Giovedì e venerdì trascorrono senza che accada niente di particolare. Sono quasi indispettita dal fatto che Edward non si sia fatto nemmeno sentire ma d'altra parte non vorrà far sapere alla sua preziosa famiglia le persone che frequenta, soprattutto se hanno una reputazione come la mia... Non capisco davvero, so che cosa pensa di me, ma mi ostino a vederlo... Mah...
Satesera vedo le ragazze, chissà se Rose riuscirà a farmi vedere le cose sotto una prospettiva più razionale.
Esco dall'ufficio per le 18.00 e una volta a casa inizio a cucinare.
Le ragazze arrivano per le 19.30. Rose è tranquilla durante la cena, ma so per certo che dopo avrò la sua opinione in merito alla serata di sabato.
"Ieri io e Alice abbiamo parlato. Mi ha raccontanto di Jasper. Sembra un bravo ragazzo, probabilmente non è come il cugino... Ti dirò Bella, Cullen non mi piace. Ha qualcosa nello sguardo che non mi convince... É bellissimo e ha fascino da vendere. Ha molta più esperienza di te ed è molto più grande. 10 anni non sono pochi. Ho timore che potrebbe spezzarti il cuore."
"Lo so Rose. Il punto è che ha già chiarito che la sola cosa che gli interessa è il sesso. Il problema sono io. Per la prima volta non so se voglio lasciar perdere... "
"Se non fossi sposata ci farei un pensierino anche io non mi fraintendere. Sarebbe l'ideale per una bella relazione tutta fuoco e niente complicazioni. Il problema è che ti conosco troppo bene e tu non sei così. Se hai voglia di fare le tue esperienze non sono certo io quella che vuole fermarti. Soltanto... Stai attenta. Affronta la cosa con la giusta leggerezza e non sperare in niente di più. Sei una donna ed è giusto che tu faccia la tua vita. É già tanto che sei arrivata così come sei a ventiquattro anni. Forse potresti entrare nel Guinnes... A parte gli scherzi Bella, fai attenzione, tutto qua. E se poi le cose dovessero mettersi male io sono qua. Le amiche servono anche per questo"
***
Sabato mattima mi sveglio tardi. Porto Lana a fare una lunga passeggiata. Il dottor Ben mi ha garantito che i cuccioli possono stare un'oretta da soli basta che non possano fare danni o farsi male. Ho acquistato un recinto apposta e comunque ancora non camminano benissimo.
Penso che avesse bisogno anche lei di sgranchirsi le gambe visto l'entusiasmo quando ho preso il guinzaglio.
Mentre camminiamo lungo le strade del quartiere squilla il telefono.
"Ciao Bellissima. Mi sei mancata"
Sinceramente sono ancora un po'infastidita che non abbia trovato il tempo di mandarmi nemmeno un messaggio.
"A me non sembra..."
"Mi dispiace di non averti potuto chiamare. Ho avuto da fare. Ma adesso sono tutto per te. Ti va di arrivare da me prima degli altri? Così puoi prendere confidenza con l'ambiente e avremo un po' di tempo per noi..."
"Non lo so... Forse ho da fare..."
"Ti prometto che saprò farmi perdonare... Passo a prenderti alle 17.00"
Dunque... Anche stavolta non mi ha lasciato scelta. Credo che mi prenderò almeno altri trenta minuti. Quindi gli mando un messaggio: Non arrivare prima delle 17.30, ho da fare.
***
Alle 17.30 spaccate suona al campanello e io sono pronta, compreso il cambio per la piscina.
Arriviamo a casa sua che sono le 18.00 circa. Come promesso mi fa fare un giro della casa che è in tono con il personaggio. É bellissima e moderna, ha il giardino tutto intorno circondato da siepi fitte e mura alte che impediscono ai curiosi di vedere all'interno. Effettivamente sul retro c'è una piscina al chiuso in una specie di veranda chiusa dalle vetrate.
Il piano terra ospita una cucina fantastica, dotata di ogni attrezzatura e con un' isola centrale circondata da sgabelli alti. Quasi metà del piano è costituito da un'enorme salotto con camino e divani in pelle bianca e soffici tappeti neri. Immamcabile il maxi schermo ultra piatto. Adiacente si trovano una libreria con al centro un tavolo da biliardo e un bagno di servizio.
Al primo piano ci sono 4 camere e 2 bagni mentre al secondo piano c'è la camera padronale con un bagno enorme dotato di sauna e Jacuzzi. C'è anche una stanza che ospita un pianoforte a coda e una complessa Strumentazione simile a quella di uno studio di registrazione e un sofisticato impianto stereo.
"Non sapevo suonassi"
"Non sai molte cose di me... Ma conto di rimediare al più presto. Vieni andiamo di sotto, ho ti preparo qualcosa da bere. Va bene del vino bianco?"
"Perfetto grazie."
Sono un po' tesa. La casa è bellissima e lui è un ospite impeccabile. Ma c'è tensione nell'aria.
Beviamo il vino che serve a farmi rilassare, ma che non attenua il disagio. Fra breve saremo in costume e non so come gestire l'assenza di barriere...
"Vicino alla piscina ci sono i camerini e puoi trovare anche gli asciugamani. Mettiti comoda. Io vado a cambiarmi intanto che aspettiamo gli altri. Verso le 20.30 dovrebbero arrivare quelli del catering. Si occuperanno loro di servire la cena poi per le 21.00 così anche gli altri potranno fare un bagno prima di mangiare se vogliono".
Scelgo un camerino e faccio per aprire la borsa ma devo averla chiusa male. La cerniera è incastrata. Inizio a tirare ma ovviamente il tessuto non cede. Dentro di me impreco in aramaico perchè preferirei essere già in acqua quando arriva e rimanerci fino a quando non arrivano gli altri al costo di farmi venire le branchie, ma la fortuna evidentemente non è dalla mia parte. In qualche modo riesco alla fine a far saltare il cursore e apro. Mi spoglio velocemente e indosso il bikini nero che ho portato. Sento arrivare Edward e decido quindi di indossare il kaftano in mussola nera sotto al ginocchio che ho portato. É fuori discussione entrare in acqua adesso... Sono un po' impacciata e distratta per la fretta e nel tiralo fuori cade la borsa facendo un gran fracasso. Neanche 3 secondi e la porta del camerino si spalanca.
"Ti sei fatta male?"
Tento di coprirmi con la stoffa e credo di essere arrossita perchè sento il sangue affluirmi alle guance. Abbasso lo sguardo imbarazzata.
"Vorrei dirti che mi dispiace essere entrato ma non è così... Sei bellissima Isabella. Non nasconderti..."
Mi alza la testa da sotto il mento con due dita. Per un istante ci guardiamo poi i suoi occhi scendono ad esaminare ogni detaglio del mio corpo seminudo. Lo vedo deglutire e sento il suo respiro accellelare in concomitanza con il mio.
La mano che mi teneva il viso inizia a scendere e leggera inizia a tracciare la linea in rilievo delle clavicole per poi scendere fino allo sterno fermandosi prima di arrivare al seno. Adesso sono io a deglutire. Nel mio cervello è in atto un corto circuito e riesco solo a sentire la sua mano che si posa sulla spalla, scende ad accarezzare il braccio ed infine mi cinge la vita sottile. Con l'altra mano mi accarezza il collo poi mi tira a se' e le sue labbra sono su di me. Sarei stata pronta a reagire alla sua solita irruenza e a fermarlo come al solito, ma mi prende in contropiede con un bacio dolce, lento. Come se volesse assaporare ogni singolo secondo. La sua lingua che di solito pretende è invece suadente, gioca con me e mi porta a rispondere con trasporto. É lì che tutto si fa più frenetico. La mano dal collo si sposta dietro la mia nuca e mi tiene ferma dove mi vuole. Ci baciamo con passione, ancora in piedi nel camerino fino a quando non siamo costretti a staccarci per prendere fiato. Quando mi guarda le sue pupille sono dilatate. Il nero che ha preso il sopravvento sul colore del mare e sento la sua erezione, attraverso il costume, che preme sul mio stomaco. E poi è un attimo. Mi prende in braccio e mi stende su una delle sdraio in legno coperte da cuscini bianchi, sedendosi all'altezza del mio bacino. Con il busto è sopra di me. Riprende il bacio da dove era rimasto. Io ho perso cognizione di quello che è giusto o sbagliato e mi lascio andare al flusso di sensazioni che mi provoca. Gli passo le mani intorno al collo e le mie dita si intrecciano ai suoi capelli. Lo sento gemere mentre lascia la mia bocca e inizia a baciare lo spazio fra l'orecchio e l'incavo del collo. Mi vengono i brividi e per reazione i miei capezzoli si inturgidiscono. "Così sensibile... Così bella... Adoro l' odore della tua pelle Isabella..." Le sue mani si fanno più audaci, con la destra sostiene il suo peso e la sinistra inizia ad accarezzare il seno mentre il pollice gioca con la punta ormai sensibile ai limiti della decenza "Mi fai impazzire Isabella. Il tuo corpo è una visione, sei perfetta per me"
Non riesco ad articolare nessuna parola e lo osservo mentre abbassa lo spallino del costume e scopre il mio seno posando gli occhi dove nessun uomo ha mai guardato. Non ho tempo per provare imbarazzo e le sue dita tornano a giocare col capezzolo poi lasciano il posto alla sua lingua e infine alla bocca che gli si chiude intorno.
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.
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venerdì 17 ottobre 2014
CAPITOLO 14
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