Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 15 ottobre 2014

CAPITOLO 8 PARTE PRIMA

Arriviamo all'edificio che ospita l'evento di beneficienza che mancano circa 30 minuti all'inizio della cena. Ancora non c'è molta gente e non c'è traccia di Cullen, meglio così. Iniziamo a curiosare nella stanza che occuperà l'asta, dove proseguirà la serata danzante poi ci dirigiamo verso il bar per l'aperitivo. Ed è lì che lo vedo. É bellissimo, toglie il fiato. Indossa un completo nero dal taglio sartoriale, camicia antracite e cravatta nera. I suoi meravigliosi occhi verdi messi in risalto dall'abito scuro. Mi fa cenno con la mano alzando il flute quasi a brindare nella mia direzione, poi fa si rivolge a Jasper e si incammina verso di me.
"Bella chi è quel Dio che si sta avvicinando?" ti pareva...
"É Cullen, Alice"
"Lo so chi è Cullen, sto parlando di quell'altro. Quello con la camicia bianca ed i capelli biondi" "Ah ok scusa quello è Jasper Hale. É l'assistente di Cullen, quello che mi ha obbligata ad andare al primo appuntamento. Credo sia il suo braccio destro"
"Non so come spiegartelo Bells, ma credo che la serata sarà molto interessante, almeno per me... Il mio sesto senso non fallisce mai... Hai detto che il tavolo è per quattro giusto? Bene allora io sto accanto al biondo!"
"Buonasera Edward, Jasper" esordisco a rompere il ghiaccio.
"Buonasera a te Isabella. Ero impaziente di incontrarti. Sei bellissima, il blu ti sta d'incanto" Mentre io assumo tutte le tonalità del cremisi lui prosegue "Immagino tu sia Alice? Sono onorato di fare la tua conoscenza, ho sentito molto parlare dei tuoi lavori e ho visto personalmente alcune collezioni: devo dire hai un grandissimo talento come stilista. Mia madre è una tua grande ammiratrice. Lascia che ti presenti mio cugino Jasper, che fra l'altro è anche il mio uomo di fiducia qui a New York"
"Molto lieta..." E in un modo che è solo suo si fa avanti, prende a braccetto Jasper e si incammina, iniziando a parlare fitto, fitto. Ecco, la compagnia è andata in fanteria. "Allora Isabella, com'è andata la tua settimana, vedo che hai indossato il piccolo presente che ti ho fatto recapitare, spero ti abbia fatto piacere."
"Beh Edward, la mia settimana è stata perfetta. Per quanto riguarda la consegna di oggi pomeriggio... In realtà non ho ancora deciso se arrabiarmi o meno. Non mi piace essere controllata e questo tuo sapere dove e cosa ho acquistato mi mette a disagio, ma ho deciso che per stasera non ho voglia di litigare quindi ho deciso di indossare gli orecchini e il ciondolo come ringraziamento per il tuo impegno a proteggermi dalla stampa per questa sera"
"Allora grazie. Mi aspettavo una cosa un po' meno complicata tipo un grazie, ma è comunque una reazione comprensibile... Ti confesso che ho visto per puro caso quando stavi uscendo dal negozio e siccome conosco la proprietaria ho chiesto di spedirti qualcosa da abbinare all'outfit, che ti facesse pensare a me già da questo pomeriggio. Mi piace sapere di essere nella tua testa, anche se sono sicuro di esserci stato a prescindere..."
"Sempre così sicuro di te Cullen? Ti garantisco che sono una donna molto impegnata e ho poco tempo per le distrazioni"
"Allora devo darti qualche motivo in più per pensarmi che dici Isabella?" Si avvicina minaccioso ma lo fermo.
"Cullen comportati da gentiluomo altrimenti come sono arrivata me ne vado. Non voglio fare scene in pubblico"
Scoppia in una risata spontanea e ancora sorridendo mi dice "Per quel poco che ti conosco sono sicuro che lo faresti davvero Isabella! Sei una donna incredibile... Prometto che stasera sarò un perfetto gentiluomo anche se questo va tutto a mio svantaggio perchè sei veramente bella da togliere il fiato e sarà dura tenere le mie mani lontano da te. Posso offrirti ancora qualcosa da bere o ragguingiamo gli altri?"
"Direi di avviarci al tavolo se non ti dispiace" "No affatto. Sembra che quei due abbiano trovato doversi argomenti di cui discutere e ti assicuro che Jasper non è un tipo molto loquace... Bel tipo la tua amica."
Guardo verso il tavolo e capisco che la mia amica è già presa. Parlano e ridono, i loro corpi sono protesi l'uno verso l'altro.
"Alice è unica nel suo genere. É una persona molto importante per me è una delle poche persone di cui mi fido e che conosce la mia storia. Andrei in prigione per lei e la cosa è reciproca. Questo chiaramente significa che qualsiasi cosa stia nascendo fra quei due faresti meglio a mettere in guardia Jasper" Appena pronuncio le parole già mi pento... Non devo lasciargli conoscere informazioni così personali e non capisco perchè l'ho fatto, dato che non parlo mai con nessuno dei miei sentimenti.
"Consideralo già fatto. Comumque stai tranquilla Jasper è un bravo ragazzo, è lui quello serio della famiglia"
"Sarà bene per lui..."
Prendiamo posto e la cena si rivela molto piacevole. Al contrario del primo impatto Jasper si rivela una persona simpatica che sa metterti a tuo agio. Alice è Alice e la sua allegria è contagiosa. Edward non parla molto e lo sorprendo spesso a fissarmi. Almeno quattro o cinque volte le nostre gambe sotto al tavolo si sfiorano e non so se pensare questo sia dovuto alle sue lunghe gambe che hanno poco spazio sotto al tavolo rotondo o se lo ha fatto apposta. La sua mano cerca spesso la mia, ma puntualmente la ritraggo. Per il resto cerco di divertirmi, di ascoltare la conversazione e godermi la cena.
Quando ci alziamo dal tavolo per andare ad assistere all'asta Alice e Jasper sono mano nella mano. Edward mi porge il braccio e riluttante lo accetto. D'altra parte ho accettato di partecipare alla serata, ma la mia accompagnatrice ha altro da fare.

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