Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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venerdì 7 novembre 2014

CAPITOLO 50

"Isabella?" Rumore di passi e un bussare alla porta. Devo essermi appisolata sul pavimento del bagno. Controllo l' orologio e sono passate almento 3 ore... Cazzo!
"Isabella stai bene? Apri la porta!"
"No"
"Che cazzo vuol dire no!? Apri questa maledetta porta o giuro che la smonto e ti porto fuori a forza. Mi stai esasperando"
"Vaffanculo Edward. Buttala giú la porta, non me ne frega un cazzo. Usciró di qui quando sarai ragionevole e mi lascerai andare"
Di nuovo rumore di passi e una porta che si chiude. Dieci minuti dopo lo sento tornare "Si, per di qua grazie. La chiave deve essersi incastrata e mia moglie non riesce a uscire"
Dopo dieci minuti uno degli inservienti dell' albergo riesce a liberarmi e sono costretta a uscire e reggere il gioco per non passare da stupida.
Mi siedo sul letto con le gambe incrociate.
"Isabella adesso vai a farti quella stramaledetta doccia. Poi cambiati. Dentro a quella busta ci sono degli abiti puliti. La chiave la prendo io" e la mette in tasca.
Sbuffo e vado in bagno. Mi lavo velocemente e mi rivesto con uno dei cambi completi che mi ha comprato. Per fortuna ha pensato ad una tuta da ginnastica e dell' intimo di cotone perché é l' unica cosa che intendo indossare. Baipassando compleatamente la biancheria indecente e la camica da notte in seta che trovo frugando nella busta.
"Sul tavolo di lá c'é la cena. Non hai mamgiato niente... Non importa che mi aspetti, intanto mi faccio una doccia"
Prende il mio posto in bagno e malgrado nin voglia dargli soddisfazione ho fame... C'é un po'di tutto ma opto per un paio di sandwich di pollo.
Quando escecdal bagno non si prende la briga di coprirsi, se non per un misero asciugamano intorno alla vita. Dio dovrebbero proibire per legge di essere cosí sexy. Non riesco a togliergli gli occhi di dosso. La rabbia accumulata non ha fatto che accrescere la tensione sessuale fra noi e adesso mi chiedo cosa ho aspettato a fare fino ad adesso a farmi scopare allo sfinimento da questo pezzo d' uomo davanti a me... Da tutta questa sutuazione del cazzo potevo almeno godermi l' unico lato positivo. Mi stupisco da sola dei pensieri che mi passano in testa. Sono cosí fuori di me che potrei iniziare a camminare a testa in giú senza stupirmi. Sono seduta con le gambe penzoloni dal letto. Mi si avvicina e si siede accanto a me. Io sono giá pronta al suo assalto. Ma come al solito non faccio mai i conti col fatto che ho a che fare con Edward Cullen... Se fosse come oggi pomeriggio, se cercasse di prendermi con la forza sarei in gradi di resistergli, potrei anche assestargli un bel calcio, se proprio devo essere sincera... Ma come al solito lui gioca sleale...
Mi guarda negli occhi mentre con la mano mi accarezza la guancia. Mi fissa la bocca... Io deglutisco e non posso fare a meno di osservarlo a mia volta intensamente. Si lecca le labbra e so giá cosa seguirá... Tutte le volte lo fa come pregustare il contatto con la mia bocca. Solo per questo mi trovo con il respiro affannoso e quando finalmente lo vedo abbassare il suo viso verso al mio ho giá le labbra dischiuse. Quest' uomo bellissimo e prepotente, la mia dannazzione e la mia delizia... Mi cinge la vita e con l' altra mano mi prende il viso tirandomi a se', mentre io piego leggermente il collo per avere miglior accesso alle sue labbra. Per la prima volta giochiamo allo stesso gioco, non ho nessuna intenzione di fermarlo... Stavolta lo faccio per me, nojln per lui, voglio prendermi il piacere che mi spetta...
Lentamente gli accarezzo le braccia muscolose e ancora umide poi gli cingo il collo con le braccia e lui ne approfitta per portarmi a cavalcioni su di se', la sua erezione giá conpletamente turgida... "Lo senti cosa mi fai Isabella?" Lo ignoro e sono io a riprendere il bacio da dove lo ha interrotto, le sue mani lasciano la presa sui miei fianchi per tirare su la felpa, costringendomi ad alzare le braccia. I miei capezzoli puntano attraverso il cotone del reggiseno e lui lo nota, mentre con un braccio torna a cingermi la vita tenedomi ferma lí dove mi vuole, l'altra mano ne  abbassa la coppe esponendmi al suo sguardo. I suoi occhi sono un pozzo di desiderio mentre passandomi entrambe le braccia dietro la schiena mi fa inarcare all' indietro tirandomi per le spalle, la sua bocca scende rapidamente su uno dei miei seni iniziando a succhiare e a mordere e strappandomi un gemito. Presto rivolge la sua attenzione anche all' altro seno portando contemporanemanente una mano a massaggiarlo sensualmente "Perfetta... Sei cosí bella da sembrare irreale" e le sue mani sganciano il reggiseno che mi fa scovolare lungo le braccia. Mi abbraccia stretta portando a contatto la mia pelle sensibile con il suo petto caldo e usando il mio corpo per cercare frizione dove la sua eccitazione é sempre piú evidente. La sua bocca é sul mio collo, caldi baci umidi mescolati al calore del suo respiro sono la mia rovina... Quando mi sdraia sul letto continuando a baciarmi nell' incavo del collo non sono piú padrona dela mia volontá. Goffamente, per non interrompere il nostro contatto, inizia a far scendere dai miei fianchi insieme i pantaloni e gli slip, poi quasi sbuffando si alza in ginocchio e me li fa scivolare via dalle gambe. Il suo asciugamano é a terra e siamo tutti e due nudi ed eccitati, mi fa riaprire le gambe e si posiziona in mezzo sdraiandosi su di me. La sensazione delle sue gambe muscolose e del suo bacino che schiacciano e allargano le mie cosce e della sua asta rigida che tocca le pieghe calde e bagnate della mia intimitá é cosí nuova per me... E cosí erotica... L' altra volta la paura mi ha inpedito di gustare questi particolari, ma stavolta voglio tutto... Gli accarezzo la schiena con il palmo della mano fino ad arrivare alle natiche saggiando la consistenza della sua pelle, diversa dalla mia piú delicata, ma altrettanto liscia, in contrasto con la peluria del petto che mi solletica il seno e che lo rende cosí diverso da me e per questo cosí eccitante... Con le unghie percorro delicatamente a ritroso il percorso strappandogli un gemito. Lo sento fremere mentre con il viso è nascosto nell' incavo del mio collo e penso che stia per penetrarmi, ma ancora una volta mi sorprende sollevando il petto e guardandomi languidamente negli occhi "Stavolta tesoro mio, voglio che tu sia pronta per me... Mi voglio prendere cura del tuo corpo favoloso e quando saremo una cosa sola il tuo piacere sará pari al mio, te lo prometto". Poggiando sui gomiti per avere le mani libere inizia a toccarmi entrambe i seni, abbassa la testa e la sua lingua gioca con i mie capezzoli alternandosi fra i due lati. Poi mi accarezza il ventre e i fianchi, la sua bocca segue lo stesso tragitto fino a quando con due dita tocca la mia intimitá per poi iniziare a massaggiare il clitoride con movimenti circolari. I suoi occhi non perdono un istante di quello che sta facendo ed é evidente che gli piace quello che vede, poi con le stesse dita mi penetra e mi allarga "Se cosí bagnata e stretta... Per me... Anche tu mi vuoi Isabella... É evidente, non puoi negarmelo..." Io non ho la minima intenzione di negare proprio niente, persa come sono nel piacere che mi sta regalando e non emetto suono, ma lo guardo con la stessa intensitá con cui lui mi sta guardando e poi é un attimo, la sua bocca é sul mio sesso, inizia letteralmente a mangiarmi mentre le sue dita non si fermano portandomi rapidamente all' orgasmo. Mi sbaglio quando credo che abbia finito e continua la sua tortura alternando mani e lingua e labbra e denti portandomi un' altra volta al culmine e dimostrando con i fatti le intenzioni che ha mi ha esposto poco prima. Quando torna a sdraiarsi su di me sono liquida fra le sue braccia, e completamente arresa alla sua volontá. Mi bacia languidamente le labbra, massaggiandomi ancora il clitoride e facendomi gemere, mi morde il lobo dell' orexchio "Mia... Tutta mia" le parole alternate a baci umidi avanti e indietro lungo il mio collo "il tuo corpo vergine mi appartiene" adesso dei morsi leggeri "Nessuni potrá mai averlo perché é mio... Ora... E per sempre" Se possibile le sue parole mi infiammano ulteriormente e mi rendo conto di stare muovendo il bacino al ritmo delle sue dita su di me che non hanno mai smesso di stimolarmi. Quelle dita che adesso raccolgono la mia liquida eccitazione per poi passarla sulla punta del suo pene. Credo sia impossibile per me essere piú pronta di come sono quando sento la punta scivolare fra le mie labbra e la mia pelle tendersi nel tentativo di contenerla. Lo sento spingere... Lo sento scivolare dentro di me lentamente, centimetro dopo centimetro, l' unica resistenza data dalla tensione delle mie pareti interne che devono adattarsi alle sue notevoli dimensioni. Mi guarda negli occhi, la fronte imperlata di sudore nello sforzo che sta facendo per trattenersi e non appena coglie l' assenzo nei mie occhi con un' ultima profonda spinta é dentro completamente "Cristo Isabella sei cosí stretta". Puntellandosi con i gomiti ai lati del mio collo mi da tempo per abituarmi alla sensazione di averlo completamente dentro di me, di sentire la pelle accaldata del suo inguine fra le mie cosce. Siamo una cosa sola e questo é favoloso... Poi comincia a spingere... Si ritrae lentamente per poi affondare di nuovo con tutto il suo peso. Mi trovo quasi subito ad andargli incontro cercando la frizione di cui ho bisogno, appena si accorge della mia risposta ai suoi affondi, ne aumenta il ritmo e l'intensitá, ma non é ancora abbastanza... Gli cingo la vita con le gambe e percepisco che cosí riesce ad andare ancora piú a fondo. Lo sento rabbrividire e perdere ogni freno, le mani adesso prendono il posto dei gomiti a sostenere il suo peso mente il suo bacino afonda e affonda dentro di me, colpi secchi e decisi, il ritmo sempre piú incalzante... Mi arreggo cingendogli le spalle, i suoi occhi che non lasciano i miei nemmeno un istante, il suo sguardo cosí intenso che non riesco a sostenerlo, cosí giro la faccia di lato e chiudo gli occhi mentre il mio corpo é completamente squassato dalle sue stoccate. Il piacere sta montando rapidamente dentro di me e sento la tensione nel mio ventre salire... Sento che sto per perdere di nuovo il controllo, dalla mia bocca esxlcono gemiti sommessi "Guardami Isabella, voglio vedere i tuoi occhi mentre stai godendo, voglio vedere che ti arrendi a me, che sei mia..." Con uno sforzo immane faccio come mi dice mentre se possibile il suo ritmo cresce ancora. Lo so che anche lui é vicino, lo sento dalla foga con cui mi sta prendendo... Vuole farmi venire per prima, torna a massaggiarmi il clitoride continuando a pompare e facendo leva su un solo braccio. Completamente vinta dal piacere che mi sta regalando,dopo ancora qalche spinta poderosa vengo violentemente, le mie contrazioni che danno il via al suo orgasmo. Ancora poche spinte e sento il suo sperma caldo dentro di me, i suoi occhi chiusi nell' estasi.
Lo sento accasciarsi su di me ma é un istante. Senza uscire rotola sulla schiena portandomi sopra con le gambe a cavalcioni su di lui e il mio busto sdraiato sul suo petto. Siamo entrambe scossi e sudati, mi accarezza i capelli e la schiena mentre i nostri respiri lentamente si normalizzano.

CAPITOLO 49

Sto viaggiando nascosta sotto un telo fra due scatoloni nel bagagliaio del suv di mio marito. Ma che diavolo mi è passato per la testa... Fuggire da lui, sapevo che sarebbe stato difficile. Non mi sento più le gambe, speriamo di riuscire a correre se ce ne fosse bisogno. Ma chi voglio ingannare... Anche se riuscissi a scappare mi troverà lo stesso. Ma no, ci devo provare comunque... Ormai sono qua a 2 passi da parcheggio dell' aereoporto fra poco lui e Jasper lasceranno l'auto ed avrò poco tempo prima che Emmet venga a ritirare la macchina... Basta aspettare il momento giusto... Posso passare dietro ad un carrello dei bagagli... In qualche modo devo arrivare all' imbarco per Los Angeles. É tutto pronto per il mio arrivo, i documenti con la nuova identità provvisoria, l'incaricato che mi aspetta per consegnarmeli. Mi basterà solo un po' di tempo per chiarirmi le idee e inoltrare le pratiche del divorzio o se sono fortunata dell'annullamento Tutto andrà bene, deve andare bene, poi sarò libera e lo sarà anche Edward. Sono stata una stupida ad aver creduto che il mio amore soltanto potesse bastare, che piano piano lui si sarebbe innamorato di me soprattutto dopo il matrimonio... E invece no, l' uomo di cui mi sono innamorata perdutamente non prova niente per me se non attrazione fisica. So già che non riuscirò a dimenticarlo e lo amerò comumque e per sempre ma non posso vivere con la certezza che lui nonostante tutto mi disprezzi. Non sono riuscita a fargli vedere oltre l'apparenza e purtroppo ho perso la mia opportunità di essere felice e l'amore della mia vita perchè di una cosa sono certa: non riuscirò più a provare per nessuno quello che sento per Edward Cullen.
Dopo un tempo che mi sembra infinito la macchina si ferma. Dai rumori capisco di essere nel parcheggio dell'aereoporto. Sento aprire e chiudere gli sportelli dell' auto e dopo il silenzio. Ho il cuore che batte a mille... Ho paura a scendere, ma non ha senso rimanere qua dentro... Apro l' auto con il telecomando delle chiavi, esco e mi affretto a richiudere. Mi muovo in maniera furtiva e le mie mani sono insicure per la paura di essere scoperta. Una volta fuori indosso lo zaino con le poche cose che ho dietro e mi siedo a terra accanto alla ruota della macchina. Ho bisogno di cinque minuti per calmarmi e per massaggiarmi i muscoli indolenziti, mi servono tutti... Quando penso di essere, se non calma, almeno un po' piú lucida mi alzo e inizio ad avvicinarmi all' entrata dell' aereoporto. Cammino fra le auto, ma ormai dovrrbbero essere giá vicino al loro imbarco. Mi dirigo verso il mio e ad aspettarmi trovo la ragazza con i documenti. Ho il cappuccio della felpa sulla testa e gli occhiali da sole. Dovrei passare inosservata. Sbrigo le pratiche del check-in e aspetto che mi chiamino. La tensione si sta allentando, ormai sono vicina al successo della mia pazza idea di fuga. Sono seduta e aspetto. Cerco di non guardarmi troppo intorno per non dare nell' occhio ma ho bisogno di sapere che nessuno mi sta seguendo. Per fortuna é tutto tranquillo... Inizio a rilassarmi quando sento chiamare il mio nome fittizio dalla hostess. Lí per lí non reagisco ma poi realizzo che sono io e le porgo il biglietto. Sto camminando nel corridoio che conduce alla scaletta certa di essere ormai al sicuro quando mi sento toccare la spalla. Potrei riconoscere il suo tocco fra mille. Mentre mi giro spero di sbagliarmi ma so giá che mi sto illudendo.
"Isabella... cosa cazzo stai cercando di fare?" La voce bassa non nasconde la rabbia e taglia come un rasoio.
"Sto andando via Edward. Mi pare ovvio" Ostento una freddezza che non ho, mentre vedo con la coda dell' occhio la hostess avvicinarsi a noi "Qualche problema? Le porte stanno per chiudersi la prego di affrettarsi e lei per cortrsia si allontani. Non é autorizzato a rimanere se non deve salire su questo volo"
"La signora ci ha ripensato non parte piú!" La voce non lascia dubbi e la hostess risponde "D' accordo allora signorina, la prego di allontanarsi oppure di salire."
Mi sento afferrare per un braccio e trascinare "Lasciami..."
"Isabella smetti di fare resistenza se non vuoi fare una scenata. Per quanto me ne importa sono pronto a caricarti in spalla e portarti via di peso"
Guardo la hostess che esterrefatta sta assistedo alla scena e le sorrido per tranquillizzarla. Mio malgrado seguo mio marito "Non puoi impedirmi di andare Edward!"
"Posso e lo sto facendo. Hai molte cose da spiegarmi 'signorina'... Da quanto stai architettando tutto questo? Perché non mi hai detto che volevi andare a Los Angeles, ti avrei accompagnato, anche solo per il gusto di levarmi dalle palle tutti i tuoi guardiani..."
Come al matrimonio di Alice mi trovo a scoppiare in una risata isterica... "Certo Edeard che per essere un uomo di successo sei piuttosto poco sveglio!"
Mi trafigge con lo sguardo ma io, ormai priva di ogni controllo proseguo "Non te l'ho detto perché é proprio da te che voglio andare via..."
"E perché Isabella? Eh? Appena un mese fa mi hai giurato eterno amore. Sembravi anche piuttosto convinta. Non é cambiato niente. Anzi, sono cambiate un sacco di cose ma con la falsa della tua convalescenza prolungata non ho avuto modo di parlartene... Adesso non ti puoi piú nascondere... Adesso sei con me e non ti lasceró andare. Mi ascoletrai e farai l' amore con me perché é questo che fa una moglie... Giusto? Non sono un vecchio rincoglionito Isabella, lo hai sempre saputo e adesso credo sia il momento di prendermi cosa mi spetta di diritto. Sapere che per tutto questo tempo mi hai preso in giro mi fa incazzare a bestia, ma te ne faró pentire!"
Non riesco a trattenermi e gli tiro uno schiaffo. L' ennesimo. Come al solito quest' uomo riesce a tirare furoi il peggio di me. Mi prende il braccio con forz e lo rimette giú poi con una voce eccessivamente cortese, che in realtá nasconde una rabbia evidente, mi sussurra "Suvvia Isabella... Non si fa cosí... Non vogliamo di certo causarti un mal di testa, no?" Mi strattona e prosegue. "Adesso smettila di comportarti da bambina e seguimi"
"Ma non devi partire? E piantala di darmi ordini. Non sono una cosa Edward! Lasciami stare!"
"Ho detto a Jasper di partire da solo non appena ti ho visto. Non hai notato che i bagni sono dietro a dove eri seduta? Non volevo crederci... Ma ti riconiscerei fra un milione di persone Isabella... Ho anche telefonato a casa per evitare che tutti si preoccupassero... Non é stato carino da parte tua... Non si fa..." Il suo tono condiscendente mi sta facendo uscire dai gangheri e tento di divincolarmi, ma la sua presa di ferro sul mio braccio non molla. "Smettila, lasciami! Non ti voglio piú lo capisci? Non posso stare con un uomo che non prova niente per me. Lasciami andare!"
"Forse non hai capito che il lasciarti andare non é un opzione? Io ti voglio ancora Idabella e ti vorró finché avró fiato per resirare. Se necessario ti legheró in casa, ma ti giuro che non ti permetteró di lasciarmi" Detto questo con la mano libera mi afferra per i capelli e mi bacia a forza. Stavolta non cedo, sono troppo furiosa, mi sento frustrata, inizio a colpirlo, tanto che una guardia della sicurezza si avvicina a chiedere se ci sono problemi. "Solo un piccolo diverbio con mia moglie... Mi dispiace per il disturbo agente. Stiamo lasciando l' aereoporto in ogni caso..."
E siamo davvero fuori. Le mie speranze di fuga sono rimaste dietro a quelle porte di vetro. Sento le lacrime montare e pungere gli occhi ma non voglio dargliela vinta.
"Dove mi stai portando?"
"In albergo Isabella. Ho detto a tutti che mi hai seguito per un fuga romantica a due. Sono tutti molto felici che le cose fra noi vadano bene e che le tue condizoni fisiche ti abbiano permesso tanto. Vedi? Ho sistemato tutto. Torneremo domani a Forks, oppure lunedí oppure fra un mese... Non prima di aver chiarito ogni cosa. Anzi sai cosa ti dico? Quando torneremo a Forks sará per fare i bagagli. Ce ne torniamo a New York, sono stufo di avere sempre i cani da guardia a controllare, da ora in avanti faró a modo mio. Mi ascolterai Isabella, ti assicuro che stavolta non ci saranno scuse. Mi hai preso in giro e non mi piace. Hai giocato col fuoco, dovresti saperlo che con me non hai possibilitá di scamparla..."
Ci dirigiamo in macchina verso l' albergo in un silenzio carico di tensione. Le sue labbre sono serrate in una linea dura. Non l' ho mai visto cosí fuori di se'. Decido che non me ne importa un accidente. Che si fotta. Se vuole del sesso lo avrá, non sono in condizioni di negarglielo. Sará sempre piú forte di me. E poi vaffanculo a lui sono stanca anche io di resistere. Lo voglio e lo avró, stavolta lo faró per me, per il mio piacere, non per lui. Ma avrá solo questo... Non gli daró piú la possivilitá di spezzarmi il cuore, non se lo merita. Le sue parole ne sono l' ulterore conferma. Alla prima occasione troveró il modo di andare via... E poi lo denuncio. Perché questo é sequestro di persona cazzo!
Arriviamo all'albergo e dopo la registrazione saliamo nella suite. Sbrufone! Anche per fare lo stronzo ha bisogno di una suite. Per quanto mi riguarda potrebbe bastare anche un motel!
"Adesso tu ti fai una doccia mentre io vado a prenderti qualcosa per cambiarti. Ah non credere di scappare. Ho intenzione di chiuderti a chiave nella stanza e di dare disposizioni di impedirti di allontanarti... Diró che sei sotto l' effetto di farmaci. Con la faccia sconvolta che hai non credo che avranno problemi a credermi. Fatti trovare vestita... Oppure no, scegli tu"
Ed é fuori dalla stanza. Chiude veramente la porta a chiave... Che stronzo. Ho capito perché ha scelto la suite il bastardo... Siamo al quindicesimo piano e solo al pensiero di scendere dalle scale antincendio mi viene da vomitare. E allora sai cosa? Io mi chiudo in bagno e non esco. Prima o poi si stuferá. Nello zaino ho i miei biscotti e l' acqua. Ho il cellulare. Che si fotta!

giovedì 6 novembre 2014

Capitolo 48

Durante la settimana gli approcci di Edward si fanno piú frequenti. So benissimo di non essere in grado di resistere all' infinito e che la scusa delle emicranee lo terrá fermo ancora per poco. La voglia che ho di lui cresce con la consapevolezza che la necessitá di prendere le distanze si fa sempre piú necessaria.
Rose e Emmet si fermeranno una settimana. Per lei é troppo strapazzo fare un viaggio cosí lungo nel giro di un fine settimana. Non posso essere piú felice di cosí, avró la mia amica per me una settimana intera ed avró tempo per escogitare un piano di fuga. Perché una cosa l' ho decisa... Ho bisogno di andare via al piú presto e devo farlo quando Rose ed Emmet partiranno per tornare a New York. Alice e Jasper si uniranno a noi gli ultimi due giorni.
Non so bene come fare ma l' occasione mi si presenta da sola quando vengo a sapere che Edward e Jasper partiranno sabato mattina per un giorno Seattle dove devono incontrare una persona in merito ad un nuovo affare. Un' occasione coi fiocchi! Devo organizzarmi per fare in modo di arrivare all' aereoporto con una prenotazione per Los Angeles... Il gioco sará fatto. Ho tempo dieci giorni circa per organizzare tutto, ma ho bisogno di Jake. Ho bisogno di documenti falsi perché se dovesse controllare scoprirebbe la prenotazione a mio nome... Poi da Los Angeles potró decidere cosa fare della mia vita, potrei mandargli le carte da firmare per il divorzio... Non si aspetta che io sia in grado di fare tutto questo e devo contare sull' effetto sorpresa... Potrebbe anche decidere di raggiungermi, ma fuori dalla tana del lupo tutto sarebbe piú semplice per me... Potrei affrontarlo con piú sicurezza... Ormai sono in pieno fervore organizzativo... Non mi sento cosí viva da tanto tempo...
"Ciao Jake, tutto ok?"
"Tutto ok Bells, ci siano sentiti ieri..."
"Lo so Jake, ti chiamo per un favore personale... Ho bisogno della tua massima discrezione come l' altra volta... Posso contare su di te?"
"Cosa ha combinato?"
"Stavolta niente... Sono io che devo combinare qualcosa..."
"Bells, ci metto un secondo a partire e venire a spaccargli la faccia come sogno dalla mattima dopo il tuo matriminio... Cosa ti ha fatto?"
E cosí inizio a spiegargli tutto, cosa mi serve ecc. Quando venerdí arriva Rose ho una prenotazione di un volo per Los Angeles con un nome fasullo e una serie di documenti falsi che mi saranno recapitati in aereoporto da un ignaro incaricato. Il mio volo é all' imbarco che si trova dalla parte opposta di quello per Seattle, non sará difficile partire e passare inosservata. Almeno spero... Onestamente so bene di giocare sporco, so bene che una volta che verrá a sapere di tutto questo lavoro che ho fatto si incazzerá a bestia, ma... É proprio quello che voglio. Per una volta voglio meritarmi la sua rabbia. Voglio fargli capire che se voglio posso fare quello che mi pare e che non é sempre Edward Cullen quello a vincere. Sono sicura che non appena realizzerá che sono fuggita ci metterá poco a raggiungermi a Los Angeles... Nel frattempo mi basta anche solo un giorno per organizzarmi lá, per trovare un avvocato... Potrei perfino provare la via dell' annullamento...
Mi fa male pensare a queste cose peró davvero non posso vivere con lui, sapendo che la mia speranza di farlo innamorare di me é completamente vana. In questi giorni mai una parola, mai un accenno a quello che prova... Solo continue allusioni al fatto che sono sua, che mi vuole... Non sono una cosa cazzo! Sono una persona... Una donna che cerca amore disperatamente e che sarebbe disposta a tutto per lui... Ma dopo l' incidente ho avuto solo l' ulteriore conferma che i motivi per cui mi ha sposato continuano ad essere gli stessi, il sesso, il mio corpo, la necessitá di possedere e dominare quello che é suo. Non posso vivere con lui a queste condizioni. Prima del matrimonio avevo con me la speranza, adesso nemmeno quella...
***
"Rose! Oddio sei bellissima!"
"Grazie Bella... Ti farei vedere la mattina quando vomito, sono un fiore!"
"E dai!!! É normale... Come fai a non vedere la poesia delle cose?"
"La poesia? Ne riparleremo quando sarai tu la mattina ad aver bisogno di un esorcista..."
Ah la mia Rose... Mi é mancata un casino. Non la faró preoccupare, ho pronta una mail per tutte le persone che mi sono care che spediró appena saró arrivata a Los  Angeles. Sará Jake ad inviarle dal mio ufficio. Se nin avessi avuto lui non avrei potuto fare niente.
La settimana con Rose é praticamente perfetta. Passeggiamo insieme accompagnati da Emmet ed Edward. Perfino Emmet é piú amichevole con me e la cosa mi é nuova, ma non mi dispiace. D' altra parte preferisco avere la simpatia del marito di mia sorella che il contrario.
Usciamo un paio di volte la sera per una cena e poi il cinema e tutte le volte mi addormento... Spero di essere abbastanza in forma per la mia fuga e di non aver accellerato troppo i tempi...
Venerdí arriva e io preparo uno zaino con il minimo indispendavlbile da portare con me durante il viaggio. Le medicine, le prescrizioni del medico, un cambio, acqua e biscotti se dovrssi prendere qualcosa per il mal di testa mentre aspetto l' aereo. Preparo tutto mentre Edward lavora con Jasper nel suo ufficio. Alice e Rose sono fuori per dello shopping, io ho dovuto declinare perché Edward non si sentiva sicuro a farmi uscire senza di lui. Non ho protestato perché al massimo entro domattima saró libera e non voglio farlo agitare inutilmente. Avrá tutto il tempo da domani...
A differenza delle altre sere non vediamo nessuno dei miei amici. E passiamo la serta nell' intimitá della nistra casa. Voglio imprimermi nella memoria tutto... Voglio fingere per stasera che tutto sia bello e che noi siamo una coppia sposata da poco. So bene che dopo sará difficile rimanere in rapporti amichevoli...
"Domattina partiró all' alba Isabella. Non voglio che tu ti svegli per me quindi non é necessario che ti alzi. Tanto saró di ritorno per la sera. Non sono felice di lasciarti da sola, ma hai le tue amiche... L' affare é importante, mi piacerebbe parlarne anche con te e sapere cosa ne pensi ma non voglio fino a che non saró certo che vada in porto. Prometto che non ti faró stancare, ma mi piacerebbe iniziare a lavorare insieme... In realtá non vedo l' ora che tu sia in grado di affiancarmi alla direzione della Cullen Enterprise..."
"Oh... Non mi hai mai detto di volermi con te... Hai sempre parlato di voler gestire i miei affari..."
"Ci sono tante cose che non ti ho detto Isabella... Lo sai che dobbiamo parlare, ci sono tante cose da chiarire... Sto ancora aspettando che tu mi dia la conferma di essere pronta..."
In questo momento mi sento un po' colpevole... Non rispondo e lascio cadere la conversazione lasciando che creda quello che preferisce. Mi coglie di sorpresa quando mi tira a se' sollevandomi dal divano e poggiandomi sulle sue ginocchia
"Isabella non immagini quanto io ti desideri in questo momento... Quanto sapere che sei mia mi faccia stare bene... Ti prego permettimi di baciarti, ho bisogno di sentire il calore del tuo bellissimo corpo con le mie mani... Se dovesse essere troppo ti prometto di smettere ma se non mi lasci provare, non possiamo saperlo... Ti piaceva stare con me... Forse potrebbe essere bello anche adesso..." Faccio per parlare ma non me lo permette. Le sue bellissime labbra sono sulle mie, penso forse per l' ultima volta... Non voglio cedere ma non voglio fermarlo, in realtá non ne ho la forza. Avró tempo domani per vergognarmi della mia debolezza intanto partecipo al bacio aggrappandomi quasi disperatamente al suo collo per poi passargli le mani fra i capelli. Quasi stupito mi guarda e sorride e io potrei morire... Con delicatezza mi accarezza la guancia e si lecca le labbra "Adoro il sapore della tua bocca Isabella... Dio come mi sei mancata" e riprende il bacio dandogli profonditá, forzando la mia bocca ad aprirsi a lui in una danza che mi riporta indietro nel tempo. Non posso trattenere una lacrima che mi scende sulla guancia. Lui se ne accorge interrompendosi di nuovo "Isabella no... Non piangere... Non faró niente se non vuoi..." E mi fa appoggiare la testa sul suo petto cullandomi come se fossi una bambina. Non posso fare a meno di iniziare a singhiozzare mentre mi accarezza i capelli pensando che stia soffrendo per qualche motivo legato all' incidente... In realtá piango per quello che sto per fare... Devo rinunciare a tutto questo... Ma posso accettare questa vita solo per questi brevi momenti di dolcezza che mi concede?
La veritá é che mi sento di merda e mi approfitto del conforto che provo a rimanere fra le sue braccia.
***
La mattina verso le sei lo sento alzarsi dal letto e andare in bagno. Dopo una mezz' ora torna a vestirsi e lascia la stanza dopo avermi dato un bacio sui capelli "Ci vediamo stasera..."
Fingo di dormire e resto in ascolto. Aspetto che Jasper arrivi a suonare il campanello. Appena arriva si fermano in ufficio da Edward ne approfitto per vestirmi a razzo e a fiondarmi fuori passando dall' uscita sul restro, che é abbastanza lontana da dove sono loro. Questa é la parte piú rischiosa del piano, se per caso dovesse risalire sono fritta. Mi precipito in garage e mi sistemo nel porta bagagli del suv. Per fortuna é abbastanza spazioso e ci sono prese d'aria sufficienti per il viaggio fino all' aereoporto di Los Angeles. E poi aspetto. Aspetto di partire verso questa impresa, fortunata o ifelice solo il tempo lo potrá dire. Trattengo il fiato quando sento aprire gli sportelli della macchina. Tutti e due poggiano la ventiquattrore sui sedili dietro e poi prendono posto. Per mia fortuna la radio viene accesa e non devo preoccuparmi piú di tanto del rumore. Ho con me le chiavi di scorta per quando lasceró l' auto... Non posso certo lasciarla aperta... Prima che il veicolo si metta in moto rifletto sul fatto che adesso non mi rimane che sperare che tutto vada liscio. A tavolino sembrava tutto perfetto, adesso vedo falle nel piano ad ogni curva...

CAPITOLO 47

Per fortuna ne' io ne' lui torniamo sull' argomento. La settimana scorre via tranquilla. Esme ha preso per me un appuntamento con la sua ginecologa e andremo martedí prossimo insieme. Sará anche la mia prima uscita ufficiale in auto. Edward non é stato molto felice che abbia chiesto a sua madre di accompagnarmi, ma non ha insistito.
Il fine settimana si rivela essere uno dei momenti piú felici da un pezzo a questa parte. Io e Alice é praticamente due mesi che non ci vediamo a parte la sera prima del matrimonio... Il viaggio di nozze e poi l' incidente... Passiamo insieme tutto il fine settimana, gli uomini ci lasciano tutta la privacy di cui necessitiamo con la scusa del lavoro. Mi domando quanto ci vorrá prima che Edward debba tornare in ufficio a New York, potrei decidere di rimanere qui e magari approfittarne per prendere un aereo per Los Angeles... Lui non me lo lascerebbe fare ma se non fosse presente... Devo pensarci un po' su... Anche se dubito che mi lasci da sola... Non voglio che Esme abbia colpe e non voglio che litighi col figlio per colpa mia quindi devo agire di nascosto...
"Rose mi ha detto di dirti che il prossimo fine settimana sará da te, qualunque cosa accada."
"Non vedo l' ora di vederla Ali... Mi manca la mia roccia"
Rose non é venuta perché non si sentiva bene e vista la gravidanza ha preferito rimandare la visita. Sará qua il prossimo fine settimana. Potrebbe essere l' ideale per provare ad andarmene... Non voglio sparire per sempre... Voglio solo prendere le distanze, pensare un po'... Ho bisogno di allontanarmi da Edward e capire cosa provo ancora per lui...
"Oh Ali sono cosí felice che tu sia qua... Mi mancate... Mi manca tutto della mia vita di prima, sono cosí infelice..."
"Bella mi fa male sentirti cosí triste... Vedendo Edward cosí premuroso e dolce con te pensavo aveste chiarito tutto, che tu l' avessi perdonato..."
"Non so se riusciró a perdonarlo... Non é solo per la notte delle nozze... Non é cambiato e non cambierá mai... Doveva essere cosí prima a prescindere dal fatto che fossi vergine o meno. E invece le sue parole l' altro giorno mi hanno ferita... Ha incolpato me perché non gliel' ho detto... Quando invece gli ho parlato di divorzio mi ha fatto capire che non mi lascerá mai andare via..."
"Cristo Santo Bella! Divorzio? Quando ho saputo dell' incidente non ci ho messo molto a capife cosa fosse successo. Pensavo peró che vi foste chiariti che si fosse scusato... Pensavo che lo amassi e che non potessi fare a meno di lui ma cosí... Perché non vuole lasciarti andare?"
"Perché lui é cosí Ali... Non tollera che gli si scompongano i piani e io non voglio passare la mia vita a dover chiedere il permesso. Pensavo di essere abbastanza forte da contrastarlo, di amarlo abbastanza per tutti e due ma quello che é successo é la prova che mi sbagliavo. Io lo so che se rimango con lui non potró negarmi in eterno... E se torno a letto con lui non avró piú il coraggio di guardarmi allo specchio... Non so ancora se voglio proprio il divorzio... Ho bisogno di tempo, di stare un po' da sola a riconnetere il cervello... Voglio capire se prova qualcosa per me... Peró voglio che accerti anche le mie di condizioni stavolta... É complicato da capire lo so... Ma sento che devo farlo."
"Non é affatto complicato Bella... Basterebbe lo capisse. Hai bisgono di un po' di tempo per te. Nemmeno Jasper mi sta sempre appiccicato come fa lui, non lo sopporterei nemmeno io figurati. Sono due mesi che ti ha praticamente sequestrata!"
"É bello sapere che qualcuno mi capisce e non sono completamente pazza, almeno non ancora..."
***
Martedí mattina sono in macchina con Esme verso Port Angeles. Mi trovo affascinata ad osservare il paesaggio dal finestrino dell' auto. Mi sembra una vita fa l'ultima volta che sono stata fuori tranquilla senza Edward... Dio ho una voglia incredibile di tornare a New York, in ufficio... Ho sentito Jake regolarmente e tutto fila liscio, ma ho bisogno di vita vera, vita normale... Se riesco ad arrivare a Los Angeles giuro apro un ufficio lá come avevo detto la scorsa volta...
É bello essere fuori con Esme, sembra tutto cosí normale... Suocera e nuora fuori insieme... Come vorrei che dietro non ci fosse tutto il fardello che mi porto appresso da quando conosco Edward! Con lui niente é semplice, deve sempre trovare il modo di complicare le cose... Alle volte vorrei avere un carattere diverso, che mi permettesse di passare sopra le cose... Vorrei avere una famiglia mia e la vorrei con lui... Possibile che debba essere un despota! Eppure sarebbe bastato che fosse un po' piú gentile con me che avesse dimostrato di volermi un po' di bene... Se solo sapessi che mi ama, potrei vendere l' anima per lui... Sopporterei tutto. Ma non é capace di amare... Da dopo il matrimonio dalla sua bocca non é mai uscita una parola riguardo ai suoi sentimenti per me. Sempre e solo una questione di possesso... Sono sua e non mi vuole lasciare andare, non perché mi ama, solo per lo smacco di dover ammettere di aver perso una battaglia...
"Isabella tesoro siamo arrivate. Tutto bene? Ti ho vista pensierosa... Hai bisogno delle tue pastiglie?"
"No grazie Esme... Stavo solo riflettendo su alcune cose..."
"Buongiorno Esme! Che bello vederti. Questa sarebbe la tua deliziosa nuora, dico bene?"
"Sí lei é Isabella. Te la affido... Dopo se vuoi possiamo prendere un caffé, adesso occupati di lei"
"Allora Signora Cullen, iniziamo con la visita"
Dopo essermi rivestita la dottoressa compila la scheda e inserisce i miei dati nel suo portatile "Allora, mi diceva Esme che hai avuto un incidente e che hai preso medicinali forti... Come hai visto nessuna gravidanza fortunatamente é in corso... Con tutte le radiazioni che hai preso sarebbe stato rischioso. Credo che il ciclo tornerá a breve. Il tuo corpo sta superando lo stress e stai guadagnando peso. Non possiamo peró sapere quando ovulerai e quando avrai il prossimo ciclo, quindi ti prescriveró la pillola anticoncezionale e la terrai a portata di mano. Prenderai la prima compressa il primo giorno del prossimo ciclo, Dovrebbe anche aiutarti a regolarizzare il mestruo. Per il momento mi raccomando rapporti protetti almeno fino a quando continuerai a prendere i medicinali contro le emicranee, perché sono pericolose per il feto se presente. Non sono necessari altri esami, quelli che mi hai portato dall' ospedale sono piú che sufficienti perché possa prescriverti la pillola senza controindicazioni. Quando la inizierai fammi sapere subito se ti crea dei fastidi"
"La ringrazio dottoressa. Ehm... voglio dire la visita é andata bene... É tutto apposto?"
"Sí. Tutto ok. Tuo marito é stato il primo vero? Posso consigliarti se vuoi dei prodotti lubrificanti da utilizzare nei prossimi rapporti se hai provato fastidi"
"No nessun fastidio... Credo sia solo un problema di dimensioni..."
"É possibile... Comunque con un po' di pazienza vedrai che i fastidi passeranno. Adesso direi di chiamare Esme e andare tutte a pranzo che dici?"
"Credo sia un' ottima idea!"
***
Il viaggio di ritorno dormo tutto il tenpo. Sono esausta e devo prendere una pastiglia appena entro in macchina. Prima di partire ci siamo fermate in farmacia e adesso la confezione di pillole anticoncezionali sono nella mia borsa in attesa di fare il loro lavoro.
Mi sveglio quando mi sento sollevare dal sedile dell' auto dalle braccia forti di mio marito "Ehi bellissima... Fatto un buon sonno?"
"Ha dormito per tutto il tempo. Ha dovuto prendere un analgesico appena siamo partite... Accompagnala a letto Edward. Io vado a casa cosí puó riposare"
Sono ancora un po' stordita dal viaggio e dai postumi del sonno, quindi mi accoccolo sul petto di mio marito e mi lascio stendere sul letto docilmente. Lui non se ne va e il suo petto mi fa da cuscino.
"Allora Isabella, cosa ti ha detto il medico?"
"Che é tutto ok... Appena mi tornerá il ciclo posso iniziare la pillola"
"Non é necessario lo sai... Quindi... Non ti ho fatto del male... Sí insomma... La notte delle nozze..."
"No Edward... Niente danni fisici..."
"Perfetto" Sto giá per scostarmi irritata dal fatto che abbia bisogno di questa notizia per avere la coscienza apposto, senza considerare che il danno piú grosso l' ha fatto al mio cuore, quando fa qualcosa di totalmente inaspettato. Sento le sue labbra sulle mie, ma questa volta il bacio non si ferma ad un leggero sfioramento di labbra... Lo sento che mi vuole, sento la sua lingua tentare le mie labbra e mi trovo a rispondere al bacio timidamente, come se il mio corpo agognasse con tutto se stesso questo contatto intimo, come se volesse tornare a casa dopo un lungo viaggio. E questo bacio dura un eternitá... Edward non si spinge oltre, mi tiene stretta a se' mentre le nostre lingue si accarezzano dolcemente. Potrei vivere per momenti come questi... Quando riesco a sentirlo vicino e a credere quasi che provi qualcosa per me. Potrei piangere di gioia se sapessi che dietro a questo bacio si nascondesse amore... Poi mi ricordo che Edward non mi ama, sta solo saggiando il terreno per vdere fino a dove puó arrivare e mi ritraggo. "Sono molto stanca Edward..."
"Va bene tesoro... Dormi adesso... Mi sei mancata... Non immagini quanto..."

mercoledì 5 novembre 2014

CAPITOLO 46

Il rientro a casa alla fine é meno peggio di quanto pensassi. Tornare al cottage mi ha portato alla mente ricordi dolorosi del matrimono, ma anche sensazioni positive dei momenti trascorsi insieme, prima che le cose precipitassero. Lana é un toccasana per il mio umore, mi fa da ombra e non mi lascia mai. Come promesso Carlisle viene tutti i giorni mattina e sera e mi visita, Esme spesso é con lui, altre volte viene da sola e sta tutto il pomeriggio. Ho ripreso a mangiare regolarmente e tutti si assicurano che faccia pasti nutrienti e equilibrati. Non ho ancora riguadagnato tutto il peso perso all' ospedale, ma dopo due settimane di 'cura Esme' ho un aspetto molto piú sano e ho ripreso colore. Continuo a soffrire di forti emicranee piú volte al giorno e mi dá fastidio la luce... Poco male perché a Forks piove sempre... Stamani Banner é venuto a visitarmi di persona a casa e ha acconsentito a farmi alzare dal letto per qualche ora, per uscire all' aria aperta. Ho bisogno di fare un po' di moto per ristabilirmi completamente e fa bene al mio umore. Quindi da domani sono in programma delle passeggiate con Lana. Edward é stato categorico nel volermi accompagnare perché se dovesse succedere qualcosa é forte abbastanza per sostenermi o trasportarmi. Devo dire che sono molto colpita dal fatto che abbia tenuto fede alla sua promessa. Si sta comportando in maniera irreprensibile. É dolce, premuroso, attento. Mi riempie di complimenti... Ah, se fosse stato cosí prima... Adesso non posso comunque che essere diffidente e stare sulla difensiva, in attesa che la sua vera natura esca di nuovo allo scoperto. Credo che al momento che saró dichiarata uffucialmente guarita tornerá ad essere l'Edward che conosco e voglio rimandare il piú possibile, voglio essere sicura di poter reggere stavolta... Si sbaglia dai propri errori e io non voglio ripetere i miei, soprattutto conoscendo quanto mi senta debole di fronte a quello che provo per lui. La sua improvvisa dolcezza non mi aiuta...
Nin ha mai tentato nessun tipo di approccio fisico. Un po' perché la presenza dei suoi genitori e le mie emicranee non gli hanno dato la possibilitá, ma anche perché sta seguendo alla lettera la legge imposta dal Dottor Banner. Il massimo che si é concesso sono state dolci carezze sulle guance e baci leggeri a fior di labbra. Non mi ha mai dato motivo di credere finora di volere di piú anche se conoscendolo so bene che si sta trattenendo. La sua natura passionale lo stará facendo penare. Non é successo niente, almeno fino ad ora e sono quasi tre settimane.
Rifletto su queste cose mentre camminiamo con Lana. Il percorso é abbastanza breve e in piano. Fra breve toreneremo indietro, riesco a gestire bene un' ora al massimo a passo lento ed é giá mezz' ora buona che camminiamo.
"Fermiamoci un po' Isabella... mi sembri affaticata. Approfittiamone per mangiare i panini che ha preparato mia madre..."
"D' accordo."
Mi siedo sulla radice di un' albero e stiro i muscoli indolenzoti. Ancora devo recuperare la forma fisica di prima dell' incidente, ma queste passeggiate mi stanno aiutando molto. Ho notato che hanno avuto giovamento anche le mie povere tempie perché le emicranee sono sensibilmente diminuite, anche se mi sono guardata bene dal farne parola con qualcuno. Per ora sto bene cosí, in questo limbo e questa tregua con Edward. Come sarebbe bello fosse cosí fra noi...
"Dovremo chiedere a Benner di farti altri esami. A quest' ora la tua convalescenza dovrebbe essere a fine ma le tue emicranee non stanno diminuendo..."
"Il dottore ha detto che é normale, ognuno ha i suoi tempi di ripresa..."
"Il fatto é Isabella che vorrei indietro mia moglie... Ho tante cose da dirti... Ma ho sempre paura di farti stare male..."
Sapevo che prima o poi sarebbe successo... Non posso piú rimandare. Sia io che lui abbiamo bisogno di parlarci. Dio fa che non me ne debba pentire...
"Non che fino a poco tempo fa per te fosse un problema Edward..."
"Isabella... Sono cambiate cosí tante cose, io sono cambiato... Ho bisogno di parlarti per chiederti scusa di tutto..."
"Edward io non credo che sia cambiato niente... Ti stai comportando bene perché sono malata, quanto tempo ci vorrá prima che tu mi ferisca di nuovo o che questo nuovo Edward torni ad essere quello di sempre? Non si puó stravolgere la propria natura"
"Isabella... Credo che dobbiamo parlare di tante cose noi due... A partire dal fatto che sei arrivata a me vergine... Perché non me lo hai detto?"
"Come se non avessi provato..."
"Dovevi obbligarmi ad ascoltare..."
"Ah e cosí adesso sarebbe colpa mia Edward?" Mi rendo conto di essermi alzata e di stare urlando... "Eri ubriaco Edward! Non so se l'hai notato ma sei il doppio di me, come cazzo pensi che avrei potuto obbligarti!?"
"Non dico quella sera... Hai avuto mesi..."
"Sai una cosa Edwsrd? All' inizio volevo dirtelo, ma poi ho pensato che preferivo sapere se tenevi piú me o al mio imene integro del cazzo e ho fatto bene perché adesso che sai che ero vergine, allora ti interessa quello che penso. Sempre legato alle apparenze eh Edwardd? Ora che sai che Marcus non mi ha sposato per il sesso, a differenza tua, allora sono degna di essere una Cullen? Non te n' é mai fregato un cazzo di come mi sentivo io! Hai sempre pensato a te stesso! Non crederti migliore di me Edward perché non lo sei. Se mi avessi amato prima ti sarebbe bastata la mia parola o la mia persona per come credevi che fosse. Se tu avessi amato me a prescindere, adesso non saremmo qua a prenderci in giro"
"Isabella... Non puoi negare di avermi desiderato anche tu... Anche la notte delle nozze... Non all' inizio, ma poi..."
"Sai cosa ti dico? Vaffanculo Edward! La notte del matrimonio sei stato un bruto, mi hai fatto male. Sognavo che ti saresti preso cura di me, che saresti stato dolce e attento come sempre a letto e invece no, eri cosí ubriaco che nemmeno ti saresti accorto se sotto di te ci fosse stata un' altra donna. Credi che serberó nel cuore un ricordo romantico del mio matrimonio? Volevo regalarti tutta me stessa perché ti amo Edward, a dispetto del fatto di sapere benissimo che il sentimento é a senso unico, pensavo che il mio amore bastasse, che piano piano mi avresti voluto bene... E invece non basta a un cazzo, perché ora vieni qui a rinfacciarmi che ci sono stata ... Lo sai benissimo che se ho una debolezza quella sei tu e l'amore che provo per te... Anche volendo non riuscirei mai a dirti di no e questa é la mia dannazione. Complimenti! Per rinfacciarmelo adesso, per discolparti del fatto di avermi ferita in ogni modo possibile" Detto questo faccio per andare via ma un violento giramento di testa mi fa cadere a terra. Lo sento sollevarmi e poi é il buio.
***
Mi sveglio nel nostro letto ancora vestita. Sento la voce di Carlisle e di Edward, sembra che stiano litigando e mi metto in ascolto.
"Edward... Come te lo devo dire che non la devi fare agitare?!"
"Papá stavamo solo parlando... Poi ha iniziato ad alterarsi..."
"Cosa le hai detto per farla infuriare cosí allora"
"Paralvamo della notte del matrimonio..."
"Non abbiamo mai parlato di questo Edward... Non so cosa le hai fatto per farla scappare cosí, ma posso solo immaginare quanto possa essere doloroso per lei ricordare quella notte e tutte le consequenze che ne sono derivate. Abbiamo rischiato di perderla Edward!"
"Papá... Io e Isabella abbiamo bisogno di parlare... la notte delle nozze c' é stato un fraintendimento da parte mia... Io... non sapevo che il matrimonio con Marcus non era stato consumato papá... Ho sempre dato per scontato tutto... Devo chiarirmi con lei perché ne va del nostro matrimonio... Piú il tempo passa e peggio é la sento sempre piú distante..."
"Edward io davvero non ti capisco... Come puoi aver sposato una donna che nemmeno conosci? Com' é possibile che tu non sapessi che era vergine?! Quando sei diventato cosí insensibile... Mi sembra che l' esempio che ti ho dato con tua madre sia piú che sufficiente... Devi amare la tua donna non comandarla Edward... Inizia a rispettarla... Mi stupisce perfino doverti dire queste cose... Dovresti farla visitare da un ginecologo... Potresti averle fatto del male... Sei tanto piú grande di lei... Non é detto, ma per precauzione io vorrei un parere di un medico. Decidete insieme o preferisci che le parli io?"
"Papá credo sia una questione privata..."
"No non lo é. Isabella é a casa sulla mia parola di non farla affaticare. Se vengo a sapere che l' hai fatta affaticare ancora la faccio trasferire da noi e non si discute!"
Ecco... E adesso lo sa anche Carlisle... Che situazione... Mi metto istintivamente le mani nei capelli.
"Ehi tesoro sei sveglia? Ti ho sentito muovere..."
"Sí sono sveglia..."
"Ho una bella notizia Isabella... Jasper mi ha detto che questo fine settimana Alice verrá con lui a Forks. Non ha potuto dissuaderla... Spero ti faccia piacere. Avevo pensato di chiederti se volevi invitare anche Rose... Penso che ti farebbe bene essere circondata dalle persone che ami..."
"Grazie Edward... Mi farebbe piacere."
"Allora é deciso. Dopo chiamo Jasper e lo faccio organizzare."
"Ehm... Edwatd... Ti ho sentito parlare con tuo padre... Vorrei vedere un ginecologo"
"Pensi di averne bisogno per colpa mia?"
"No... Non é questo... Credo che tu possa stare tranquillo, da quel punto di vista non credo ci siano danni. Voglio soltato essere sicura... Sí insomma di non essere incinta. Ho perso molto peso, il ciclo é saltato... Con tutte le radiazioni che ho preso... Potrebbero esserci dei problemi... Sono certa di non esserlo, ma meglio vedere un dottore, cosí posso farmi prescrivere la pillola..."
"Non ne hai bisogno Isabella, non ti sto praticamente toccando..."
"Lo so, ma vorrei essere preparata se un guiono tu decidessi che sei stufo di aspettare..."
"Se ti preoccupa il fatto che non riesca a comportarmi da persona civile allora sbagli di grosso... Ti voglio Isabella, lo sai benissimo. Ma non metteri mai a repentaglio la tua salute. Guarda cos' é successo solamente parlando. Carlisle mi ucciderebbe... E poi non voglio che tu prenda la pillola..."
"Nelle mie condizioni Edward... Non posso pensare di avere un figlio... E poi... Preferisco non averlo se devo lasciartelo..."
"Cosa stai dicendo Isabella?"
"Il contratto Edward... Siamo in una situazione precaria noi due... Ho avuto modo di pensare tanto e... Ci sono tante cose che mi frullano in testa, come a te penso. Credi di volermi ancora? Ma se poi invece non fosse cosí, se volessi il divorzio? Se fossi io a voler andarmene? Ho firmato e terrei fede al contratto quindi preferisco non avere figli..."
Lo vedo scurirsi in volto ed avvicinarsi. Non ho paura, questa é una reazuone che conosco, lo posso fronteggare.
"Io non voglio il divorzio e tu non andrai da nessuna parte. Non si discute. Non voglio farti agitare, ma mettiti in testa che ora che mi hai sposato sei mia e non ti lasceró andare. Mai." Ed esce dalla stanza. Ecco... Forse ho sbagliato a mettergli la pulce nell' orecchio... Mannaggia a me e la mia bocca... Non volevo neppure affrontare l'argomento... Ormai il danno é fatto e comunque se non mi ci porta lui lo chiedo ad Esme. Voglio la pillola e voglio evitare di avere altri motivi per essere legata a lui... Sono giá nei casini cosí come sto adesso...