata al fatto che cosí come si sta comportando quando siamo in pubblico mi piace, non capisco peró se é una recita in favore della gente o se davvero ci tiene a me... Sapere di doverlo lasciare era difficile prima e lo é adesso"
"Bella io continuo a credere che sia innamorato di te. Gli hai chiesto tempo e te lo sta dando... Se solo riusciste a parlarvi... Tutti questi dubbi non vi fanno bene..."
"Non dirlo a me..."
"Ah ragazze, ho una notizia... É maschio"
"Chi!?"
"Il bambino,, sciocche..."
"Che bello Rose!!!"
Istintivamente mi accarezzo il ventre sotto al tavolo. Chissá cosa sei fagiolino... Che mamma strampalata chem hai scelto... Cosí tanto da non sapere ancora che tipo di vita potrá riservarti...
"Emmet é fuori di se' dalla gioia... Io anche... Finalmente potró trasmettere a qualcuno la mia passione per i motori... Lui lo vede giá una copia di se' tutto muscoli e sport. Io invece sono convinta che il ragazzo sará in gamba e avrá le mani d' oro come me..." beve un po' d'acqua e prosegue "E comunque Bella... Mettilo alle strette. Cristo santo abitate insieme! Non capisco come possa evitarti, anzi chiedigli di insegnarmi la tecnica cosí quando Emmet mi parla di football posso metterla in pratica. Dio lo detesto quando inizia!" Scoppio a ridere con Alice, sperare che la maternitá avrebbe addolcito la mia Rose era un po' troppo... E comunque lei é speciale cosí e per questo.
***
Mentre guido verso casa mi convinco che non posso aspettare oltre .. Devo trovare il modo di parlare con Edward. Speriamo che anche stasera come la settimana scorsa non stia lavorando...
Purtroppo non é cosí, allora prendo il coraggio a quattro mani ed entro nel suo ufficio "Edward hai un secondo?"
"Certo dimmi, é successo qualcosa?"
"Ti avevo chiesto di parlare... Ancora non abbiamo avuto l' occasione..."
"É molto tardi Isabella..."
"Edward sembra che tu mi stia evitando..."
"Sto cercando di attenremi alla promessa che ti ho fatto a Port Angeles Isabella..."
"Ho bisogno di sapere cosa vuoi fare Edward..."
"In che senso, non ti capisco?"
"Voglio capire cosa siamo io e te..."
"Cosa siamo? Siamo marito e moglie Isabella. Per me non é mai stato un problema, quanto a te invece... Credi che sia semplice per me averti intorno e non poterti toccare? Credi che mi faccia piacere sapere che il tuo unico pensiero é quello di scappare? Mi chiedi del tempo e te lo sto dando"
"Ho bisogno di capire Edward... Sei cosí diverso, in pubblico sei in un modo poi mi eviti..."
"Io sono strano Isabella? Mi chiedi di lasciarti in pace perché mi vuoi lasciare, poi mi baci e io devo mantenere fede alla promessa che ti ho fatto. Credi che mi faccia piacere sapere che vuoi parlarmi? Per dirmi cosa? Che sei stanca e vuoi comunque andartene? Ti lamenti perché ti evito... Cerco di sopravvivere Isabella! Alla sensazione di essere indesiderato, alla certezza di essere la causa dei tuoi problemi. Il mio bisogno di te é sempre lo stesso... Non temere. Forse aver creduto il contrario ti puo' servire di lezione per capire come mi fai sentire, quando mi scappi, quando fai di tutto per farmi capire quanto preferiresti non avermi intorno!"
Guardo la sua scrivania e vedo una bottiglia "Edward tu hai bevuto..."
"E se anche fosse? Non ti importa mai cosa faccio"
"Non é vero Edward..."
"Non negarlo... Vuoi lasciarmi é per questo che mi vuoi parlare?"
"Credo che dovremo rimandare la nostra discussione ad un altro momento. L' ultima volta che ti ho visto ubriaco sappiamo bene entrambe cosa é successo. Buonanotte Edward"
Scappo via fra le lacrime. Non ho risolto un cazzo, accidenti a lui. Sempre questa storia... Evidentemente almeno un dubbio me lo sono fugato, mi desidera ancora e non vuole che me ne vada. Non ci siamo... Speriamo che stasera non ci allontani ancora di piú...
Sono circa le quattro di notte quando lo sento stendersi accanto a me. Non riesco a prendere sonno ma faccio finta di dormire "Mi dispiace Isabella... Non sai quanto..." E come l'altra volta cade immediatamente in un sonno profondo, lasciandomi ancora piena di dubbi.
CAPITOLO 53
La mattina dopo mi sveglio stranamente serena. Il fatto che Edward non mi abbia rifiutato mi ha dato un po' di speranza sul fatto che forse ancora tutto non é perduto. Stamattina doveva andare in ufficio perché sta lavorando con Jasper su un nuovo e importante affare e anche se é sabato é necessario non perdere tempo. É impressionante quanta energia riesca a mettere nel suo lavoro. Ad onor del vero sta cambiando radicalmente il suo modo di operare e sono fiera della piega che sta prendendo la sua impresa. Sembra che liberandosi della cattiva influenza del vecchio gli abbia dato la libertá mentale di portare avanti un lavoro costruttivo e creativo invece che puramente vanaggioso economicamete. Mi piace pensare di aver contribuito in piccola parte al nuovo andamento delle cose.
Mi sento piena di energie e mi alzo velocemente dal letto quando un capogiro mi costrige a tornare seduta. Provo a rialzarmi ed é tutto regolare, la testa non mi fa male. Forse devo davvero prendere un appuntamento con un medico... Anzi potrei fare un check- up come ha detto Edward. Ancora non ho iniziato a prendere la pillola perché il ciclo non é tornato. Circa tre settimane fa ho visto delle macchie negli slip e volevo prendere la pillola quella sera, ma poi piú niente. Ho chiamato la ginecologa che mi ha detto di non iniziare la pillola ancora e che probabilmente stavo ovulando. Se fosse stato cosí adesso dovrei essere vicina al primo ciclo... Ecco forse é quello, di solito sto malissimo nei giorni precedenti. Rassicurata dalla mia costatazione mi faccio una doccia veloce e mi preparo per l' ufficio. Oggi non vedró Edward a pranzo perché sono impegnata tutto il giorno con Alice ed Esme dato che prenderá il via il nuovo progetto mio e di Alice di cui avevamo parlato al matrinonio. Apriremo insieme una societá di wedding-planning. Ho giá trovato il locale adatto e dopo aver sbrigato la parte burocratica nella mattinata andremo con Esme sul posto per iniziare il rinnovo e il restyling. Poi Esme e Carlisle si fermeranno qui da noi fino a domani sera e stasera a cena abbiamo una prenotazione in uno dei ristoranti preferiti di Esme, dove si mangia Italiano, ci raggiungetanno anche Alice e Jasper.
"Bella il locale é perfetto! So giá cosa devo fare per renderlo adatto al tipo di attivitá..."
"Non avevo dubbi..."
"Mi sembri serena... Come vanno le cose con mio figlio?"
"Molto meglio Esme... Dobbiamo ancora risolvere qualche piccola incomprensione ma sono positiva.."
"É normale mia cara... Anche io e Carlisle alle volte abbiamo da che litigare e sono... Beh... Sono molti anni che stiano insieme. Mio Dio non farmici pensare sennó mi sento vecchia!"
"Non dire sciocchezze! Sembrate due ragazzini!"
"Tu sei imparziale... E comunque davvero ti vedo bene, hai un bel colorito e hai ripreso peso. Credo che tu non sia fatta per la vita nei boschi... Sei rifiorita nella tua cittá!"
"É che ho un lavoro che mi piace, le mie amiche, la mia vita..."
"Ed é giusto cosí. Anche quando c'é un grande amore é giusto avere altri interessi. Mio figlio tende ad essere troppo possessivo... A Forks sembravi in gabbia..."
"In effetti... Adoro il cottage, ma credo che non potrei mai vivere lá"
"Sai anche io e Carlisle vivevamo a Seattle prima che si ritirasse... Anche lui avrebbe preferito che magari non lavorassi per avermi tutta per se' ma ho sempre amato il mio lavoro e non ho voluto rinunciarci. Purtroppo anche lui é sempre stato tanto inpegnato come medico e abbiamo dovuto lavorare sodo per conciliare la nostra storia d' amore con le esigenze lavorative... Ti posso dire che ne é valsa la pena. Tieni duro. I Cullen sono zucconi ma con calma e pazienza sanno arrivare dove vuoi portarli..."
Dalla linguaccia capisco che mi sta dando un consiglio fra donne e non come madrecdi Edward. Adoro questa donna...
La serata al ristorante é piacevole e trascorre serena. Al dolce brindiamo tutti alla nuova avventura mia e di Alice e anche Edward sembra genuinamente contento. "Spero solo che non ti porti via troppo tempo..." Lo sento sospirare.
Ho pensato molto a questo, ho anche parlato con Jake che mi ha garantito il supporto necessario. Se l' é cavata bene in mia assenza e io da parte mia gli ho dato un cospiquo aumento perché se lo é meritato tutto. La societá di moda grava quasi esclusivamente su Alice, ma anche lei ha le sue valide assistenti e un' ottima struttura, per cui tutte e due potremo dedicarci alla nuova impresa senza troppi problemi. Comunque se dovessse essere necessario troveremo dei collaboratori e, come si dice, in qualche modo faremo!
Il resto del fine settimana trascorre felice. Edward é premuroso e attento con me e dopo il bacio di venerdí sera decido che é il momento giusto per parlargli. Colgo l' occasione quando nel pomeriggio siamo da soli dopo che Esme e Carlisle se ne sono andati.
"Edward... Ehm hai un momento? Volevo parlarti..."
"Certo... fammi fare una telefonata a Jasper, ho un suo messaggio".
E sparisce in ufficio, dal quale non esce che poco prima di cena.
"Isabella avrei bisogno di un favore... Gli acquirenti per l' affare a cui stiamo lavorando vorrebbero uscire a cena... Ti diapiace accompagnarmi?"
"Certo Edward... Dammi il tempo di cambiarmi"
Sono rassegnata mentre vado in camera. Esco dal bagno in biancheria intima e sovra pensiero e trovo Edward mentre sta allacciando la cravatta. Lo vedo sussultare "Scusami Isabella... Non era mia intenzone invadere la tua privacy"
Si incammina verso la porta ma lo fermo toccandogli la spalla "Non occorre che tu vada..." Inizio a fidarmi di lui e del fatto che non mi toccherá comunque. "Ok, per favore puoi aiutarmi con la cravatta?"
Gli allaccio la cravatta prima di vestirmi, voglio testare la sua reazione. Vedo che resiste a toccarmi e lo vedo deglutire cercando di distogliere lo sguardo. Finisco e mi dirigo alla cabina armadio soddisfatta della mia piccola vittoria. Non esito a chiedermi di chiudere la lampo del tubino nero che ho scelto e lo sento trattenere il fiato mentre lo fa. Le sue mani leggere come ali di farfalla sulla mia schiena. Mi giro e mi cinge la vita. Stavolta é lui che mi bacia e con passione.
Quando ci stacchiamo dal bacio ci guardiamo negli occhi per un lungo istante "Perdonami Isabella...".
"Non c'é niente da perdonare... lo volevo anche io"
"Intendevo perdonami per questo pomeriggio... Ti avevo promesso di parlare con te ma poi sono rimasto a lavorare tutto il tempo e poi adesso la cena..."
Alzo le spalle e mi avvio a prendere borsa e soprabito. Sono colpita. Prima della metamorfosi non si sarebbe curato du un dettalgio insignificante come quello di poco fa... Comincio davvero a sperare di risolvere la situazione... Posso pensare di vivere con questo Edward... Sembra una persona piú matura di quella che ho conosciuto, come se la sua maggiore consapevolezza evidente sul lavoro sia presente anchre nella sua sfera privata. Non penso che potrá cambiare completamente la sua natura, ma il fatto che si stia comportando bene, che mostri considerazione nei miei riguardi sembra davvero un passo avanti. Spero solo che la sua attrazione verso di me sia sempre la stessa. L' episodio di stasera mi fa ben sperare...
La cena si rivela un successo e viene fissato un appuntamento per la settimana successiva per l' acquisto della prima azienda ristrutturata dalla Cullen Enterprise. Sono molto orgogliosa di Edward e lo é anche lui, gli si legge in faccia. Il suo sorriso é sereno e soddisfatto, niente a che vedere con il ghigno di con cui affrontava una vittoria lavorativa quando l' ho conosciuto.
"Isabella é molto tardi... Vai pure a riposare... Io ti raggiungeró piú tardi"
Capisco che la nostra chiaccherata é rimandata a data da destinarsi, ma non voglio rovinargli la serata. Mi addormento rapidamente ormai abituata a dormire da sola nel suo letto perché difficilmente si addormenta con me.
Vengo svegliata nel cuore della notte da una melodia struggente suonata al pianoforte. É lontana perché ha spostato la sua stanza della musica al piano di sotto, per lasciare spazio alla cabina armadio accanto alla camera da letto, ma riesco a sentire chiaramente. É la prima volta che lo sento suonare... Vorrei scendere da lui, ma mi sembra di invadere il suo spazio personale. Ancora non siamo rientrati cosí in confidenza o forse... Non lo siamo mai stati...
Scendo quindi in cucina per bere un bicchier d' acqua. Difficilmente mi capita di svegliarmi la notte e ho sete. Lo incrocio per le scale mentre sto risalendo "Mi spiace di averti svegliata... Ho sentito dei rumori sono sceso a controllare..."
"Non importa. Avevo sete. Vieni a dormire?"
Non mi risponde ma mi segue in camera e si mette sdraiato accanto a me. Vorrei abbracciarlo ma mi trattengo... Dopo pochi minuti sento il suo respiro regolarizzarsi e capisco che si é addormentato. Ne approfitto allora per avvicinarmi e nel sonno mi passa un braccio intorno alle spalle dandomi la possibilitá di addormentarmi a mia volta con la testa appoggiata al suo petto.
martedì 11 novembre 2014
CAPITOLO 52
Torniamo a Forks il giorno seguente. Edward é molto premuroso e attento, ma lo sento distante. Non fa parola di quello che é successo, si limita a dirmi che Benner gli ha espressamente chiesto di smettere di tentare con me un approccio fisico, fino a che non saró io a chiederlo e che probabilmente sto soffrendo un po' di stress post traumatico.
"Cosa ti piacerebbe fare Isabella?"
"Lo sai.."
"Ok, posto che lasciarti andare non é un opzione, voglio vederti serena... Davvero Isabella..."
"Voglio tornare a New York. Voglio ricominciare a lavorare, voglio vivere la mia vita..."
"D' accordo Isabella. Torneremo a casa..."
"Voglio tornare a casa mia..."
"Non tirare troppo la corda..."
"Possibile che tu non capisca...?"
"Torneremo a casa insieme Isabella. Non voglio discutere. Hai accettato di sposarmi, dai una possibilitá al nostro matrimonio, dai una possibilitá a me di farmi perdonare... Stavolta hai vinto tu... Non tu toccheró con un dito fino a che non sarai tu a chiedermelo... Ma non posso pensare di separarmi da te, quindi non chiedermelo piú"
Per tutto il viaggio mi chiudo in un silenzio assoluto. Possibile non voglia capire... Possibile che pensi me ne voglia andare perché sono offesa dalla nostra notte di nozze? Beh il problema non é solo quella... Vorrei spiegargli che sarei pronta a perdonarlo qui, ora, se riuscisse a provare dei sentimenti per me... Ma non voglio dargli anche questa soddisfazione... Non voglio mendicare un amore che non posso avere. Vivremo insieme a quanto pare... L' unica speranza che ho é che si accorga presto che si tratta di uno sbaglio colossale... Stiamo insieme per i motivi sbagliati... Io per amore, lui per il sesso... Non é possibile trovare un compromesso... Almeno non lo é per me.
Quando arriviamo a Forks ci occorrono un paio di giorni per organizzare il rientro. Esme e Carlisle prendono molto bene la mia decisione di tornare a casa. Non mi sento di dare loro un dispiacere e fingo che i problemi con Edward siano risolti. Anche lui davanti agli altri é la quintesseza del marito ideale, salvo poi tornare ad essere abastanza freddo quando siamo da soli. Pagherei per sapere cosa gli passa per la testa... Se c'é qualcosa che ho capito é che per lui parlare non é una prioritá... Posso solo accontentarmi di questa tregua, stavolta sembra che abbia intenzione di mantenere la parola data.
***
Il nostro rientro a New York di giovedí sera avviene senza intoppi. Lana é rimasta a Forks e stará lá fino a quando non avró ripreso la mia routine e i miei ritmi anche col lavoro. L' idea é stata di Esme e a malincuore ho dovuto accettarla perché anche se da una parte mi rendo conto di non essere ancora pienamente in forma dall' altra sono certa che Lana mi mancherá... Fosse anche solo per una settimana...
Venerdí Edward rientra immediatamente in ufficio lasciandomi da sola nella sua casa, senza nemmeno il cane da accudire... Mi sento un po' inutile e spaesata... Comunque é quello che volevo, tornare alla mia vita... Avviso tutti di essere a casa e Jake che da lunedí mattina saró operativa. La sera stessa organizzo una cena con Alice e Rose in ricordo dei nostri venerdí fra amiche. Ho le mani sudate quando lo comunico a Edward per telefono, ma stranamente prende la cosa con fin troppa calma.
"D' accordo... faró comunque tardi in ufficio. Nin fare troppo tardi e se dovessi avere bisogno di me chiamami"
Non sono abiutata a quesa sua passivitá, ma anche in questo caso é quello che volevo e non me ne rammarico.
Quando torno a casa é ancora nel suo ufficio al piano terra.
"Sono tornata..."
"Bene. Ti sei divertita?"
"É stato bello vedere le ragazze in un ambiente familiare..."
"Ne sono felice. Vai pure a letto non aspettarmi sveglia, faró tardi devo sbrugare del lavoro per la riunione di domani"
Per il mese successivo i venerdí sera tornano ad essere miei e delle mie amiche. Stranamente Edward non si oppone. Il sabato sera lo passiamo insieme, usciamo a cena, andiamo al cinema... La domenica e le serate in settimana quasi non ci vediamo perché io vado a letto presto o guardo la tv in salotto mentre lui per lo poú é nel suo ufficio a lavorare. Pranziamo tutti i giorni insieme, ma parliamo prevalentemente di lavoro... É un argomento neutro in cui non ci scontriamo. Davvero vuole lavorare con me, ma non come immaginavo. Vuole che prenda parte alla gestione della Cullen Enterprise e segue davvero alcuni miei consigli. Mi tratta da socia... Non mi ha dato motivo di crede che voglia intervenire nella mia azienda e gliene sono grata perché é la mia isola felice... Durante i nostri pranzi da soli o con i clienti o potenziali nuovi acquirenti non parliamo mai di noi, sembriamo una coppia felice e affiatata nella vita e sul lavoro. Edward si comporta da perfetto gentiluomo e molto spesso sono rimasta male quando le sue delicate carezze sulle guance a uso e consumo dei nostri ospiti si sono poi trasformati in imbarazzanti silenzi una volta che siamo rimasti soli. Ecco... mi sarei aspettata un po' di dolcezza... Forse un bacio... Poi mi sono rimproverata dicendo che la tregua dai suoi assalti é quello per cui ho lottato, fin dall' inizio... Solo che... Solo che mi sento come se mancasse qualcosa... Vorrei che fossimo quella brillante coppia anche nel privato, provando a dimenticare il resto... É piú semplice far finta che non sia successo niente qua nella sfavillante cittá, piuttosto che sotto la pioggia e l' incessante grigio e verde di Forks... Se ripenso al matrimonio e al resto mi sembra quasi un incubo che non ho vissuto, ma solo sognato...
Il venerdí della quinta settimana a New York sono a cena con le ragazze. Rose a differenza delle ultime volte ha uno strano appetito e non é grigia...
"Allora Rose come procede?"
"Tutto ok Bella. Non so come, ma da quattro giorni ho smesso di vomitare l' anima e ho una fame atavica che non immagini... Piuttosto tu? Come vanno le cose con quel coso di tuo marito? E che castigo ti aspetti per questa uscita serale?"
Se non conoscesso Rose me la potrei prendere, ma so bene che le dá fastidio come Edward mi trattava in passato... Quindi prendo il coraggio a quattro mani e racconto a lei e Alice tutta la veritá sulla fuga a Port Angeles e il resto.
"Certo Bella... Che é proprio strano che stavolta si stia comportando bene... Davvero non mi fido... Jasper dice che a lavoro é molto nervoso ma non parla di voi. Dice che é tipico di Edward tacere sulle sue cose private che reputa importanti... Secondo me dovresti ipotizzare che ci tenga davvero a te... Certo é difficile visto tutto quello che ti ha fatto... Ma prova a rileggere tutto presupponendo che provi qualcosa per te. Davvero il suo comportamento ti sembra inspiegabile? Secondo me ha un pessimo carattere, é orgoglioso... Ha una personalitá forte e dominante, le sue reazioni spropositate potrebbero avere a che fare con questo... In fondo si é sempre sentito rifiutato... Ha dovuto lottare per ottenere da te qualsiasi cosa oppure l' ha presa a forza..."
"Alice come puoi dire questo? Davvero? Non mi ha mai detto che mi ama, non me lo ha mai dimostrato... Mi é passato addosso come un' asfaltatore e..."
"Non fraintendermi Bella... É ovvio che sono dalla tua parte... É solo che come ti ho detto subito ho la sensazione che voi due siate fatti per stare insieme e adesso come non mai ne sono sicura... Non ti so spiegare perché... E poi, ora che il medico gli ha vietato di toccarti... Perché continua a stare con te senza sapere se e quando potrá tornare a letto con te? Se il sesso fosse l' unica cosa che vuole sarebbe un controsenso no?"
"E allora perché lo sento freddo e distante... Sembra che voglia interagire con me solo se ha da guadagnarci qualcosa o se si tratta di affari... E visto che per il momento nel privato non succede allora non ha interesse a parlarmi..."
"Bells, Bells, Bells..."
"Rose?"
"Da come parli semrti ferita... Non é che per caso ti manca essere sempre sotto tiro?"
"No ma che dici!?"
"Dico che secondo me un po' lo stai giá perdonando... Che ti manca come eravate e quasi quasi vorresti tornasse alla carica..."
"Non proprio alla carica..."
"Ah! Beccata!"
"Eh dai Rose! Solo che fra l' essere braccata e compeltamente ignorata ci sono sane vie di mezzo... Non mi tocca, non mi bacia... Se vedessi quanto é distaccato non avresti dubbi a pensare che non mi vuole. Forse si é accorto che puo' fare benissimo a meno del sesso con me e ha preso un abbaglio... Mi vuole come socia e fine. Mi sa che devo parlargli..."
"Certo che la comunicazione nella vostra storia, senza tener conto di baruffe e schiaffi, lascia molto a desiderare... Lui é un somaro, ma anche tu Bells! Gli uomini sono creature semplici... Dovresti trattarlo come tratti Lana... Sono sicura che otterresti grosse soddisfazioni... A proposito come sta la pelosa?"
"Bene. Credo che le manchino i boschi di Forks e l' acqua del torrente, ma é tranquilla..."
"E comunque sí ti confermo che parlare é un ottima chance di conoscere cosa gli passa per la testa. Altrimenti avrai la conferma della veritá assoluta della mia teoria che dietro a quel bel faccino ci sia il vuoto cosmico"
Rose é di buon umore stasera. Era da un sacco che non era cosí pungente.
Alice é pensierosa. Se la conosco sta analizzando tutto il discorso, il mio atteggiamento e il comportamento di Edward almeno da quattro punti di vista per trovare una soluzione... Come se ci fosse una soluzione... Se fosse un gioco sarebbe tutto piú semplice, pirtroppo é vita vera...
La sera torno a casa e stranamente Edward é seduto sul divano.
"Ciao Isabella..."
É da cosí tanto che non pronuncia il mio nome in questo modo... Mi fa venire i brividi e non di paura.
"Ciao Edward... Niente lavoro stasera?"
"Ho finito prima e poi avrei voglia di stare un po' qua a rilassarmi se non ti chiedo troppo. Ho avuto una giornata pesante..."
"Vuoi che ti prepari un bagno... Oppure un the..."
"Credo che il bagno sia perfetto. Grazie..."
Salgo a preparare la Jacuzzi e quando scendo si sta massaggiando le tempie. "Hai bisogno di una delle mie pastiglie Edward? Non sottovalutare il mal di testa..."
"Grazie. Lasciamene una sul comodino prima di dormire. Ah... A proposito... Oggi a pranzo ho visto che hai avuto un momento in cui hai cambiato colore e avevi del sudore sulla fronte... Ti senti bene?"
Allora non sono trasparente... Si é accorto...
"Non lo so... ho dormito poco ieri notte, ho pensato ad un' abbassamento di pressione..."
"Che ne pensi di chiamare Banner e chiedergli di consigliarci un buon medico di sua fiducia su New York? Secondo me dovresti fare un check-up per verificare che sia tutto apposto... Mi fai stare in ansia..."
"É stato solo un attimo... Ma se ti fa piacere faró una visita."
Si alza in piedi sorridendo. Dio com' é bello... Ha il viso stanco ma i suoi occhi sono due gemme incasstonate in un viso d' angelo. Tento di fare conversazione "La vasca sará pronta fra pochi minuti..."
"Grazie Isabella" e mi accarezza la guancia col palmo della mano. La sua mano calda e grande contiene tutto il lato del mio viso. Per un istante sento che c'é ancora qualcosa fra noi... Non posso fare a meno di alzare lo sguardo e avvicinarmi a lui posando le mie mani sopra i suoi avambracci. Lui abbassa il volto e mi sfiora le labbra in un bacio casto e delicato. Lo sento ritrarsi ma non voglio interrompere questa connessione fra noi e lo trattengo passando le mie mani dietro al suo collo e attirandolo a me. Per la prima volta sono io che lo bacio, che cerco il contatto con la sua lingua. La sua bocca é cosí familiare, il suo sapore mi riporta a casa... Non si ritrae ma non approfondisce il bacio, si limita ad abbracciarmi.
"Grazie Isabella... Buonanotte" e mi lascia in sala, completamente scossa e con un senso di vuoto enorme allo stomaco.
lunedì 10 novembre 2014
CAPITOLO 51
La nostra notte di passione in albergo è lungi dall' essere terminata... Ho modo di rendermene conto presto quando nel sonno vengo svegliata da un Edward piú che pronto a ricominciare da capo... Fa l' amore con me tutta la notte e mette tutto il suo impegno a farmi ammettere che sí, lo voglio, sí sono sua, sí non posso vivere senza di lui. Quando alla fine é soddisfatto della mia resa incondizionata mi lascia dormire. Io sono cosí esausta e contemporaneamente cosí appagata che per una volta mi astengo dall' analizzare meticolosamente l' accaduto e i suoi significati, godendomi per la prima volta in vita mia i postumi di una (ma anche tre) sana e soddisfacente scopata.
Mi sveglio all'ora di pranzo perché ho fame. Edward é abbarbicato a me e ho caldo. Ripenso alla notte appena trascorsa e come al solito vengo assalita da mille domande. Non posso dire di essere pentita... Non sono cosí ipocrita. Come sapevo giá in partenza sono furiosa con me stessa per non essere stata in grado di dire no, per essere cosí attratta da lui da ridurmi ad accettarecdi farci sesso per solo desiderio fisico. La veritá é che mi fa impazzire, tanto quanto io faccio impazzire lui, forse anche di piú perché a dispetto di tutto continuo ad amarlo. Sono stata cosí debole da non tirarmi indietro... Mi sono fatta condizionare dalla passione, come fa lui. Sono poi tanto diversa da lui che tanto biasimo? Mentre mi faccio queste domande penso agli ultimi mesi e sí, decido che non sono affatto come lui. Io gli ho offerto il mio cuore e lui? Uno stupido contratto prematrimoniale con il solo scopo di umiliarmi e sottomettermi alla sua volontá; gli ho donato il mio corpo con amore e lui da me cerca solo sesso, puro appagamento fisico... L' unica cosa di cui devo rendergli atto é che stanotte é stato un amante generoso e paziente e ha fatto di tutto perché il piacere fosse soprattutto il mio, ma nemmeno in ospedale gli ho mai sentito pronunciare una parola su quello che prova per me, mai ha lasciato intendere che anche lui é innamorato come lo sono io. Sono punto e a capo, non posso pensare di vivere una vita cosí... Per cosa? Per del sesso favoloso? Forse oggi é anche peggio perché adesso, ancora di piú, so cosa perdo lasciandolo. Inizio ad agitarmi... Cosa faccio adesso? Non mi lascerá mai andare via... Posso sperare che si stanchi di me... Posso fingere di non amarlo piú... Non credo che gliene potrebbe importare qualcosa... Non ha mai detto di volere il mio amore... Voleva fare sesso con me e ha ottenuto quello che voleva. Lui vince sempre... Non fa che ripetermelo e inizio a pensare che abbia ragione... La cosa è frustrante... Quale sará il suo prossimo obiettivo? Cosa vorrá ancora da me? E poi come un flash realizzo che probabilmente lo so giá... Vuole un figlio. Me lo ha fatto capire e sa benissimo che questo mi legherebbe ancora di piú a lui... E peggio ancora stanotte non abbiamo usato precauzioni... Non che nemmeno io ci abbia pensato, ma sono sicura che non ha evitato di proposito... Quello che non capisco é perché? Perché io? Con tutte le donne che penso ci siano, disposte a fare come lui vuole, perché proprio me deve volere? La mia esistenza era abbastanza complicata prima di lui, ma da quando é nella mia vita non ho avuto che problemi e complicazioni, l' ultima proprio l' incidente al torrente le cui consequenze mi porteró dietro per sempre, se non nel fisico, di sicuro nella mia testa. Mi manca l' aria... Vorrei liberarmi dal suo abbraccio di cui ho goduto fino ad ora ma che in questo momento mi soffoca, come mi soffoca la sua personalitá, la sua possessivitá. Ad un tratto mi rendo conto di essere sull' orlo di una crisi isterica, ad un tratto tutto questo é troppo da sopportare e mi sento come in un abisso di disperazione dal quale non vedo vie di fuga che mi vedano uscire indenne. Vince sempre lui... Mai come ora mi rendo conto della veritá di qieste parole.
I singhiozzi iniziano da soli, poi arrivano le lacrime. Dovessi spiegare perché sto piangendo di preciso non lo saprei dire... Sono squassata da un pianto irrefrenabile che svelgia anche lui.
"Isabella tesoro... Cosa é successo?"
Lo guardo, faccio cenno di no con la testa, ma non riesco a formulare nessuna parola, mi limito a continuare a piangere. A nulla servono le sue carezze, le sue braccia e le sue parole di conforto.
Dopo un periodo che non so quantificare lo vedo perdere la calma.
"Aspetta qui tesoro... Mi stai facendo preoccupare... Credo tu abbia bisogno di un calmate e di vedere un medico"
Non reagisco perché francamente quello che vorrei ora é soltanto dormire per un anno almeno e svegliarmi fuori da questa situazione del cazzo o non svegliarmi affatto.
"Pronto cerco il Dott. Banner... Ah capisco... E dove lo posso trovare? Ottimo! Sono anche io in cittá. No grazie il numero di cellulare ce l' ho"
Di nuovo il suono dei tasti del cellulare.
"Pronto, Banner? Sono Edward Cullen. Mi trovo a Port Angeles con Isabella. Ho bisogno urgente che venga qua in albergo".
La telefonata prosegue con Edward che gli dá l' indirizzo dell' hotel, poi lui é di nuovo accanto a me. Non ho piú lacrime ma i singhiozzi continuano a squotermi. Quando arriva il medico sono come in trance. Mi visita rapidamente per accertarsi che a livello fisico sia tutto apposto. Non gli ci vuole molto a intuire come abbiamo trascorso la notte.
Mi fa un iniezione di tranquillanti e poi mi lascia riposare facendo ad Edward cenno di seguirlo nel soggiorno della suite. Dopo qualche minuto cado in un sonno profondo e senza sogni.
EPOV
"Edward..." La voce alterata "Mi sembrava di essere stato chiaro con te. Ti avevo detto niente stress, niente pressioni..."
"Dottore, Isabella ha tentato di fuggire a Los Angeles di nascosto da me... Se non fosse in forma non credo..."
"Edward quello che tu credi francamente non mi importa. Io vedo i risultati. Vedo come avete passato la notte ed é evidente che hai forzato troppo la mano. Isabella é ancora fragile, forse meno fisicamente che psicologicamente. Quello che ha avuto é un tracollo nervoso. Possibile che tu non capisca? Ha vissuto un evento traumatico e provante a livello fisico, ha bisogno di tempo per recuperare. Vorrá dire qualcosa se ha tentato di fuggire da te? Possibile che tu non riesca a mettere da parte il tuo egoismo e fare per una volta quello che é bene per lei?"
"Io voglio il suo bene..."
"Edward... Francamente visto da fuori non sembra... Comunque non sono qui per processarti, ma per consigliare. Quando si sveglierá rassicurala, fatti dire cosa vuole fare..."
"Lo so cosa vuole fare... Vuole lasciarmi ma é fuori discussione. Voglio prendermi cura di lei..."
"E allora ascolta cosa la farebbe stare bene e fallo. Secondo me dovete risolvere i vostri problemi a livello di comunicazione prima di darvi alla pazza gioia..."
"Dottore non sono bravo con i sentimenti... Non sono cose di cui sono abituato a parlare... Cerco di comunicare nell' unico modo che conosco, ma evidentemente ho sbagliato tutto..."
"Prova ad andarle incontro Edward... Le donne sono molto diverse da noi. Non ti parlo delle donne con cui vai a letto e basta... É evidente che la ami, capisco la tua necessitá di non lasciarla andare... Ma se davvero provi qualcosa per lei devi lasciarla scegliere. Vuoi ottenere con la forza qualcosa che é impossibile... Lasciala libera di decidere e se il vostro amore é destinato a durare resterá con te. Altrimenti non puoi obbligarla... Sarebbe una lotta allo sfinimento per tutti e due. Nella vita bisogna mettere in conto anche la sconfitta. Vale per tutti Edward... Non sei esente."
"Cosa devo fare allora secondo lei?"
"Devi darle tempo e fiducia. Evidentemente hai fatto degli sbagli pesanti con lei, devi darle tempo di perdonarti e decidere se ti vuole ancora concedere una possibilitá. E bada bene adesso ti sto parlando da uomo a uomo e non come medico... Perché se fosse il medico a parlare adesso la ricovererei e ti bandirei dall' ospedale! Ma in quelle tre settimane ti ho osservato, é evidente che sei pentito di wualunque cosa tu le possa aver fatto e che la ami molto. Devi darle il tempo di rendersene conto e devi dimostrare i tuoi sentimenti affinché anche lei li possa capire"
Mi lascia la prescrizione per altri tranquillanti e in testa mille domande. E se avesse ragione? Se l' unico modo per farla tornare ad amarmi fosse quello di lasciarla andare? No. Devo trovare un compromesso, vivere senza di lei non é contemplabile... Posso lasciarla in pace... Posso assecondare la sua necessitá di prendere le distanze pur rimaendo insieme... Sará dura. Soprattutto adesso che abbiamo fatto l' amore... É stata la prima volta che l' ho toccata da quando ho ammesso di amarla ed é stato come sfiorare il cielo con un dito. Cosí timida ma appassionata, cosí bella... Sembra che riesca ad aprirsi a me solo durante l' amore, quando la passione le fa abbassare le difese... Ho cercato di farle capire quanto la amo, spero che non abbia frainteso come al solito. Eppure é chiaro come il sole che la amo da impazzire... Le mie stesse reazioni spropositate dovrebbero farle intuire quanto tengo a lei. Certo avrei potuto tenere a freno la lingua... Ma solo il pensiero di perderla mi fa andare il cervello in tilt, non ragiono... Sono come un cane ferito che reagisce attaccando per non soccombere... Vorrei essere in grado di parlare con lei e dirle liberamente quello che provo, ma ho cosí paura di risultae ridicolo ai suoi occhi, dopo tutto quello che le ho fatto non riesco a biasimarla. Anzi, il problema é che capisco perfettamente come puó sentirsi e la mia reazione istintiva é quella di legarla a me ancora di piú... Non mi sento degno di paragonare il suo amore al mio. Lei mi ha donato se stessa a prescindere da quanto io mi sia comportato male con lei, cosa ho fatto io? Lei mi ha amato a dispetto della logica, per me é stato semplice... Lei mi ha dato tutto ed é impossibile non amarla... Esiste solo Isabella cosí... Bella come un angelo, con la capacitá di amare in modo smisurato, intelligente e brillante... Qualsiasi uomo meno presuntuoso di me si sarebbe accorto subito che ne valeva la pena... Sono stato cosí cieco e stupido... Quando mi avvicino a lei ho sempre paura di essere rifiutato. E puntualmente accade... Ho sbagliato tutto e sto sbagliando ancora. Forse devo seguire i consigli di Banner. Finora a modo mio ho creato soltanto un disastro...
La sento muovere nel letto mentre mi sto arrovellando nei miei pensieri "Isabella, tesoro... Come ti senti adesso?"
"Voglio tornare a casa Edward... Per favore..."
"D'accordo... Faremo come vuoi tu da ora in poi... Ho sbagliato tutto con te, anche stanotte... Mi dispiace averti fatto ancora piangere... Ti prometto che non ti toccheró piú finché non sarai tu a volerlo..."
"Lasciami andare a casa Edward... Voglio tornare a New York"
"Andremo a casa insieme Isabella. Prometto che non sottovaluteró piú ogni singolo tuo bisogno... Voglio guadagnarmi il diritto di averti accanto..."
"Edward cosa stai dicendo non ti capisco..."
"Non preoccuparti tesoro, adesso riposati..."