Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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giovedì 30 ottobre 2014

CAPITOLO 41

EPOV - LA NOTTE DELLE NOZZE/MATTINA
Porca puttana! Come cazzo...? Ma non riesco a fermarmi... Dio è il paradiso... Mia... Solo mia... Ma perchè cazzo mi sono ubriacato? Sono un coglione... Magari se ero sobrio...
É finita... Mi sdraio un secondo, giuro il tempo per riprendermi... Le devo parlare... Devo chiederle perdono... Dio che coglione. Dovevo ascoltare... Materasso... Caldo... Morbido... Sí adesso apro gli occhi e le parlo...
***
"Isabella!" Ho la strana sensazione di essere solo nel letto... Guardo l' orologio, sono le 5.30. Cazzo mi sono addormentato... Fanculo al vino mi scoppia la testa. Altri dieci minuti, ma dove cazzo è? Le chiavi di macchina sono sul comodino... Forse sarà scesa... Mi alzo seduto e la testa mi gira. Mi viene in mente come mai non mi ubriaco dai tempi del college. Proprio ieri Cullen eh? Sei proprio uno stronzo. Nel letto una macchia di sangue. Allora non ho sognato... Porca puttana sono stato un animale, un bruto... Avevo così tanta rabbia in corpo... Ma poi di cosa? Perchè mi comporto sempre da stonzo? In fondo nessuno mi paga... Sono proprio un coglione. Devo prendere qualcosa per il mal di testa altrimenti non ne esco... Devo trovarla, parlarle e sperare che mi perdoni. Che immane testa di cazzo. Io non mi perdonerei... Ma Isabella è una persona migliore di me... Non è un caso che tutti la amino e io invece tendenzialmente stia sul cazzo a tutti. In questo momento mi sto sulle palle da solo. Che immane idiota. Non voglio nemmeno pensare che non mi voglia parlare... Sarà già dura convivere con il rimorso...
***
In bagno trovo una delle compresse contro al mal di testa. Mi sciacquo la faccia. Mi infilo una tuta e una felpa e scendo. C'è troppo silezio. L' orologio in sala segna le 6.00. Ma dove cazzo è? Torno di sopra e controllo le altre camere. Scendo e guardo negli studi. Vado in garage ma c' è solo Lana che dorme. Comincia a entrarmi in corpo una strana sensazione... Come un presentimento. Niente di buono comunque. Che sia andata via? Ma come? Siamo praticamente nel bosco, fa un freddo cane...
Mi infilo la giacca ed esco fuori rabbrividendo dal freddo. Spero non sia scappata... Sono così stronzo che non so neppure in che condizioni l' ho lasciata... Deve essere sconvolta... Spero solo di non averle fatto del male fisicamente... Praticamente l'ho presa a forza e senza riguardo ed era così tesa e stretta... Ma chi cazzo immaginavo... Dovrei essere quello che la protegge e che si prende cura di lei, sono suo marito porca puttana! E invece sono proprio io che l' ho ferita, nel corpo e nell' anima. Non voglio nemmeno pensare che non mi voglia più, la mia testa rifiuta perfino l' idea...
La chiamo ma ovviamemte non ottengo risposta... Cazzo spero non si sia persa... Giro intorno alla casa, controllo ogni angolo poi penso di cercare lungo il sentiero che porta nel fitto della vegetazione, ma mi viene in mente che c' è il cane! Come ho fatto a non pensarci... Non è ancora sorto il sole, ma col fiuto sicuramente non avrà bisogno del senso della vista. Corro indietro verso il garage "Lana!" che mi guarda con uno sgruardo interrogativo. "Vieni andiamo a cercare la tua padrona". Le metto il guinzaglio mentre è fuori di se' dalla gioia "Ok bravo cane... Adesso cerchiamo Isabella ok?"
Esco e punta diritta al torrente "No Lana fai la brava. Niente nuotata adesso l'acqua è ghiacciata... Se ti ammali isabella mi uccide" Cazzo... Dove sei? Fa il giro della casa tirando come una dannata e torna in direzione del sentiero che porta al corso d' acqua. Mi spazientisco e sono io adesso che la tiro verso il bosco. Mi sembra che sbuffi ma alla fine si rassegna. Ha uno sguardo fra lo scettico e il condiscendente. Possibile che nemmeno i cani...
Giro in lungo e in largo la zona circostante cercando un segno. Ho una torcia ma di Isabella nessuna traccia. Ogni tanto il cane guarda indietro ma continuo a scandagliare l'area circostante. Guardo l' orologio e sono le 7.15, inizia ad albeggiare anche se per via degli alberi ancora la luce non è sufficiente. Prendo il telefono in preda alla disperaziome e compongo il numero di casa dei miei genitori. Come cazzo lo spiego che ho perso Isabella. Mi madre mi ammazza, ma dato che è l' unica cosa saggia da fare per una volta in vita mia voglio agire con la testa e non per orgoglio o spinto dal mio carattere del cazzo. Dopo cinque squilli mi rispomde mio padre evidentemente ancora mezzo addormentato. "Pronto..."
"Papà ho bisogno di aiuto... Sono nella merda. Non riesco a trovare Isabella...". Per un secondo spero che mi dica che è lì da loro sana e salva. In fondo non è impossibile... É la casa più vicina a piedi.."Edward... Non ti capisco, come non risci a trovare Bella?!" Cazzo no, non è lì. Il groppo che ho in gola mi fa uscire una voce strozzata che fatico a riconoscere io stesso...
"Ti spiego quando arrivi. Sveglia mamma dille di portare Lucky" Riaggancio e nemmeno mezz' ora dopo sento arrivare sul viale la macchina di mio padre e subito dei rumori di passi veloci e l'abbaiare del cane. Lana mi prende alla sprovvista e scappa in direzione dei rumori.
Vedo mia madre con il terrore in faccia e mio padre sembra una maschera di cera.
"Edward... Cos' è successo?"
"Mamma... Ho combinato un casino. Sono un cretino. Cazzo! É sparita!"
Mi viene incontro e mi abbraccia. Mi trovo a piangere con lei... Dopo qualche istante si scansa e mi colpisce forte in volto. "Edward! Sei uno stupido. Avrei dovuto dartelo tanto tempo fa un bello schiaffo, forse più di uno... Non ti riconosco più... Ma non è il momento adesso. Troviamo Bella, poi dobbiamo parlare Edward. Non ti premetterò di farle ancora del male" Mio padre ha tutti e due i cani al guinzaglio che continuano a tirare in direziome dell'acqua. Sono ormai le 8.00 e c' è luce.
"Hai controllato al torrente? I cani sembrano indicare in quella direzione..."
"Papà, Lana vuole sempre andare in acqua... Non credo..."
"Tentare non nuoce. E i cani hanno sicuramente più giudizio di te." Anche mio padre é incazzato. Non é da Carlisle rispondere cosí.
Seguo mio padre praticamente trascinato dai cani. Arriviamo al dirupo da cui si vede il torrente. Niente. Non c'è nessuna traccia, ma i cani abbaiano insistentemente...
"Edward!" La voce strozzata di mio padre mi fa gelare il sangue "L'ho trovata..."

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