Mi sveglio con il telefono di casa che squilla, sono le 10.00.
"Biongiorno Isabella, mi spiace svegliarti ma una promessa è un debito... Passo a prenderti alle 11.00"
Quindi non mi rimane che alzarmi e infilarmi in doccia. Tutto sommato non sono troppo scocciata, forse lo sono troppo poco, di vedere Cullen anche oggi. Mi sto abituando e questo non va bene... Devo tenere sempre alta la guardia perchè so qual'è il suo fine. So che sto giocando con il fuoco e il rischio di bruciarsi è alto, ma decido anche oggi di ignorare il buon senso. Per le 10.45 sono pronta, vestita con jeans, meglietta e felpa ed ai piedi un paio di scarpe da ginnastica. Alle 11.00 meno cinque minuti suona il campanello e per evitare di dover rimanere in casa prendo la borsa e le chiavi mentre vado ad aprire. Eward indossa un paio di jeans slavati con sopra una felpa color moka con cappuccio. Ai piedi un paio di All Star. É bellissimo, comunque lo metti, ma l'abbigliamento casual lo rende meno mimaccioso. Certo che è proprio alto... Considerato che anche quando ho i tacchi è comunque molto più alto di me credo che sia sopra il metro e ottanta. Oggi è quasi imbarazzante realizzare di arrivargli appena sotto al mento. E sexy, tremendamente sexy, sapere che è tanto più grande di me.
"Con i jeans e la felpa sembri una ragazzina... Mi piaci ancora di più quando sei naturale. Perchè ti vesti sempre da zitella per lavoro?"
"Buongiorno a te Edward. Sempre gentile... A parte il fatto che non mi vesto da zitella e che comunque la cosa non ti riguarda, mi piace essere elegante sul lavoro. So che il codice di abbigliamento della tua azienda è molto diverso ma, come si dice..., ognuno è libero di fare come crede no?"
"Cos'è questa storia del codice d'abbigliamento che mi interessa?"
"Andiamo Edward, scommetto che scegli tu i completi che le tue impiegate indossano non è così"
"Scusami ma non ti seguo..."
"La ragazza alla reception. Cosa fai assumi in base alla taglia del reggiseno? Non permetterei mai ad una mia collaboratrice di vestire così, ma forse non sono cose che mi riguardano..."
"Ah ma tu parli di Jessica Stanley. No non scelgo io l'abbigliamento lo fa da sola, ma chi sono io per impedirle di farmi vedere le tette ogni giorno... Io non limito il mio personale come te, sono un uomo di larghe vedute"
"Ah beh certo, finchè so tratta di te. Questo non ti blocca dal giudicare me per il mio passato o per il mio modo di condurre gli affari. Non è coerente Cullen"
"Touché"
E con questo mi avvio verso la macchina abbastanza soddisfatta.
Salgo sul Carrera e partiamo. Si dirige verso Madison Park. Non è un posto che frequento comunque è un bel parco non grandissimo con molte panchine, al centro delle aiuole c'e' sempre un nuovo scultore che espone le ultime creazioni.
Questa domenica ci sono delle bacherelle di artigiani che espongono i propri manufatti e ci incamminiamo verso di loro. Passiamo almeno un'ora ad osservare la mercanzia e ci scambiamo battute in un clima che niente ha a che vedere con la tensione di poco prima. Quando non insiste sulla storia dell'amante e evita di fare lo stronzo è davvero una persona piacevole. Anche troppo... Potrei abituarmici...
Dato che nessuno dei due ha fatto colazione decidiamo di prendere un panino al piccolo ristorante che si trova lì, pare che gli hamburger siano speciali... Ci mettiamo a mangiare seduti su una panchina mentre iniziano ad avvicinarsi dei piccioni a cui buttiamo un po' di briciole. Ad un certo punto iniziano anche ad avvicinarsi dei piccoli scoiattoli e mi ricordo di avere ancora in borsa i biscotti che porto per Lana quando siamo dal veterinario per farla stare buona.
Spezzo un biscotto e lo lancio, dopo un primo momento di esitazione anche un paio di scoiattoli partecipano al pranzo. Sono serena e rilassata, è da tanto che non mi sento così, e sono piccole cose come queste che mi rendono felice. Edward mi osserva e sembra pensieroso.
"Certo che sei una creatura veramente particolare... Mi incanti Isabella. Ti ho portato qui per poter parlare dato che è un posto tranquillo non frequentato dai forografi, ma trovo molto più interessante guardarti. Credo di non essere stato così con una donna forse dai tempi del liceo. Ci vuole poco per farti sorridere..."
Non so che rispondere. Sembra comprendermi molto meglio di quanto mi renda conto.
"A dispetto di quanto dicono di me, sono una persona molto semplice. Non dovresti credere a tutto quello che scrivono sui giornali. Sono un bersaglio facile ed è abbastanza semplice gettare fango su di me"
Finiamo di mangiare in silenzio ma è come se si fosse spezzata la magia di qualche momento prima.
"Sai cosa ti dico Isabella, avrei proprio voglia di vedere come stanno i cuccioli, ti dispiace se mi fermo da te?"
Non mi pare carino dirgli di no e non ho ancora voglia di lasciarlo andare quindi lo faccio entrare. Andiamo in garage e Lana ci viene incontro. I cuccioli hanno 10 giorni ma sono già molto cresciuti.
"Mi piacerebbe prendere il cucciolo marrone per regalarlo a mia madre, che dici?"
"Beh... Credo sia giusto così... D' altra parte sei stato di grande aiuto quando sono nati... I padroni del 'babbo' hanno detto che non vogliono nessun cucciolo quindi scegli pure"
"Vorrei quello marrone allora. Chiaramente intendo pagare..."
"Non se ne parla! Lana per me è come una figlia e non potrei mai prendere dei soldi per i suoi bambini. Per me è già abbastanza sapere che il cucciolo andrà a stare bene. Mi hai detto che la tua famiglia ha altri animali e per me questo è sufficiente"
"Possibile che quando si tratta di accettare dei soldi devi diventare così difficile?! Davvero non capisco"
"Edward, non vedo cosa ci sia da capire... Non ho bisogno di soldi non mi interessano."
"La tua storia direbbe il contrario..."
"Sai cosa ti dico Edward? Che tu come tutti quelli come te non sapete niente della mia storia. Vi limitate a giudicare e onestamente sono stufa di dovermi giustificare. Eri stato perfetto stamani. Grazie. Grazie di avermi ricordato del perchè non frequento nessuno!"
Detto questo esco dal garage mentre lui mi segue e mi dirigo verso la porta di ingresso con la ferma intenzione di buttarlo fuori.
"Allora Isabella aiutami a conoscerti. Dammi la possibilità di starti vicino... Ti prometto di non dire più niente di sconvniente. Dammi una possibilità. Sai già che non posso prometterti niente di definitivo, ma siamo adulti, diamoci la possibilità di vivere qualcosa di bello e gratificante per entrambi"
"Edward io sono una persona molto riservata. Ho sofferto molto in passato e anche se decidessi di frequentarti questo non significa che verrò a letto con te. É molto difficile lasciarsi andare anche perchè mi hai fatto capire chiaramente qual'è la tua opinione su di me e che è fondamentalmente solo una forte attrazione quella che ti spinge a volermi conoscere. Non posso negare che quando non fai lo stronzo mi fa piacere stare in tua compagnia e questo è già molto oltre a quanto mi sono concessa fino ad ora con qualcuno che è al di fuori delle persone che considero la mia famiglia. Devi andarci piano con me se veramente vuoi conoscermi..."
"D'accordo, sono pronto ad accettare le tue condizioni a patto che tu ammetta che fra di noi c'è qualcosa a livello fisico e che anche tu te ne rendi conto. Carte scoperte ok? Tutti e due dobbiamo essere onesti"
"Non posso negare l'ovvio Edward..."
"Allora non farlo..."
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.
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mercoledì 15 ottobre 2014
CAPITOLO 9
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