Torniamo a Forks il giorno seguente. Edward é molto premuroso e attento, ma lo sento distante. Non fa parola di quello che é successo, si limita a dirmi che Benner gli ha espressamente chiesto di smettere di tentare con me un approccio fisico, fino a che non saró io a chiederlo e che probabilmente sto soffrendo un po' di stress post traumatico.
"Cosa ti piacerebbe fare Isabella?"
"Lo sai.."
"Ok, posto che lasciarti andare non é un opzione, voglio vederti serena... Davvero Isabella..."
"Voglio tornare a New York. Voglio ricominciare a lavorare, voglio vivere la mia vita..."
"D' accordo Isabella. Torneremo a casa..."
"Voglio tornare a casa mia..."
"Non tirare troppo la corda..."
"Possibile che tu non capisca...?"
"Torneremo a casa insieme Isabella. Non voglio discutere. Hai accettato di sposarmi, dai una possibilitá al nostro matrimonio, dai una possibilitá a me di farmi perdonare... Stavolta hai vinto tu... Non tu toccheró con un dito fino a che non sarai tu a chiedermelo... Ma non posso pensare di separarmi da te, quindi non chiedermelo piú"
Per tutto il viaggio mi chiudo in un silenzio assoluto. Possibile non voglia capire... Possibile che pensi me ne voglia andare perché sono offesa dalla nostra notte di nozze? Beh il problema non é solo quella... Vorrei spiegargli che sarei pronta a perdonarlo qui, ora, se riuscisse a provare dei sentimenti per me... Ma non voglio dargli anche questa soddisfazione... Non voglio mendicare un amore che non posso avere. Vivremo insieme a quanto pare... L' unica speranza che ho é che si accorga presto che si tratta di uno sbaglio colossale... Stiamo insieme per i motivi sbagliati... Io per amore, lui per il sesso... Non é possibile trovare un compromesso... Almeno non lo é per me.
Quando arriviamo a Forks ci occorrono un paio di giorni per organizzare il rientro. Esme e Carlisle prendono molto bene la mia decisione di tornare a casa. Non mi sento di dare loro un dispiacere e fingo che i problemi con Edward siano risolti. Anche lui davanti agli altri é la quintesseza del marito ideale, salvo poi tornare ad essere abastanza freddo quando siamo da soli. Pagherei per sapere cosa gli passa per la testa... Se c'é qualcosa che ho capito é che per lui parlare non é una prioritá... Posso solo accontentarmi di questa tregua, stavolta sembra che abbia intenzione di mantenere la parola data.
***
Il nostro rientro a New York di giovedí sera avviene senza intoppi. Lana é rimasta a Forks e stará lá fino a quando non avró ripreso la mia routine e i miei ritmi anche col lavoro. L' idea é stata di Esme e a malincuore ho dovuto accettarla perché anche se da una parte mi rendo conto di non essere ancora pienamente in forma dall' altra sono certa che Lana mi mancherá... Fosse anche solo per una settimana...
Venerdí Edward rientra immediatamente in ufficio lasciandomi da sola nella sua casa, senza nemmeno il cane da accudire... Mi sento un po' inutile e spaesata... Comunque é quello che volevo, tornare alla mia vita... Avviso tutti di essere a casa e Jake che da lunedí mattina saró operativa. La sera stessa organizzo una cena con Alice e Rose in ricordo dei nostri venerdí fra amiche. Ho le mani sudate quando lo comunico a Edward per telefono, ma stranamente prende la cosa con fin troppa calma.
"D' accordo... faró comunque tardi in ufficio. Nin fare troppo tardi e se dovessi avere bisogno di me chiamami"
Non sono abiutata a quesa sua passivitá, ma anche in questo caso é quello che volevo e non me ne rammarico.
Quando torno a casa é ancora nel suo ufficio al piano terra.
"Sono tornata..."
"Bene. Ti sei divertita?"
"É stato bello vedere le ragazze in un ambiente familiare..."
"Ne sono felice. Vai pure a letto non aspettarmi sveglia, faró tardi devo sbrugare del lavoro per la riunione di domani"
Per il mese successivo i venerdí sera tornano ad essere miei e delle mie amiche. Stranamente Edward non si oppone. Il sabato sera lo passiamo insieme, usciamo a cena, andiamo al cinema... La domenica e le serate in settimana quasi non ci vediamo perché io vado a letto presto o guardo la tv in salotto mentre lui per lo poú é nel suo ufficio a lavorare. Pranziamo tutti i giorni insieme, ma parliamo prevalentemente di lavoro... É un argomento neutro in cui non ci scontriamo. Davvero vuole lavorare con me, ma non come immaginavo. Vuole che prenda parte alla gestione della Cullen Enterprise e segue davvero alcuni miei consigli. Mi tratta da socia... Non mi ha dato motivo di crede che voglia intervenire nella mia azienda e gliene sono grata perché é la mia isola felice... Durante i nostri pranzi da soli o con i clienti o potenziali nuovi acquirenti non parliamo mai di noi, sembriamo una coppia felice e affiatata nella vita e sul lavoro. Edward si comporta da perfetto gentiluomo e molto spesso sono rimasta male quando le sue delicate carezze sulle guance a uso e consumo dei nostri ospiti si sono poi trasformati in imbarazzanti silenzi una volta che siamo rimasti soli. Ecco... mi sarei aspettata un po' di dolcezza... Forse un bacio... Poi mi sono rimproverata dicendo che la tregua dai suoi assalti é quello per cui ho lottato, fin dall' inizio... Solo che... Solo che mi sento come se mancasse qualcosa... Vorrei che fossimo quella brillante coppia anche nel privato, provando a dimenticare il resto... É piú semplice far finta che non sia successo niente qua nella sfavillante cittá, piuttosto che sotto la pioggia e l' incessante grigio e verde di Forks... Se ripenso al matrimonio e al resto mi sembra quasi un incubo che non ho vissuto, ma solo sognato...
Il venerdí della quinta settimana a New York sono a cena con le ragazze. Rose a differenza delle ultime volte ha uno strano appetito e non é grigia...
"Allora Rose come procede?"
"Tutto ok Bella. Non so come, ma da quattro giorni ho smesso di vomitare l' anima e ho una fame atavica che non immagini... Piuttosto tu? Come vanno le cose con quel coso di tuo marito? E che castigo ti aspetti per questa uscita serale?"
Se non conoscesso Rose me la potrei prendere, ma so bene che le dá fastidio come Edward mi trattava in passato... Quindi prendo il coraggio a quattro mani e racconto a lei e Alice tutta la veritá sulla fuga a Port Angeles e il resto.
"Certo Bella... Che é proprio strano che stavolta si stia comportando bene... Davvero non mi fido... Jasper dice che a lavoro é molto nervoso ma non parla di voi. Dice che é tipico di Edward tacere sulle sue cose private che reputa importanti... Secondo me dovresti ipotizzare che ci tenga davvero a te... Certo é difficile visto tutto quello che ti ha fatto... Ma prova a rileggere tutto presupponendo che provi qualcosa per te. Davvero il suo comportamento ti sembra inspiegabile? Secondo me ha un pessimo carattere, é orgoglioso... Ha una personalitá forte e dominante, le sue reazioni spropositate potrebbero avere a che fare con questo... In fondo si é sempre sentito rifiutato... Ha dovuto lottare per ottenere da te qualsiasi cosa oppure l' ha presa a forza..."
"Alice come puoi dire questo? Davvero? Non mi ha mai detto che mi ama, non me lo ha mai dimostrato... Mi é passato addosso come un' asfaltatore e..."
"Non fraintendermi Bella... É ovvio che sono dalla tua parte... É solo che come ti ho detto subito ho la sensazione che voi due siate fatti per stare insieme e adesso come non mai ne sono sicura... Non ti so spiegare perché... E poi, ora che il medico gli ha vietato di toccarti... Perché continua a stare con te senza sapere se e quando potrá tornare a letto con te? Se il sesso fosse l' unica cosa che vuole sarebbe un controsenso no?"
"E allora perché lo sento freddo e distante... Sembra che voglia interagire con me solo se ha da guadagnarci qualcosa o se si tratta di affari... E visto che per il momento nel privato non succede allora non ha interesse a parlarmi..."
"Bells, Bells, Bells..."
"Rose?"
"Da come parli semrti ferita... Non é che per caso ti manca essere sempre sotto tiro?"
"No ma che dici!?"
"Dico che secondo me un po' lo stai giá perdonando... Che ti manca come eravate e quasi quasi vorresti tornasse alla carica..."
"Non proprio alla carica..."
"Ah! Beccata!"
"Eh dai Rose! Solo che fra l' essere braccata e compeltamente ignorata ci sono sane vie di mezzo... Non mi tocca, non mi bacia... Se vedessi quanto é distaccato non avresti dubbi a pensare che non mi vuole. Forse si é accorto che puo' fare benissimo a meno del sesso con me e ha preso un abbaglio... Mi vuole come socia e fine. Mi sa che devo parlargli..."
"Certo che la comunicazione nella vostra storia, senza tener conto di baruffe e schiaffi, lascia molto a desiderare... Lui é un somaro, ma anche tu Bells! Gli uomini sono creature semplici... Dovresti trattarlo come tratti Lana... Sono sicura che otterresti grosse soddisfazioni... A proposito come sta la pelosa?"
"Bene. Credo che le manchino i boschi di Forks e l' acqua del torrente, ma é tranquilla..."
"E comunque sí ti confermo che parlare é un ottima chance di conoscere cosa gli passa per la testa. Altrimenti avrai la conferma della veritá assoluta della mia teoria che dietro a quel bel faccino ci sia il vuoto cosmico"
Rose é di buon umore stasera. Era da un sacco che non era cosí pungente.
Alice é pensierosa. Se la conosco sta analizzando tutto il discorso, il mio atteggiamento e il comportamento di Edward almeno da quattro punti di vista per trovare una soluzione... Come se ci fosse una soluzione... Se fosse un gioco sarebbe tutto piú semplice, pirtroppo é vita vera...
La sera torno a casa e stranamente Edward é seduto sul divano.
"Ciao Isabella..."
É da cosí tanto che non pronuncia il mio nome in questo modo... Mi fa venire i brividi e non di paura.
"Ciao Edward... Niente lavoro stasera?"
"Ho finito prima e poi avrei voglia di stare un po' qua a rilassarmi se non ti chiedo troppo. Ho avuto una giornata pesante..."
"Vuoi che ti prepari un bagno... Oppure un the..."
"Credo che il bagno sia perfetto. Grazie..."
Salgo a preparare la Jacuzzi e quando scendo si sta massaggiando le tempie. "Hai bisogno di una delle mie pastiglie Edward? Non sottovalutare il mal di testa..."
"Grazie. Lasciamene una sul comodino prima di dormire. Ah... A proposito... Oggi a pranzo ho visto che hai avuto un momento in cui hai cambiato colore e avevi del sudore sulla fronte... Ti senti bene?"
Allora non sono trasparente... Si é accorto...
"Non lo so... ho dormito poco ieri notte, ho pensato ad un' abbassamento di pressione..."
"Che ne pensi di chiamare Banner e chiedergli di consigliarci un buon medico di sua fiducia su New York? Secondo me dovresti fare un check-up per verificare che sia tutto apposto... Mi fai stare in ansia..."
"É stato solo un attimo... Ma se ti fa piacere faró una visita."
Si alza in piedi sorridendo. Dio com' é bello... Ha il viso stanco ma i suoi occhi sono due gemme incasstonate in un viso d' angelo. Tento di fare conversazione "La vasca sará pronta fra pochi minuti..."
"Grazie Isabella" e mi accarezza la guancia col palmo della mano. La sua mano calda e grande contiene tutto il lato del mio viso. Per un istante sento che c'é ancora qualcosa fra noi... Non posso fare a meno di alzare lo sguardo e avvicinarmi a lui posando le mie mani sopra i suoi avambracci. Lui abbassa il volto e mi sfiora le labbra in un bacio casto e delicato. Lo sento ritrarsi ma non voglio interrompere questa connessione fra noi e lo trattengo passando le mie mani dietro al suo collo e attirandolo a me. Per la prima volta sono io che lo bacio, che cerco il contatto con la sua lingua. La sua bocca é cosí familiare, il suo sapore mi riporta a casa... Non si ritrae ma non approfondisce il bacio, si limita ad abbracciarmi.
"Grazie Isabella... Buonanotte" e mi lascia in sala, completamente scossa e con un senso di vuoto enorme allo stomaco.
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.
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martedì 11 novembre 2014
CAPITOLO 52
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Mhmmmm.......si stanno scambiando i ruoli?!?
RispondiEliminaBeh mi sembra che qui Ed è stato tenero ...... Almeno l'ultima serata........Bella non può proporsi per lavargli la schiena?!?
Così continuano a parlare no?!?
Un Bacio
JB