Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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domenica 19 ottobre 2014

CAPITOLO 22

Dopo tre settimane sono l' ombra di me stessa. Salto la maggior parte dei pasti e ho perso almeno cinque chili. Le mie giornate sono tutte uguali. Visto che non riesco a dormire la notte lavoro. Mi è utile perchè al mattino le direttive da inviare Jake sono nella sua casella di posta prima di lui. Raramente mi deve chiamare per alcuni dettagli, per il resto almeno per il lavoro le cose filano lisce. Riesco a dormire qualche ora la mattina. I lavori della veranda sono termimati. I cuccioli sono l' unica cosa che mi dà la forza di andare avanti. Ho già trovato una sistemazione per tutti. Rimangono il maschietto e la femminuccia di Mike.  In settimana li verranno a prendere e anche Mike ha detto che verrà a trovarmi. Non ho sentito più nulla su Edward. Non so se sia perchè non mi ha cercato o se i miei amici hanno evitato di parlarne come ho chiesto loro. Non sono riuscira a pensare di separarmi da Lucky, il cucciolo marrone perchè è di Edward. Forse potrei pensare di spedirglielo... Ma averlo con me è come avere una piccola parte di lui. Sono ancora arrabbiata, ma la verità è che mi manca. Mi manca terribilmente. La rabbia ha lasciato il posto al dolore. Di non essere abbastanza, di non essere diversa per poter essere degna di averlo. Lo amo ancora. Non ho mai smesso... Mi sto consumando lentamente. Non avrei mai pensato  di soffrire così. Mi è entrato nel cuore e non credo sarà facile farlo uscire. Ogni tanto sui giornali di gossip lo vedo con qualche bella donna a degli eventi e questo mi distrugge. Evidentemente per lui contavo così poco che ha trovato immediatamente il modo di rimpiazzarmi. Per me sarà molto più difficile... Non credo che mi lascerò avvicinare tanto presto da nessuno.  Non finchè non mi sarà passata. Per ora non ho intenzione di tornare a New York, sto bene così... Forse non tornerò mai... Chi lo sa? Se mi avessero detto tre mesi fa che adesso sarei stata qui in questo frangente avrei sorriso. Ho imparato che nella vita non si può mai sapere.
Passo i pomeriggi a passeggiare sulla spiaggia con Lana e i cuccioli o sdraiata a prendere il sole. Leggo moltissimo per distrarmi. E comunque non funziona perchè la mia testa torna sempre là, con lui. La mia è una situazione impossibile, è fuori discussione che io accetti le sue condizioni per averlo e questo mi porta inevitabilmente a dover rinunciare a lui, è come un gatto che si morde la coda. Nessuno dei due è sceso a compromessi: lui per la sua famiglia, io per il mio orgoglio... Ad ogni modo non è una questione su cui potrei tansigere. Non solo io comunque. Quale donna con un minimo di amor proprio avrebbe accettato di diventare la sua amante?! E con tutta la storia che c'è dietro poi... Ma è meglio che rimanga qua. Non sono ancora pronta per tornare a New York... Ho paura che tutti i miei paletti e la mia convizione durerebbero il tempo di un soffio se lui mi prendesse di nuovo fra le sue braccia. La verità che mi fa più paura è che non credo che sarei abbastanza forte per dirgli di nuovo di no, non adesso che so cosa significa stare senza Edward. Se dovessi cedere allora la darei vinta a tutti quelli che mi hanno puntato il dito contro e non potrei più guardarmi allo specchio... Ma avrei lui... Oddio credo che alla fine impazzirò se non smetto di pensarlo.
Il venerdì della mia quarta settimana di esilio do il benvenuto a Mike, venuto a ritirare Bonnie, l' ultima femmina rimasta con me.
"Oh mio Dio Bella cosa ti è successo? Sei stata male?"
"Sì ho avuto dei problemi da salute..."
"Ma è tutto apposto adesso?"
"Più o meno sì grazie..."
"Dai, ti porto a mangiare qualcosa, che dici?"
"Ok. Non ti prometto di essere una gran compagnia però..."
Mi porta in un piccolo ristorante sul mare. Durante la cena mi racconta un po' di se'. Io rimango sul generico. Mi trovo a ridere di alcune batture e mi rendo conto che è più o meno un mese che non riesco a non pensare a Edward. Il dolore è sempre lì... Ma riesco a chiuderlo in un cassetto per quelle due ore che rimango fuori casa. Mike è un ragazzo simpatico, anche carino se vuoi, ma dal modo in cui mi guarda so già che questa è l' ultima volta che lo vedrò. Non voglio dargli false speranze... Non riuscirebbe mai a prendere il posto di Edward nel mio cuore.
Mi riaccompagna a casa e quando siamo al cancello capisco che vuole baciarmi.
"Mike, non credo che sia opportuno... Vedi, il mio cuore appartiene ad un' altra persona..."
"Lo so Bella... So che il motivo per cui sei qui è Edward Cullen. La vostra relazione è finita da un giorno all' altro da quanto ho letto e tu sei sparita. Poi, forse non dovrei nemmeno dirtelo... Una volta Cullen si è presentato in ufficio e mi ha chiesto di te, se sapevo dov'eri, perchè mi aveva visto a casa tua. Quando ho finto di non sapere ha minacciato di rovinarmi. Mi ha detto che non devo avvicinarmi a te..."
"Mike mi dispiace io non sapevo"
"No, non scusarti. É lui quello sbagliato Bella. Non so perchè lo hai lasciato, perchè è evidente che sei stata tu, ma lui non ti merita. Cosa può offrirti un puttaniere che usa le donne come trofei da collezionare? Tu hai bisogno di un uomo che ti ami, che ri rispetti, che ti veneri, che ri sposi e faccia di te la sua regina. Non sminuirti Bella. Lo so che soffri per lui e non hai avuto nessuna malattia. Non ho la presunzione di essere io l' uomo per te, ma se tu decidessi di darmi una possibilità... Ecco, ti darei il mondo. Mi sono innamorato di te dal momento che ti ho vista. Credici o no... Io stesso non ho mai creduto al colpo di fulmine... Ma a me è successo, con te"
Ho le lacrime agli occhi. Perchè non è Edward, perchè non riesco a farmelo piacere neanche un po'? Cosa mi dicono la mia mente malata e il mio dannato cocciutissimo cuore?
"Mike... Tu sei una brava persona. Credimi darei qualsiasi cosa per poterti dare una possibilità, ma non sarebbe giusto. Io lo amo ancora e tu meriti una donna che ti ami, con tutto il cuore. Quel pomeriggio sulla spiaggia le tue parole mi hanno dato conforto. Grazie, di tutto. Se mai un giorno riuscirò a scordare Cullen potremo essere amici... Ma capirò se non vorrai parlarmi"
"Bella sarà un onore essere anche solo tuo amico. Sei una persona eccezionale"
Messo in chiaro le cose lo faccio entrare per dargli il cucciolo. Poi ci salutiamo con un bacio sulla guancia e lo guardo mentre si allontana in macchina prima di chiudere il cancello.
Per la prima volta dopo settimane riesco a dormire. Un sonno senza incubi.
Mi sveglio la mattina dopo abbastanza serena e mi metto a lavoro. Mike non lo saprà mai, ma le sue parole mi hanno dato speranza. Forse un giorno troverò davvero una persona che mi voglia per quello che sono. Magari non lui, ma una persona giusta per me. Forse anche io ho diritto a pretendere di essere felice. Trascorro il week end portando a spasso Lana e Lucky. É molto più semplice adesso che sono solo due. Riesco anche a fare un po' di shopping dato che i vestiti mi stanno tutti larghi. Chiamo Jake e le ragazze. Il dolore è ancora là... Ma voglio provare a fingere di non pensarci.
Lunedì mattina mi metto a lavoro presto. Avendo ripreso a dormire non ho lavorato stanotte e devo mettermi in pari. Finisco con le ultime cose all' ora di pranzo. Mangio un po' di frutta e mi sistemo sul divano. Oggi stranamente piove e di andare in spiaggia non se ne parla.
Verso le tre del pomeriggio suonano alla porta. Aspetto un pacco da Jake e mi precipoto ad aprire. Sono dei fogli da firmare per l' avvio dei lavori al locale vicino al porto.
Mai e poi mai mi sarei aspettata...
"Edward! Che ci fai qui"
"Sono venuto a ritirare il cucciolo. So per certo che gli altri li hai già consegnati"
"Non ho intenzione di parlarti, tantomeno darti Lucky, vattene"
Faccio per chiudere la porta ma me lo impedisce.
"Non vorrai rimangiarti la parola data Isabella? Non è da te... O forse sì... Non giocare con me Isabella... Lo so che hai un altro uomo. É un mese che ti cerco. Ho fatto migliaia di chilometri per parlarti, adesso tu ti sposti e mi fai entrare altrimenti giuro che butto giù la porta!"
"Ma cosa diavolo vai blaterando?! Io non ho nessuno. Per me puoi anche passare il resto della tua vita fuori dalla porta. Adesso vattene"
"Oh no Isabella, forse non hai capito, io vinco sempre"

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