Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 15 ottobre 2014

CAPITOLO 2 PARTE SECONDA

Allora Marcus decise che sarebbe stato molto più semplice unirci in matrimonio. Alla sua morte avrebbe evitato tutte le spese di successione. Sembrava la soluzione perfetta. Quello che Marcus non si aspettava era la reazione esagerata della gente. Certo, quando un uomo di 75 anni sposa una bella diciottenne come minimo lui passa per depravato e lei per poco di buono. Marcus contava sul fatto che tutti avrebbero capito una volta spiegato... Invece tutti hanno iniziato ad evitarci come la peste. Gli amici di una vita non lo salutavano più, non era ben accetto alle feste. Diceva che non gli importava e che era contento di aver capito quali dei suoi amici erano sinceri. Perchè qualcuno ci ha creduto... Pochi ma assolutamente necessari... Necessari per non perdere la testa, per non essere isolati dal mondo. Uno di questi era Aro Volturi.
Quanto a me... Non avevo una precedente vita sociale da perdere ma ho comunque perso qualcosa di importante: la mia dignità. La possibilità di farmi una vita, di uscire anche solo a prendere un caffè senza essere sotto accusa. La stampa si è divertita con me e hanno venduto un bel po' di copie. Mi hanno dipinto come una prostituta che si vende al miglior offerente, anche un vecchio, pur di ottenere profitto. Si sono moltiplicate le storie di miei flirt sia prima che dopo la morte di Marcus sempre con uomini facoltosi, tutto a confermare la storia dell'arrampicatrice sociale che dal nulla ha ereditato una fortuna. Marcus ci rideva sopra diceva che dovevo essere più forte dei pettegolezzi e che non dovevo darla vinta a nessuno. Lui era in pace con la coscenza perchè aveva tenuto fede alla promessa fatta a Jane e avrei dovuto anche io essere fiera di me.
Tutto semplice finchè c'è stato lui a proteggermi, poi quando 2 anni fa è mancato è iniziato il periodo più brutto della mia vita. Peggiore della sua malattia, peggio di dover essere spettatrice del suo lento declino fisico. Nessuno sa che non ho permesso a nessuna infermiera o badante di occuparsi di lui mentre ero a casa da lavoro, anche se avrei potuto pagare perchè qualcuno si prendesse cura di lui, l'ho fatto invece di persona... L'ho fatto come lo avrei fatto per mio padre, col cuore. Nei 4 anni in cui siamo stati sposati mi sono lauereata a pieni voti in economia e piano piano lui mi ha passato le redini della sua azienda, tanto che negli ultimi tempi già avevo iniziato a gestire ogni cosa da sola. Lui è morto felice, fra le mie braccia. Mi ha detto che il suo viaggio era finito e che Jane lo stava aspettando, la sua azienda era in ottime mani, le mie. Aveva avuto con me la figlia del suo cuore e sapeva di avermi dato tutti i mezzi e le conoscenza per fare della mia vita ciò che volevo. Mi ha fatto promettere di non farmi corrompere dal mondo degli affari e di continuare a gestire tutto secondo la sua etica, che mi ha mostrato negli anni insieme. L'ho amato, tanto. Come una figlia ama suo padre come il salvato ama il suo salvatore. Lui mi amava, ne sono sicura. Diceva che l'amore alla sua età era sublimato dalla mancanza dell'urgenza fisica. Sono certa che non avesse nessun interesse fisico nei miei confronti e anche se fosse stato non ha mai dato da credere altrimenti. Eravamo due anime sole ed affini che si sono fatte compagnia in un periodo della vita dove la parabola per lui era discendente al contrario della mia.
Dopo Marcus non ho avuto comunque nessuna storia, chiunque si avvicinava credeva di trovare in me una facile preda e proprio per evitare avances indesiderate e imbarazzanti ho smesso di avere una vita sociale ed oggi a quasi ventiquattro anni non sono meno pura di quando sono venuta al mondo.
E adesso quel Cullen che si permette di entrare nell'intimità della mia casa attraverso il telefono... Per gettarmi addosso ancora del fango... Quando finirò di scontare questa pena? Ho bisogno delle mie amiche, ho bisogno di un'iniezione di autostima... Ho bisogno di non dover spiegare... Marcus diceva che nessuno meritava spiegazioni e che non dovevamo giustificarci per le nostre scelte. Ad un certo punto si era stufato di spiegare o di provare a far capire... Devo essere forte e smettere di proccuparmene anche io.
Senza rendermene conto ho le lacrime agli occhi e quando le ragazze arrivano Rose mi chiede abbracciandomi "Cosa hanno scritto ancora questi bastardi?" Così inizio a spiegare della Cullen Enterprise fino alla telefonata di pochi minuti prima. Ho dovuto frenare fisicamente Alice dal telefonare direttamente lì su due piedi per mandare a quel paese quell' Edward o chi per lui, parole sue.
Benedette figliole... Grazie a loro riesco sempre a sorridere.

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