Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 15 ottobre 2014

CAPITOLO 5 PARTE PRIMA

Sono un fascio di nervi mentre Jake mi porta a casa. Gli dico che è andato tutto bene, lui non la beve ma pare capire e non fa domande. In realtà mi sento vuota e umiliata. Sempre e comunque la stessa storia.
Entro in casa e Lana scodinzola dalla cuccia. Lì per lì mi pare strano ma sono abbastanza stravolta. Sono le otto e decido che la prima cosa da fare è una bella doccia per schiarirmi le idee. Subito dopo mi metto una delle mie maxi t-shirt sopra l'intimo e a piedi nudi mi avvio in cucina per preparare qualcosa da mettere sotto i denti, ma prima decido di affacciarmi in garage perchè non vedo Lana nella sua cuccia. 
Oggi non deve esere la mia giornata. Lana non sta bene, mi guarda con gli occhi liquidi e inizia a lamentarsi. Mi sa che ci siamo. Prendo il telefono e inizio a chiamare il veterinario al cellulare, ma non risponde. Cazzo. Squilla il fisso ed è... Cullen?! Mavaffanculo! Riattacco mentre col cellulare continuo a cercare il dottor Ben qualcosa o come diavolo si chiama, adesso figurati se mi ricordo il cognome. Il cretino, Cullen, telefona ancora e riattacco puntualmente. Evidentemente non deve essere così sveglio come sembra. Stacco il telefono, non voglio perdere un secondo di più per telefonare al veterinario. Decido di telefonare alla clinica e mi comunicano che il dottore ha avuto un'emergenza familiare ed è fuori città. Cazzo, cazzo, cazzo. Non è decisamente la mia giornata. Inizio ad andare nel panico, mi metto vicino a Lana che pare soffrire. Come una stupida le chiedo se va tutto bene, come se potesse rispondermi. Poverina, mi lecca la mano e continua a guaire. Nella mia testa si aprono gli scenari più tragici... Non posso nemmeno pensare che le succeda qualcosa. Marcus me l'ha regalata poco dopo aver scoperto di essere malato... Per farmi compagnia aveva detto. "Non lasciarmi sola anche tu Lana... "
Inizio a piangere come una disperata mentre lei continua  a lamentarsi piano, in modo costante, senza muoversi e con l'affanno. Proprio quando penso di stare per avere una vera e propria crisi di panico sento squillare il campanello di casa. Corro ad aprire felice di avere compagnia a prescindere da chi si trova là fuori. Ecco, tutto mi sarei aspettata tranne di trovarmi davanti un Edward Cullen inizialmente furibondo, che nel giro di un istante mi pare perplesso e ancora dopo preoccupato.
"Isabella cosa è successo?". Il tono di voce sembra sincero e in questo momento mi basta non essere sola. Con la voce rotta dal pianto dico "Il mio cane... Sta male... Credo che debba partorire, ma da più di un'ora non succede niente, sta soffrendo... " e giù altri singhiozzi mentre gli indico la porta sul retro da cui si accede al garage. Lana, che di solito è diffidente nei confronti degli estranei, lo guarda accennando a scodinzolare e gli lecca la mano.
"Isabella credo che non ci siano segni evidenti di sofferenza. Mi pare che il cane stia semplicemente affrontando il travaglio... É la sua prima cucciolata? Da quanto hai detto che ha iniziato a lamentarsi?".
Riorganizzo il cervello e formulo una frase sensata "Sono i primi cuccioli ed è circa un' ora che si lamenta costantemente, ho provato a chiamare il veterinario ma è fuori città, nessuno viene a domicilio e io non ce la faccio a sollevarla di peso, oltretutto ho paura di farle male..." Mi soffio il naso che deve essere rosso e gonfio mentre realizzo di non avere trucco, vestiti decenti addosso e tacchi alti. Probabilmente non gli arrivo nemmeno al mento. Chissà se starà pensando di aver sbagliato casa... Ma non ho tempo per pensarci perchè sono troppo preoccupata.
"Facciamo così, provo a telefonare al mio veterinario a Seattle, quello che si occupa degli animali della mia famiglia. Sentiamo cosa dice ok, però per favore smetti di piangere" Dopo una breve telefonata "Dunque, pare che vedremo i cuccioli a breve... Ti sei preoccupata fino alle lacrime per nulla..." Inizia a togliere la giacca e arrotola le maniche della camicia, poi si mette vicino a Lana senza invadere il suo spazio vitale e di lì a breve iniziamo ad assistere alla nascita di 5 meravigliosi cuccioli, tutti biondi, salvo uno che è marrone. Con cautela prende i cuccioli ad uno ad uno per verificarne il sesso poi li rimette vicino alla madre dove iniziano a cercare la mamma per il loro primo pasto.
"Beh congratulazioni quindi, hai 5 belissimi cuccioli, quattro femmine e quello scuro è maschio". Lo guardo mentre a suo agio si sciacqua le mani nel lavabo del garage. Vestito di tutto punto, in questo momento non ha nulla del freddo uomo d'affari di stamani. Pare sereno, ha un sorriso stampato in faccia ed è ancora più bello. Sento uno strano rumore e mi accorgo che si tratta del mio stomaco "Immagino tu non abbia mangiato. Il veterinario ha detto che la puerpera va lasciata in intimità coi cuccioli affinchè li accetti e li riconosca, perchè non vai a sciacquarti il viso e a vestirti, ti porto a mangiare qualcosa?" Al mio esitare aggiunge "Prometto, non mordo, anche se non posso garantire nulla se continui a restare con solo quella maglietta addosso e poi ho fame, offro io. Prometto per stasera niente affari" Sono combattuta, ma ho fame e la prospettiva di non dover cucinare è abbastanza allettante. E poi ha detto che si tratta di una tregua, in fondo è stato così gentile a rimanere... Ho una strana sensazione che mi spinge a fidarmi anche se so che non dovrei... Ma ora non voglio pensarci quindi mi scuso per 5 minuti e corro al piano di sopra. Mi lavo il viso con l'acqua fredda e applico un po' di correttore per rimediare al casino che ho in faccia. Un po' di ombretto e di mascara, lucidalabbra e sembro quasi decente. Indosso un paio di jeans stretti che infilo negli stivali senza tacco, tanto ormai... Metto una maglia verde petrolio con scollo a barca, passo la spazzola fra i capelli e sono pronta.

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