Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

.

martedì 28 ottobre 2014

CAPITOLO 39

Continuiamo a ballare con i vari ospiti che si contendono i protagonisti della giornata ignari della tensione che va crescendo. Edward mi guarda continuamente. Fra un ballo e l' altro lo vedo bere, parecchio, un cocktail dietro l' altro. Non è da lui e mi domando se stia soffrendo quanto me, se si stia già pentendo di avermi sposata. La mia insicurezza raggiunge livelli inimmaginabili mentre il pomeriggio si trasforma piano piano in sera e Edward sembra dare attenzione a tutto il pubblico femminile tranne la sottoscritta. Quando ci sediamo al tavolo per la cena continua a bere, del vino rosso stavolta, che accompagna le portate di carne che abbiamo scelto per la questo secondo banchetto. Quando l' auditorio lo richiede mi bacia con passione, come se nulla fosse recitando la parte dello sposo innamorato. I suoi baci sanno di alcool e nonostante lo ricambi per alimentare la nostra farsa, sono disgustata. Da lui per come si comporta e da me stessa per essermi fatta trascinare in questa situazione. 
Ben presto si fa notte e la musica accompagna la festa grazie ad un complesso che suona dal vivo. Edward ed io ci evitiamo palesemente e tutti e due ci prodighiamo ad intrattenere gli ospiti come a giustificare il fatto di non essere vicini, fino a quando a notte fonda lo vedo avvicinarsi, praticamente sbronzo.
"Avanti mogliettina, è ora di salutare tutti" il disprezzo nella sua voce mi ferisce. Mi prende per un braccio e mi trascina verso l' auto con cui sono arrivata. Prendo posto dietro, dato che il vestito è ingombrante e sono lieta di non dovergli stare vicino, ma immediatamente vedo arrivare Emmet probabilmente mandato da Rose "Ehi... Non è il caso che tu ti metta al volante Edward. Vi accompagno io."
Così prende posto dietro vicino a me ma per tutto il tragitto rimaniamo in silenzio. Emmet mi aiuta a scendere dalla macchina e mi affretto ad entrare nel cottage. Salgo in camera e mi chiudo la porta alle spalle. Decisamente questo non è il clima che mi ero immaginata per la mia prima notte di nozze. Accidenti a lui e alla sua testardaggine...
Edward tarda ad arrivare quindi inizio a spogliarmi e mi metto la più antisessuale tenuta in mio possesso, pigiama di flanella con camicia e pantaloni. Non sono nella condizione mentale di utolizzare la biancheria di seta che avevo preparato ed Edward è così ubriaco che secondo me avrà difficoltà a trovare la strada per arrivare in camera. Ma mi sbaglio... Sto sciogliendo l' acconciatura quando lo vedo entrare dalla porta, scuro in volto. Inizia a spogliarsi e lascia gli abiti in terra rimanendo in mutande. Fingo di ignorarlo e ben presto lo sento dietro di me prima che mi cinga la vita con le braccia. Mi fa posare la spazzola e mi gira. Adesso siamo faccia a faccia e lo vedo passarsi la lingua sulle labbra. Possibile lo debba trovare così sexy anche ubriaco e soprattutto quando sono così furiosa con lui?! Accidenti a me!
E dopo un tempo infinito in cui non parla, ma mi guarda negli occhi scandagliandomi l'anima, si avvicina e le sue labbra sono sulle mie. Stavolta il bacio non ha niente a che vedere con la farsa in giardino. Lo sento, le sue labbra sono esigenti, la sua lingua pretende e comanda. Riesco a percepire l' urgenza della sua passione quando stringendomi a se' preme la sua erezione contro mio corpo. Mi sbagliavo credendo che non sarebbe stato in grado di consumare il nostro matrimonio stasera.
Presto le sue mani esigenti iniziano a sbottonare la casacca e non c' è dolcezza nei suoi movimenti. É guidato dal bisogno fisico che stasera è certo di appagare. "Sei così bella che il tuo  orrendo pigiama non ti servirà a fermarmi... Avresti anche potuto coprirti con un sacco per quanto mi riguarda" e le sue labbra sono di nuovo sulle mie. Mi fa scorrere la camicia dalle spalle e le sue mani trovano il mio seno. Dovrei tentare di respingerlo. La logica mi direbbe che sono troppo arrabbiata con lui ma il mio corpo traditore agisce come mosso da volontà propria. Mentre le sue mani continuano la loro opera di seduzione mi trovo a gemere e a passargli le braccia intorno al collo rispondendo al suo bacio con una passione simile alla sua. La mia risposta non fa che crescere la frenesia dei suoi movimenti e le sue mani sono sull'elastico dei miei pantaloni che ben presto sento scivolare lungo le mie gambe. Mi sento sollevare e mi trovo sdraiata sul letto con il peso del suo corpo a schiacciare il mio. Lo sento... É come un treno in corsa, non si ferma e non si fermerà stavolta... Lo sento afferrare le mutandine e con un movimento brusco me le strappa di dosso causandomi un sussulto, ma non ci bada e contnua il suo assalto, stavolta è la sua bocca che prende il posto delle sue mani sul mio seno, provocando, mordendo... Siamo solo noi e la nostra passione. Non esiste nient' altro. Il giusto o lo sbagliato perdono di significato mentre il nostro gioco d' amore si spinge sempre più oltre. La sua bocca è sul mio sesso adesso e sta ottenendo la resa definitiva del mio corpo che gli conferma che sono sua e che lo voglio anche io, comunque, a prescindere da quanto siamo tutti e due in grado di ferirci. Troppo presto lo sento di nuovo stendersi su di me mentre con una mano mi apre e con l' altra guida la sua punta al mio centro pulsante. "Edward ti prego ascoltami...". E tento di ritrarmi ma mi tiene fermi i fianchi "Ho ascoltato abbastanza...". "No. Devi ascoltarmi adesso!".
"Non mi dirai di no, non stanotte... Ne ho il diritto Isabella" tento ancora di ottenere la sua attenzione ma mette a tacere le mie proteste baciandomi con forza. E non mi resta che rassegnarmi all' inevitabile... Con un' unica potente spinta è dentro di me e caccio un urlo. Mi irrigidisco per la violenta intrusione e immediatamente la sorpresa lascia spazio ad un dolore lancinante, la sensazione dei miei muscoli interni che si tendono a contenere la sua asta tesa. Lo sento fremere ma il mio singhizzo non lo ferma. Forse l'alcool, lo stress, la frustrazione per i nostri diverbi o forse il desiderio a lungo represso gli impediscono di fermarsi. Mi guarda un'istante negli occhi, l' espressione sorpesa... "Isabella...", ma il suo stesso desiderio gli impedisce ogni ulteriore esitazione e inizia a muoversi dentro di me in un ritmo sempre più veloce. L' iniziale resistenza delle mie pareti interne scema a poco a poco e le sue spinte si fanno sempre più profonde. Mi impongo di non partecipare, di estraniarmi completamente ma troppo presto il dolore lascia spazio al piacere e, mentre raggiungo l'orgasmo, maledico la mia debolezza. Mi segue poco dopo e lo sento scivolare via da me e rotolare nel letto. Non passa neanche un minuto che sento mutare il ritmo del suo respiro e capisco che si è addormentato.
In quel preciso momento, vicina al suo corpo nudo ma completamente sola, mi lascio andare alla disperazione con un pianto inconsolabile che ho trattenuto tutto il giorno. Non una parola, un gesto d'affetto a dimostrare il suo interesse per me, per i miei sentimenti. Niente. Ho sperato che stanotte sarebbe stata la svolta nel nostro rapporto, ho sognato di fare l' amore con lui e parole dolci e gesti d'affetto ma ho ottenuto soltanto sesso e per di più con un uomo semi ubriaco che a stento si è accorto di chi aveva sotto si se'. Ho perso la mia battaglia... Gli ho regalato tutto... Ma non cambierà mai, non lo farà certo per me... Continua ad essere solo il mio corpo al centro del suo interesse e adesso non ho più scuse per negarglielo. Ha vinto lui, vince sempre lui, ha ottenuto quello che voleva... La frustrazione per i litigi, le sue assurde richieste prematrimoniali, il suo togliermi l' aria con la sua gelosia, lo sgrabo per l' abito e il suo comportamento oggi e stanotte all'improvviso sono troppo da sopportare e mi alzo. La vista di una macchia di sangue fra le lenzuola è la prova che adesso sono sua, che il mio corpo gli appartiene dopo che mi ha già da tempo rubato l' anima. Mi rivesto con il pigiama e scendo ma mi manca l'aria. Prendo il piumino e esco di casa. Respiro a pieni polmoni nel freddo pungente della notte.  Mi sembra di stare vivendo un' esperienza extracorporea e inizio a camminare. Vicino al limitare del nostro giardino, fra gli alberi c'è il sentiero che porta al ruscello e senza una vera ragione mi trovo a percorrerlo, fino a quando non mi trovo al piccolo dirupo che sovrasta l'acqua. La luna è quasi piena in un cielo limpido e pieno di stelle, permette di vedere abbastanza bene. Non abbastanza tuttavia per evitare una radice e inciampare mentre mi affaccio sul torrente. Inizio a scivolare lungo il dirupo e sento le radici graffiarmi un po' ovunque. Mentre cado maledico la mia idea di uscire, la mia sbadataggine e la mia vita in generale fino a quando non sento una fitta alla tempia, devo aver sbattuto la testa. Mi fermo che sono con le gambe in acqua, il corpo incastrato fra i rami. Provo a muovermi ma non ne ho la forza, la mia caviglia destra è dolorante e credo di averla storta cadendo.

4 commenti:

  1. Mhmmmm........lo avevo immaginato.......ci avrei scommesso che lui non si sarebbe accorto.......pessimo....pessimo.......pessimo!!!
    Un Bacio

    JB

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Accorgersene se n'é accorto... solo che é troppo un cretino... Poi nell' epov che vi posteró si capisce

      Elimina
  2. Ma porca miseria.....certo che questi due sono proprio ....bho.....
    Lui è proprio indecente e mi auguro che il suo risveglio sia non pessimo, ma di più...
    E pure lei....ma perchè non ha parlato prima del matrimonio e poi sarà pure delusa ,ma una mattarellata sui denti quando si è addormentato ci stava proprio bene.....
    Va bhe....risolvi questo impiccio in fretta....
    Ciauuuu.....

    Gloria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me si sono trovati. Lei é fessa e lui é stronzo... Ma poi cambiano tutti e due promesso!

      Elimina