Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 15 ottobre 2014

CAPITOLO 1 PARTE PRIMA

Sono già 15 minuti che aspetto su questa poltrona. Sto iniziando seriamente a spazientirmi, fra l'altro il cordialissimo segretario che si è premurato di chiamarmi per fissare, pardon, per comunicarmi l'ora dell' appuntento non mi ha lasciato il tempo di controbattere e per essere qua ho dovuto fare i salti mortali, guidare nel traffico di New York nell'ora di punta e posticipare il mio appuntamento annuale dal dentista per quello che io chiamo il "tagliando". Non che sia di vitale importanza, ma detesto che mi si dica cosa devo fare. Fra 15 minuti esatti sarò comunque fuori da questo pomposissimo edificio che trasuda l'ego spropositato del proprietario, che si degni di ricevermi oppure no. Peggio per lui. Basta. I 15 minuti sono trascorsi. Mi alzo prendo il soprabito e la signorina alla reception mi guarda allibita come se stessi per commettere un peccato capitale "Signora Swan, il signor Cullen mi ha appena confermato che sta per riceverla non credo che sia una buona idea...". Sfodero uno dei miei sorrisi più cordiali e al tempo stesso mi avvicino dicendo  "L'orario prestabilito per il mio appuntento col signor Cullen è scaduto precisamente 5 mimuti fa. Ho un altro impegno precedentemente programmato che ho dovuto posticipare in quanto un certo Signor Hale non mi ha dato il modo di rispondere. Non ho altro tempo da perdere, saluti il Signor Cullen da parte mia signorina... " leggo il cartellino che si intravede a un lato della generosa scollatura "Stanley". Chissà se mettere le tette in mostra fa parte del protocollo aziendale, mah... Io non permetterei mai ad una mia dipendente di ostentare il proprio corpo in quel modo. La mia azienda è un impresa seria che fonda il suo successo sul saper fare e non su quanto viene esposto. Mentre corro in macchina dal dentista rifletto sul fatto che personalmente,  anche volendo, non ho mai potuto permettermi di vestire come la signorina Stanley. Non che mi manchi l'equipaggiamento, anzi. Il fatto è che con la mia repurazione e il resto ho scelto la moderazione come leit motiv della mia intera esistenza, a partire dal lavoro fino ad arrivare alla mia vita privata. Alla morte di mio marito, il buon Marcus, ho venduto la nostra villa di famiglia ed ho optato per una casa a due piani con giardino intorno nella periferia appena fuori città, un posto tranquillo non di lusso ma per famiglie dove poter portare a spasso Lana, il mio labrador di 3 anni. Ho venduto anche le macchine sportive donando il ricavato in beneficienza tenendo per me il suv per poter comodamente portare a spasso la mia bimba pelosa. Non frequento eventi mondani, non frequento uomini, ceno a casa mia da sola a parte il venerdì sera che è la serata dell'amicizia quando Alice e Rose si uniscono a me. Prima che Rose si sposasse con Emmet tutte e due pasavano la nottata da me, adesso Rose ci abbandona ad un certo punto, non prima di aver finito la nostra maratona di film romantici. Sono amica di Rose da quando eravamo insieme in orfanotrofio. Quando ho avuto la possibilità di farlo l'ho aiutata ad aprire la sua autofficina. Col tempo mi ha restituito tutto e adesso per lei gli affari vano alla grande tanto che con suo marito possono permettersi anche dei piccoli lussi che prima non erano concessi. Nonostante questo Emmet non approva la nostra amicizia. Non dice nulla ma preferirebbe di gran lunga avere una macchina più piccola piuttosto che sapere che sua moglie è mia amica. É proprietario di una palestra che ha rilevato con i soldi messi da parte e un piccolo prestito (sapesse che il 60% lo deve a me gli si sgonfierebbero i muscoli...) che piano piano sta saldando. Rose è la mia roccia, spesso è quella che raccoglie i cocci quando esce l'ennesimo articolo di giornale dove vengo descritta come una poco di buono. Se capita raramente di uscire è pronta a fare a botte se qualcuno mi guarda storto. É una ragazza vera, tosta e conosce tutta la mia storia dall'inizio e sa quanto tutte le voci che circolano su di me siano infondate. Alice invece è il mio braccio destro negli affari. Posseggo e dirigo una compagnia che principalmente si occupa di compravendita di aziende sull'orlo del fallimento che poi vengono rivendute. A differenza di tante altre imprese simili la mia non smembra tutto vendendone le parti per il solo profitto economico: le aziende in difficoltà vengono risanate e quando in grado di essere autosufficienti e con bilancio in attivo vengono rivendute. Certo è un lavoro molto impegnativo e a lungo termine, certo più lungo di quanto sarebbe smembrate tutto e rivendere, ma così non si perdono posti di lavoro, anzi se ne creano di nuovi e mi piace pensare che fare del bene sia meglio che guadagnare e basta. Questa è la filosofia che mi ha insegnato Marcus e la sua etica negli affari è diventata anche la mia, oltre ad essere motivo di orgoglio personale. Alcune delle aziende risanate me le sono tenute... Una è la Twinckerbell Aute Couture, la casa di moda che apparteneva da sempre alla famiglia di Alice e che adesso è mia per il 70%. Ho sempre avuto una passione speciale per i bei vestiti e mi piace averli, sono l'unico vizio che ho anche perchè non porto gioielli e non mi interessano. Il 30% lo ha rilevato Alice che è la mente creativa, la stilista e.. Varie altre cose! É un vulcano di idee e di energia e anche lei come Rose mi conosce per quella che sono veramente e sa la verità della mia storia. Al contrario di tante altre persone non ha voluto credere alle cattiverie che circolano a mio riguardo e ha preferito conoscere la persona che esiste davvero. Ho lavorato con lei gomito a gomito per risanate la sua azienda e mi sono fidata del suo intuito e delle sue brillanti idee: ho fatto bene e oltre che a una socia in affari ho guadagnato anche un'amica speciale. Beh sì... Ho guadagnato anche una personal stylist e una personal shopper paranoica e vittima di shopping compulsivo ma le voglio bene per questo. Quando non mi viene voglia di strangolarla...
Mentre mi lascio andare a questo flusso di pensieri durante la pulizia dei denti mi squilla il cellulare ma ovviamente non rispondo. Pago il conto e mi affretto verso casa: è venerdì sera e a breve arriveranno le ragazze. Stasera portano loro da mangiare perchè non ho avuto tempo di cucinare e fra l' altro devo ricordarmi di chiamare il veterinario per farmi dare la disponibilità per le ore notturne in caso di bisogno. Lana aspetta i suoi primi cuccioli e siamo vicini secondo me... Tengo sempre il cancello chiuso, soprattutto quando è in calore ma la malandrina una sera è scappata tornando poco dopo scodinzolando vicino ad un labrador marrone... Dalla medaglietta ho preso il numero dei proprietari che sono venuti a riprenderselo ringraziandomi calorosamente di averlo ritrovato, ma il fattaccio era già successo. Non che mi dispiaccia avere in casa i cuccioli, lo spazio c'è, il garage è già adibito a nursery per il parto e il resto ma mi terrorizza che possa succedere qualcosa alla mia bambina. Per questo voglio il veterinario a portata di mano... Entro nel cancello e Lana si trascina verso di me lentamente per farmi le feste. Negli ultimi giorni è piuttosto stanca poverina ma non resiste e deve per forza fare il suo dovere e darmi il benvenuto a suon di baci umidi e scodinzolanti. "Come sta la mia bimba eh?" Ecco adesso sono anche tutta piena di peli... Pazienza tanto Alice non mi permette di usare lo stesso outfit più di due o tre volte e questo l'ho già messo diciamo quattro volte, spero non lo scopra mai... Faccio una doccia e mi metto una felpa con dei pantaloni di cotone per prepararmi alla serata quando il telefono squilla di nuovo, è Angela la mia segretaria. "Dimmi Angy", le dico. "Ehm ha chiamato il Sig. Cullen, 4 volte, anzi precisamente ha chiamato 3 volte il signor Hale, il suo braccio destro, e poi un' ultima volta il Sig. Cullen in persona e non è stato motlo cordiale... Ho detto a tutti e due che non sono autorizzata a dare il tuo numero di cellulare e ci è voluto un po' per farli desistere... Poi mi avevi detto di non fissare con la Cullen Enterprise altri appuntamenti e ho seguito la direttiva, solo che non è stato per niente facile chiudere la telefonata ed è dovuta intervenire la Signora Alice che... Si insomma ha mandato tutti a quel paese". "Perfetto Angela, ti ringrazio di aver fatto tutto questo per me e di aver eseguito quanto richiesto, sei una preziosa preziosa collaboratrice come al solito... Grazie anche per aver passato la telefonata ad Alice" sto per attaccare quando un'Angela molto perplessa mi fa "Come, non sei infuriata per come si è conclusa la telefonata?" quindi le rispondo "No Angela grazie di esserti preoccupata. Alice ha fatto esattamente quello che avrei fatto io!"

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