Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 22 ottobre 2014

CAPITOLO 28

Faccio per andare l' ennesima volta quando mi sento afferrare stavolta per la vita e mi ritrovo con le labbra di Railey sulla bocca. Non è un bacio vero e proprio anche se per chi osserva non è individuabile la differenza. Capisco immediatamente il motivo di questo gesto inaspettato.
"Isabella... Che piacere vedere che ti stai divertendo... Che ne dici di presentarmi il tuo amico?" Un Edward dalla voce glaciale evidenzia l' ultima parola caricandola di una miriade di sfaccettature differenti.
"Lui è Railey..." la mia voce è malferma
"Biers, Railey Biers. É un piacere conoscerla."
"Signor Biers... Le dispiacerebbe scusarci un attimo, ho bisogno di parlare con Isabella in privato..." mi prende per un braccio e mi porta in casa. Non si ferma nell' atrio ma continua a trascinarmi fino ad una porta laterale al cui interno si trova una specie di studio.
"Chi cazzo è Railey Biers. E non raccontarmi sronzate perchè ho visto chiaro come il sole che vi stavate baciando."
Uff. Non faccio nemmeno uno sforzo per iniziare a parlare, per dirgli cosa poi? Mi sembra di vivere una realtà parallela e probabilmente la cosa più saggia in questo momento per i miei poveri nervi è lasciare che le cose vadano avanti per il loro corso. Chi sono io per frenare la follia? Evidentemente questo lo fa infuriare ancora di più.
"Era per questo che non mi hai chiamato Isabella? Confessa? Non ti permetto di avere un altro uomo. É fuori discussione. Adesso esci di qua e lo fai sparire dalla mia proprietà. Non lo voglio vedere mai più vicino a te altrimenti lo strozzo con le mie mani."
Quando è troppo è troppo. Anche quando il troppo si riferisce al comico. Non resisto e scoppio a ridere. Mi viene così tanto da ridere che non riesco a fermarmi, rido fino alle lacrime. Edward ha uno sgurado fra il frusrato e perplesso.
"Vuoi spiegarmi cosa c' è di tanto divertente?"
"Tu sei divertente Edward" cerco di tamponare gli occhi con le dita per evitare il disastro. "Anche se ti dicessi che non lo conosco e che mi ha obbligato a baciarlo mi crederesti? No probabimente non mi crederei nemmeno io... E comunque fidati... Prima o poi ti pentirai di volerlo fuori dalla tua vita... Credo che faresti bene a parlarci"
Sento dei passi in corridoio e ne aprofitto per uscire contando sul fatto che Edward non voglia mettere in piazza i suoi problemi con altra gente. Esco sbatto la porta e mi trovo davanti pochi passi dopo una Victoria dello stesso colore dei suoi capelli. Non faccio in tempo a proferire parola che mi sento colpire il pieno volto "Cosa cazzo credi di fare è stupida sgualdrina!!! Lascia in pace il mio uomo capito?!"
Mi copro la guancia con la mano. Non so come reagire... Da una parte sento montare una rabbia inverosimile e credo che potrei anche prenderla a schiaffi in questo momento. D' altra parte comprendo bene la sua reazione al bacio che mi ha dato Railey... Ma non ho tempo di fare alcun che quando vedo arrivare Cullen senior con uno sguardo che promette niente di buono.
"Cosa succedede Victoria? Ti ho sentito urlare... Questa poco di buono ha importunato Edward?" A volte si capisce chiaramente che uno stesso dialogo si può interpretare in milioni di modi diversi... Ma una cosa mi è chiarissima, che non voglio permettere a questo vecchio stronzo di darmi della poco di buono.
"Senta lei, come si chiama? Ah Edward, giusto. A parte il fatto che mi guarderei bene dallo sputare giudizi o almeno di rivolgerli nella giusta direzione" e guardo Victoria "Non si permetta mai più di rivolgermi un' offesa del genere. Si guardi piuttosto in casa e cerchi di aprire gli occhi. E dica a suo nipote di smetterla di importunarmi"
Edwards esce in quel momento dallo studio e fa per parlare ma il nonno lo blocca sul nascere
"Edward! Mi pareva di essere stato chiaro con te. In casa mia non ti permetterai di mancare di nuovo di rispetto alla tua futura moglie! Non hai visto che la Signora Swan qui è accompagnata? Cosa diavolo ci facevi con lei nel mio studio?"
Io colgo l' occasione per andarmene. Voglio uscire da questa casa, andare via da questa festa, da questo paese. Voglio scordarmi di questa gabbia  matti. E poi sarei io la poco di buono?
Vado diretta da Alice con l' intenzione di scusarmi e tornare a casa di Jasper per fare le valige e prendere il primo aereo per New York. Prima mi fermo in bagno per vedere quanto danno ha fatto lo schiaffo, non voglio dover dare spiegazioni voglio solo andarmene da qui. Esco dal bagno mentre sto chiamando un taxi e poi esco e trovo Alice. Invento un malore e esco dalla proprietà. Già quando sono fuori mi sembra di resporare meglio.
Arrivo a casa dei miei ospiti e mi apre la signora delle pulizie chiamata a dare una sistemata prima del rientro della sposa. Mi scuso e mi chiudo in camera. Controllo in rete il primo volo per New York ed è fra 5 ore, il tempo per arrivare all' aereoporto di Port Angeles e la sciarmi alle spalle tutto questo caos. Sono stata insultata, baciata a forza, schiffeggiata, minacciata. Penso che possa bastare per un giorno solo.
Chiamo anche un altro taxi e mentre aspetto faccio una doccia veloce e mi vesto in abiti comodi. Prendo il bagaglio che ho fatto alla meno peggio e mi avvio all' ingresso. Lascio un biglietto alla governanete da dare ai genitori di Jasper e mando un sms a tutti gli amici per informarli che anticipo il rientro. Sono abbastanza tranquilla di non essere disturbata mentre attendo il taxi dato che la festa non finirà che a notte fonda e non è ancora l' ora di cena.
Ma come al solito non ho fatto i conti con Edward... Vedo una macchina avvicinarsi e scorgo la sua sagoma all' interno. Penso di rientrare e aspettare il taxi alla finestra ma so per certo che se vuole parlarmi sarà difficile fermarlo quindi aspetto dove sono.
"Isabella sono venuto per scusarmi... Per le parole di mio nonno, per il comportamento di Victoria... Ho messo in chiaro con entrambe che nessuno deve mettersi in mezzo fra me e te, che non intendo rinunciare a noi due."
"Edward... É stata una giornata molto intensa, te ne rendo atto. Accetto le tue scuse adesso vai"
"Non credi anche tu di dovermi delle scuse? Perchè hai baciato quell' uomo? Lo hai fatto forse per ingelosirmi? Non ne hai bisogno... Sono geloso di chiunque si avvicini a te, senza bisogno che arrivi a baciarti..."
"Edward, ti posso assicurare che sono stata baciata e che l' atto in se' doveva servire a ingelosire un' altra persona... E ha avuto l' effetto sperato." Gli dico indicandomi la guancia.
"Cosa vuoi dire?"
"Dico che puoi credermi o no, ma Biers conosce Victoria. Parla con lei... Io ho dovuto promettere di non parlare sotto minaccia e sto già dicendo troppo quindi ti prego fingi di aver intuito da solo"
"E perchè mi stai dicendo questo se posso?"
"Perchè non posso fare a meno di essere onesta, soprattutto con le persone che per me sono importanti"
Mi mordo la lingua accidenti a me.
"Allora sono importante per te?"
"Edward non si smette di amare da un momento all' altro. Ti ho detto questo per lo stesso motivo per cui non posso stare con te adesso che sei fidanzato. A prescindere dal fatto che tu sia innamorato o meno di Victoria"
"Io non mi arrendo Isabella... Ora più che mai. Ti voglio... Ma hi anche bisogno di te. Non smetterò di insistere fino a quando non sarai mia"
Per fortuna arriva il taxi "Edward devo andare... Altrimenti perderò l' aereo"
Edward si avvicina al taxi estrae una banconota da cento dollari e la porge all' autista "Grazie, la signora non ha più bisogno li tenga per il disturbo"
"Ma Edward ho già pagato il biglietto aereo"
"D' accordo, ti accompagno io, sali in macchina"
E ancora una volta mi trovo come priva di volontà propria e mi trovo ad eseguire gli ordini. É già difficile normalmente tenere testa ad Edward Cullen, oggi non ne ho proprio la forza.

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