Sto viaggiando nascosta sotto un telo fra due scatoloni nel bagagliaio del suv di mio marito. Ma che diavolo mi è passato per la testa... Fuggire da lui, sapevo che sarebbe stato difficile. Non mi sento più le gambe, speriamo di riuscire a correre se ce ne fosse bisogno. Ma chi voglio ingannare... Anche se riuscissi a scappare mi troverà lo stesso. Ma no, ci devo provare comunque... Ormai sono qua a 2 passi da parcheggio dell' aereoporto fra poco lui e Jasper lasceranno l'auto ed avrò poco tempo prima che Emmet venga a ritirare la macchina... Basta aspettare il momento giusto... Posso passare dietro ad un carrello dei bagagli... In qualche modo devo arrivare all' imbarco per Los Angeles. É tutto pronto per il mio arrivo, i documenti con la nuova identità provvisoria, l'incaricato che mi aspetta per consegnarmeli. Mi basterà solo un po' di tempo per chiarirmi le idee e inoltrare le pratiche del divorzio o se sono fortunata dell'annullamento Tutto andrà bene, deve andare bene, poi sarò libera e lo sarà anche Edward. Sono stata una stupida ad aver creduto che il mio amore soltanto potesse bastare, che piano piano lui si sarebbe innamorato di me soprattutto dopo il matrimonio... E invece no, l' uomo di cui mi sono innamorata perdutamente non prova niente per me se non attrazione fisica. So già che non riuscirò a dimenticarlo e lo amerò comumque e per sempre ma non posso vivere con la certezza che lui nonostante tutto mi disprezzi. Non sono riuscita a fargli vedere oltre l'apparenza e purtroppo ho perso la mia opportunità di essere felice e l'amore della mia vita perchè di una cosa sono certa: non riuscirò più a provare per nessuno quello che sento per Edward Cullen.
Dopo un tempo che mi sembra infinito la macchina si ferma. Dai rumori capisco di essere nel parcheggio dell'aereoporto. Sento aprire e chiudere gli sportelli dell' auto e dopo il silenzio. Ho il cuore che batte a mille... Ho paura a scendere, ma non ha senso rimanere qua dentro... Apro l' auto con il telecomando delle chiavi, esco e mi affretto a richiudere. Mi muovo in maniera furtiva e le mie mani sono insicure per la paura di essere scoperta. Una volta fuori indosso lo zaino con le poche cose che ho dietro e mi siedo a terra accanto alla ruota della macchina. Ho bisogno di cinque minuti per calmarmi e per massaggiarmi i muscoli indolenziti, mi servono tutti... Quando penso di essere, se non calma, almeno un po' piú lucida mi alzo e inizio ad avvicinarmi all' entrata dell' aereoporto. Cammino fra le auto, ma ormai dovrrbbero essere giá vicino al loro imbarco. Mi dirigo verso il mio e ad aspettarmi trovo la ragazza con i documenti. Ho il cappuccio della felpa sulla testa e gli occhiali da sole. Dovrei passare inosservata. Sbrigo le pratiche del check-in e aspetto che mi chiamino. La tensione si sta allentando, ormai sono vicina al successo della mia pazza idea di fuga. Sono seduta e aspetto. Cerco di non guardarmi troppo intorno per non dare nell' occhio ma ho bisogno di sapere che nessuno mi sta seguendo. Per fortuna é tutto tranquillo... Inizio a rilassarmi quando sento chiamare il mio nome fittizio dalla hostess. Lí per lí non reagisco ma poi realizzo che sono io e le porgo il biglietto. Sto camminando nel corridoio che conduce alla scaletta certa di essere ormai al sicuro quando mi sento toccare la spalla. Potrei riconoscere il suo tocco fra mille. Mentre mi giro spero di sbagliarmi ma so giá che mi sto illudendo.
"Isabella... cosa cazzo stai cercando di fare?" La voce bassa non nasconde la rabbia e taglia come un rasoio.
"Sto andando via Edward. Mi pare ovvio" Ostento una freddezza che non ho, mentre vedo con la coda dell' occhio la hostess avvicinarsi a noi "Qualche problema? Le porte stanno per chiudersi la prego di affrettarsi e lei per cortrsia si allontani. Non é autorizzato a rimanere se non deve salire su questo volo"
"La signora ci ha ripensato non parte piú!" La voce non lascia dubbi e la hostess risponde "D' accordo allora signorina, la prego di allontanarsi oppure di salire."
Mi sento afferrare per un braccio e trascinare "Lasciami..."
"Isabella smetti di fare resistenza se non vuoi fare una scenata. Per quanto me ne importa sono pronto a caricarti in spalla e portarti via di peso"
Guardo la hostess che esterrefatta sta assistedo alla scena e le sorrido per tranquillizzarla. Mio malgrado seguo mio marito "Non puoi impedirmi di andare Edward!"
"Posso e lo sto facendo. Hai molte cose da spiegarmi 'signorina'... Da quanto stai architettando tutto questo? Perché non mi hai detto che volevi andare a Los Angeles, ti avrei accompagnato, anche solo per il gusto di levarmi dalle palle tutti i tuoi guardiani..."
Come al matrimonio di Alice mi trovo a scoppiare in una risata isterica... "Certo Edeard che per essere un uomo di successo sei piuttosto poco sveglio!"
Mi trafigge con lo sguardo ma io, ormai priva di ogni controllo proseguo "Non te l'ho detto perché é proprio da te che voglio andare via..."
"E perché Isabella? Eh? Appena un mese fa mi hai giurato eterno amore. Sembravi anche piuttosto convinta. Non é cambiato niente. Anzi, sono cambiate un sacco di cose ma con la falsa della tua convalescenza prolungata non ho avuto modo di parlartene... Adesso non ti puoi piú nascondere... Adesso sei con me e non ti lasceró andare. Mi ascoletrai e farai l' amore con me perché é questo che fa una moglie... Giusto? Non sono un vecchio rincoglionito Isabella, lo hai sempre saputo e adesso credo sia il momento di prendermi cosa mi spetta di diritto. Sapere che per tutto questo tempo mi hai preso in giro mi fa incazzare a bestia, ma te ne faró pentire!"
Non riesco a trattenermi e gli tiro uno schiaffo. L' ennesimo. Come al solito quest' uomo riesce a tirare furoi il peggio di me. Mi prende il braccio con forz e lo rimette giú poi con una voce eccessivamente cortese, che in realtá nasconde una rabbia evidente, mi sussurra "Suvvia Isabella... Non si fa cosí... Non vogliamo di certo causarti un mal di testa, no?" Mi strattona e prosegue. "Adesso smettila di comportarti da bambina e seguimi"
"Ma non devi partire? E piantala di darmi ordini. Non sono una cosa Edward! Lasciami stare!"
"Ho detto a Jasper di partire da solo non appena ti ho visto. Non hai notato che i bagni sono dietro a dove eri seduta? Non volevo crederci... Ma ti riconiscerei fra un milione di persone Isabella... Ho anche telefonato a casa per evitare che tutti si preoccupassero... Non é stato carino da parte tua... Non si fa..." Il suo tono condiscendente mi sta facendo uscire dai gangheri e tento di divincolarmi, ma la sua presa di ferro sul mio braccio non molla. "Smettila, lasciami! Non ti voglio piú lo capisci? Non posso stare con un uomo che non prova niente per me. Lasciami andare!"
"Forse non hai capito che il lasciarti andare non é un opzione? Io ti voglio ancora Idabella e ti vorró finché avró fiato per resirare. Se necessario ti legheró in casa, ma ti giuro che non ti permetteró di lasciarmi" Detto questo con la mano libera mi afferra per i capelli e mi bacia a forza. Stavolta non cedo, sono troppo furiosa, mi sento frustrata, inizio a colpirlo, tanto che una guardia della sicurezza si avvicina a chiedere se ci sono problemi. "Solo un piccolo diverbio con mia moglie... Mi dispiace per il disturbo agente. Stiamo lasciando l' aereoporto in ogni caso..."
E siamo davvero fuori. Le mie speranze di fuga sono rimaste dietro a quelle porte di vetro. Sento le lacrime montare e pungere gli occhi ma non voglio dargliela vinta.
"Dove mi stai portando?"
"In albergo Isabella. Ho detto a tutti che mi hai seguito per un fuga romantica a due. Sono tutti molto felici che le cose fra noi vadano bene e che le tue condizoni fisiche ti abbiano permesso tanto. Vedi? Ho sistemato tutto. Torneremo domani a Forks, oppure lunedí oppure fra un mese... Non prima di aver chiarito ogni cosa. Anzi sai cosa ti dico? Quando torneremo a Forks sará per fare i bagagli. Ce ne torniamo a New York, sono stufo di avere sempre i cani da guardia a controllare, da ora in avanti faró a modo mio. Mi ascolterai Isabella, ti assicuro che stavolta non ci saranno scuse. Mi hai preso in giro e non mi piace. Hai giocato col fuoco, dovresti saperlo che con me non hai possibilitá di scamparla..."
Ci dirigiamo in macchina verso l' albergo in un silenzio carico di tensione. Le sue labbre sono serrate in una linea dura. Non l' ho mai visto cosí fuori di se'. Decido che non me ne importa un accidente. Che si fotta. Se vuole del sesso lo avrá, non sono in condizioni di negarglielo. Sará sempre piú forte di me. E poi vaffanculo a lui sono stanca anche io di resistere. Lo voglio e lo avró, stavolta lo faró per me, per il mio piacere, non per lui. Ma avrá solo questo... Non gli daró piú la possivilitá di spezzarmi il cuore, non se lo merita. Le sue parole ne sono l' ulterore conferma. Alla prima occasione troveró il modo di andare via... E poi lo denuncio. Perché questo é sequestro di persona cazzo!
Arriviamo all'albergo e dopo la registrazione saliamo nella suite. Sbrufone! Anche per fare lo stronzo ha bisogno di una suite. Per quanto mi riguarda potrebbe bastare anche un motel!
"Adesso tu ti fai una doccia mentre io vado a prenderti qualcosa per cambiarti. Ah non credere di scappare. Ho intenzione di chiuderti a chiave nella stanza e di dare disposizioni di impedirti di allontanarti... Diró che sei sotto l' effetto di farmaci. Con la faccia sconvolta che hai non credo che avranno problemi a credermi. Fatti trovare vestita... Oppure no, scegli tu"
Ed é fuori dalla stanza. Chiude veramente la porta a chiave... Che stronzo. Ho capito perché ha scelto la suite il bastardo... Siamo al quindicesimo piano e solo al pensiero di scendere dalle scale antincendio mi viene da vomitare. E allora sai cosa? Io mi chiudo in bagno e non esco. Prima o poi si stuferá. Nello zaino ho i miei biscotti e l' acqua. Ho il cellulare. Che si fotta!
Disclaimer: I don't own the characters. This story is written for fun only
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venerdì 7 novembre 2014
CAPITOLO 49
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