Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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mercoledì 15 ottobre 2014

CAPITOLO 2 PARTE PRIMA

Mi percorre un brivido inspiegabile dietro la schiena e non riesco a parlare per qualche secondo... Una voce incredibile, calda, suadente, che malcela una freddezza quasi  fastidiosa.
"Prego, mi dica" ricomponendomi e pronumciando le parole nel tono che sono solita utilizzare quando si tratta di affari. "La chiamo per sapere se è possibile avere un appuntamento per discutere della pratica Volturi. Ho provato a contattarla in ufficio ma il personale è stato categorico nel non voler fissare un appuntamento. Se posso permettermi starei molto più attenta nella scelta dei collaboratori o pretenderei per lo meno un minimo di buone maniere"
Dire che queste poche parole sono bastate a farmi infuriare potrebbe essere un eufemismo. "Mi ascolti Sig. Cullen. Il mio personale è altamente qualificato ed esegue i miei ordini in maniera impeccabile. Se non le è stato fissato un appuntamento è perchè non ho nessuna intenzione di discutere della pratica Volturi in quanto non c'è niente di cui parlare"
"Signora Swan... Le ricordo che ha accettato lei di venire nel mio ufficio a tale proposito, salvo poi decidere di andarsene. Mi domando come puo' mandare avanti la sua attività essendo così volubile..."
"Senta Cullen facciamo pochi giri di parole. Non voglio stare qua a farmi offendere da lei e ci tengo a precisare che sono stata costretta a presentarmi nel suo ufficio in quanto il Sig. Hale non mi ha nemmeno dato il tempo di controbattere limitandosi a comunicarmi luogo ed ora per poi riattaccare. Ho fatto i salti mortali per poter essere nel suo ufficio all'ora stabilita e mi dispiace se questo non è stato sufficiente. Avevo un impegno improrogabile e ho fatto quel che ho potuto. Adesso se mi vuole scusare ho da fare..." vorrei tagliare corto ma lui incalza "Signora Swan mi scuso per il comportamento di Jasper. Adesso sono qua a chiamarla per fissare un incontro nei modi che le sono più comodi e le assicuro che avrà tutta la mia immediata attenzione. Le garantisco che la sua sfida con l'affare Volturi non è passata inosservata e sono una persona che non si tira indietro quando le cose si fanno interessanti. La sua mossa ha ritardato i miei piani e prolumgato la mia permanenza in città. Le assicuro che c'è molto da discutere ma preferirei non farlo a telefono. Le può andar bene domani pomeriggio diciamo alle ore 16.00 nel mio ufficio?"
"Signor Cullen io non lavoro al sabato a meno che non ci sia un'urgenza. Se il modo per liberarmi di lei è incontrarla per affari allora d'accordo, ma lunedì e non prima delle 18.00. Le asicuro che sarà per entrambi una perdita di tempo in quanto non ho intenzione di vendere. La Volturi è già nel programma di rivalutazione e non ho intenzione di perdere i soldi già investiti. Oltretutto Aro Volturi è un vecchio amico di famiglia e non posso permettere la distruzione della sua azienda" taglio corto. "Signora Swan... Le assicuro che non si pentirà della nostra riunione. So essere un uomo molto generoso. Avrei dovuto immaginarmi che si sarebbe ridotto tutto ad un discorso di guadagno. D'altra parte cosa potevo aspettarmi da lei Isabella?"
"Lunedì alle 18.00 buona serata" e attacco.
Ci risiamo. Succede ogni volta. Bastano due parole per farmi risprofondare nel buio... Ed è venerdì sera, chiaramente la mia serata è rovinata. É incredibile come abbia saputo scegliere le parole giuste per farmi caprire con una frase cosa pensa di me, che conosce la mia storia e che ha già espresso la sua sentenza. Finirà mai tutto questo? Smetterano di puntarmi il dito contro per il mio matrimonio con Marcus? Nonostante faccia di tutto per tenere un comportento irreprensibile nella vita e negli affari vengo sempre comunque considerata um'opportunosta, una scalatrice sociale, una poco di buono... Una puttana.
Marcus e sua moglie Jane erano volontari presso l' orfanotrofio dove ho vissuto dai 13 ai 18 anni dopo la morte dei miei genitori. Con le loro cospique donazioni erano la maggior fonte di sostentamento per l'intera struttura. Jane aveva molto a cuore la situazione di noi orfani in quanto proveniva da una famiglia molto povera che per motivi economici aveva dato in adozione la sua sorellina più piccola non potendosi permettere di mantenerla. Non avevano avuto figli negli oltre 50 anni di matrimonio ed invece che adottare un bimbo avevano metaforocamente adottato tutto un orfanotrofio. Lei ci insegnava Musica e canto mentre Marcus Ci parlava di letteratura e ci leggeva libri bellissimi. Era il nonno di tutti. Molto spesso mi era capitato di pranzare con loro e data la mia passione per i classici della letteratura inglese avevo stretto un rapporto molto bello con nonno Marcus.  Jane rivedeva in me la sorella perduta e a mia volta mi ero proforndamente affezionata a questa anziana signora dalla grande dolcezza. Ero rimasta orfana a 13 anno dopo che i miei genitori avevano perso la vita in un grave incidente e non avevo altri familiari. In Marcus e Jane avevo trovato conforto. Poi 7 anni fa Jane era venuta a mancare improvvisamente e Marcus era un uomo distrutto. Solo con il suo prosperoso impero economico. Spesso durante le sue visite in orfanotrofio mi ero trovata a confortarlo, gli ero vicina consapevole del significato della perdita di persone importanti come sua moglie o i miei genitori. Una delle ultime volontà di Jane era stata quella che Marcus si ocupasse di me a 18 anni una volta fuori dall'orfanotrofio e Marcus aveva intenzione di adottarmi. Ci sono stati poi alcuni inghippi burocratici e una forte opposizione da parte della sua famiglia la quale come un unico fronte unito gli ha fatto capire chiaramente che avrebbe fatto di tutto perchè non potessi ereditare il suo patrimonio in quanto non mi avrebbero mai considerato una di famiglia.

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