Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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giovedì 30 ottobre 2014

CAPITOLO 42

EPOV - RICOVERO IN OSPEDALE
Ho paura ad affacciarmi ma devo farlo. Mio padre ha le mani nei capelli. Il sangue mi affluisce al cervello e non vedo chiaramente, ma riesco ad affacciarmi e la vedo. Mi manca il respiro per un attimo. É sdraiata, come intrecciata alle radici degli alberi. Deve essere scivolata ed è rimasta impigliata, è coperta di fango e foglie, il viso ha dei graffi e il labbro è ferito, del sangue rappreso sulla guancia. É immobile, troppo. Mi trovo anche io con le mani nei capelli, é una frazione di secondo poi il grido di mia madre mi scuote dalla trance in cui sono caduto e inizio a scendere.
"Cosa fai Edward stai attento! Dobbiamo chiamare qualcuno per tirarla su..."
"No. La voglio andare a prendere... chiamate un' ambulanza..."
Arrivo vicino a lei trattenendo il fiato e con mani tremanti le tocco la gola per sentire se c' é battito. Tutto si risolverá... Basta che sia viva... Fa che sia viva... Un pulsare lieve ma costante mi spalanca le porte della speranza... Andrá tutto bene Isabella... Amore mio... Faró in modo che tu mi possa perdonare... Alzo lo sguardo e vedo mio padre affacciato mentre mia madre ha in mano il telefono ma mi sta guardando aspettanto la notizia "É viva..."
"Edward... Non spostarla... Ascoltami... Non fare di testa tua stavolta. Potrebbe  avere delle lesioni... Devono spostarla i paramedici... Aspettami scendo anche io lí con te. Esme?"
"Stanno arrivando Carlisle..."
***
Rivivo la scena dell' arrivo dei soccorsi nella mia testa a rallentatore come in un film. Le mettono un collare, tagliano i rami, la mettono su una barella... Poi la tirano su con il cavo dell' Elicottero decidendo di portarla all' ospedale di Seattle. Poi le domamde imbarazzanti a cui non ho saputo rispondere... Per quanto tempo é stata in acqua, perché si trovava lí... Non convinti delle dinamiche hanno chiamato la polizia sospettando violenza domestica... Me lo merito... Me lo merito tutto. Ho parlato con l' ispettore e ho spiegato l' accaduto inventando un litigio... Gli ho raccomtato delle ricerche e i miei genitori hanno confermato con la loro testimonianza. Non ci sará nulla a mio carico, ma forse sarebbe stato meno pesante affrontare una notte in cella piuttosto che dover guardare negli occhi mia madre e poi gli amici di Isabella... Adesso sono qua, nella sala di aspetto del pronto soccorso. Stanno sottoponendo Isabella agli accertamenti e mi hanno fatto uscire. Adesso dentro con lei c' é mio padre che sta parlando con il medico, il Dr. Banner che per fortuna é un suo vecchio compagno di Universitá. Nessuno proferisce parola... Nessuno mi parla o mi sta vicino. Non sanno il motivo per cui é successo questo disastro, ma tutti hanno la certezza che sia colpa mia. Aspetto da un momento all' altro che qualcuno, magari Rose, mi aggredisca... Ma tutti in questo momento stanno aspettando le notizie che ci porterá mio padre... Ci sará tempo poi per il resto ne sono sicuro.
"Papá..."
"Vieni Edward, Banner ti vuole parlare personalmente. Staró con te."
"Signor Cullen... Evito giri di parole... La sitiazione non é semplice. Sua moglie presenta un grave trauma cranico a livello della tempia destra. Non siamo riusciti a vedere se ci sono fratture a cuasa dell' ematoma. A complicare il quadro clinico c' é la situaziome dei suoi polmoni. Nonostante non abbia saputo confermarci per quanto tempo sua moglie sia stata nell' acqua ghiacciata, le posso assicurare che sono sicuramente state diverse ore. Ha la febbre molto alta e una forte polmonite. Per permettere al suo fisico di veicolare le forze verso la guarigione l'abbiamo messa in coma farmacologico. Adesso dobbiamo aspettare che si riassorba l' ematoma, poi faremo una tac per valutare se ci siano stati dei danni ed eventuali fratture. Anche a livello polmonare dobbiamo aspettare che gli antibiotici e i cortisonici facciano effetto. Per ora é in ventilazione assistita perché ha difficoltá a respirare. Non le nascondo signor Cullen che la situazione é critica. Non posso darle una prognosi fino a che i parametri vitali non si stabilizzeranno. É permesso ad una persona di rimanere. Cerchi di organizzarsi con i suoi familiari perché sará una lunga degenza. Almeno fino a quando la terremo in sedazione potete anche non essere presenti perché non ha molto senso..."
"Rimarró io. Comunque. Gli altri potranno venire a trovarla ma voglio essere con lei... Qualsiasi cosa accada. La ringrazio Dr. Banner. Sono nelle sue mani... É la cosa piú preziosa al mondo per me... La prego la faccia tornare da me..."
"Faremo il possibile Sig. Cullen... Ma devo essere franco con lei: il trauma cranico é abbastanza importante... potrebbe riportare gravi consequenze...".
"Ci sono altre cose dottore che devo sapere?"
"No, niente di altrettanto importante. Ci sono una caviglia slogata e diversi graffi. Abbiamo suturato alcuni dei piú profondi, per fortuna non sul volto... Le ferite sono state ripulite, abbiamo fatto l' iniezione contro il tetano e la terapia antibiotica dovrebbe guarire eventuali infezioni. Per ora non sembra, ma per caso ha qualche allergia a farmaci che vuole segnalarci?"
"Non che io sappia..."
Il Dottor Banner mi lascia nel suo ufficio andando via con mio padre. Un' infermiera mi accompagnerá in stanza una volta che Isabella sará sistemata. Mentre sono solo mi torna in mente l' ultima domanda del dottore... Non ho saputo dirgli se ha allergie perché la realtá é che non la conosco... Che patetica scusa di uomo che sono... Ho fatto di tutto per legarla a me... Per soddisfare la mia voglia di lei e il mio istinto di dominarla. Per un certo periodo mi sono anche convinto che la sposavo solo per il sesso, se questo era l' unico modo per averla. Ce l' avevo con lei perché credevo che mi avesse trascinato e obbligato a stare alle sue regole solo per avere... Per avere cosa poi? I soldi e gli uomini non le mancano. Dio é cosí bella che le ronzano tutti intorno e questo mi fa impazzire. Non ho mai veramente pensato a lei, a quello che desidera... Non le ho mai dato modo di sviluppare con me la familiaritá che é normale in una coppia... cosa le piace, il suo colore preferito... Certo della sua risposta fisica ai miei assalti ho sempre e solo pensato a portarmela a letto e basta. Sono stato cieco a non accorgermi, a non domandare... La sua ingenuitá, la sua timidezza a letto... Tutto urlava chiaramente che Isabella non era quello che immaginavo, ma ho preferito immaginarmi motivi assurdi unvece di chiedere o di ascoltare. La mia assurda gelosia... Non ho mai provato niente di piú logorante... Non ho mai provato niente di simile per una donna perché nessuna mai mi ha preso come lei... E questo mi ha reso ancora piú cieco e arrogante e incazzato... Con lei che non voleva darmi quello che nella mia testa era mio di diritto, con me stesso per non riuscire a toglieremela dalla testa... Sono stato un coglione. Pensavo di poter avere tutto dalla vita e ho sempre avuto tutto. Forse ho faticato cosí poco che alla prima difficoltá ho reagito come un bambino capriccioso invece che come un uomo di quasi quarant' anni. Dovrei benedire il giorno in cui l' ho incontrata, dovrei ringraziare il cielo che nonostante tutto quello che le ho fatto non ha mai smesso di amarmi. Come sia possibile che si sia innamorata di me é un mistero... Sono stato solo problemi per lei... L' ho obbligata a sposarmi e alle mie regole... Lei non sa che ho fatto stracciare a Newton il contratto non apppena é stato firmato quando l' ho mandata fuori ad asepttarmi... Non so perché l' ho fatto distruggere, ho agito d' istinto come faccio sempre, forse inconsciamente sapevo che non era necessario, che Isabella non si sarebbe mai approfittata di me, che se solo Dio vorrá benedirmi con un figlio non avró mai il cuore di portarglielo via... L' idea del contratto é scaturitta da un momento di rabbia poi sono stato troppo stronzo per tornare indietro sui miei passi per timore di passare da debole... La mattina dopo ero giá pentito di averle chiesto di firmarlo, ma Cullen non scherza e ho portato avanti la farsa col proposito di ferirla e fargli capire che con me non si fanno giochetti. Che idiota... Sono stato cosí idiota da nasconderle l' unica cosa buona che ho fatto facendolo strappare per paura di apparire un debole. In realtá sono un debole, solo con lei... E tanto piú mi sono sentito vulnerabile, maggiormente l' ho ferita. Mi sono domandato tante volte perché mi sono comportato cosí con lei... Adesso che rischio di perderla la risposta mi appare chiare come il sole, finora sono stato troppo cieco, perso nei miei conflitti personali, nel barcamenarmi fra quelli che credevo fossero i miei doveri e quello che volevo io davvero, quello che Cullen, il rispettato e temuto uomo d' affari, doveva fare e ció che invece Edward, l' uomo reale, avrebbe voluto. Io sono innamorato di Isabella Swan. Da quando l' ho vista per la prima volta, a dispetto di tutte le voci e tutte le cose che sono successe nella sua vita, mi sono innamorato di lei e ho combattuto questo sentimento con tutte le mie forze imputando a lei ogni colpa quando sarebbe bastato semplicemente accettare il fatto compiuto. Ho sempre pensato che mio padre fosse stato un debole a scegliere la vita con mia madre rinunciando alla societá, in realtá il debole sono stato io, ma é un errore che non macchierá oltre la mia coscienza. Mi sono liberato dell' influenza negativa di mio nonno e posso liberarmi anche di tutti gli stupidi dogmi che ha inneststo nel mio cervello. Lo faró iniziando da adesso. Potrebbe essere tardi ma giuro che mi faró perdonare, anche se mi ci vorrá tutta la vita per fare ammenda per il male che le ho fatto, faró in modo di essere un uomo degno di Isabella e del suo amore.

CAPITOLO 41

EPOV - LA NOTTE DELLE NOZZE/MATTINA
Porca puttana! Come cazzo...? Ma non riesco a fermarmi... Dio è il paradiso... Mia... Solo mia... Ma perchè cazzo mi sono ubriacato? Sono un coglione... Magari se ero sobrio...
É finita... Mi sdraio un secondo, giuro il tempo per riprendermi... Le devo parlare... Devo chiederle perdono... Dio che coglione. Dovevo ascoltare... Materasso... Caldo... Morbido... Sí adesso apro gli occhi e le parlo...
***
"Isabella!" Ho la strana sensazione di essere solo nel letto... Guardo l' orologio, sono le 5.30. Cazzo mi sono addormentato... Fanculo al vino mi scoppia la testa. Altri dieci minuti, ma dove cazzo è? Le chiavi di macchina sono sul comodino... Forse sarà scesa... Mi alzo seduto e la testa mi gira. Mi viene in mente come mai non mi ubriaco dai tempi del college. Proprio ieri Cullen eh? Sei proprio uno stronzo. Nel letto una macchia di sangue. Allora non ho sognato... Porca puttana sono stato un animale, un bruto... Avevo così tanta rabbia in corpo... Ma poi di cosa? Perchè mi comporto sempre da stonzo? In fondo nessuno mi paga... Sono proprio un coglione. Devo prendere qualcosa per il mal di testa altrimenti non ne esco... Devo trovarla, parlarle e sperare che mi perdoni. Che immane testa di cazzo. Io non mi perdonerei... Ma Isabella è una persona migliore di me... Non è un caso che tutti la amino e io invece tendenzialmente stia sul cazzo a tutti. In questo momento mi sto sulle palle da solo. Che immane idiota. Non voglio nemmeno pensare che non mi voglia parlare... Sarà già dura convivere con il rimorso...
***
In bagno trovo una delle compresse contro al mal di testa. Mi sciacquo la faccia. Mi infilo una tuta e una felpa e scendo. C'è troppo silezio. L' orologio in sala segna le 6.00. Ma dove cazzo è? Torno di sopra e controllo le altre camere. Scendo e guardo negli studi. Vado in garage ma c' è solo Lana che dorme. Comincia a entrarmi in corpo una strana sensazione... Come un presentimento. Niente di buono comunque. Che sia andata via? Ma come? Siamo praticamente nel bosco, fa un freddo cane...
Mi infilo la giacca ed esco fuori rabbrividendo dal freddo. Spero non sia scappata... Sono così stronzo che non so neppure in che condizioni l' ho lasciata... Deve essere sconvolta... Spero solo di non averle fatto del male fisicamente... Praticamente l'ho presa a forza e senza riguardo ed era così tesa e stretta... Ma chi cazzo immaginavo... Dovrei essere quello che la protegge e che si prende cura di lei, sono suo marito porca puttana! E invece sono proprio io che l' ho ferita, nel corpo e nell' anima. Non voglio nemmeno pensare che non mi voglia più, la mia testa rifiuta perfino l' idea...
La chiamo ma ovviamemte non ottengo risposta... Cazzo spero non si sia persa... Giro intorno alla casa, controllo ogni angolo poi penso di cercare lungo il sentiero che porta nel fitto della vegetazione, ma mi viene in mente che c' è il cane! Come ho fatto a non pensarci... Non è ancora sorto il sole, ma col fiuto sicuramente non avrà bisogno del senso della vista. Corro indietro verso il garage "Lana!" che mi guarda con uno sgruardo interrogativo. "Vieni andiamo a cercare la tua padrona". Le metto il guinzaglio mentre è fuori di se' dalla gioia "Ok bravo cane... Adesso cerchiamo Isabella ok?"
Esco e punta diritta al torrente "No Lana fai la brava. Niente nuotata adesso l'acqua è ghiacciata... Se ti ammali isabella mi uccide" Cazzo... Dove sei? Fa il giro della casa tirando come una dannata e torna in direzione del sentiero che porta al corso d' acqua. Mi spazientisco e sono io adesso che la tiro verso il bosco. Mi sembra che sbuffi ma alla fine si rassegna. Ha uno sguardo fra lo scettico e il condiscendente. Possibile che nemmeno i cani...
Giro in lungo e in largo la zona circostante cercando un segno. Ho una torcia ma di Isabella nessuna traccia. Ogni tanto il cane guarda indietro ma continuo a scandagliare l'area circostante. Guardo l' orologio e sono le 7.15, inizia ad albeggiare anche se per via degli alberi ancora la luce non è sufficiente. Prendo il telefono in preda alla disperaziome e compongo il numero di casa dei miei genitori. Come cazzo lo spiego che ho perso Isabella. Mi madre mi ammazza, ma dato che è l' unica cosa saggia da fare per una volta in vita mia voglio agire con la testa e non per orgoglio o spinto dal mio carattere del cazzo. Dopo cinque squilli mi rispomde mio padre evidentemente ancora mezzo addormentato. "Pronto..."
"Papà ho bisogno di aiuto... Sono nella merda. Non riesco a trovare Isabella...". Per un secondo spero che mi dica che è lì da loro sana e salva. In fondo non è impossibile... É la casa più vicina a piedi.."Edward... Non ti capisco, come non risci a trovare Bella?!" Cazzo no, non è lì. Il groppo che ho in gola mi fa uscire una voce strozzata che fatico a riconoscere io stesso...
"Ti spiego quando arrivi. Sveglia mamma dille di portare Lucky" Riaggancio e nemmeno mezz' ora dopo sento arrivare sul viale la macchina di mio padre e subito dei rumori di passi veloci e l'abbaiare del cane. Lana mi prende alla sprovvista e scappa in direzione dei rumori.
Vedo mia madre con il terrore in faccia e mio padre sembra una maschera di cera.
"Edward... Cos' è successo?"
"Mamma... Ho combinato un casino. Sono un cretino. Cazzo! É sparita!"
Mi viene incontro e mi abbraccia. Mi trovo a piangere con lei... Dopo qualche istante si scansa e mi colpisce forte in volto. "Edward! Sei uno stupido. Avrei dovuto dartelo tanto tempo fa un bello schiaffo, forse più di uno... Non ti riconosco più... Ma non è il momento adesso. Troviamo Bella, poi dobbiamo parlare Edward. Non ti premetterò di farle ancora del male" Mio padre ha tutti e due i cani al guinzaglio che continuano a tirare in direziome dell'acqua. Sono ormai le 8.00 e c' è luce.
"Hai controllato al torrente? I cani sembrano indicare in quella direzione..."
"Papà, Lana vuole sempre andare in acqua... Non credo..."
"Tentare non nuoce. E i cani hanno sicuramente più giudizio di te." Anche mio padre é incazzato. Non é da Carlisle rispondere cosí.
Seguo mio padre praticamente trascinato dai cani. Arriviamo al dirupo da cui si vede il torrente. Niente. Non c'è nessuna traccia, ma i cani abbaiano insistentemente...
"Edward!" La voce strozzata di mio padre mi fa gelare il sangue "L'ho trovata..."

martedì 28 ottobre 2014

CAPITOLO 40

Provo a gridare aiuto, ma siamo praticamente in mezzo al bosco e non abbiamo vicini a portata d'orecchio. Edward dorme profondamente di un sonno post sbronza ed è inutile continuare, oltretutto mi fa male la testa e inizio ad avvertire un forte senso di nausea. Ho dolore ovunque ma provo a fare mente locale concentrandomi sulle varie parti del corpo ed escludendo la testa e la caviglia non dovrebbe esserci niente di grave, solo qualche graffio. Inizio a sentire freddo, le mie gambe continuano ad essere nell'acqua gelida del torrente e ben presto mi accorgo di avere la vista annebbiata. Non so quando ma ad un certo punto perdo i sensi. Non so nemmeno se sto sognando... O se davvero un diavolo dagli occhi verdi si sta posando su di me e mi fa male... Sento delle voci, diverse voci, chiamare ma mentre la mia testa urla, la mia bocca non emette suoni...
Un abbaiare dal rumore familiare e mi rendo conto che qualcosa mi sta sollevando e non ho più i piedi in acqua, sento il mio corpo sostenuto da due braccia forti... Non fa più freddo. Poi non ricordo più nulla.
***
Ho la percezione di essere distesa, forse in un letto... Sento odore di disinfettante... Percepisco voci sommesse... Sento qualcuno che mi accarezza la guancia ma non riesco ad uscire fuori dal limbo in cui mi trovo e poi non ne ho voglia... Non sento niente... Mi ricordo solo di aver sofferto... E invece qua dove sono non sento niente... Niente è meglio del dolore... E poi di nuovo buio. Poi di nuovo quegli occhi verdi pieni di rabbia che si avvicinano, il senso di rimanere soffocata, schiacciata sul letto dal peso del corpo del mio diavolo personale... Tento di mandare via il pericolo ma non ce la faccio e grido ma la la voce non esce. Poi di nuovo buio. Tutto si ripete random per un tempo che non riesco a definire. La sola cosa che cambia è l' espressione del mio demone personale. Adesso gli occhi non sono pieni di rabbia, sono solo molto tristi... Mi capita di vederli preoccupati, stanchi... Ma spesso ritornano rabbiosi come li conosco e allora capisco che non è cambiato niente. Quando gli occhi sono tristi mi verrebbe voglia di consolare il mio tormentatore, ma non ne ho la forza. Lo so di chi sono quegli occhi verdi... Li riconosco...
Fa freddo... Cavolo sento che il mio corpo è scosso dai brividi... Sudore freddo... Respiro a fatica... Eppure non sto facendo niente...
Per un tempo che non riesco a quantificare non sento più niente poi una voce, familiare, ma diversa in un certo senso... Non è autoritaria... Sembra implorare...
"Isabella..."
Ho tanta voglia di consolarlo... Mi sembra una vita fa l'ultima volta che l' ho sentito così vicino.
"Dannazione Isabella svegliati..."
"Ti prego Isabella... Ho bisogno di te... Non posso vivere senza di te... Ti prego"
Probabilmente sto sognando. É tutto nella mia testa...
"Sono uno stupido Isabella... Se quando ti sveglierai vorrai prendermi a schiaffi, te lo lascerò fare... Me lo merito, ma ti prego svegliati..."
No sto sicuramente sognando. Non c' è storia.
"Ti prego Isabella. Ti amo... torna da me..." Un singhiozzo.
E come se mi avessero tirato un secchio d'acqua gelata all' improvviso...
"Edward" la mia voce è poco più di un soffio.
"Isabella. Rispondimi Isabella. Ti prego non andare via di nuovo rimani con me!"
Apro gli occhi e vedo Edward. É lui ma non sembra... Non c'è il suo sguardo fiero, manca il suo solito sorriso beffardo... Questa persona davanti a me ha di sicuro avuto dei giorni difficili dietro di se'.
"Dove sono Edward? Sono andata fuori poi non ricordo..."
"Sei caduta Isabella... Poi..."
Ma la voce del medico che entra nella stanza lo interrompe. "D' accordo Signor Cullen ora ha visto che sua moglie ha ripreso conoscenza e la invito pertanto a lasciare la stanza una buona volta"
"Non credo proprio dottore ho bisogno di parlare con mia moglie"
"Sig. Cullen, quello di cui sua moglie ha bisogno adesso è di calma e tranqillità e soprattutto di un medico che la visiti. Per favore non mi costringa a farla allontanare"
"Isabella sarò qua fuori. Appena il dottore mi darà il permesso tornerò da te"
"No... Ti prego vai... Hai bisogno di una doccia e di una notte di sonno..."
"Una notte... Poi tornerò da te. Te lo prometto tesoro... Non sarai sola comunque... La mamma e gli altri non aspettano altro che vederti"
Cosa ne abbia fatto quest' uomo di mio marito è un mistero.
"Allora Signora Cullen, Io sono il Dr. Banner, il suo medico. Ricorda qualcosa di cosa è successo?" mentre parla mi esamima le pupille e controlla l' ago della flebo che mi accorgo di avere nel braccio.
"Non proprio... Ricordo di  essere uscita di casa e di aver camminato verso il fiume... Poi ricordo di essere caduta ma poi è il buio totale. Cosa è successo esattamente?"
"Allora, andiamo con ordine... Tre settimane fa circa è stata trovata da suo marito all' alba semi-immersa nell'acqia del torrente, praticamente attorcigliata con le radici degli alberi..."
"Tre settimane?"
"Tre settimame e 2 giorni per l'esattezza. Oggi è lunedì. Ci ha fatto preoccupare Signora Cullen... Quando l' ho vista al pronto soccorso aveva una caviglia slogata e numerose escoriazioni un po' ovunque ma le cose che ci hanno fatto temere per il peggio erano un evidente ematoma alla tempia destra da cui è conseguito un trauma cranico abbastanza importante e la polmonite che ha contratto a causa del tempo trascorso in acqua nel freddo della notte. Ha avuto la febbre molto alta ed è stato difficile farla scendere... Molto spesso quando la temperatura era molto alta era agitata e delirava. É stata dura per i suoi familiari... Soprattutto per suo marito che non ha abbandonato questa stanza per più di dieci minuti facendo impazzire letteralmente tutto lo staff dell' ospedale..." Se non altro non sono l' unica a sostenere che sia una persona impossibile...
"Ma esattamente ho dormito o cosa? Perchè qualcosa mi ricordo..."
"I primissimi giorni abbiamo indotto il coma farmacologico in attesa che l' ematoma si riassorbisse. Per fortuna non dovrebbe aver fatto danni anche se faremo delle tac di controllo. La cosa che ci ha preoccupato è che quando abbiamo sospeso la cura non sembrava che avesse voglia di svegliarsi... É stato abbastanza penoso mi creda. Suo marito ha sofferto le pene dell' inferno... Non capisco bene come mai ma pare che abbia tutta la famiglia contro..."
Posso solo immaginare cosa può essere uscito dalla bocca di Rose... Ma immagino che anche Esme abbia parlato col figlio... Oh mio Dio... Speriamo che non abbiano raccontato tutto nei dei dettagli altrimenti non avrò più il coraggio di guardare in faccia nessuno...
"Signora Cullen, veniamo alle belle notizie, dato che i polmoni sono puliti, domani mattina le metto in programma una tac e una risonanza magnetica alla testa, se tutto è ok fra un paio di giorni la rimando a casa, se promette di osservare un riposo assoluto, restare tranquilla ed evitare qualsiasi tipo di affaticamento fisico. Mi creda la capisco, tecnicamente siete in luna di miele ma la prego di astenersi da avere rapporti con suo marito almeno per il momento. É ancora in convalescenza e il suo fisico é debilotato. Parleró anche con suo marito, stia tranquilla. Sicuramente stare in un ambiente familiare aiuterà la sua ripresa. É molto probabile che si presentino forti emicranee ma sono abbastanza normali e spariranno col tempo. Le prescriverò degli antidolorifici cosí potrà servirsene al bisogno." Ora che mi ci fa pensare mi scoppia la testa im effetti...
"Dottor Banner... Potrei avere qualcosa già adesso?"
"Certamente Signora Cullen. Utilizzeremo la flebo fin quamlndo rimarrà in ospedale. Voglio assicurarmi che riprenda ad alimentarsi correttamente prima di somministrarle qualcosa per bocca"
Gli antidolorifici fanno effetto ma mi intorpidiscono. Non abbastanza però per impedirmi di riflettere sulla mia situazione. Domattina Edward sarà qua... Non sono sicura di essere pronta a parlarci... Per lui sono passate tre settimame ma per me è come se fosse successo tutto adesso... La delusione, la sofferenza legata al giorno del nostro matrimonio sono ancora troppo... Ho messo in gioco tutta me stessa ma non ho ottenuto nulla... Ho combinato un gran casino e ho fatto preoccupare tutti... Ho sopravvalutato la mia capacità di gestire Edward e il suo carattere... Mentre mi sento scivolare nel sonno sono sempre più convimta di aver fatto il più colossale sbaglio della mia vita e devo trovare un modo di rimediare senza continuare a soffrire.

CAPITOLO 39

Continuiamo a ballare con i vari ospiti che si contendono i protagonisti della giornata ignari della tensione che va crescendo. Edward mi guarda continuamente. Fra un ballo e l' altro lo vedo bere, parecchio, un cocktail dietro l' altro. Non è da lui e mi domando se stia soffrendo quanto me, se si stia già pentendo di avermi sposata. La mia insicurezza raggiunge livelli inimmaginabili mentre il pomeriggio si trasforma piano piano in sera e Edward sembra dare attenzione a tutto il pubblico femminile tranne la sottoscritta. Quando ci sediamo al tavolo per la cena continua a bere, del vino rosso stavolta, che accompagna le portate di carne che abbiamo scelto per la questo secondo banchetto. Quando l' auditorio lo richiede mi bacia con passione, come se nulla fosse recitando la parte dello sposo innamorato. I suoi baci sanno di alcool e nonostante lo ricambi per alimentare la nostra farsa, sono disgustata. Da lui per come si comporta e da me stessa per essermi fatta trascinare in questa situazione. 
Ben presto si fa notte e la musica accompagna la festa grazie ad un complesso che suona dal vivo. Edward ed io ci evitiamo palesemente e tutti e due ci prodighiamo ad intrattenere gli ospiti come a giustificare il fatto di non essere vicini, fino a quando a notte fonda lo vedo avvicinarsi, praticamente sbronzo.
"Avanti mogliettina, è ora di salutare tutti" il disprezzo nella sua voce mi ferisce. Mi prende per un braccio e mi trascina verso l' auto con cui sono arrivata. Prendo posto dietro, dato che il vestito è ingombrante e sono lieta di non dovergli stare vicino, ma immediatamente vedo arrivare Emmet probabilmente mandato da Rose "Ehi... Non è il caso che tu ti metta al volante Edward. Vi accompagno io."
Così prende posto dietro vicino a me ma per tutto il tragitto rimaniamo in silenzio. Emmet mi aiuta a scendere dalla macchina e mi affretto ad entrare nel cottage. Salgo in camera e mi chiudo la porta alle spalle. Decisamente questo non è il clima che mi ero immaginata per la mia prima notte di nozze. Accidenti a lui e alla sua testardaggine...
Edward tarda ad arrivare quindi inizio a spogliarmi e mi metto la più antisessuale tenuta in mio possesso, pigiama di flanella con camicia e pantaloni. Non sono nella condizione mentale di utolizzare la biancheria di seta che avevo preparato ed Edward è così ubriaco che secondo me avrà difficoltà a trovare la strada per arrivare in camera. Ma mi sbaglio... Sto sciogliendo l' acconciatura quando lo vedo entrare dalla porta, scuro in volto. Inizia a spogliarsi e lascia gli abiti in terra rimanendo in mutande. Fingo di ignorarlo e ben presto lo sento dietro di me prima che mi cinga la vita con le braccia. Mi fa posare la spazzola e mi gira. Adesso siamo faccia a faccia e lo vedo passarsi la lingua sulle labbra. Possibile lo debba trovare così sexy anche ubriaco e soprattutto quando sono così furiosa con lui?! Accidenti a me!
E dopo un tempo infinito in cui non parla, ma mi guarda negli occhi scandagliandomi l'anima, si avvicina e le sue labbra sono sulle mie. Stavolta il bacio non ha niente a che vedere con la farsa in giardino. Lo sento, le sue labbra sono esigenti, la sua lingua pretende e comanda. Riesco a percepire l' urgenza della sua passione quando stringendomi a se' preme la sua erezione contro mio corpo. Mi sbagliavo credendo che non sarebbe stato in grado di consumare il nostro matrimonio stasera.
Presto le sue mani esigenti iniziano a sbottonare la casacca e non c' è dolcezza nei suoi movimenti. É guidato dal bisogno fisico che stasera è certo di appagare. "Sei così bella che il tuo  orrendo pigiama non ti servirà a fermarmi... Avresti anche potuto coprirti con un sacco per quanto mi riguarda" e le sue labbra sono di nuovo sulle mie. Mi fa scorrere la camicia dalle spalle e le sue mani trovano il mio seno. Dovrei tentare di respingerlo. La logica mi direbbe che sono troppo arrabbiata con lui ma il mio corpo traditore agisce come mosso da volontà propria. Mentre le sue mani continuano la loro opera di seduzione mi trovo a gemere e a passargli le braccia intorno al collo rispondendo al suo bacio con una passione simile alla sua. La mia risposta non fa che crescere la frenesia dei suoi movimenti e le sue mani sono sull'elastico dei miei pantaloni che ben presto sento scivolare lungo le mie gambe. Mi sento sollevare e mi trovo sdraiata sul letto con il peso del suo corpo a schiacciare il mio. Lo sento... É come un treno in corsa, non si ferma e non si fermerà stavolta... Lo sento afferrare le mutandine e con un movimento brusco me le strappa di dosso causandomi un sussulto, ma non ci bada e contnua il suo assalto, stavolta è la sua bocca che prende il posto delle sue mani sul mio seno, provocando, mordendo... Siamo solo noi e la nostra passione. Non esiste nient' altro. Il giusto o lo sbagliato perdono di significato mentre il nostro gioco d' amore si spinge sempre più oltre. La sua bocca è sul mio sesso adesso e sta ottenendo la resa definitiva del mio corpo che gli conferma che sono sua e che lo voglio anche io, comunque, a prescindere da quanto siamo tutti e due in grado di ferirci. Troppo presto lo sento di nuovo stendersi su di me mentre con una mano mi apre e con l' altra guida la sua punta al mio centro pulsante. "Edward ti prego ascoltami...". E tento di ritrarmi ma mi tiene fermi i fianchi "Ho ascoltato abbastanza...". "No. Devi ascoltarmi adesso!".
"Non mi dirai di no, non stanotte... Ne ho il diritto Isabella" tento ancora di ottenere la sua attenzione ma mette a tacere le mie proteste baciandomi con forza. E non mi resta che rassegnarmi all' inevitabile... Con un' unica potente spinta è dentro di me e caccio un urlo. Mi irrigidisco per la violenta intrusione e immediatamente la sorpresa lascia spazio ad un dolore lancinante, la sensazione dei miei muscoli interni che si tendono a contenere la sua asta tesa. Lo sento fremere ma il mio singhizzo non lo ferma. Forse l'alcool, lo stress, la frustrazione per i nostri diverbi o forse il desiderio a lungo represso gli impediscono di fermarsi. Mi guarda un'istante negli occhi, l' espressione sorpesa... "Isabella...", ma il suo stesso desiderio gli impedisce ogni ulteriore esitazione e inizia a muoversi dentro di me in un ritmo sempre più veloce. L' iniziale resistenza delle mie pareti interne scema a poco a poco e le sue spinte si fanno sempre più profonde. Mi impongo di non partecipare, di estraniarmi completamente ma troppo presto il dolore lascia spazio al piacere e, mentre raggiungo l'orgasmo, maledico la mia debolezza. Mi segue poco dopo e lo sento scivolare via da me e rotolare nel letto. Non passa neanche un minuto che sento mutare il ritmo del suo respiro e capisco che si è addormentato.
In quel preciso momento, vicina al suo corpo nudo ma completamente sola, mi lascio andare alla disperazione con un pianto inconsolabile che ho trattenuto tutto il giorno. Non una parola, un gesto d'affetto a dimostrare il suo interesse per me, per i miei sentimenti. Niente. Ho sperato che stanotte sarebbe stata la svolta nel nostro rapporto, ho sognato di fare l' amore con lui e parole dolci e gesti d'affetto ma ho ottenuto soltanto sesso e per di più con un uomo semi ubriaco che a stento si è accorto di chi aveva sotto si se'. Ho perso la mia battaglia... Gli ho regalato tutto... Ma non cambierà mai, non lo farà certo per me... Continua ad essere solo il mio corpo al centro del suo interesse e adesso non ho più scuse per negarglielo. Ha vinto lui, vince sempre lui, ha ottenuto quello che voleva... La frustrazione per i litigi, le sue assurde richieste prematrimoniali, il suo togliermi l' aria con la sua gelosia, lo sgrabo per l' abito e il suo comportamento oggi e stanotte all'improvviso sono troppo da sopportare e mi alzo. La vista di una macchia di sangue fra le lenzuola è la prova che adesso sono sua, che il mio corpo gli appartiene dopo che mi ha già da tempo rubato l' anima. Mi rivesto con il pigiama e scendo ma mi manca l'aria. Prendo il piumino e esco di casa. Respiro a pieni polmoni nel freddo pungente della notte.  Mi sembra di stare vivendo un' esperienza extracorporea e inizio a camminare. Vicino al limitare del nostro giardino, fra gli alberi c'è il sentiero che porta al ruscello e senza una vera ragione mi trovo a percorrerlo, fino a quando non mi trovo al piccolo dirupo che sovrasta l'acqua. La luna è quasi piena in un cielo limpido e pieno di stelle, permette di vedere abbastanza bene. Non abbastanza tuttavia per evitare una radice e inciampare mentre mi affaccio sul torrente. Inizio a scivolare lungo il dirupo e sento le radici graffiarmi un po' ovunque. Mentre cado maledico la mia idea di uscire, la mia sbadataggine e la mia vita in generale fino a quando non sento una fitta alla tempia, devo aver sbattuto la testa. Mi fermo che sono con le gambe in acqua, il corpo incastrato fra i rami. Provo a muovermi ma non ne ho la forza, la mia caviglia destra è dolorante e credo di averla storta cadendo.

lunedì 27 ottobre 2014

CAPITOLO 38

Sabato mattina arriva glorioso. Mi sveglio per le 10.00 dopo nove abbondanti ore di sonno regalatemi dal sonnifero che Alice mi ha obbligato a prendere e la devo ringraziare. Non avrei mai potuto dormire altrimenti e adesso riesco a vedere tutto sotto una luce diversa.
Le ragazze si mettono subito all' opera e mi ordinano per prima cosa un bagno rilassante e una maschera per il viso. Poi Alice si occupa del trucco mentre Rose mi acconcia i capelli in uno chignon morbido non troppo alto da cui escono alcuni ciuffi in morbide onde.
Quando è il momento di aprire la busta dell' abito ho le mani sudate... Sono emozionata e felice. Ma purtroppo la felicità dura giusto il tempo di tirare giù la zip della busta.
"Ci deve essere un errore..."
"Cosa c' è Bella?"
"Alice hanno sbagliato a confezionare l' abito"
"Non è possibile... É una boutique molto seria..."
Rose prende il telefono, come al solito molto pratica "Datemi la ricevuta spillata fuori oppure dettatemi il numero"
Qualche secondo e la commessa risponde "Si buongiorno... Telefono per conto della Signora Swan. Sì abbiamo ricevuto tutto. Potete per cortesia controllare l' ordinazione? No il modello va benissimo è il colore che è sbagliato. Ah capisco.... No non ho bisogno del fax grazie... É stata gentilissima." e riattacando si gira verso di me con la rabbia negli occhi.
"Isabella il colore è quello ordinato..."
"No ti assicuro che ho specificato bianco. Me lo ricordo perchè Edward voleva un colore diverso proprio come quello..." poi sgrano gli occhi e capisco.
"Bella mi dispiace... Il giorno dopo hanno ricevuto via fax la richiesta di rettifica del colore e dato che Edward è l' intestatario della fattura non hanno pensato di avvisarti..." E a questo punto scoppio a piangere. Sono lacrime di rabbia le mie. Sono furiosa. Nemmeno stavolta si è risparmiato di ferirmi volontariamente... Questa è davvero grossa...
"Bella l' abito è comuque bellissimo anche color avorio..."
"Alice lo so l' abito è strepitoso"
"Allora perchè piangi"
"Piango perchè... Cazzo perchè gli ho detto che lo volevo bianco per fargli capire... Ho diritto all' abito bianco cazzo. É così preoccupato di cosa pensa la gente che se ne frega dei miei sentimenti... Ma adesso ho chiuso. Giuro che gliele faccio pagare tutte."
La porta si apre e vedo un' Esme preoccupata affacciarsi.
"Bella cara, cosa succede? Sono passata a portarti il bouquet come da tradizione... Tutto pensavo meno che trovarti in questo stato..."
"Oh Esme... Il vestito..." l' abbraccio fra i singhiozzi
"Che cos' ha il vestito? É macchiato, è difettoso?"
"No Esme... É del colore sbagliato ed è colpa di Edward che ha dato disposizioni il giorno dopo a mia insaputa..."
"In che senso non ti seguo..."
"Volevo l'abito bianco e l' ho detto a Edward. Lui mi ha lasciato credere che avrei avuto il mio abito bianco per tenermi buona, poi il giorno dopo ha chiesto alla boutique di confezionarlo avorio..."
"Proprio non ti piace così... É comuque bellissimo cara..."
"Il punto non è quello... Oddio sono imbarazzatissima a parlarti di questo... Ma io volevo fargli capire... Insomma io ho diritto di indossare un abito bianco..."
Mentre io sono di tutti i colori Esme si siede sul letto realizzando il significato delle mie parole.
"Beh... Credo che le cose siano motlo più chiare adesso... Ho avuto modo di conoscerti... I tuoi occhi Isabella parlano di una persona innocente e onesta... Non riuscivo a far combaciare i pezzi del puzzle..."
"Marcus ed io ci siamo sposati ma lui aveva intenzione di adottarmi... L' idea era di Jane... Ma poi ci sono state pressioni da parte della famiglia... É stato solo un modo di rendere tutto più semplice... Non siamo mai stati per davvero una coppia..."
"A questo punto ti devo delle scuse. Doppiamente Isabella... Conoscevo Marcus e avrei dovuto immaginarmi che non si sarebbe mai approfittato di una ragazzina... Sono stata superficiale e ho creduto ai pettegolezzi quando avrei dovuto pensare ai fatti miei... Perdonami Isabella per aver dubitato di te anche se non ti conoscevo all' epoca... Immagino solo quanto deve essere stato difficile per te... Non posso credere di essere stata così superficiale..."
"Oh Esme... Grazie!"
"E adesso spiegami perchè mio figlio ha cambiato il colore dell' abito... Non voglio essere indiscreta... Ma non siete mai stati in intimità?"
"Non fino a quel punto..."
"E perchè non gli hai parlato?"
"Ci ho provato Esme ti giuro. Tutte le volte me lo ha impedito... Mi ha chiesto di sposarlo per questo..."
E le racconto tutto. Ogni tanto la vedo sbuffare e agitarsi ma mi lascia finire.
"Mio figlio è un cretino. Ti ho promesso di non intervenire ma a questo punto mi sento in obbligo. Ti ha offeso in modi inimmaginabili e non deve permettersi più di mancarti di rispetto in questo modo, a prescindere da... Insomma da questo. É chiaro come il sole che lo ami altrimenti non avresti accettato le sue richieste assurde e soprattutto non lo sopporteresti come fai. Appena si renderà conto del colossale errore che ha commesso sono sicura che si ravvederà altrimenti giuro che lo disconosco come figlio. E spera che Carlisle non venga mai a sapere di quello che mi hai raccontato perchè potrebbe succedere il finimondo..."
In qualche modo con l' aiuto di Esme e le ragzze riesco a riassumere un aspetto decente. Siamo già un po' in ritardo...
"Non preoccuparti di nulla cara... Avrai modo di chiarire con lui... Adesso vai e goditi questo giorno... Ti auguro ogni felicità"
"Esme grazie. Di tutto."
Il giardino di casa di Esme e Carlisle è uno spettacolo per gli occhi e devo ringraziare Esme per aver fatto un lavoro speciale rispecchiando perfettamente i miei gusti. Sembra che mi conosca da anni invece che due settimane. Ci sono fiori bianchi a decorare le panche e l' altare che occupa l' ala est del giardino, essenziale e chic.
Scendo dalla macchina insieme alle ragazze ma mi trattengo con Jake mentre loro vanno a sedersi con gli altri.
"Allora Bells? Tutto ok?"
"Credo di sì."
"Allora andiamo"
L' emozione, che fino ad ora era mancata in senso positivo mi coglie quando la musica inizia. Cammino a tempo con Jake lungo la strada che mi porta da lui che è lì, all'altare bellissimo nella sua suite, che aspetta me. Lo vedo seguire ogni mio passo ma non riesco a cogliere nessuna espressione nei suoi occhi, che mi lasci capire cosa gli passa per la testa.
"Te la affido. Non farmene pentire Cullen..."
Non risponde a Jake ma fa un cenno d' assenzo poi rivolge a me lo sguardo e mi percorre un brivido lungo la schiena. Sono due pozzi, profondi, in cui mi perdo senza riuscire a proferire parola. Se prova rancore per il litigio di ieri non lo dà a vedere e mi parla mentre accoglie la mia mano fra le sue per poi guidarmi alle nostre sedute di fronte al parroco che ci aspetta per iniziare la funzione
"Sei in ritardo... Ho pensato che non volessi presentarti... Sarei venuto a prenderti. Sei bellissima e il vestito ti sta d' incanto"
Ecco. Ha scelto le uniche parole in grado di spezzare la magia del momento... Lo smacco per il cambio di colore è ancora troppo fresco per passarci sopra e anche io parlo... La mia voce acida come il limone "Complimenti Edward. Ti sei comportato da gran signore. Grazie per aver rovinato il giorno del mio matrimonio."
E a parte i voti nuziali sono le uniche parole che sente uscire dalla mia bocca. Non riesco a godermi il momento e questo mi fa infuriare ancora e ce l' ho con lui ancora di più. La cerimonia termina ma sono come fuori fase. Mi trovo seduta a tavola a recitare la mia parte ma lui si accorge perfettamente che non c'è sintonia fra di noi quando ci baciamo a beneficio del pubblico o quando beviamo intrecciando i bicchieri. Lo vedo che mi scruta e mi aspetto da un momento all'altro una sua battuta.
L'occasione si presenta quando apriamo le danze come da tradizione.
"Hai intenzione di ignorarmi per tutto il giorno Isabella? Hai deciso di farmi incazzare sul serio?"
Per chi ci vede mentre lui mi sussura all' orecchio siamo una coppia di sposi intenti a scambiarci frasi d' amore mentre in realtà sono al vetriolo
"Sai cosa ti dico Edward? Non me ne importa un accidenti se sei arrabbiato. Anzi, guarda un po', te lo meriti. Sei proprio uno stronzo!"
Al che la sua stretta alla mia vita si chiude e mi prende il viso con una mano "Stai attenta Isabella. Stai attenta a quello che dici perchè potrei fartene pentire... Non mi importa se sei indignata per l'abito, ho fatto quello che dovevo. Avresti fatto ridere tutti con un abito bianco. E adesso comportati come si confà ad una novella sposa innamorata. E mi bacia, con passione, in modo tale che il mio corpo traditore si trova a rispondere. Mi lascia andare con un sorriso trionfante quando suo padre mi reclama per il ballo successivo e lui si avvicina a sua madre, non prima di sussurrarmi di nuovo all' orecchio  "Vinco comunque io Isabella... Dovresti saperlo ormai..."
E io, sorridendo amabilmente, gli rispondo "Vaffanculo Edward".

domenica 26 ottobre 2014

CAPITOLO 37

"Non è necessario se hai da lavorare... Sembra che tu non faccia altro ultimamente..."
"Sono un uomo molto impegnato, ma anche tu d' altra parte... Dobbiamo ancora discutere di come organizzerai il tuo lavoro in futuro. Non voglio che tu debba passare tutto il giorno in ufficio e comunque ti voglio al mio fianco se devo viaggiare. Devo decidere se sia meglio fondere le società in modo da potermi prendere carico di parte del tuo lavoro o se magari non sarebbe meglio dare maggiori responsabilità a Jake. Sa il fatto suo e potrebbe essere un valido aiuto per te per ridurre la tua permanenza in ufficio"
"Non ho intenzione di smettere di lavorare Edward... E non abbiamo mai parlato di fondere le attività. Ci tengo alla mia azienda Edward.. Mi piace la mia vita e compatibilmente con il nostro rapporto voglio continuare a fare ciò che so fare bene."
"E quando avremo dei figli? Credi di poter fare la vita che fai adesso? Secondo me questo ha la priorità sul lavoro. Posso occuparmene io ad ogni modo seguendo le tue direttive"
"Edward ancora non credo di volere dei figli..."
"Il matrimonio porta anche a questo Isabella."
"Lo so non è questo è che non sono ancora pronta... Praticamente la mia vita è sotto sopra da pochissimo tempo. Cerca di capire..."E sia. Comunque non credere che io non sarò impegnativo... Voglio occupare gran parte del tuo tempo e viaggeremo insieme, che sia per la tua o per la mia società"
***
Come per il matrimonio di Alice i miei ospiti arrivano giovedì e alloggiano dai genitori di Jasper. Il mio vestito arriva lo stesso giorno dato che venerdì sera anche io sarò qua. Voglio aspettare a vederlo fino all' ultimo, voglio godermi quel momento sabato mattina prima della cerimonia. Rose e Alice saranno le mie testimoni mentre Jake mi accompagnerà all' altare. So già che dovrà sforzarsi per non piangere e io con lui...
Alice arriverà venerdì nel tardo pomeriggio direttamente dal viaggio di nozze senza passare da New York.
"Bella stasera Alice ed io abbiamo organizzato una serata di sole donne. Andremo a cena noi tre poi ci raggiungeranno anche Esme e la madre di Jasper. Sarà un modo per ritrovarsi e dare  ad Alice la possibilità di raccontarci la luna di miele e per festeggiare il tuo addio al nubilato"
"Oddio Rose... Non so se Edward ne sarà felice..."
"Andiamo Isabella! Poche storie. Da quando ti fai comandare a bacchetta? Capisco la gelosia e tutto ma non può pretendere che ti chiuda in casa e che non abbia più una vita tua. E non crdere che quando saremo a New York gli permetterò di allontanarti da noi. É fuori discussione. Devo venire io a dirglielo Bella? Già non mi va giù la storia del contratto prematrimoniale... Che faccia poco lo stronzo perchè potrebbe pentirsene"
Secondo me li hanno separati alla nascita e non lo sanno. Comunque Rose ha ragione e non intendo rinunciare alla serata con le mie amiche.
"Rose e Alice hanno organizzato una serata fra donne stasera. Dopo cena ci raggiungeranno anche tua madre e tua zia"
"Non ci sono problemi, sono libere di fare quello che vogliono ma tu resti a casa"
"Edward nion ti sto chiedendo il permesso..."
"E io non ti sto dando la possibilità di scelta. Tu non vai da nessuna parte. Discorso chiuso. Non ho mai scherzato quando ti ho detto che sono possessivo."
Ecco. Sarà la tensione per domani, sarà la fifa, la frustrazione oppure sono semplicemente stanca di sopportare le sue angherie... Dopo quasi un mese di tregua e di pazienza ora basta. Probabilmente non è il momento migliore per esplodere ma accade.
"No Edward. Io stasera esco cone le mie amiche. Discorso chiuso lo dico io. Sono quattro settimane che ti permetto di comandarmi a bacchetta adesso basta. Mi hai proposto condizioni assurde e le ho accettate, ho cercato di assecondarti, di darti la possibilità di metabolizzare ma mi sembra che te ne stia approfittando"
"Isabella non ti permetto..."
"Cosa non mi permetti Edward? Sono tanti anni che nessuno ha il diritto di dirmi cosa devo o non devo fare. Ti dirò di più, non solo esco stasera ma fai amicizia con l'idea che vedrò le mie amiche anche a New York. Non ho intenzione di vivere da carcerata. Ho accettato di sposarti nln di sotterrarmi"
"Questo resta da vedere Isabella"
"Non resta da vedere un cazzo Edward. Non sono una bambina ne' tantomeno una che cerca avventure. Se deciderò di uscire tu ti fiderai di me."
"Non puoi negare che hai la tendenza a finire involontariamente, come dici tu, fra le braccia di altri uomini e non ti permetterò di rendermi ridicolo davanti a tutti"
"Questo Edward è veramente troppo. Adesso io vado. Per nessuna ragione al mondo voglio dare un dispiacere alle mie amiche che per inciso sono la mia famiglia. Tu tieni tanto alla tua, dovresti comprendere il concetto e se non sei in grado allora sei veramente ottuso."
Giro i tacchi e me ne vado. Guido la macchina e per tutto il tragitto piango lacrime di rabbia. Per la sua stupidità ma anche per il fatto che di tutte le occasioni che ho avuto ho aspettato proprio la vigilia del matrimonio per litigarci. E non lo vedrò fino a domani all' altrare... Sono proprio un' idiota.
***
Arrivo da Jasper in condizioni pietose. Non mi preoccupo nemmeno di nascondere di aver pianto.
"Bella!"
"Oh Alice... Che bello che sei qua" e ricomincio a piangere. "Tesoro cosa c' è? Sei stressata per domani?"
"Oh Ali fosse solo per quello... Ho litigato con Edward... Mi dispiace ma ci stava tutta. É un coglione troglodita..."
Rose ci raggiunge e spiego a sommi capi la discussione appena avuta.
"Non so se ho fatto bene ad accettare di sposarlo. Secondo me le cose sono più complicate di quanto immaginassi. É più testardo di un mulo ed ha una volontà di ferro. Non so mica se ce la faccio a fare la guerra tutti i giorni anche per queste stupidaggini... Forse ho sopravvalutato la resistenza dei miei nervi... "
"Dai Bella, siete tutti e due molto tesi... Sono sicura che la notte gli porterà consiglio..."
"Il punto è che se ho imparato a conoscerlo bene non me la farà passare liscia e non posso pensare di fare una vita così dove quando ci troviamo in disaccordo mi ci devo scontrare e poi mi fa le ripicche..."
"Si chiama matrimonio Bella... Io ed Emmet litighiamo continuamente su tutto... É così..."
"Ok ma Emmet non ti passa addosso come un caterpillar!"
"No. Nel nostro caso il caterpillar sono io in effetti"
Scoppio a ridere alla vertià dell' affermazione.
"Sono sicura che troverete un compromesso Bella. Jasper è convinto che Edward abbia solo bisogno di fare chiarezza nella sua testa, di accetare i sentimenti che prova per te. I sentimenti ti rendono dipendente della persona a cui tieni e Edward non è abituato a dover fare i conti con nessuno da troppo tempo..."
Decidiamo di prepararci per la serata che poi sarà una cosa molto easy. Faremo quattro salti nell'unico disco pub di Forks e poi a letto presto perchè domani sarà una giornata pesante.
"Allora Alice raccontaci della luna di miele..."
"Innanzitutto Bella ti devo ringraziare perchè è stato il viaggio più bello della mia vita. La chicca degli ingressi alle sfilate è stata la cosa più eccitante! La prossima collezione ti giuro sarà una bomba!"
"Alice, ci conto!!!"
"Io belle fanciulle avrei Una notizia..."
Quattro occhi curiosi si girano a guardare Rose "Presto diventerete zie..."
"Oh mio Dio Rose! Sono troppo felice!" e Alice le è addosso in uno dei suoi abbracci a cuore aperto.
"Rose è fantastico!"
"Lo abbiamo scoperto proprio prima di partire... Devo fare le analisi ma i quattro test dovrebbero essere abbastanza sicuri ed erano tutti positivi"
La cena si svolge all' insegna del nuovo argomento e riesco a non pensare alla mia miserabile situazione con il mio promesso sposo. Mi vengono in mente almeno dieci modi di scappare prima di arrivare all' altare... Ma poi cerco di concentrarmi sui motivi per cui mi sono innamorata di lui e mi faccio forza. Ogni tanto osservo il cellulate nella speranza di trovare qualche messaggio di Edward, ma a quanto pare non ha intenzione di fare nessun passo per fare pace quindi decido di ripagarlo con la sua stessa moneta.
Ci troviamo alle 22.00 fuori dal ristorante con Esme e la sorella e ci dirigiamo verso la seconda parte della Nostra serata. Vedo Esme che ogni tanto mi osserva e alla prima occasione la vedo avvicinarsi "Isabella tesoro qualcosa non va?"
"Niente di particolare. Abbiamo avuto una piccola discussione io e Edward... Non era molto d' accordo che stasera partecipassi a questa uscita..."
"Lascialo perdere cara. Mio figlio alle volte avrebbe bisogno di una sculacciata. Sa essere quasi incivile se ci  si mette. Non l' ho allevato per essere un cavernicolo porca miseria. Non capisco dove ho sbagliato..."
"Non è colpa tua Esme..."
"Lo so ma forse bisognerebbe che gli facessi un discorsetto..."
"Grazie Esme. Sei troppo buona, ma non voglio essere motivo di contrasto fra voi due. Troverò il modo di risolvere la situazione..."
La serata si conclude a mezzanotte dopo una serie di brindisi rigorosamente analcolici almeno per me e Rose.

CAPITOLO 36

Il cottage in realtà è una villa abbastanza distante dall' abitazione dei genitori di Edward, più lontana dalla strada, immersa fra gli alberi, vicino ad un torrente che scorre sotto il rialzo dove la costruzione si erge in tutto il suo splendore.
"Edward questo posto è bellissmo..."
"Sono contento che ti piaccia. Come vedrai è da rifinire ma forse è meglio così, preferisco che anche tu decida come arredarlo in modo che lo possa sentire più tuo."
Nella camera c'è tutto l' arredamento salvo il letto che si limita a essere rete e materasso.
"Lunedì come prima cosa sceglieremo il letto, dato che non ci sono negozi speciali qui a Forks vedremo con mia mamma on-line e faremo in modo di averlo consegnato in tempo, se non per le nozze almeno per dopo la luna di miele"
In realtà secondo il mio putno do vista c' è ben poco da fare dentro... Si tratta di aggiungere qualche mobile, le tende... Ma credo che con l' aiuto di Esme non ci saranno problemi.
"I tuoi genitori sono persone straordinarie Edward"
"Lo so. Come ti avevo detto non ti avrebbero messo a disagio. Credo che tu piaccia molto a entrambe. Sono molto contento Isabella, sei stata eccezzionale"
Non mi pare di aver fatto alcun che comunque lo prendo per un complimento e lascio perdere.
Ci mettiamo a letto e ci addormentiamo subito, tutti e due sfiniti per il viaggio. La mattina dopo comunque Edward non mi cerca e la cosa mi lascia perplessa. Non è mancato giorno a casa in cui abbiamo avuto la noatra intimità, pur senza arrivare a fare l' amore. Mi manca il sentirmi desiderata. Spero non si sia messo in testa di non toccarmi fino al matrimonio... Con lui non si sa mai...
Domenica la trascorriamo a casa di Esme e Carlisle. Edward passa del tempo con suo padre a discutere di lavoro mentre io ed Esme ci concentriamo sulla scelta dei tessuti. Ha un gusto eccezionale da come posso vedere in questa casa, pertanto tendenzialmente la lascio lavorare limitandomi a scegliere colori e materiali. Alla fine abbiamo un' immagine grafica con tutto quello che ci serve stanza per stanza.
"Questo programma è fantastico Esme e tu sei un architetto coi fiocchi. Non avrei potuto fare meglio..."
"Aspetta di vedere tutto realizzato mia cara. Ti assicuro che l' effetto finale sarà caldo e accogliente"
"Credi che troveremo il posto per alcuni mobili che arriveranno domani?"
"Ma certo Isabella! Ci sono almeno altre due stanze da sistemare. Una è il tuo ufficio e l' altra è la stanzina adiacente al garage per dare uno spazio al tuo cane quando sarà qua. A proposito non vedo l' ora di conoscere Lucky!"
"É una peste... Comunque è un bellissimo esemplare. Il veterinario mi ha suggerito di portarlo a delle esposizioni. Io non sono molto propenza ma se è una cosa che ti interessa Lucky è un cucciolo promettente"
"Ne sono sicura. Edward conosce molto bene la razza. Abbiamo sempre avuto dei labrador in casa. Adesso sono due anni che siamo senza... Sento la mancanza di un cane. Ti ha detto Edward che abbiamo dei cavalli al maneggio?"
"Sul serio?! No non lo sapevo. Mi ha detto che avete altri animali ma non ho indagato oltre. Non conosco i cavalli, ma mi piacerebbe vederli"
"Potresti provare a montare se ti fa piacere, anzi perchè non ti fai portare da Edward nel pomeriggio?"
"Perchè non venite anche tu e Carlisle?"
"Non vorrei sembrarti invadente..."
"Oh ma assolutamente non è un problema Esme... Vedi io non ho una famiglia mia, o meglio l' ho persa quando ero poco più che ragazzina... Mi farebbe molto piacere avervi con noi, sempre se Edward vuole portarmi. Non ho molta voce in capitolo con lui..."
"Lo so Isabella... Mio figlio è sempre stato un leader. Ha sempre avuto un carattere molto forte anche da ragazzino. Occorre una donna forte come te per tenergli testa e per non soccombere conpletamente alla sua volontà. Ti posso garantire per esperienza che gli uomini della famiglia Cullen hanno tutti una tempra forte e battagliera. Carlisle stesso è un treno in corsa difficile da frenare quando si kette in testa qualcosa. A modo suo è molto simile ad Edward anche se i loro interessi sono molto diversi. Edward ha sempre pensato di essere molto più simile a suo nonno ma io non sono d' accordo. Ha preso da suo nonno uno spiccato intuito per gli affari, ma il cuore di mio figlio non ha niente a che fare con quell' uomo. In ogni famiglia c' è una pecora nera purtroppo..."
"Non mi sento di giudicarlo, non lo conosco. Anche lui non conosce me e se si limita ad ascoltare cosa scrivono i giornali sul mio conto sicuramente non gli andrò a genio... Purtroppo non posso cancellare il mio passato e non lo rinnego"
"Isabella tesoro, nessuno in questa casa si permette di giudicarti. E comunque io mi fido del mio istinto. I tuoi occhi sono troppo sinceri per la persona che descrivono i giornali... Edward si sente responsabile per la sua famiglia e la sua azienda e in pratica è effettivamente lui che si occupa di tutto, ma se gli lascerai il tempo di rendersi conto che la realtà è ben diversa dalle dicerie, allora ti garantisco che avrai un matrimonio meraviglioso, come quello mio e di Carlisle. Edward quando ama, lo fa senza freni, così come quando è in collera, mette tutto se stesso nei sentimenti"
Le parole di Esme mi frullano in testa più tardi quando Edward mi porta a fare un giro per i boschi a cavallo. Ho troppa paura per montare da sola quindi mi fa salire in sella davanti a se' mentre mi rilasso appoggiata al suo petto con le sue mani che mi tengono per non cadere.
"Sei pensierosa oggi Isabella. Qualcosa ti turba?"
"Niente in particolare. Mi sento un po' frastornata e mi domandavo come mai non abbiamo avuto un momento per noi in questi ultimi due giorni... Ho sempre il timore che tu decida di cambiare idea e non mi voglia più..."
"Questo è praticamente impossibile Isabella. Credo però chi sia opportuno smettere di avere contatti fisici così intensi... Non credo di essere in grado di controllarmi. A mano a mano che ti lasci andare con me ho difficoltà a mantenere la mia promessa... Dovrai aspettare anche tu... Spero che ti serva di lezione per farti capire come mi sento quando mi neghi ciò che è mio... Non fa piacere vero Isabella, non sentirsi desiderati?"
In effetti no. Se c' è una cosa di cui sono sempre stata sicura è che lui mi vuole, ma è facile farsi prendere dal dubbio quando non me lo fa capire. Ma come al solito non provo nemmeno a fargli cambiare idea. Però un po' questo essere passiva mi sta stufando... Vendiamo fino a quanto reggo, poi basta. Se pensa che accetterò tutto quallo che decide si sbaglia di grosso. Lui sarà un Cullen e io sono nessuno, ma nella vita ho imparato a fare conto solo suelle mie forze. Non mi pare di aver fatto un cattivo lavoro e che diamine!
***
I giorni trascorrono e a mano a mano che il tappezziere, profumatamente pagato, mette a punto il progetto di Esme in tempi record il cottage sembra sempre più casa mia. Non ne ho fatto parola con Edward ma ho saldato le varie fatture con la mia carta di credito. Mi piace pensare di contribuire a costruire il nostro nido e non ho voglia di discutere. Lunedì sono arrivati i mobili, i bagagli e i cani. Lucky è fuori di se' dalla gioia con tutto lo spazio a casa di Esme e dei padroni compeltamente dedicati a lui. Lana si è ambientata presto nella nuova casa. Spero che non risenta della mia assenza quando saremo via... Esme si è offerta di farla stare da lei e questo mi fa stare più tranquilla.
Il mio ufficio ha preso forma con il mobilio di casa mia e con il tocco di Esme a dare valore aggiunto all' insieme. Il giorno lavoro per la maggior parte e sono in continuo contatto con Jake. Nel pomeriggio Esme mi ha portato diverse volte a Port Angeles a fare compere oppure in giro per Forks a prendere un caffè o semplicemente al cinema. Mi trovo sempre più a mio agio con lei e mi rendo conto quanto mi sia mancata una figura materna da quando mia madre è morta. Spero che la nostra amicizia cresca col tempo e comunque è impossibile non adorarla.
Le ultime cose che acquistiamo per la casa sono gli elettrodomestici della cucina. I mobili sono già installati ma Edward ha insistito perchè pensassi io al resto "Isabella sei una brava cuoca voglio che la cucina abbia tutto quello che ti serve, ma non posso consigliarti. Vai con mia madre. Vedo chr comunque andate molto d' accordo, non sarà un problema, no?"
Quando il mercoledì prima della cerimonia i fattorini finiscono di installare tutto, possiamo cenare a casa inece che essere ospiti dei genitori di Edward o uscire per andare al ristorante. La mattina non ho potuto comunque lavorare e decido di andare a fare un po' di spesa per questi ultimi giorni prima di partire.
"Edward avrei bisogno della macchina devo andare al supermercato..."
"Ti accompagno."

CAPITOLO 35

Le due settimane prima della partenza trascorrono abbastanza tranquillamente. Lana e Lucky si sono ambientati a casa di Edward e il maggiore spazio in giardino sembra renderli felici. Partiranno con noi per Forks e Lucky rimarrà poi con la madre di Edward come promesso. Mi dispiacerà non averlo fra i piedi...
La nostra vita a due ha preso un suo via. Lavoro, serate insieme e intimità. Gli approcci di Edward sono costanti, mi sta facendo impazzire. Più di una volta ho pensato seriamente dichiedergli di fare l' amore ma lui non ha mai dimostrato di voler andare oltre, rimanendo fedele alla sua promessa di prendermi solo dopo il matrimonio.
Venerdì prima di partire mi trovo a fare i bagagli e a preparare le cose per dopo il matrimonio. Edward non ha più insistito per vendere la mia casa nell' immediato ma mi ha chiesto se voglio che qualcosa di mio venga spedito a Forks per arredare la casa che abiteremo là. Dato che ci sono alcuni mobili che mi sono cari, domani mattina un corriere sarà a casa mia per caricare quello che ho scelto e una buona parte dei bagagli che sto preparando.
"Ho dato disposizione di spedire il tuo  abito a casa di Jasper. La notte prima del matrimonio dormirai lì mentre io sarò a casa dei miei genitori. Il mio abito e le fedi saranno con me. Non ho intenzione di stare nella casa di mio nonno. Sarò sincero... Non credo che sarà felice di sapere del matrimonio. In realtà la cosa sarà dura da digerire per i miei genitori ma confido nel loro buonsenso e sono sicuro che impareranno a volerti bene superato lo shock iniziale. Non credo sarà lo stesso per mio nonno ma ti garantisco che non ti farò avvicinare da lui. Ho messo le cose in chiaro e non gli permetterò di interferire con la mia vita e le mie scelte."
"Capisco Edward. So bene che non sono la prima nella lista delle preferenze della tua famiglia. Ti prometto che cercherò di non creare fastidi..."
"Isabella tu sei la donna che ho scelto di sposare. I motivi che mi hanno spinto rimarrano fra di noi. La mia famiglia accetterà le mie scelte. Mia madre è una donna eccezienale e mio padre è un brav' uomo. Sono sicuro che andrete d' accordo"
"Lo spero Edward. Voglio fare di tutto per non farti pentire di noi..."
"Domano sera al nostro arrivo a Forks ceneremo dai miei genitori. Li ho informati del fidanzamento e voglio che tu li conosca al più presto. Dormiremo al mio cottage. Ho fatto mettere in ordine la camera. Poi da lunedì inizieremo i lavori e la sistemazione definitiva. Voglio partecipare alla vita del paese e portarti a conoscere dove sono cresciuto. É giusto che tu prenda confidenza con alcuni aspetti della mia vita che non conosci. Sembra che tu abbia una predisposizione ad attirare l'interesse maschile e meno ti perderò di vista, maggiori sono le possibilità di convincere tutti della tua buona fede"
Ho fatto male ad allentare la guardia. Anche se siamo stari bene insieme la sua opinione su di me non è cambiata. Accidenti a lui, adesso sono in soggezione e ho un' ansia incredibile di conoscere i suoi genitori... Anche lui deve avere dei pensieri perchè a letto non mi cerca e la cosa mi lascia ancora di più l' amaro in bocca.
***
Sabato mattina alle 8.00 siamo nel mio giardino dare disposizioni all' autista. I cani viaggeranno con lui nella cabina. Lo abbiamo pagato un sostanzioso extra perchè li tratti con i guanti e si occupi di nutrirli e farli camminare durante le soste. Ce lo ha consigliato il dottor Ben ed è una persona di fiducia ma non posso fare a meno di essere un po' in pensiero. Alle 10.00 siamo sull' aereo che ci porterà a Seattle. Ci fermeremo a pranzo e dopo faremo acquisti stando alla sua tabella di marcia.
"Dobbiamo prendere qualcosa per la luna di miele. Ho intemzione di non darti grosse possibilità di stare vestita, ma voglio farti visitare alcuni posti caratteristici per cui necessiti di un equipaggiamento per fare snorkeling e qualcosa di comodo per camminare con le  temperature calde dell'isola. E potrai prendere qualsiasi altra cosa ti piaccia Isabella. Offro io."
Dopo pranzo ci atteniamo al piano e alle 16.00 prendiamo l'aereo che ci porterà  Port Angeles. Da lì proseguiremo in auto fino a Forks arrivando all'ora di cena come da programma. Il camion con il grosso delle valige dovrebbe arrivare lunedì e per questi giorni ci arrangeremo con i bagagli che abbiamo portato a mano in aereo.
Mentre lasciamo Port Angeles nel suv di Edward ripenso al nostro viaggio nella direzione opposta appena due settimane fa mi rendo conto come la mia vita abbia preso una direzione completamente diversa da quello che pensavo e che tutto adesso è condizionto da lui. É un uomo con una volontà di ferro... Sarà difficile tenergli testa. Sto investendo tutto il mio futuro nella speranza che quando si renderà conto della mia innocenza tutto sarà diverso, che si innamorerà di me e non mi vorrà solo in virtù della passione che ci lega. Il mio amore dovrà essere abbastanza per tutti e due almeno all' inizio... Spero solo di non perdere la mia scommessa, di non dover rinunciare ad una vita senza amore perchè il solo pensiero mi distrugge.
***
Arriviamo in tempo per la cena. Io personalmente sono stanchissima per il viaggio ma mi devo fare coraggio ed affrontare la parte peggiore dato che conoscerò Esme e Carlisle Cullen. Prego solo che non ci siano troppi silenzi imbarazzanti.
Alla porta ci accoglie il dottor Cullen. É ancora un bell' uomo, gli occhi azzurri e i capelli brizzolati buondo chiaro nascondono un facino di altri tempi. Dimostra a malapena i suoi sessant'anni. La fisionomia è molto simile a quella di Edward così come la statura imponente.
"Ben arrivato a casa Edward. Benvenuta anche a lei Signora Swan, è un piacere conoscere la donna che ha rubato il cuore a mio figlio"
La stretta di mano è vigorosa e lo sguardo sincero. Esme è evidentemente molto più giovane del marito, morbide onde color caramello incorniciano un viso dolce e solare. Gli occhi hanno lo stesso colore del figlio. Il fisico minuto e in forma fanno di lei una donna ancora bellissima.
"Ciao tesoro. Sono contenta che tu sia qua. Cosa aspetti presentami la tua fidanzata" la sento mentre abbraccia il figlio con calore.
"Mamma questa è Isabella"
Mentre divento di tutti i colori mi avvicino e le porgo la mano ma mi trovo anche io avvolta in un abbraccio materno che da troppi anni non ricevo. Mi bruciano inspiegabilmente gli occhi e mi invade una sensazione di calore. Non sono mai stata qui, ma mi sento come a casa. Per la prima volta dopo tanti anni non mi sento di troppo.
"Isabella cara... Voglio subito dirti una cosa. Non c' è bisogno che tua sia così tesa... Io e Carlisle non abbiamo nessun preconcetto nei tuoi confronti. Non giudichiamo nessuno, tantomeno la fidanzata di nostro figlio. Tutti hanno qualcosa di cui non vanno fieri, nostro figlio, noi per primi e quello che conta per noi è che Edward sia felice. Per la prima volta dopo tanti anni sembra tornato ad essere la persona di una volta. É riuscito a liberarsi dell' influenza negativa di suo nonno e se questo è merito tuo... Beh è più che sufficiente ad avere la nostra benedizione e il nostro affetto incondizionato"
Sono senza parole. Non mi sarei mai aspettata niente del genere. A tutto ero pronta, salvo ad un' accoglienza così positiva. Edward sorride e sembra compiaciuto e questo basta per farmi sentire immediatamente meglio.
"Grazie Signora Cullen..."
"Esme mia cara... Ma adesso lasciamo perdere questi discorsi pesanti e andate a rinferscarvi. La cena sarà in tavola in dieci minuti"
La vedo svolazzare via in quella che credo sia la cucina e Carlisle prende la parola mentre Edward si allontana per raggiungere il bagno. "Isabella io non so cosa puo' averti detto Edward ma ti posso assicurare di condividere ogni parola di mia moglie. Io non sono in buoni rapporti con mio padre da molto tempo... Ho rinunciato all' eredità di famiglia per poter sposare Esme, so bene a quali pressioni è sottoposto Edward. Esme stessa ha avuto molto da sopportare all' inizio della nostra relazione. Edward come me ha preso in mano le redini della sua vita e tu sei stata la molla che lo ha spinto. Confido però che insieme riuscirete ad essere felici. Mio figlio è un uomo che si è fatto da solo, ha una personalità molto forte ma questo immagino che tu lo sappia già... Ma posso assicurarti che non l' ho mai visto guardare nessuna con lo sguardo che riserva a te. Ti auguro buona fortuna Isabella..."
La cena si rivela un successo. Esme è una cuoca eccezionale e Edward sembra molto felice. Parliamo di tante cose relative alla cerimonia e ai lavori da fare al cottage. Esme si mette a compelta disposizione come architetto e credo che alla fine il suo aiuto sarà determimante coi tempi che stringono.
Ben presto si fa ora di andare e nonostante la stanchezza sono profondamente serena.

sabato 25 ottobre 2014

CAPITOLO 34

Quando tocca a me aprovare gli abiti sono scossa dall' emozione. É il mio primo e spero unico abito da sposa dato che con Marcus non ne ho avuto bisogno per ovvi motivi e mi faccio viziare provandone diversi, anche se so già quale scegliere. Ad ogni modo vedere lo sguardo di Edward ogni volta, carico di ammirazione e desiderio è un toccasana per la mia autostima e decido di godermi questo momento.
Alla fine scelgo un modello con corpetto in raso di seta coperto di cristalli, stretto in vita con una sottile facia in raso da cui poi parte una gonna ampia, da principessa, tutta in tulle, credo che gli strati siano numerosi visto il volume.
Edward approva la scelta "Sembri una fata Isabella in quel vestito"
Mentre mi prendono le misure mi fanno provare diverse scarpe da abbinare che verrano poi confezionate usando lo stesso tessuto dell' abito. Scelgo un decolleté molto scollato con punta ogivale, la zona del tallone coperta degli stessi cristalli del corpetto. La misura della lunghezza della gonna viene presa in base all' altezza dei tacchi.
"In che colore lo confezioniamo?"
"Bianco..."
"Avorio..."
"Edward lo voglio bianco..."
"Via Isabella non fare la bambina... Avorio andrà benissimo"
"Allora signori il colore"
"Bianco per cortesia..."
Di solito non sono così attaccata alle cose e sarebbe stato bellissimo anche avorio ma voglio che capisca il messaggio... Ho diritto di avere il mio abito bianco e spero che sia perspicace abbastanza da capire il motivo della mia insistenza.
Verremo a provare gli abiti prima di partire per Forks poi ce li spediranno direttamente là. Quando usciamo si è fatta l' ora di cena ed Edward mi porta in un ristorante francese che non ho mai frequentato. La cena si rivela ottima.
"Hai preso dei vestiti per stasera?"
"Ho un borsone in macchina ma devo comunque passare da casa per Lana e il cucciolo. Che dici di portarmi a prendere la macchina al mio ufficio e poi ti raggiungo dopo?"
"Non se ne parla. Ti seguo con la macchina. Approfittane per preparare anche qualche valigia visto che abbiamo doppio spazio. Domani dobbiamo organizzarci per trasferire gli animali. Al massimo entro venerdì vi voglio tutti definitivamente con me."
É inutile controbattere come al solito. Quando arriviamo da lui sono già le 23.30 e non ho tempo per sistemare le cose quindi rimando a domani.
"Ho liberato metà del mio armadio per te Isabella ma ho intenzione di utilizzare la stanza adiacente alla mia camera per far costruire un guardaroba"
"Ma la tua stanza della musica..."
"La sposteremo al piano di sotto così se suonerò mentre dormi non ti darò fastidio"
"Non ti ho mai sentito suonare..."
"Un giorno... Ti prometto che mi ascolterai. Adesso è tardi... Credo che sia il momento di prepararsi per la notte. Fai pure tu la doccia per prima"
Entro nel favoloso bagno e guardando la vasca mi viene voglia di provarla, ma credo che sia più saggio farlo quando mi capiterà di essere da sola in casa e oltretutto è abbastanza tardi. Quindi opto per una doccia veloce. Non sento nessun rumore e credo che Edward sia sceso quindi mi rilasso sotto il getto dell' acqua calda. Mi asciugo i capelli e indosso il mio pigiama di seta blu, pantalone e camicia, sobrio ed elegante. Non è la prima volta che dormiamo insieme ma le cose adesso sono molto diverse... Sono emozionata perchè questa è la prima notte che passiamo insieme come coppia a casa sua. La porta di camera si apre mentre sto preparando i vestiti per domani e Edward entra in calzoncini e a torso nudo strofinandosi i capelli con l' asciugamano.
"Ho fatto la doccia nell' altro bagno... Ho pensato che avessi bisogno di un po' di intimità per ambientarti"
"Grazie Edward è stato gentile da parte tua ma non era necessario... In fondo questa è camera tua..."
"Nostra Isabella... Ricordatelo."
Si sistema sotto le coperte e mi fa cenno di raggiungerlo quindi mi siedo sul letto ma non ho il tempo di sdraiarmi che mi afferra per la vita attirandomi a se' e affondando il suo viso nei miei capelli ancora caldi dopo il phon.
"Mmmm l' odore del mio shampoo addosso a te è tremendamente sexy... Anche il tuo pigiama... Ti copre anche troppo, ma io so cosa nasconde e questo mi eccita..."
Mi rotola addosso e mi bacia. Le mani sono subito sotto la camicia a contatto con la mia pelle accaldata. Inizia a muoversi sopra di me e dopo un po' sento la sua erezione attraverso la stoffa.
"Lo sai perchè ho fatto la doccia di sotto Isabella? Volevo tentare di non attentare alla tua virtù stasera, ho cercato il piacere da solo ma come vedi è del tutto inutile... Quando ti ho vista mi hai fatto di nuovo eccitare... É sempre così da quando ti conosco... Mi fai impazzire..."
Mi toglie tutto di dosso e inizia a baciarmi ovunque. Dove non sta leccando e mordendo arriva con le mani e ben presto sono completamente persa. Mi prende una mano e la guida sulla sua asta rigida chiedendomi silenziosamente di contraccambiare e sono ben felice di farlo. Tutto ha un sapore diverso adesso che so di appartenergli. Continuiamo così a darci reciprocamente piacere con le mani mentre i nostri occhi non smettono di guardarsi. Le sue abili dita mi portano al culmine per prima e  lui mi segue poco dopo. Si pulisce con quello che aveva addosso e fetta i vestiti a terra, rimamendo completamente nudo come lo sono io.
"Per quanto ti trovi affascinante con il tuo pogiama, ti preferisco così... Vorrei averti sempre così nel mio letto."
La cosa non mi dispiace affatto. É così intimo, pelle contro pelle, nel calore delle coperte, fra le sue braccia... Appoggio la testa sul suo petto e mi trovo rapidamente nel mondo dei sogni.
***
Quando la mattina suona l' allarme del mio cellulare mi trovo da sola nel letto. Edward si è già alzato perchè aveva una riunione di prima mattina a lavoro. Decido quindi di uscire e di fare colazione fuori. Non mi sento ancora a mio agio ad usare la cucina. Passo da casa a occuparmi dei cani. Mi sento in colpa perchè li sto trascurando. Se riesco stasera li voglio portare con me.
Mi fermo al bar vicino all' ufficio e prendo qualcosa anche per i miei dipendenti.
Deposito la confezione di dolci alla reception "Angela avvisa i ragazzi che ho portato la colazione per tutti e dì a Jake dopo che lo aspetto in sala riunioni"
"Bells! Grazie per la colazione da parte di tutto lo staff. Ho preparato un piano di lavoro per queste due settimane e un prospetto per il periodo che sarai via. Cominciamo a visionare quello?"
Efficiente come sempre Jake ha già quasi messo a punto tutto. Devo solo apportare alcune modifiche e mettere un paio di firme per dei lavori in corso. Abbiamo lavorato sodo e senza accorgercene è già ora di pranzo
"Perfetto Jake. Dopo mangiato dobbiamo vedere quei nuovi progetti di cui mi hai parlato ieri. Ci vediamo dopo"
Edward non si è sentito ma mi ha mandato un messaggio in cui mi comunica che ci vedremo direttamente a casa dopo le 19.00. Questo mi dà il tempo di passare da casa a prendere altre cose e sistemare i cani per la notte. Penso si a meglio portarli a conoscere la nuova casa prima di trasdlferirli. Domani mattina mi occuperò di questo, ho già detto a Jale che ci vedremo solo nel pomeriggio.
Sfrutto la pausa pranzo per mandare una mail ad Alice chiedendole quando posso chiamarla per via del fuso orario e chiamare Rose. Ancora non le ho detto dei recenti sviluppi e comumque è da sabato che non la sento.
"Ehi Bella? Tutto ok? Ti avrei chamato stasera. "
Le racconto tutto e sono in ansia di sapere il suo punto di vista.
"Non so che dire Bella... In un primo momento Edward non mi è piaciuto... Questo cambia un po' le cose, ma non mi piace per niente che ti abbia fatto firmare quello stupido accordo prematrimoniale... Sembrerebbe stia cercando di essere un po' meno stronzo, ma non sono ancora completamente convinta... Tu sei felice?"
"Direi di sì... "
"Allora non posso che essere felice per te"
"Sarai mia testimine con Alice vero Rose?"
"Ovvio. Ma lo hai detto a Ali?"
"Le ho scritto una mail ma aspetto a dirle tutto appena mi chiamerà. Spero solo non si offenda di non poter organizzare il matrimonio..."
E la telefonata arriva. Come immaginavo Alice è molto delusa dalla decisione di Edward, ma non potendo far nulla mi comunica uffucialmente che troverà un modo per fargliela pagare in seguito. Conoscendola lo farà sul serio...
"Certo che sarò tua testimone Bella! Sorelle ricordi?"
Non avevo dubbi ma sentirmelo dire dalle mie amiche è un motivo in più per essere felice.
Arrivo a casa poco prima di Edward la sera e preparo una cena leggera mentre fa la doccia e si mette comodo.
Dopo cena parliamo della giornata e poi andiamo a letto.
Sembra tutto così bello e normale... Sono quasi due giorni che non ci azzuffiamo e ho quasi paura a rilassarmi. Sembra tutto così bello... La nostra serata finisce più o meno come ieri e mi addormento pensando che forse, se mi impegno seriamente, il nostro matrimonio potrà essere un successo.

CAPITOLO 33

Mi sveglio la mattina presto con un senso di pesantezza sul petto. Nel buio della mia camera lì per lì faccio mente locale e poi mi ricordo... Realizzo anche che il peso è la testa di Edward che è poggiata sul mio seno mentre le sue braccia mi tengono strette. É così bello anche nel sonno, lo sguardo sereno. Decido di non muovermi e godermi ancora il calore del suo corpo, prima che apra gli occhi e mi rovini la mattinata. La mia mano inizia ad accarezzargli i capelli perchè non resisto alla tentazione mentre l' altra si appoggia sulle sue spalle. Vorrei che potesse essere sempre così, senza dover sopportare i suoi continui attacchi, la sua gelosia e sentirmi come investita dalla forza del suo carattere. Indubbiamente è un uomo sicuro di se' con una volontà di ferro e questo fa parte del suo fascino.
Ben presto sento mutare il ritmo del suo respiro e una mano mi accarezza il seno poi alza la testa e mi cinge le spalle con un braccio invertendo la nostra posizione. Le sue labbra cercano le mie mentre la mano dal seno si sposta ad accarezzare i miei fianchi. Sono già completamente persa al suo semplice tocco.
"Buongiorno Isabella, pronta per la nostra giornata?"
"Buongiorno Edward. Sei ancora convinto di voler andare avanti con i tuoi propositi?"
"Ci sposeremo Isabella, se è questo che intendi. Come ti ho già detto non ho intenzione di fare a meno di te e se questo significa essere tuo marito, allora è quello che voglio"
Insomma, meno peggio di ieri... Non voglio andare a svegliare il can che dorme e lascio perdere. Mi alzo e mi chiudo a chiave in bagno per farmi una doccia. Sento muovere la maniglia e Edward scoppia in una sonora risata "Non potrai scappare per sempre... Hai un mese. Mi assicurerò di nascondere tutte le chiavi in casa Isabella, grazie per la dritta...".
Esco in accappatoio rossa come un pomodoro, lui sorridendo prende il mio posto in bagno lasciando ovviamente la porta aperta. Al mio sguardo sorride "Se decidi di farmi compagnia non ho niente in contrario..."
La voglia di tornare sotto l' acqua con lui è tanta ma il ricordo di come è finita l'altra volta mi fa storcere il naso quindi taglio corto "Scendo a preparare la colazione..."
Mangiamo in un silenzio asettico mentre lui controlla il giornale dallo smart phone poi faccio uscire i cani e riempio le ciotole con cibo e acqua.
"Se devo venire a stare da te dovremo trovare un posto per loro nella tua casa... Non credi sarebbe meglio prenderci un paio di giorni per gestire la cosa?"
"No Isabella... Puoi portarli da me senza problemi e comunque per essere la mia futura mogliettina devota mi sembri poco felice della mia compagnia..." Si avvicina e mi tira a se' "Non è quello... Mi metti timore Edward... In neanche ventiquattro ore la mia vita è completamente stravolta. Io ti voglio sposare credimi, solo che il comportamenteo di ieri sera mi ha fatto perdere tutta la poesia... Sembra che tu lo faccia per i motivi sbagliati, mentre io vorrei dare una possibilità a questa unione. Io ti amo Edward, dovrei essere la persona più felice del mondo ma riesco solo a percepire risentimento da parte tua..."
"Non badare a quello. Avrai avuto modo di notare che non ho un bel carattere. Cercherò di controllare la mia tempra. Certo questo non sinifica che non sia ancora arrabbiato con te, ma non voglio renderti infelice..." Un bacio leggero e mi lascia finire quello che stavo facendo.
***
"Jake ci sono novità..."
"Solo belle spero"
"Sì e no... Io e Edward ci sposiamo. Partiamo per Forks fra due settimane e fra un mese ci sarà la cerimonia. Dovremo organizzarci per lavorare a distanza come quando sono stata a Los Angeles"
"Bells ma è fantastico! Lo sapevo che sarebbe capitolato. Quando avete deciso?"
"Beh in realtà ha deciso lui..."
"Se non ne sei felice perchè hai accettato? Credevo che fossi innamorata"
"Ma io lo sono, lo amo... Solo che non è stata la classica proposta romantica..."
Gli racconto le dinamiche e tutte le sue assurde richieste senza tralasciare la cattiveria gratuita con cui mi ha parlato per tutta la sera.
Jake alza le sopracciglia alla fine "Certo che è proprio un coglione... Senti Bells adesso ti dico come la vedo io e bada bene sono un uomo, lo so come funziona il cervello dei maschi... Secondo me lui è cotto, ma proprio perso. Ha rabbia con se' stesso perchè non puo' fare a meno di trasgredire tutte le stupide regole di cui ha blaterato fino ad ora. Sa benissimo che non ha bisogno di obbligarti a tutto quello che ti ha chiesto ma lo ha fatto, preso dalla gelosia per il povero e ignaro Mike, per punirti credo, per averlo fatto scendere a patti con se' stesso. Che dica quello che vuole, un uomo non chiede ad una donna di sposarlo se non ne è innamorato, col presupposto di mettersi contro tutta la famiglia. Abbi fiducia in me Isabella. Appena si sarà tranquillizzato un po' e avrà realizzato che non finisce il mondo se ti sposa, allora si renderà conto di avere l' oro fra le mani"
Le sue parole mi danno un po' di speranza e i miei propositi di lavorare sodo per far sì che la nostra unione funzioni si fanno sempre più decisi.
***
Dopo pausa pranzo si presenta in ufficio con un' altra rosa rossa e mi riporta alla prima che mi ha regalato. Sembra passato un secolo ma sono solo tre mesi. Mi bacia e lo lascio fare.
"Pronta Isabella? Abbiamo un pomeriggio impegnativo..."
Fedele alla tabella di marcia andiamo in un'agenzia immobiliare e prendiamo accordi per una visita la settimana successiva. Alle 16.00 siamo nell' ufficio di un imbarazzatissimo Mike che ci passa le copie del contratto.
"Vi prego di leggere e se ci sono dubbi possiamo fare le dovute modifiche" poi mi guarda e aggiunge "Non sei obbligata a firmare Bella, non è un contratto equo..."
"Non sono fatti che ti riguardano Newton. Isabella firma il contratto, poi andiamo"
Leggo brevemente e tutto corrisponde all' "accordo" della sera prima, quindi firmo.
"Aspettami fuori, devo scambiarecdue parole con Newton"
"Edward..."
"Non preoccuparti prometto di comportarmi bene"
Esco dall'ufficio irritata, cosa diavolo avrà da dirgli che non posso sentire? Non capirò mai quest'uomo...
Sono appena le 17.00 quando entriamo in una gioielleria.
"Buonasera, stiamo cercando una fede e un' anello di fidanzamento"
"Due fedi..."
"E sia, due fedi" poi si avvicina al mio orecchio e sussura "mi piace che tu voglia la fede al mio dito. Vuoi che tutti sappiano che appartengo a te non è vero?"
"Edward te l' ho detto... Se ci sposiamo l' unica cosa che pretendo è la tua fedeltà"
"Sono tuo Isabella. Ti preferisco possessiva... Non è bello sentirsi sempre rifiutati."
Rifletto su come mi sentirei se fossi io a rincorrerlo e fosse lui a non volermi e l' idea non mi piace. In fondo ho fin dall' inizio la certezza che lui se non altro mi vuole... Magari per i motivi sbagliati all' inizio, ma non ho mai dubitato del suo interesse nei miei confronti.
Scegliamo due fedi in platino, la mia con una linea sottile al centro fatta di brillanti e la sua con un solo punto luce. Chiediamo di incidere i nomi e la data all' interno. Fra 26 giorni... Sapere la data rende tutto molto più reale e mi vengono i brividi.
Come anello di fidanzamento lascio scegliere a lui un solitario dal taglio classico, la pietra è quadrata e sfacciatamente grande. Glielo faccio notare ma ignora le mie proteste. É un anello bellissimo e sono comunque orgogliosa di portarlo.
Il prossimo step è presso una boutique di abiti da cerimonia.
"Buonasera, posso esservi utile" la commessa lo mangia con gli occhi e mi stringo al suo braccio. Mi dà una soddisfazione enorme sapere che a prescindere da tutto quest' uomo bellissimo ha deciso di volere me...
"Buonasera, siamo venuti per acquistare un abito per entrambe. Il matrimonio è fra meno di un mese. Le anticipo subito che sono pronto a pagare per il disagio si dover correre con la confezione degli abiti."
Quando i presupposti sono chiariti la commessa si rilssa e ci conduce nel reparto maschile.
"Vista la sua statura e la conformazione fisica posso permettermi di suggerirle l' abito tradizionale per lo sposo, il tight, ovviamente aggiornato nel fitting e nei materiali"
La commessa sa il fatto suo e mentre Edward esce dal camerino credo di non aver mai visto niente di più sexy in vita mia. Ho un debole per gli uomini in abiti eleganti, ma Edward potrebbe tranquillamente stare sulla copertina di Vogue.
"Che ne pensi Isabella?"
"Sei bellissimo Edward"
"Allora siamo d' accordo" Si fa prendere le misure dal sarto per la confezione e ha un bel sorriso in volto "Potrei farci l' abitudine Isabella... Ai tuoi complimenti intendo. Di solito sei molto restia a comunicare il tuo pensiero, a meno che non si tratti di qualcosa di negativo"
Mi accarezza dolcemente il naso e mi dà un bacio leggero sule labbra. Sono momenti come questi in cui mi ricordo perfettamente perchè sono innamorata di lui nonostrante il suo caratteraccio.

venerdì 24 ottobre 2014

CAPITOLO 32

"Meglio così, perchè da adesso in avanti tutte le dcisioni saranno mie. Come signora Cullen avrai un comportamento irreprensibile, non frequenterai nessun altro uomo. Sarai controllata a vista in mia assenza da persone di mia fiducia, il resto del tempo sarai con me e potrò controllarti di persona. Non mi farai diventare lo zimbello di tutti Isabella. Ti comporterai in modo rispettoso con tutta la mia famiglia e non mi metterai in imbarazzo. E non mi importa se sarai d' accordo o meno..."
"Io non sono la persona che credi Edward, lasciami spiegare"
"Non ho voglia di ascoltarti. Adesso sei tu quella che deve ascoltare me. Come tuo marito mi aspetto di avere la gestiome della tua azienda. Lavoreremo insieme e ogni cosa dovrà avere la mia approvazione. Verrai ad abitare con me, questo immediatamente. Se avremo dei figli e tu dovessi decidere di lasciarmi, loro resteranno con me e saranno sotto la mia completa tutela. Rinuncerai a pretendere qualsiasi vantaggio economico acquisito come signora Cullen fatta eccezione un somma che sarà a mia discrezione rilasciare. E acconsentirai a tutto Isabella... Lo farai per scritto perchè ti farò firmare un contratto prematrimoniale."
Rimango in silenzio mentre sputa veleno contro di me. Paradossalmente dovrei darmela a gambe levate. Invece una speranza si fa strada dentro di me. Sarà mio... Non dovrò temere che ritroni a propormi di doverlo dovidere con un' altra donna...
"Hai niente da dire Isabella, accetti? Diventerai mia moglie domostrandomi di volere me e me soltanto, di non avere altro fini accettando le mie condizioni?"
"Sì Edward. Per te sono disposta ad accettare tutto a patto che tu non abbia altre donne. Sono diposta a rinunciare alle mia vita pur di stare con te. Ma se fossi tu a stancarti di me? Cosa mi rimane?"
"Per me il matrimonio è indissolubile. Se mi stancherò di te mi guarderò intorno. Ma posso assicurarti che è quasi impossibile, sei la mia droga Isabella non ne avrò mai abbastanza di te. Per quanto mi riguarda allora ci sposeremo al più presto, entro un mese. Non voglio aspettare oltre. Questo non è un matrimonio Isabella, è un esorcismo. Adesso vestiti e andiamo a magiare, non voglio rimamere in questa stanza un minuto di più" e scende al piano di sotto lasciamdomi nella confusione più completa. Ma ho anche qualcosa in cui sperare adesso. Sono certa... Quando saprà la verità su di me, quella che non ha voluto ascoltare stasera allora cambierà idea... Forse capirà che posso essere la donna che vuole, degna del rispetto della sua famiglia. Forse potrà innamorarsi di me un giorno. Il desiderio fisico c' è già ed è già una parte importante in un rapporto di coppia... Mi vesto rapidamente e lo raggiungo.
"Avanti Isabella, sali in macchima" e mentre gli passo accanto mi prende e mi bacia. Provo a protestare ma mi rimette subito al mio posto "Come mia fidanzata ho il diritto di baciarti e toccarti quando mi pare. Inizia a farci l' abitudine"
"Edward, la cena che ho preparato..."
"Se riamaniamo in casa non sono responsabile delle mie azioni Isabella. Ho promesso che ti avrò dopo che sarai mia moglie e sono un uomo di parola" chiude il discorso e si mette alla guida.
Nonostante l' abbigliamento casual mi porta in uno dei ristoranti di lusso che detesto, ma sono troppo sconvolta per farci caso.
"Sero non ti dispiaccia. Dobbiamo festeggiare come si deve il nostro fidanzamento. Il prossimo passo sarà presentarti alla mia famiglia..."
"Edward non è necessario tutto questo... Non sei obbligato..."
"Eccome se lo sono Isabella. Ho preso la mia decisione. Spero solo che mia madre non ne soffra troppo. Tu ti comporterai in modo tale da non causare ulteriori fastidi"
Secondo me adesso si sta divertendo ad infierire approfittandosi del mio atteggiamento passivo, d' altra parte ho imparato a mie spese che la sua volontà è ferrea e quando si mette in testa qualcosa la ottiene.
"Edward non dipingermi come il mostro che non sono... Lo sai che Io non sono così..."
Non mi risponde e inizio a chiedermi se forse non mi sto imbarcando in qualcosa più grande di me.
"Domani ci occuperemo di fissare i vestiti per la cerimonia e ingaggiare un' agenzia per l' organizzazione del matrimonio"
"Non potremmo aspettare il ritorno di Alice... So che ci terrebbe ad essere lei..."
"Come ti ho già detto Isabella, un mese è il massimo del tempo che sono disposto ad aspettre. E lo faccio appunto per aspettare la tua amica e mio cugino. Non un giorno di più. Domani organizzati per lasciare il lavoro fra due settimane. Staremo a Forks a partire da due settimane prima del matrimonio. Ho un cottage di mia proprietà e abiteremo là come marito e moglie durante la nostra permanenza al mio paese. É necessario fare dei piccoli lavori e sistemare la stanza padronale quindi non saremo a New York per circa un mese e mezzo. Lavorerai da casa come hai fatto a Los Angeles. Hai preferenze per la luna di miele?"
"Nessuna in particolare..."
"D' accordo, allora la trascorreremo in un' isola di proprietà della mia famiglia ai Caraibi. Oragnizzati di consequenza con i bagagli che porterai a Forks"
"Ok"
"Ah, domani risolveremo anche la questione degli anelli. Hai bisogno di una fede e di un anello di fidanzamento"
"Non porterai la fede Edward?"
"Dipende. Se ne avrò voglia. Se ti fa piacere acquisteremo due fedi nuziali,  ma la cosa non cambia."
"E come farai con i Masen? Non credi che potrebbero crearti dei problemi"
"Isabella... Ho rotto con Victoria, che adesso immagino sia già in Europa con Biers. Stasera ero venuto da te con l' intenzione di parlartene prima di trovarti con Newton e prima che tu ottenessi di farti sposare con i tuoi giochetti"
Non rispondo alla provocazione. É già abbastanza difficile non prenderlo a schiaffi e non voglio dargli motivo di continuare a schernirmi. Mi manda avanti soltanto la certezza che le cose cambieranno dopo la nostra prima notte di nozze. Dopo avrò la mia rivalsa.
Arriviamo a casa mia relativamente presto, sono appena le 22.30. Mi squilla il cellulare e faccio per rispondere, ma Edward me lo prende di mano.
"Pronto, sì Newton cosa vuoi? Ah capisco... Sì lo riferirò a bella. A proposito, ti occupi di contratti prematrimoniali? Ok allora domani sarò nel tuo ufficio con Isabella alle 16.00. No niente di predefinito. Ti manderò un elenco dei punti salienti via mail in mattinata poi alle 16.00 verremo a firmare. Capisco, ti pagherò il doppio per il disturbo" e riattacca poi si rivolge a me "In questo modo me lo sono levato dai piedi. É contro l' etica professionale provarci con un cliente lo sapevi?" e sorride.
"Domani prima di andare da Newton andremo in un' agenzia immobiliare. Faremo mettere in vendita questa casa e da domani sera ti trasferirai da me. Non ho intenzione di perderti di vista e sarà più semplice organizzare le cose se sarai da me. Per stasera dormiremo qua".
"Edward non voglio vendere la casa... Ci sono legata..."
"Non mi interessa. Non voglio che tu abbia un posto dove scappare da me. Sei mia, adesso più che mai, e quello che è mio sta con me." Chiude il discorso e si avvia verso la camera.
Quest' uomo è impossibile. Cercherò di parlargli domani perchè stasera ho paura che non otterrei che peggiorare la situazione.
"Come sta il cane di Mike?"
"É sotto terapia antibiotica. Ha una piccola infezione dovuta a qualcosa che si è incastrato in una gengiva. É così idiota che non si è accorto... Non posso pensare che abbia anche solo provato ad avvicinarsi alla mia donna."
"Edward non credi sarebbe meglio che tu andassi stasera... Abbiamo entrambi molto su cui riflettere..."
"No. É tutto molto chiaro Isabella. Hai intenzione di tirarti indietro ora che hai ottenuto quello che volevi?"
"Sei cattivo Edward. Spero che tu ti renda conto che se fosse interessata al tuo denaro o al tuo nome non avrei acconsentito ad una delle tue assurde richieste. Sei veramente impossibile. Non ho mai voluto nulla da te. Non ti ho cercato io. Mi hai trascinata in questa storia con tutte le tue forze. Ho la sola colpa di amare un uomo che non è abituato a scendere a compromessi. Non ti ho mai chiesto di sposarmi, volevo te, ti voglio ancora... La sola cosa che non volevo era doverti dividere con un' altra donna. Non è necessario tutto questo. Puoi smettere di ferirmi di proposito e andartene. Non sei obbligato a sposarmi se non mi vuoi"
"Pensa quello che vuoi Isabella. Comunque mi pare di averti già dimostrato che il non volerti non è il mio problema. É l' esatto contrario come puoi vedere. Ti desidero a tal punto da dare un dispiacere alla mia famiglia pur di avere te. Sto solo cercando di tutelare i miei interessi. Adesso spogliati e vieni a letto"
Inizio a spogliarmi ma stavolta provo imbarazzo... Sembrani passati secoli dall' ultima volta mentre in realtà non sono nemmeno tre ore. Tre ore durante le quali ha praticamente preso in mano e stravolto la mia vita. Indosso un pigiama e mi metto sotto le coperte dove lui mi aspetta cercando di evitare ogni contatto.