Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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martedì 4 novembre 2014

CAPITOLO 45

E la mattina di mercoledí arriva. Ovviamente non aspetta l' ora del passo e alle 9 Edward si presenta nella mia camera. In mano un delicato bouquet di fuori bianchi. Fingo di dormire nella penombra della stanza.
"Buongiorno Isabella. Mi ha detto Banner che eri sveglia..."
Senza aprire gli occhi "Sono molto stanca Edward... Non era necessario ti precipitassi qua cosí presto..."
"Non riesco a starti lontano comunque... Mi ha detto Banner che stamani ti portaranno del cibo solido, posso aiutarti a mangiare..."
Mi sembra di vivere una vita parallela. Non sono neppure sicura di stare sognando...
"Ci soni le infermiere per questo... Non occorre che tu perda altro tempo Edward... Perché non vai in ufficio?"
"Isabella non credere che non mi sia accorto che tenti di liberarti di me... Jasper si sta occupando della societá. Io sono completamente libero per occuparmi di te. Torneró in ufficio quando starai meglio, intanto lavoro dal portatile."
Ok quindi non mi posso liberare di lui ma non ho voglia della sua compagnia... Troppe cose a cui pensare... Dopo il matrimonio pensavo che tutto sarebbe andato al suo posto ma in reantá é molto peggio di prima. Quanto mancherá prima che butti la maschera da finto pentito e ricominci a tormentarmi o provi a portarmi a letto... Oddio... solo il pensiero mi fa rabbrividire. Non é che mio marito mi piaccia meno o non mi attragga, ma sono ancora traumatizzata... Forse lo saró sempre...
Per fortuna il Dr Banner mi salva in calcio d'angolo "Buongiorni Sig. Cullen. Ci sono buone notizie. Piú tardi faremo una risonanza e se tutto va bene come credo domani sua moglie potrá tornare a casa. Ció non significa che potrá fare vita normale. Dovrá stare ad assoluto riposo, soffrirá di forti emicranee e pertanto le ore di sonno saranno molte. Le prescriveró dei sedativi e degli antidolorifici da usare al bisogno ma ho bisogno della sua parola che non sará sottoposta a nessun tipo di stress... Andró diritto al punto Sig. Cullen: nessuna pressione, non voglio sapere che le sta addosso e la costringe a conversazioni che sua moglie non vuole affrontare, nessun strapazzo fisico, le do il divieto assoluto di toccare sua moglie e nessuna attivitá sessuale é consentita. Quando si sará ripresa completamente, e saró io a giudicare quando, potrete prendervi per i capelli e potrete fare la lotta nel fango ma fino ad allora lei stará buono, sará calmo e condiscendente perché sennó la ricovero di nuovo e non sto scherzando. Mi sono messo d' accordo con Carlisle che tutti i giorni due volte al giorno verrá a visitarla e si accerterá che tutto vada come deve. Ho imparato a conoscerla Sig. Cullen... Non mi fido... A proposito Isabella... come va la tua emicranea? Se puoi aspettare dopo aver mangiato qualcosa? Vorrei provare a darti il medicinale per bocca, se lo stomaco lo tollera."
"Sono un po' intontita e il dolore per ora é sopportabile, posso aspettare..."
"D' accordo allora ti mando l' infermiera per aiutare a lavarti e poi ti faccio mandare la colazione. Non aspettarti niente di che... Un the e delle fette biscottate con marmellata..."
"Andranno benissimo dottore, la ringrazio!"
Appena Banner se ne va Edward sembra pensieroso "Non ti farai lavare da me vero?"
"Prferirei di no..."
"Comunque sappi che l' ho fatto mentre dormivi... Per favore... Ti voglio aiutare in qualche modo..."
"Ti prometto che mi faró aiutare con la colazione..."
"D' accordo... Il dottore ha appena detto che devo comportarmi bene... Comunque Isabella ho bisogno di parlarti... Aspetteró se hai male alla testa e ti prometto che non faró nulla per farti arrabbiare... Ma ho bisogno di chiarire alcune cose..."
"Edward... tutto quello che é successo é per me ancora molto doloroso da ricordare. Non ti nego che anche la tua presenza qui, in questo momento, é difficile per me da tollerare... Ma non ho ne' voglia ne' la forza di contrastarti adesso... Ti prometto che parleremo. Se hai dei ripensamenti sul matrimonio stesso non sará un problema per me concederti il divorzio... Capisco bene se pensi sia stato un errore, ne sono convinta anche io..."
"No! Assolutamente Isabella. Togliti dalla testa che ti libererai di me. Sei e resterai mia moglie. É fuori discussione..."
Lo vedo che sta per pedere il controllo, ma per fortuna arriva l' infermiera che mi accompagna in bagno con la carrozzina"
***
Per tutta la colazione si comporta normalmente ma io sono a disagio. Vorrei davvero porre fine a questa situazione... Non ha senso per nessuno... É un dato di fatto che non smetteró mai di desiderarlo perché purtroppo nessuno é perfetto, ma non posso pensare di dividere con lui la mia vita. Ho giocato le mie carte ed ho perso e le ferite che ho riportato nel mio cuore dubito che possano guarire come ha fatto il mio corpo.
Fortunatamente Banner mi porta l' analgesico che presto mi fa addormentare.
Quando mi sveglio lui é ancora qua, siede sulla poltrona intento a lavorare al pc nella penombra della stanza. Mi perdo ad osservarlo. Tutto sommato non posso biasimarmi completamente per essermi innamorata di lui, é di una bellezza devastante anche adesso che si concentra sullo schermo. Le sue bellissime mani passano a tormentare i capelli ribelli che so essere cosí morbidi da toccare. Mi vengono in mente quelle stesse mani su di me e non riesco a trattenere un brivido. La veritá é che sono completamente in suo potere e l' unica possibilitá per non farmi del male per me é stargli lontano. Sono stata un' ingenua a credere che la prova della mia innocenza sarebbe bastata a farlo cambiare, sará sempre lui quello a condurre i giochi e io saró sempre quella che si lecca le ferite. Posso scusare il mio comportamento solo perché é giustificato dal fatto che ero e sono una giovane donna innamorata... Purtroppo per me dell' uomo sbagliato, mi consola il fatto che non sono la prima e non saró l' ultima... E allora decido che la mia convalescenza durerá un bel po', cercheró di chiarirmi le idee tenendolo a distanza. Lo pregheró di tornare a lavoro... Forse le cose sono ancora troppo eecenti, forse il tempo aiuterá entrambe.
"Edwrad... Sono sveglia. Se hai bisogno puoi accendere la luce, solo ti prego apri le tende lentamente cosí posso abituarmi un po' alla volta"
"Ok ma se preferisci posso rimanere in penombra, ho appena finito con Jasper... Mi dispiace solo di non poterti vedere chiaramente... Mi sei mancata Isabella, mi é mancato il tuo bellissimo sorriso e morivo dalla voglia di vedere i tuoi occhi aperti. Sei stupenda anche in quell' orrendo camice... Ho bisogno di averti con me tesoro mio, rivoglio la mia donna piena di spirito pronta a farmi la guerra... Ma ti prometto che saró paziente e un marito esemplare per il resto dei miei giorni se necessario"
"Edward non promettere cose che non puoi mantenere per favore"
"Te lo giuro Isabella. Puoi non crdermi adesso ma sono un uomo diverso... Questi giorni in ospedale mi hanno profondamente segnato. Te lo dimostreró Isabella... Mi guadagneró di nuovo la tua fiducia..."
"Come vuoi Edward... Non ha comunque senso sencondo me..."
Sta per ribattere ma ancora una volta la porta si apre e dietro a un mazzo di fiori enorme vedo il dolce viso di Esme, sorridente e felice.
"Cara come stai oggi?"
"Esme! Grazie di essere venuta! Ora sto bene. Ho dormito un po' per via dell' antidolorifico ma per ora non ho dolore. Tu piuttosto ti sei riposata?"
"Sono cosí felice che tu sia sveglia tesoro che poche ore di sonno sono state sufficienti! Edward caro ti ho portato il pranzo. Vai pure a mangiare mentre sto io con Isabella"
"Posso restare..."
"Ho bisogno di parlare con lei figliolo... Non ci metteremo molto" Cosí suo malgrado esce, ovviamente sbuffando.
"Allora come si é comportato mio figlio, ti ha fatto agitare?"
"No a dire il vero mi sembra molto calmo. Troppo per essere reale..."
"Ho il compito di fare il cane da guardia... Banner ha fatto promettere a Carlisle di vegliare sulla tua guarigione prima di dimetterti. Ha avuto modo di conoscere Edeard in queste settimane... Quello che posso dire a sua discolpa é che ha sofferto tanto. Come tutti noi, ma il senso di colpa lo ha fatto letteralemnte uscire di testa..."
"Oh Esme! É tutta colpa mia. Non dovevo accettare di sposarlo... Avrei evitato a tutti un sacco di problemi. Sono stata una stupida ingenua..."
"Non dire sciocchezze tesoro. Sei tu che hai sofferto piú di tutti, prima e ancora adesso. Sono felice di averti in famiglia Isabella, non potrei piú pensarti se non come una figlia... Edward mi ha detto che non ti ha ascoltato la notte delle nozze... Posso solo intuire cosa sia successo poi... Non voglio essere invadente... Ma se hai bisogno di parlare o di confidarti... Io sono qui. Se pensi di voler fare una visita ginecologica... Basta che tu me lo dica, ci penso io non é necessario neppure dirlo a Carlilsle se ti imbarazza..."
"Esme sei troppo buona... Ancora non me la sento di parlare di quella sera... Le cose sono andate come puoi aver intuito da sola. Comunque grazie... Di tutto... Quanto al ginecologo... Beh... mi vergogno un po' a dirtelo, ma a parte un primo momento, é stato un rapporto consenziente. Non ho dolori particolari... Non credo che abbia fatto danni ecco..." Sono di tutti i colori mentre vedo Esme rilassarsi sensibilmente "Non sai che peso mi togli dalla coscienza... Ho rischiato di uccidere mio figlio quando... Ecco quando ho creduto che ti avesse preso contro la tua volontá..."
"Voglio essere sincera con te... Ti penso come una madre... Avrei preferito che mi ascoltasse e che fosse gentile con me... Ma come al solito l' attrazione che provo per tuo figlio é cosí forte che ha vinto sulla mia stessa volontá. E me ne vergogno Esme... Se avessi avuto la forza di non cedere alle sue pressioni ora non saremmo qui. É in qualche modo anche colpa mia..."
"Non dire sciocchezze. Non hai colpa Isabella. É lui che deve imparare ad essere una persona migliore. E poi non colpevolizzarti cara... Il mondo va avanti spinto dalla forza della passione dalla notte dei tempi. C' é chi per tutta la vita cerca di provare quello che tu provi per mio figlio senza mai riiscirci... Sei solo una donna molto innamorata..."
"Grazie Esme... Peró non sono piú sicura di voler portare aventi quello che per me adesso é chiaramente un errore..."
"Quella Isabella sará una tua decisione. Qualsiasi cosa tu decida di fare saró vicino a te. Non importa che lui sia mio figlio, come donna trovo doveroso darti il mio appoggio anche se soffrirei a vederti mentre lo lasci. Credimi Isabella... Se riuscirete a superare le vostre incomprensioni sono convinta che per voi potrebbe esserci un futuro fatto di amore e felicitá."
"Vedremo Esme... Vedremo. Per ora vorrei solo avere un po' di calma e cercare di superare tutto questo. Devo ancora digerire tante cose e credo che solo il tempo potrá darmi le risposte giuste su cosa fare della mia vita. Adesso ti ringrazio, apprezzo molto la supervisione tua e di Carlisle..."
***
Il pomeriggio passa rapidamente dopo che Esme se n' é andata. La risonanza ha dato esiti positivi e domattina saró dimessa. Edward voleva rimanere la notte ma ho insistito per farlo andare a casa a riposare con la scusa che da domani avrá tutto il tempo che vuole per stare con me. Ho mentito sapendo di mentire perché ho intenzione di fare il possibile per tenerlo a distanza. Ho bisogno di pace per riflettere e la sua vicinanza continua a mandarmi in confusione. Vorrei poter andare via... Scappare, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome... Vorrei tornare a Los Angeles e prendermi il mio tempo per capire se voglio ancora dargli una possibilitá o se posso trovare un modo per vivere senza di lui. Un amore cosí grande e distruttivo é pesante da portare avanti. Mi sono resa conto sulla mia pelle che non ho la forza che credevo di avere... E non é neppure giusto impedirgli di rifarsi una vita anche se il pensiero mi distrugge... Ma non voglio pensarci adesso e chiamo l' infermiera per la mia dose serale di sonno chimico.

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