Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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domenica 2 novembre 2014

CAPITOLO 43

EPOV - VIOLENTE REAZIONI
La porta dello studio di Banner si apre e mi aspetto di vedere un' infermiera, ma é mia madre che si affaccia alla porta con gli occhi rossi e il viso triste e stanco. Si avvicina e prende posto nella sedia vicino alla mia.
"Il dottor Banner mi ha detto che possiamo usare il suo ufficio per ora. Ci vorrá ancora un po' e credo sia doveroso che tu mi dia delle spiegazioni nel frattempo. Voglio capire come mai mi sembra di non conoscere piú mio figlio e come mai ti sei comportato da aguzzino con Isabella, invece di amarla e onorarla come giusto ieri hai promesso davanti a Dio e a tutte le persone che ti sono care. Fai in modo che la spiegazione si fondata perché non accetto scuse Edward. Sono molto delusa e amareggiata..."
"Mamma io... Credo di aver commesso uno sbaglio dietro l' altro... Ho fatto un casino..."
"Sí questo é evidente Edward. É sotto gli occhi di tutti. Saró franca con te. Come tutti, tranne te a quanto pare, mi sono affezionata molto a Isabella e non ti nascondo che saró dalla sua parte qualunque decisione prenderá. É una donna eccezionale, dolce, gentile, é innociente come una bambina ed é impossibile non amarla. Voglio capire cosa ti ha spinto a comportarti cosí, da animale, completamente cieco davanti all' evidenza."
"Cosa vuoi che ti dica..."
"Innanzi tutto cosa le hai fatto per farla scappare cosí".
"É un argomento delicato mamma, non credo di essere in grado di parlarne con te..."
"Edward... Io so tutto. Lo so da prima del matrimonio perché me lo ha raccontanto ma credo di averlo saputo da sempre, dal momento che l' ho vista... Dimmi che l' hai ascoltata la notte delle nozze... Dimmi che non hai fatto niente di cui io come madre debba vergognarmi di non averti insegnato..."
Non riesco a risponderle e a guardarla negli occhi e la vedo rabbrividire.
"Edward! Non credo di poterti dire fino a che punto mi senta delusa da te in questo momento... Tante volte ho maledetto la tua propensione a stare con quel vecchio balordo di tuo nonno e ad ascoltare le sue eresie... Non credevo che ti avesse corrotto fino a questo punto! Fino a farti perdere di vista la realtá tanto da violentare una donna, che per di piú é tua moglie, e calpestare i suoi sentimenti cosí, in nome di ideali insulsi e inutili, solo ed esclusivamente perché vuoi che tutto vada sempre come decidi tu. Non posso tollerarlo! Ma sono lieta di una cosa, almeno gli ho impedito di rovinare il tuo matrimonio" non ho mai visto Esme cosí fuori di se'.
"Mamma lui non é venuto. E poi ho preso le mie distanze da lui giá da tempo e senza l' intervento di nessuno..."
"Non é venuto perché gli ho parlato. Anzi gli ho intimato di non presentarsi altrimenti lo avrei ucciso con le mie mani. Mi ha privato di mio figlio per troppo tempo... Il fatto che tu abbia allontanato la sua cattiva influenza é quello che mi dá la speranza adesso che ci sia ancora qualcosa da salvare in te, che dietro a tutta la merda che hai prodotto ci sia ancora la persona che ho cresciuto. Per questo adesso voglio darti la possibilitá di spiegarmi le tue ragioni e se saranno credibili ti prometto che proveró a perdonarti. Spero lo possa fare anche Isabella, perché so quanto ti ama e starti lontano sarebbbe piú difficile che lasciarti".
E cosí, con il cuore in mano, le racconto tutto, quello che era nella mia testa e che ha mosso le mie azioni fino adesso. Quando finisco il suo sguardo é sempre molto triste...
"Figliolo... Razionalmemte riesco a capire le tue motivazioni per come me le hai spiegate dal tuo punto di vista. Non condivido ovviamente il tuo comportamento che trovo presuntuoso e stupido, ma ognuno ha la sua natura... Quello che é certo é che dovrai imparare a ragonare di piú sulle cose in futuro, ad essere meno impulsivo e inpmarare ad ascoltare gli altri senza giungere a conclusioni affrettate. Devi imparare a controllare la tua tempra e la tua indole passionale perché anche se non é possibile sradicare la propria natura é anche vero che si puó crecare di migliorare, soprattutto per le persone che amiamo. Ma non credo che le tue spiegazioni sarebbero abbastanza se fossi Isabella... Dovrai impegnarti per tentare di riparare ai danni che hai fatto e per convincerla di poter essere un uomo migliore. Intanto peró concentriamoci sulla sua guarigione... "
"Dio... Non posso nemmeno pensare di perderla... Sono stato cosí sciocco... Avevo l' oro fra le mani e me ne sono accorto tardi... Spero di avere la possibilitá di farmi perdonare."
"Te lo auguro figliolo... Questa conversazione rimarrá fra noi. Non diró niente neppure a tuo padre, spetta a te parlarci se vuoi...".
***
Mia madre esce lasciandomi solo con i miei tormenti. Lascio passare un' altra mezz' ora poi decido di tornare dagli altri. Preferisco essere preso a cazzotti che rimamere qua da solo a tormantarmi. Mi merito tutto quello che mi arriverá... Rifletto sul fatto che non so nemmeno che ore sono. Deve essere passata l' ora di pranzo da un pezzo perché fuori inizia a fare buio...
Sono ancora tutti seduti dove li ho lasciati con sguardi preoccupati. Appena mi avvicino vedo venirmi incontro un incazzatissima Rose, me lo aspettavo. Mi spintona e inizia ad inveire contro di me.
"Tu brutto pezzo di merda cosa le hai fatto?"
Le prendo le mani e le impedisco di colpirmi
"Lo so Rose é tutta colpa mia... Sono un coglione... Ti giuro che mi sento uno schifo... Non si ripeterá..."
"Eh certo! Non sappiamo nemmeno se si riprenderá é ovvio brutto stronzo... É tutta colpa tua... Tu... e le tue manie, il tuo atteggiamento del cazzo!"
Adesso ha ripreso a colpirmi e le lacrime che ha trattenuto fino ad ora le corrono lungo il viso "Non mi sei mai piaciuto! Non ti meriti Isabella! Lei é troppo buona e il suo animo é troppo puro per te! L'hai quasi uccisa!!! Prega il Dio che si risvegli e non abbia subito danni perché ti giuro che maledirai il giorno in cui le hai messo gli occhi addosso! Brutto pervertito del cazzo!" La vedo respirare con l' affanno e il viso é di uno strano colore. Ad un certo punto la vedo barcollare e la sostengo mentre ancora grida "É mia sorella cazzo!" E sviene. Emmet allarmato si avvicina e me la toglie di dosso "Senti non so cosa tu abbia fatto a Isabella ma prega che tutto si risolva. Rose nel suo stato non puó sopportare questo stress e se succede qualcosa al bambino giuro ti ammazzo con le mie mani" Il tono é calmo, ma deciso e, per quanto conosca Emmet come un bravo ragazzo, non ho dubbio a credergli e fa paura. Possibile? Non sapevo niente, Isabella non me lo ha detto... Riesco a fare del male a ogni persona che ho intorno anche se non voglio...
Mi si avvicina Jasper, Alice é come in stato catatonico. "Non so cosa ha spinto Isabella a fuggire da te ma posso immaginarlo. Sono qui per Alice. Non ho parole per dirti quanto ti disprezzo in questo momento... Ti meriteresti tutto il male del mondo. Spero che questo ti serva di lezione, anche se purtroppo é Isabella a farne le spese." Poi gira i tacchi e torna da Alice che si fa ancora piú piccola sulle sue ginocchia.
Arriva mio padre "Vieni Edward Isabella é in stanza." Cosí lo seguo. Francamente neppure un po' scosso dalla predica appena ricevuta. Nella mia testa solo lei e l' angoscia di perderla.
"Jake é tornato a New York ieri sera. Voleva venire qua ma l'ho convinto a rimanere per gestire la societá di Isabella. Gli ho detto di farlo per lei... Perché quando si sveglierá gliene sará grata. Mi sono impegnato a tenerlo aggiornato perché non vuole parlarti"
"D' accordo, posso capirlo"
"Dovrresti mettere in condizione Jasper di fare lo stesso per te. Non sei nella posizione di seguire tua moglie e gestire una grande azienda. Non sei lucido Edward..."
"Credo sia giusto. Ma per favore papá parla tu con Jasper. Non credo voglia avere a che fare con me."
E cosí entro nella stanza e la vedo... É tutta gonfia... tubicini che l' aiutano a respirare e le forniscono i medicinali necessari a guarire. Ha la testa fasciata... "Dio Isabella perdonami..." E mi inginocchio accanto a lei, le prendo una mano e me la porto alla fronte, é bollente, deve avere la febbre alta... E cosí mi lascio andare alla disperazione, piango tutte le lacrime che ho trattenuto da stamani, furioso con me stesso perché é tutta colpa mia... Volevo tutto e a modo mio e adesso non ho niente... Io che ho sempre avuto tutto sotto controllo sono costretto a chiedere aiuto a mio cugino, che mi detesta, per la mia azienda per cui ho tanto lottato e che ora come ora per me non vuol dire niente. Il mio mondo é su questo letto di ospedale, la sua mano sulla mia guancia. Continuo a singhiozzare mentre maledico ogni errore che ho fatto e giuro davanti a Dio di trovare il modo di rimediare. "Solo per favore... riportala da me..."

2 commenti:

  1. E gli sta bene...
    Mi auguro che abbia imparato la lezione e riesca a farsi perdonare...
    Sto cretino!!!
    A domani.....ciao!!!
    Gloria

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  2. Mhmmm
    Ok.....è ritornata ....... Ma mi sa che devi penare tanto Ed.....
    Un Bacio

    JB

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