Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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giovedì 13 novembre 2014

CAPITOLO 56

"Non posso credere che tu pensi davvero che Edward non ti ami Bella... É sotto gli occhi di tutti..."
"Ma non me lo ha mai detto Esme, nemmeno per sbaglio..."
"Edward é sempre stato un ragazzo molto restio a comunicare i propri sentimenti... Pensa che a differenza di quanto puoi pensare, in questo ha preso da suo padre. Lo sai quando Carlisle mi ha detto per la prima volta che mi amava? Non ci crederai, ma é stato quando é nato Edwatd. Io ero cosí stupita... Lui mi disse che alle volte non c' é bisogno di dirle certe cose... Aveva rotto con la famiglia, rinunciando all'ereditá per me... E in fondo aveva ragione. Alle volte contano i fatti piú che le parole. Poi con il tempo ha imparato a essere piú comunicativo... Io credo che Edward ti ami mia cara e molto profondamente. Per come lo conosco credo che ti ami da molto tempo... Anche se non lo voleva ammettere e ti ha fatto credere di sposarti per... Sí insomma tu sai per cosa... te lo ha fatto credere, ma non avrebbe mai fatto uno sgrabo alla sua famiglia se non fosse giá col cervello in pappa. Secondo me é stata dura per lui ammetterlo... Comunque stai serena e dagli tempo... Io ho fiducia in voi come coppia"
"Esme ma il contratto!"
"Lo so Isabella... É strano anche per me... Chissá cosa gli sará passato per la testa... Sono sicura che se gliene parli..."
"Non posso. Deve esere lui a decidere di annullarlo... Ne va della mia dignitá"
"Hai ragione, ti capisco... In realtá in te rivedo me da giovane..."
"Grazie Esme... Vedi io non ho nessuno che possa guidarmi, ho le mie amiche ma..."
"Lo so tesoro, ti manca una figura materna ma sono piú che felice di poterti stare accanto. Che dici, ti va di uscire a mangiare qualcosa? Almeno ti svaghi un po'. Vedrai che se rifletti bene e guardi le cose da una prospettiva diversa ti renderai conto da sola che ho ragione"
E cosí usciamo. Non so se credere a Esme, ma in questo momento ne ho bisogno... Avesse davvero ragione, lei come gli altri... Fossi solo io ad aver male interpretato i suoi conportamenti... La veritá é che non ne so niente di uomini... E non é che me ne sia capitato uno dei piú semplici...
Arriviamo al ristorante e ordiniamo. Alla fine Esme mi convince anche ad assaggiare il dolce al cioccolato che pare sia delizioso, solo che quando arriva, solo l' odore mi manda lo stomaco sotto sopra. Faccio in tempo ad alzarmi e cercare il bagno, dove finisce tutto il pranzo appena consumato. Esco fuori uno straccio.
"Isabella... Scusami se sono indiscreta, ma Edward lo sa?"
"Cosa...?"
"Che sei incinta tesoro..."
Divento di tutti i colori "No... non gliel' ho ancora detto... Non voglio che stia con me per il bambino... Volevo capire prima cosa prova per me e ci ho provato... Ma per un certo periodo mi ha evitato e quando abbiamo parlato abbiamo finito per litigare... Voglio dirglielo, lo giuro... Solo non ora..."
"Vieni qui fatti abbracciare! Non posso crederci! Quando lo saprá sará pazzo di gioia! Non ti fará toccare terra!"
"Prometti di non dire niente, almeno fino a quando lo avró detto ad Edward?"
"Ma certo! Non c' é bisogno di chiederlo"
***
La settimana con Esme é un toccasana per me. Mi sento curata e viziata come una bambina. Mi suggerisce del the o dei biscotti allo zenzero per le nausee e devo dire che riesco a controllarle meglio. Mi accompagna a mi viene a prendere a lavoro, mi prepara da mangiare... Sono anni che nessuno si prende cura di me cosí. É sempre stata gentile e premurosa, ma adesso che sa del bambino é tutto amplificato. Ha giá iniziato a fare dei progetti per la nursery anche se per scaramanzia inizieremo a fare qualcosa solo dopo la fine del primo trimestre. Ancora non sono del tutto convinta che la storia fra me e Edward possa risolversi in positivo, ma mi fa bene respirare un po' di normalitá.
Ho sentito Edward una volta al giorno, ma le telefonate sono state abbastanza  impersonali. L'ho ringraziato del pensiero di mandare sua madre da me e lui si é scusato per il suo comportamento la sera prima di partire, ma é finita lí. Tutti e due sappiamo bene che a questo punto é necessario un chiarimento al piú presto per smettere di farci del male a vicenda.
Giovedí Edward mi chiama una seconda volta per dirmi che il viaggio deve prolungarsi fino a Lunedí sera perché uno dei venditori non puó essere presente venerdí come era previsto e l' affare si chiuderá nella giornata di Lunedí. Sembra che tutto remi contro di noi... Ogni volta c' é un motivo per cui dobbiamo posticipare la nostra chiacchierata. Ma ho imparato che é inutile opporsi al destino e le cose succedono sempre per un motivo.
Carlisle ci raggiunge venerdí sera e andrá via con Esme Martedí. Ho chiesto ad Esme di restare ancora ma secondo lei é importante che abbiamo la privacy necessaria per chiarire i nostri contrasti e preferisce partire.
Martedí mattina Edward sarebbe dovuto arrivare presto ma a causa dei alcune brutte perturbazioni i voli sono stati ritardati per cui, quando Esme e Carlisle vanno via nel pomeriggio Edward é ancora in viaggio. Mi manda l' ultimo messaggio verso le cinque del pomeriggio poi il cellulare si scarica e non ho piú notizie. Verso le otto sono abbastamza preoccupata e chiamo l' aereoporto per avere aggironamenti, fortunatamente pare che il volo stia procedendo bene.
Alle nove e mezza finalmente sento aprire la porta e vedo entrare Edward con il suo bagaglio, la faccia tirata dalla stanchezza.
Non so se sia colpa degli ormoni impazziti o se la tensione dell' attesa, ma non posso fare a meno di corrergli incontro. Mi fermo esitante davanti a lui, ma le sue braccia si aprono immediatamente e mi stringono in un forte abbraccio. Istintivamente alzo la testa e gli cingo il collo abbassando il suo viso fino a baciargli le labbra. Mi é mancato... Lo realizza mentre le nostre bocche si toccano. A dispetto dei miei dubbi, della sfuriata della settimana scorsa, a dispetto di tutto amo quest'uomo e lo desidero con tutta me stessa.
Staccandosi da me, mi accarezza la guancia con le dita e appoggia la sua fronte sulla mia, ancora curvo per la differenza di statura "Potrei decidere di partire piú spesso se questo é quello che mi aspetta al mio rientro... Mi sei mancata tesoro. Pensavo di non riuscire a tornare piú, quel dannato aereo..."
Con le guance arrossate per l'imbarazzo faccio un passo indietro "Ho preparato qualcosa per cena... Perché non vai a farti una doccia mentre scaldo il cibo?"
"Il pasto sull' aereo era immangiabile, grazie. Ci metto cinque minuti"
Questo accenno di normalitá, cosí inusuale per noi, mi scalda il cuore. In fondo ho solo lasciato andare il mio istinto quando l' ho baciato, senza riflettere troppo. Forse dovrei smettere di ragionare troppo e godermi quello che posso...
Edward mangia la sua cena, ma non gli faccio compagnia, fingendo di aver giá mangiato e mi sposto in salotto per evitare l'odore del cibo, che con tutta l' agitazione della giornata non fa che aumentare il senso di nausea.
"Isabella ti diasturbo?"
"No, vieni..."
"Ho sentito mia madre prima di arrivare a casa, era dispiaciuta di averti lasciata sola tutto il giorno"
"Domani la chiameró per ringraziarla, é stato magnifico averla qui con me una settimana. Te l'ho giá scritto, ma voglio ancora ringraziarti per il pensiero Edward, é stato molto bello che tu le abbia chiesto di farmi compagnia mentre eri via".
"A proposito Isabella, come stai? Hai avuto altri episodi come quelli che ho visto io?"
"Sto beme Edward... Te lo giuro."
"Voglio fidarmi di te... Ma se dovessero ripresentarsi, per favore pormettimi di non aspettare Banner e che ti farai vedere da un medico. Non voglio che ti succeda nulla, non voglio che tu stia male..."
"Andrá tutto bene Edward..."

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