E la mattina purtroppo arriva... Mi alzo che sono uno straccio alle 8. Comincio con staccare il citofono. Il cellulare è spento da ieri e la linea di casa lo stesso. Perfetto. Adesso sono isolata dal mondo. Prendo il telefono aziendale e con quello mando un sms a Rose e Alice. Ne mando uno a Jake in cui gli chiedo di venire appena puo'. Rose e Alice sono in qualche modo collegate a Cullen per via di Emmet e Jasper quindi ho bisogno di Jake. Mi serve assolutamente un amico in questo momento.
Sono emotivamente a pezzi. Mi sento come se mi fosse passato un treno addosso. Che stupida, che ingenua... Certo che sono proprio capitata male... Avrei potuto far fronte a uno normale, ma a questi livelli di cattiveria è troppo. Ma cosa crede?! Che accetti di diventare la sua puttana personale? Di tenermi buona per quando ha un po' di tempo libero. No grazie. Pretendo di trovare un uomo che per lo meno finga di non tradirmi. Alla faccia della sincerità...
Ma come faccio a trovarne uno come lui? Oddio sono proprio nei casini... Nonostante la rabbia non mi capacito ancora come possa essere successo, perchè proprio a me? Mio Dio mi ha trascinato in questa storia con i denti, anche se non volevo. Ha fatto in modo che mi innamorassi di lui per poi confessarmi i suoi terzi fini. Terzi perchè i secondi già li sapevo... Perchè ha insistito con la storia che "ho bisogno di te", "non posso fare a meno di te", " sei mia", "non ti voglio perdere"?! Mavaffanculo Cullen, tu la tua impresa del cazzo e la tua famiglia di merda!
Pensare che non impreco nemmeno mai...
Passo la mattinata a organizzare la mia permanenza a Los Angeles. Partirò un po' prima... Sarei partita comunque fra una settimana per essere presente durante i lavori di copertura della piscina. Ho già organizzato tutto per lavorare da là per almeno due settimane. Per fortuna non ho fissato il biglietto per il ritorno: non voglio tornare prima di aver dimenticato tutto o forse non voglio tornare per niente. Cambio la prenotazione del volo per martedì mattina, prestissimo. Lunedì devo organizzare il lavoro con Jake e sentire Ben se i cuccioli possono viaggiare. Non ci dovrebbero essere problemi... Voglio anche chiamare quel Newton per fargli vedere i cuccioli se puo' domani sennò pazienza, troverò da darli via là.
Di mangiare non se ne parla... Quando Jake arriva dopo pranzo sono in stato catatonico sul divano. Ha le mie chiavi, gliene ho dato un paio per le emergenze e questa è un' emergenza.
"Bells..."
"É finita Jake..."
"Lo avevo immaginato visto che ieri sera ha disdetto la cena... Ti ho chiamato tutto il giorno, sono anche passato da casa ma non c'eri. Dove sei stata? Ci hai fatto preoccupare. Prima di venire ho detto alle ragazze che stai bene ma non vuoi parlare con nessuno. Prima o poi devi chiamarle..."
"Sono stata tutto il giorno fuori sono rientrata dopo le 10..."
"Bells... Qui fuori dal cancello c'è Cullen... É devastato..."
"Non mi interessa Jake. Anzi, regola numero uno, non voglio assolutamente mai e dico MAI più sentirlo nominare. Non lo voglio vedere, non è mai esistito... Martedì parto per Los Angeles. Lo sai solo tu. Alle ragazze non dirai niente, non sai dove sono. Se si azzarda a presentarsi in ufficio fallo buttare fuori dalla sicurezza e non venire a raccontarmi frottole su quanto è potente e pericoloso perchè in questo momento sono lo sono molto più io... "
"Almeno dimmi cosa è successo, poi non ne parleremo più. Lo butto fuori io a calci se necessario... Eri così felice, eravate una coppia perfetta, lui mi sembrava così preso..."
E così gli racconto tutto. Piango tutte le mie lacrime. Alla fine sono completamente vuota.
Jake è senza parole. É furioso. Sa quello che ho passato e quanto mi senta ferita perchè mi conosce bene. Il suo cellulare continua a squillare. É Edward che tenta di farsi aprire.
"Senti Bells, lasciami andare fuori a mandarlo via. Non può continuare a stare al cancello... Ti prometto di non picchiarlo"
"Per quanto mi riguarda puoi fare quello che vuoi"
Quando Jake rientra è un po' scomposto ma mi assicura di averlo solo spinto in macchina a forza.
"Bells non so che dire... Così è veramente troppo... Tu fai quello che devi fare, stai via quanto vuoi. Faremo come ci siamo messi d'accordo, lavoreremo al telefono, con le mail. Puo' funzionare. Io ti garantisco che dalla mia bocca non uscirà una parola con nessuno. Tu ti meriti di meglio, vali di più di quanto non credi. Quel cretino non ha capito niente... E se non è abbastanza uomo da passare sopra all'apparenza per non offendere la famiglia allora non ti merita. Domani mattina vengo a prenderti io e ti riporto a casa. Martedì mattina ti porto all'aereoporto. Stai tranquilla che non lo faccio avvicinare ".
Jake è di parola e Lunedì a lavoro riesco a predisporre tutto prima di partire. Chiamo la segretaria di Mike e fisso per le 19.00 a casa mia. Ci sarà anche Jake con me.
Alle 18.00 sono a casa e inizio a preparare i bagagli. Carico la macchina con Jake per il mattino dopo. Dovrò solo sistemare i cuccioli e Lana nella gabbia, dato che viaggerano con i bagagli nell'aereo. Mi dispiace sottoporli a questo stress ma il dottor Ben mi ha prescritto dei tranquillanti da dare prima di partire e per lo più dormiranno durante il viaggio.
Alle 19.00 squilla il campanello e vado ad aprire. Ho visto dal videocitofono che è Mike. Con la coda dell' occhio vedo passare la macchina di Edward... Prima o poi mi lascerà in pace.
Mike sceglie una delle femmimucce. Gli ho spiegato che sarò a Los Angele per un po' di tempo ma non è un problema. Viaggia spesso per lavoro e verrà a prenderla direttamente da me. Ci salutiamo un'ora dopo e anche Jake va a casa.
Sono un fascio di nervi. Non riesco a stare ferma, tutto questo organizzare mi tiene la mente impegnata. Ho paura di quando ci sarà il crollo... Ma non voglio pensarci adesso...
Prendo un sonnifero e vado a letto alle 21.00. Non ho fame. Forse l' ultimo pasto decente che ho fatto è stato sulla spiaggia sabato... Ma solo il pensiero del cibo mi dà la nausea.
La mattina alle 5 suona la sveglia e alle 6.30 sono già in volo.
Arrivo a casa mia a Los Angeles, sistemo Lana e i cuccioli che sono ancora un po' intontiti. Mi faccio una doccia e scendo in spiaggia. Mi metto seduta a guardare il mare. Non so quanto tempo rimamgo lì. Nella mia testa scorrono come in un film le immagini dell' ultimo mese e mezzo e cerco di capire dove ho sbagliato, dove ho frainteso.. Per capire se è colpa mia che sono troppo ingenua o se davvero il bastardo è solo lui... Concludo che alla fine non me ne frega un accidenti. La verità è che sto male. Mi manca già, nonostante tutto. Mi manca come l'aria... Piango fino a non avere più lacrime. É sera quando rientro in casa. Vado avanti per inerzia. Mi faccio un panino che lascio a metà. Gioco un po' coi cuccioli e poi me ne vado a letto. Domani lavorerò e poi... E poi non lo so, meglio affrontare le cose un passo alla volta. Se penso all' altra volta che sono stata qua, quando ancora mi illudevo di poterlo cambiare mi prende la malinconia, quindi mi faccio una doccia per rilassarmi e rientro sotto le coperte dove mi coglie un sonno popolato da incubi.
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
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domenica 19 ottobre 2014
CAPITOLO 21
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