Disclaimer: I don't own the characters. Story for fun only.

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giovedì 6 novembre 2014

CAPITOLO 47

Per fortuna ne' io ne' lui torniamo sull' argomento. La settimana scorre via tranquilla. Esme ha preso per me un appuntamento con la sua ginecologa e andremo martedí prossimo insieme. Sará anche la mia prima uscita ufficiale in auto. Edward non é stato molto felice che abbia chiesto a sua madre di accompagnarmi, ma non ha insistito.
Il fine settimana si rivela essere uno dei momenti piú felici da un pezzo a questa parte. Io e Alice é praticamente due mesi che non ci vediamo a parte la sera prima del matrimonio... Il viaggio di nozze e poi l' incidente... Passiamo insieme tutto il fine settimana, gli uomini ci lasciano tutta la privacy di cui necessitiamo con la scusa del lavoro. Mi domando quanto ci vorrá prima che Edward debba tornare in ufficio a New York, potrei decidere di rimanere qui e magari approfittarne per prendere un aereo per Los Angeles... Lui non me lo lascerebbe fare ma se non fosse presente... Devo pensarci un po' su... Anche se dubito che mi lasci da sola... Non voglio che Esme abbia colpe e non voglio che litighi col figlio per colpa mia quindi devo agire di nascosto...
"Rose mi ha detto di dirti che il prossimo fine settimana sará da te, qualunque cosa accada."
"Non vedo l' ora di vederla Ali... Mi manca la mia roccia"
Rose non é venuta perché non si sentiva bene e vista la gravidanza ha preferito rimandare la visita. Sará qua il prossimo fine settimana. Potrebbe essere l' ideale per provare ad andarmene... Non voglio sparire per sempre... Voglio solo prendere le distanze, pensare un po'... Ho bisogno di allontanarmi da Edward e capire cosa provo ancora per lui...
"Oh Ali sono cosí felice che tu sia qua... Mi mancate... Mi manca tutto della mia vita di prima, sono cosí infelice..."
"Bella mi fa male sentirti cosí triste... Vedendo Edward cosí premuroso e dolce con te pensavo aveste chiarito tutto, che tu l' avessi perdonato..."
"Non so se riusciró a perdonarlo... Non é solo per la notte delle nozze... Non é cambiato e non cambierá mai... Doveva essere cosí prima a prescindere dal fatto che fossi vergine o meno. E invece le sue parole l' altro giorno mi hanno ferita... Ha incolpato me perché non gliel' ho detto... Quando invece gli ho parlato di divorzio mi ha fatto capire che non mi lascerá mai andare via..."
"Cristo Santo Bella! Divorzio? Quando ho saputo dell' incidente non ci ho messo molto a capife cosa fosse successo. Pensavo peró che vi foste chiariti che si fosse scusato... Pensavo che lo amassi e che non potessi fare a meno di lui ma cosí... Perché non vuole lasciarti andare?"
"Perché lui é cosí Ali... Non tollera che gli si scompongano i piani e io non voglio passare la mia vita a dover chiedere il permesso. Pensavo di essere abbastanza forte da contrastarlo, di amarlo abbastanza per tutti e due ma quello che é successo é la prova che mi sbagliavo. Io lo so che se rimango con lui non potró negarmi in eterno... E se torno a letto con lui non avró piú il coraggio di guardarmi allo specchio... Non so ancora se voglio proprio il divorzio... Ho bisogno di tempo, di stare un po' da sola a riconnetere il cervello... Voglio capire se prova qualcosa per me... Peró voglio che accerti anche le mie di condizioni stavolta... É complicato da capire lo so... Ma sento che devo farlo."
"Non é affatto complicato Bella... Basterebbe lo capisse. Hai bisgono di un po' di tempo per te. Nemmeno Jasper mi sta sempre appiccicato come fa lui, non lo sopporterei nemmeno io figurati. Sono due mesi che ti ha praticamente sequestrata!"
"É bello sapere che qualcuno mi capisce e non sono completamente pazza, almeno non ancora..."
***
Martedí mattina sono in macchina con Esme verso Port Angeles. Mi trovo affascinata ad osservare il paesaggio dal finestrino dell' auto. Mi sembra una vita fa l'ultima volta che sono stata fuori tranquilla senza Edward... Dio ho una voglia incredibile di tornare a New York, in ufficio... Ho sentito Jake regolarmente e tutto fila liscio, ma ho bisogno di vita vera, vita normale... Se riesco ad arrivare a Los Angeles giuro apro un ufficio lá come avevo detto la scorsa volta...
É bello essere fuori con Esme, sembra tutto cosí normale... Suocera e nuora fuori insieme... Come vorrei che dietro non ci fosse tutto il fardello che mi porto appresso da quando conosco Edward! Con lui niente é semplice, deve sempre trovare il modo di complicare le cose... Alle volte vorrei avere un carattere diverso, che mi permettesse di passare sopra le cose... Vorrei avere una famiglia mia e la vorrei con lui... Possibile che debba essere un despota! Eppure sarebbe bastato che fosse un po' piú gentile con me che avesse dimostrato di volermi un po' di bene... Se solo sapessi che mi ama, potrei vendere l' anima per lui... Sopporterei tutto. Ma non é capace di amare... Da dopo il matrimonio dalla sua bocca non é mai uscita una parola riguardo ai suoi sentimenti per me. Sempre e solo una questione di possesso... Sono sua e non mi vuole lasciare andare, non perché mi ama, solo per lo smacco di dover ammettere di aver perso una battaglia...
"Isabella tesoro siamo arrivate. Tutto bene? Ti ho vista pensierosa... Hai bisogno delle tue pastiglie?"
"No grazie Esme... Stavo solo riflettendo su alcune cose..."
"Buongiorno Esme! Che bello vederti. Questa sarebbe la tua deliziosa nuora, dico bene?"
"Sí lei é Isabella. Te la affido... Dopo se vuoi possiamo prendere un caffé, adesso occupati di lei"
"Allora Signora Cullen, iniziamo con la visita"
Dopo essermi rivestita la dottoressa compila la scheda e inserisce i miei dati nel suo portatile "Allora, mi diceva Esme che hai avuto un incidente e che hai preso medicinali forti... Come hai visto nessuna gravidanza fortunatamente é in corso... Con tutte le radiazioni che hai preso sarebbe stato rischioso. Credo che il ciclo tornerá a breve. Il tuo corpo sta superando lo stress e stai guadagnando peso. Non possiamo peró sapere quando ovulerai e quando avrai il prossimo ciclo, quindi ti prescriveró la pillola anticoncezionale e la terrai a portata di mano. Prenderai la prima compressa il primo giorno del prossimo ciclo, Dovrebbe anche aiutarti a regolarizzare il mestruo. Per il momento mi raccomando rapporti protetti almeno fino a quando continuerai a prendere i medicinali contro le emicranee, perché sono pericolose per il feto se presente. Non sono necessari altri esami, quelli che mi hai portato dall' ospedale sono piú che sufficienti perché possa prescriverti la pillola senza controindicazioni. Quando la inizierai fammi sapere subito se ti crea dei fastidi"
"La ringrazio dottoressa. Ehm... voglio dire la visita é andata bene... É tutto apposto?"
"Sí. Tutto ok. Tuo marito é stato il primo vero? Posso consigliarti se vuoi dei prodotti lubrificanti da utilizzare nei prossimi rapporti se hai provato fastidi"
"No nessun fastidio... Credo sia solo un problema di dimensioni..."
"É possibile... Comunque con un po' di pazienza vedrai che i fastidi passeranno. Adesso direi di chiamare Esme e andare tutte a pranzo che dici?"
"Credo sia un' ottima idea!"
***
Il viaggio di ritorno dormo tutto il tenpo. Sono esausta e devo prendere una pastiglia appena entro in macchina. Prima di partire ci siamo fermate in farmacia e adesso la confezione di pillole anticoncezionali sono nella mia borsa in attesa di fare il loro lavoro.
Mi sveglio quando mi sento sollevare dal sedile dell' auto dalle braccia forti di mio marito "Ehi bellissima... Fatto un buon sonno?"
"Ha dormito per tutto il tempo. Ha dovuto prendere un analgesico appena siamo partite... Accompagnala a letto Edward. Io vado a casa cosí puó riposare"
Sono ancora un po' stordita dal viaggio e dai postumi del sonno, quindi mi accoccolo sul petto di mio marito e mi lascio stendere sul letto docilmente. Lui non se ne va e il suo petto mi fa da cuscino.
"Allora Isabella, cosa ti ha detto il medico?"
"Che é tutto ok... Appena mi tornerá il ciclo posso iniziare la pillola"
"Non é necessario lo sai... Quindi... Non ti ho fatto del male... Sí insomma... La notte delle nozze..."
"No Edward... Niente danni fisici..."
"Perfetto" Sto giá per scostarmi irritata dal fatto che abbia bisogno di questa notizia per avere la coscienza apposto, senza considerare che il danno piú grosso l' ha fatto al mio cuore, quando fa qualcosa di totalmente inaspettato. Sento le sue labbra sulle mie, ma questa volta il bacio non si ferma ad un leggero sfioramento di labbra... Lo sento che mi vuole, sento la sua lingua tentare le mie labbra e mi trovo a rispondere al bacio timidamente, come se il mio corpo agognasse con tutto se stesso questo contatto intimo, come se volesse tornare a casa dopo un lungo viaggio. E questo bacio dura un eternitá... Edward non si spinge oltre, mi tiene stretta a se' mentre le nostre lingue si accarezzano dolcemente. Potrei vivere per momenti come questi... Quando riesco a sentirlo vicino e a credere quasi che provi qualcosa per me. Potrei piangere di gioia se sapessi che dietro a questo bacio si nascondesse amore... Poi mi ricordo che Edward non mi ama, sta solo saggiando il terreno per vdere fino a dove puó arrivare e mi ritraggo. "Sono molto stanca Edward..."
"Va bene tesoro... Dormi adesso... Mi sei mancata... Non immagini quanto..."

mercoledì 5 novembre 2014

CAPITOLO 46

Il rientro a casa alla fine é meno peggio di quanto pensassi. Tornare al cottage mi ha portato alla mente ricordi dolorosi del matrimono, ma anche sensazioni positive dei momenti trascorsi insieme, prima che le cose precipitassero. Lana é un toccasana per il mio umore, mi fa da ombra e non mi lascia mai. Come promesso Carlisle viene tutti i giorni mattina e sera e mi visita, Esme spesso é con lui, altre volte viene da sola e sta tutto il pomeriggio. Ho ripreso a mangiare regolarmente e tutti si assicurano che faccia pasti nutrienti e equilibrati. Non ho ancora riguadagnato tutto il peso perso all' ospedale, ma dopo due settimane di 'cura Esme' ho un aspetto molto piú sano e ho ripreso colore. Continuo a soffrire di forti emicranee piú volte al giorno e mi dá fastidio la luce... Poco male perché a Forks piove sempre... Stamani Banner é venuto a visitarmi di persona a casa e ha acconsentito a farmi alzare dal letto per qualche ora, per uscire all' aria aperta. Ho bisogno di fare un po' di moto per ristabilirmi completamente e fa bene al mio umore. Quindi da domani sono in programma delle passeggiate con Lana. Edward é stato categorico nel volermi accompagnare perché se dovesse succedere qualcosa é forte abbastanza per sostenermi o trasportarmi. Devo dire che sono molto colpita dal fatto che abbia tenuto fede alla sua promessa. Si sta comportando in maniera irreprensibile. É dolce, premuroso, attento. Mi riempie di complimenti... Ah, se fosse stato cosí prima... Adesso non posso comunque che essere diffidente e stare sulla difensiva, in attesa che la sua vera natura esca di nuovo allo scoperto. Credo che al momento che saró dichiarata uffucialmente guarita tornerá ad essere l'Edward che conosco e voglio rimandare il piú possibile, voglio essere sicura di poter reggere stavolta... Si sbaglia dai propri errori e io non voglio ripetere i miei, soprattutto conoscendo quanto mi senta debole di fronte a quello che provo per lui. La sua improvvisa dolcezza non mi aiuta...
Nin ha mai tentato nessun tipo di approccio fisico. Un po' perché la presenza dei suoi genitori e le mie emicranee non gli hanno dato la possibilitá, ma anche perché sta seguendo alla lettera la legge imposta dal Dottor Banner. Il massimo che si é concesso sono state dolci carezze sulle guance e baci leggeri a fior di labbra. Non mi ha mai dato motivo di credere finora di volere di piú anche se conoscendolo so bene che si sta trattenendo. La sua natura passionale lo stará facendo penare. Non é successo niente, almeno fino ad ora e sono quasi tre settimane.
Rifletto su queste cose mentre camminiamo con Lana. Il percorso é abbastanza breve e in piano. Fra breve toreneremo indietro, riesco a gestire bene un' ora al massimo a passo lento ed é giá mezz' ora buona che camminiamo.
"Fermiamoci un po' Isabella... mi sembri affaticata. Approfittiamone per mangiare i panini che ha preparato mia madre..."
"D' accordo."
Mi siedo sulla radice di un' albero e stiro i muscoli indolenzoti. Ancora devo recuperare la forma fisica di prima dell' incidente, ma queste passeggiate mi stanno aiutando molto. Ho notato che hanno avuto giovamento anche le mie povere tempie perché le emicranee sono sensibilmente diminuite, anche se mi sono guardata bene dal farne parola con qualcuno. Per ora sto bene cosí, in questo limbo e questa tregua con Edward. Come sarebbe bello fosse cosí fra noi...
"Dovremo chiedere a Benner di farti altri esami. A quest' ora la tua convalescenza dovrebbe essere a fine ma le tue emicranee non stanno diminuendo..."
"Il dottore ha detto che é normale, ognuno ha i suoi tempi di ripresa..."
"Il fatto é Isabella che vorrei indietro mia moglie... Ho tante cose da dirti... Ma ho sempre paura di farti stare male..."
Sapevo che prima o poi sarebbe successo... Non posso piú rimandare. Sia io che lui abbiamo bisogno di parlarci. Dio fa che non me ne debba pentire...
"Non che fino a poco tempo fa per te fosse un problema Edward..."
"Isabella... Sono cambiate cosí tante cose, io sono cambiato... Ho bisogno di parlarti per chiederti scusa di tutto..."
"Edward io non credo che sia cambiato niente... Ti stai comportando bene perché sono malata, quanto tempo ci vorrá prima che tu mi ferisca di nuovo o che questo nuovo Edward torni ad essere quello di sempre? Non si puó stravolgere la propria natura"
"Isabella... Credo che dobbiamo parlare di tante cose noi due... A partire dal fatto che sei arrivata a me vergine... Perché non me lo hai detto?"
"Come se non avessi provato..."
"Dovevi obbligarmi ad ascoltare..."
"Ah e cosí adesso sarebbe colpa mia Edward?" Mi rendo conto di essermi alzata e di stare urlando... "Eri ubriaco Edward! Non so se l'hai notato ma sei il doppio di me, come cazzo pensi che avrei potuto obbligarti!?"
"Non dico quella sera... Hai avuto mesi..."
"Sai una cosa Edwsrd? All' inizio volevo dirtelo, ma poi ho pensato che preferivo sapere se tenevi piú me o al mio imene integro del cazzo e ho fatto bene perché adesso che sai che ero vergine, allora ti interessa quello che penso. Sempre legato alle apparenze eh Edwardd? Ora che sai che Marcus non mi ha sposato per il sesso, a differenza tua, allora sono degna di essere una Cullen? Non te n' é mai fregato un cazzo di come mi sentivo io! Hai sempre pensato a te stesso! Non crederti migliore di me Edward perché non lo sei. Se mi avessi amato prima ti sarebbe bastata la mia parola o la mia persona per come credevi che fosse. Se tu avessi amato me a prescindere, adesso non saremmo qua a prenderci in giro"
"Isabella... Non puoi negare di avermi desiderato anche tu... Anche la notte delle nozze... Non all' inizio, ma poi..."
"Sai cosa ti dico? Vaffanculo Edward! La notte del matrimonio sei stato un bruto, mi hai fatto male. Sognavo che ti saresti preso cura di me, che saresti stato dolce e attento come sempre a letto e invece no, eri cosí ubriaco che nemmeno ti saresti accorto se sotto di te ci fosse stata un' altra donna. Credi che serberó nel cuore un ricordo romantico del mio matrimonio? Volevo regalarti tutta me stessa perché ti amo Edward, a dispetto del fatto di sapere benissimo che il sentimento é a senso unico, pensavo che il mio amore bastasse, che piano piano mi avresti voluto bene... E invece non basta a un cazzo, perché ora vieni qui a rinfacciarmi che ci sono stata ... Lo sai benissimo che se ho una debolezza quella sei tu e l'amore che provo per te... Anche volendo non riuscirei mai a dirti di no e questa é la mia dannazione. Complimenti! Per rinfacciarmelo adesso, per discolparti del fatto di avermi ferita in ogni modo possibile" Detto questo faccio per andare via ma un violento giramento di testa mi fa cadere a terra. Lo sento sollevarmi e poi é il buio.
***
Mi sveglio nel nostro letto ancora vestita. Sento la voce di Carlisle e di Edward, sembra che stiano litigando e mi metto in ascolto.
"Edward... Come te lo devo dire che non la devi fare agitare?!"
"Papá stavamo solo parlando... Poi ha iniziato ad alterarsi..."
"Cosa le hai detto per farla infuriare cosí allora"
"Paralvamo della notte del matrimonio..."
"Non abbiamo mai parlato di questo Edward... Non so cosa le hai fatto per farla scappare cosí, ma posso solo immaginare quanto possa essere doloroso per lei ricordare quella notte e tutte le consequenze che ne sono derivate. Abbiamo rischiato di perderla Edward!"
"Papá... Io e Isabella abbiamo bisogno di parlare... la notte delle nozze c' é stato un fraintendimento da parte mia... Io... non sapevo che il matrimonio con Marcus non era stato consumato papá... Ho sempre dato per scontato tutto... Devo chiarirmi con lei perché ne va del nostro matrimonio... Piú il tempo passa e peggio é la sento sempre piú distante..."
"Edward io davvero non ti capisco... Come puoi aver sposato una donna che nemmeno conosci? Com' é possibile che tu non sapessi che era vergine?! Quando sei diventato cosí insensibile... Mi sembra che l' esempio che ti ho dato con tua madre sia piú che sufficiente... Devi amare la tua donna non comandarla Edward... Inizia a rispettarla... Mi stupisce perfino doverti dire queste cose... Dovresti farla visitare da un ginecologo... Potresti averle fatto del male... Sei tanto piú grande di lei... Non é detto, ma per precauzione io vorrei un parere di un medico. Decidete insieme o preferisci che le parli io?"
"Papá credo sia una questione privata..."
"No non lo é. Isabella é a casa sulla mia parola di non farla affaticare. Se vengo a sapere che l' hai fatta affaticare ancora la faccio trasferire da noi e non si discute!"
Ecco... E adesso lo sa anche Carlisle... Che situazione... Mi metto istintivamente le mani nei capelli.
"Ehi tesoro sei sveglia? Ti ho sentito muovere..."
"Sí sono sveglia..."
"Ho una bella notizia Isabella... Jasper mi ha detto che questo fine settimana Alice verrá con lui a Forks. Non ha potuto dissuaderla... Spero ti faccia piacere. Avevo pensato di chiederti se volevi invitare anche Rose... Penso che ti farebbe bene essere circondata dalle persone che ami..."
"Grazie Edward... Mi farebbe piacere."
"Allora é deciso. Dopo chiamo Jasper e lo faccio organizzare."
"Ehm... Edwatd... Ti ho sentito parlare con tuo padre... Vorrei vedere un ginecologo"
"Pensi di averne bisogno per colpa mia?"
"No... Non é questo... Credo che tu possa stare tranquillo, da quel punto di vista non credo ci siano danni. Voglio soltato essere sicura... Sí insomma di non essere incinta. Ho perso molto peso, il ciclo é saltato... Con tutte le radiazioni che ho preso... Potrebbero esserci dei problemi... Sono certa di non esserlo, ma meglio vedere un dottore, cosí posso farmi prescrivere la pillola..."
"Non ne hai bisogno Isabella, non ti sto praticamente toccando..."
"Lo so, ma vorrei essere preparata se un guiono tu decidessi che sei stufo di aspettare..."
"Se ti preoccupa il fatto che non riesca a comportarmi da persona civile allora sbagli di grosso... Ti voglio Isabella, lo sai benissimo. Ma non metteri mai a repentaglio la tua salute. Guarda cos' é successo solamente parlando. Carlisle mi ucciderebbe... E poi non voglio che tu prenda la pillola..."
"Nelle mie condizioni Edward... Non posso pensare di avere un figlio... E poi... Preferisco non averlo se devo lasciartelo..."
"Cosa stai dicendo Isabella?"
"Il contratto Edward... Siamo in una situazione precaria noi due... Ho avuto modo di pensare tanto e... Ci sono tante cose che mi frullano in testa, come a te penso. Credi di volermi ancora? Ma se poi invece non fosse cosí, se volessi il divorzio? Se fossi io a voler andarmene? Ho firmato e terrei fede al contratto quindi preferisco non avere figli..."
Lo vedo scurirsi in volto ed avvicinarsi. Non ho paura, questa é una reazuone che conosco, lo posso fronteggare.
"Io non voglio il divorzio e tu non andrai da nessuna parte. Non si discute. Non voglio farti agitare, ma mettiti in testa che ora che mi hai sposato sei mia e non ti lasceró andare. Mai." Ed esce dalla stanza. Ecco... Forse ho sbagliato a mettergli la pulce nell' orecchio... Mannaggia a me e la mia bocca... Non volevo neppure affrontare l'argomento... Ormai il danno é fatto e comunque se non mi ci porta lui lo chiedo ad Esme. Voglio la pillola e voglio evitare di avere altri motivi per essere legata a lui... Sono giá nei casini cosí come sto adesso...

martedì 4 novembre 2014

CAPITOLO 45

E la mattina di mercoledí arriva. Ovviamente non aspetta l' ora del passo e alle 9 Edward si presenta nella mia camera. In mano un delicato bouquet di fuori bianchi. Fingo di dormire nella penombra della stanza.
"Buongiorno Isabella. Mi ha detto Banner che eri sveglia..."
Senza aprire gli occhi "Sono molto stanca Edward... Non era necessario ti precipitassi qua cosí presto..."
"Non riesco a starti lontano comunque... Mi ha detto Banner che stamani ti portaranno del cibo solido, posso aiutarti a mangiare..."
Mi sembra di vivere una vita parallela. Non sono neppure sicura di stare sognando...
"Ci soni le infermiere per questo... Non occorre che tu perda altro tempo Edward... Perché non vai in ufficio?"
"Isabella non credere che non mi sia accorto che tenti di liberarti di me... Jasper si sta occupando della societá. Io sono completamente libero per occuparmi di te. Torneró in ufficio quando starai meglio, intanto lavoro dal portatile."
Ok quindi non mi posso liberare di lui ma non ho voglia della sua compagnia... Troppe cose a cui pensare... Dopo il matrimonio pensavo che tutto sarebbe andato al suo posto ma in reantá é molto peggio di prima. Quanto mancherá prima che butti la maschera da finto pentito e ricominci a tormentarmi o provi a portarmi a letto... Oddio... solo il pensiero mi fa rabbrividire. Non é che mio marito mi piaccia meno o non mi attragga, ma sono ancora traumatizzata... Forse lo saró sempre...
Per fortuna il Dr Banner mi salva in calcio d'angolo "Buongiorni Sig. Cullen. Ci sono buone notizie. Piú tardi faremo una risonanza e se tutto va bene come credo domani sua moglie potrá tornare a casa. Ció non significa che potrá fare vita normale. Dovrá stare ad assoluto riposo, soffrirá di forti emicranee e pertanto le ore di sonno saranno molte. Le prescriveró dei sedativi e degli antidolorifici da usare al bisogno ma ho bisogno della sua parola che non sará sottoposta a nessun tipo di stress... Andró diritto al punto Sig. Cullen: nessuna pressione, non voglio sapere che le sta addosso e la costringe a conversazioni che sua moglie non vuole affrontare, nessun strapazzo fisico, le do il divieto assoluto di toccare sua moglie e nessuna attivitá sessuale é consentita. Quando si sará ripresa completamente, e saró io a giudicare quando, potrete prendervi per i capelli e potrete fare la lotta nel fango ma fino ad allora lei stará buono, sará calmo e condiscendente perché sennó la ricovero di nuovo e non sto scherzando. Mi sono messo d' accordo con Carlisle che tutti i giorni due volte al giorno verrá a visitarla e si accerterá che tutto vada come deve. Ho imparato a conoscerla Sig. Cullen... Non mi fido... A proposito Isabella... come va la tua emicranea? Se puoi aspettare dopo aver mangiato qualcosa? Vorrei provare a darti il medicinale per bocca, se lo stomaco lo tollera."
"Sono un po' intontita e il dolore per ora é sopportabile, posso aspettare..."
"D' accordo allora ti mando l' infermiera per aiutare a lavarti e poi ti faccio mandare la colazione. Non aspettarti niente di che... Un the e delle fette biscottate con marmellata..."
"Andranno benissimo dottore, la ringrazio!"
Appena Banner se ne va Edward sembra pensieroso "Non ti farai lavare da me vero?"
"Prferirei di no..."
"Comunque sappi che l' ho fatto mentre dormivi... Per favore... Ti voglio aiutare in qualche modo..."
"Ti prometto che mi faró aiutare con la colazione..."
"D' accordo... Il dottore ha appena detto che devo comportarmi bene... Comunque Isabella ho bisogno di parlarti... Aspetteró se hai male alla testa e ti prometto che non faró nulla per farti arrabbiare... Ma ho bisogno di chiarire alcune cose..."
"Edward... tutto quello che é successo é per me ancora molto doloroso da ricordare. Non ti nego che anche la tua presenza qui, in questo momento, é difficile per me da tollerare... Ma non ho ne' voglia ne' la forza di contrastarti adesso... Ti prometto che parleremo. Se hai dei ripensamenti sul matrimonio stesso non sará un problema per me concederti il divorzio... Capisco bene se pensi sia stato un errore, ne sono convinta anche io..."
"No! Assolutamente Isabella. Togliti dalla testa che ti libererai di me. Sei e resterai mia moglie. É fuori discussione..."
Lo vedo che sta per pedere il controllo, ma per fortuna arriva l' infermiera che mi accompagna in bagno con la carrozzina"
***
Per tutta la colazione si comporta normalmente ma io sono a disagio. Vorrei davvero porre fine a questa situazione... Non ha senso per nessuno... É un dato di fatto che non smetteró mai di desiderarlo perché purtroppo nessuno é perfetto, ma non posso pensare di dividere con lui la mia vita. Ho giocato le mie carte ed ho perso e le ferite che ho riportato nel mio cuore dubito che possano guarire come ha fatto il mio corpo.
Fortunatamente Banner mi porta l' analgesico che presto mi fa addormentare.
Quando mi sveglio lui é ancora qua, siede sulla poltrona intento a lavorare al pc nella penombra della stanza. Mi perdo ad osservarlo. Tutto sommato non posso biasimarmi completamente per essermi innamorata di lui, é di una bellezza devastante anche adesso che si concentra sullo schermo. Le sue bellissime mani passano a tormentare i capelli ribelli che so essere cosí morbidi da toccare. Mi vengono in mente quelle stesse mani su di me e non riesco a trattenere un brivido. La veritá é che sono completamente in suo potere e l' unica possibilitá per non farmi del male per me é stargli lontano. Sono stata un' ingenua a credere che la prova della mia innocenza sarebbe bastata a farlo cambiare, sará sempre lui quello a condurre i giochi e io saró sempre quella che si lecca le ferite. Posso scusare il mio comportamento solo perché é giustificato dal fatto che ero e sono una giovane donna innamorata... Purtroppo per me dell' uomo sbagliato, mi consola il fatto che non sono la prima e non saró l' ultima... E allora decido che la mia convalescenza durerá un bel po', cercheró di chiarirmi le idee tenendolo a distanza. Lo pregheró di tornare a lavoro... Forse le cose sono ancora troppo eecenti, forse il tempo aiuterá entrambe.
"Edwrad... Sono sveglia. Se hai bisogno puoi accendere la luce, solo ti prego apri le tende lentamente cosí posso abituarmi un po' alla volta"
"Ok ma se preferisci posso rimanere in penombra, ho appena finito con Jasper... Mi dispiace solo di non poterti vedere chiaramente... Mi sei mancata Isabella, mi é mancato il tuo bellissimo sorriso e morivo dalla voglia di vedere i tuoi occhi aperti. Sei stupenda anche in quell' orrendo camice... Ho bisogno di averti con me tesoro mio, rivoglio la mia donna piena di spirito pronta a farmi la guerra... Ma ti prometto che saró paziente e un marito esemplare per il resto dei miei giorni se necessario"
"Edward non promettere cose che non puoi mantenere per favore"
"Te lo giuro Isabella. Puoi non crdermi adesso ma sono un uomo diverso... Questi giorni in ospedale mi hanno profondamente segnato. Te lo dimostreró Isabella... Mi guadagneró di nuovo la tua fiducia..."
"Come vuoi Edward... Non ha comunque senso sencondo me..."
Sta per ribattere ma ancora una volta la porta si apre e dietro a un mazzo di fiori enorme vedo il dolce viso di Esme, sorridente e felice.
"Cara come stai oggi?"
"Esme! Grazie di essere venuta! Ora sto bene. Ho dormito un po' per via dell' antidolorifico ma per ora non ho dolore. Tu piuttosto ti sei riposata?"
"Sono cosí felice che tu sia sveglia tesoro che poche ore di sonno sono state sufficienti! Edward caro ti ho portato il pranzo. Vai pure a mangiare mentre sto io con Isabella"
"Posso restare..."
"Ho bisogno di parlare con lei figliolo... Non ci metteremo molto" Cosí suo malgrado esce, ovviamente sbuffando.
"Allora come si é comportato mio figlio, ti ha fatto agitare?"
"No a dire il vero mi sembra molto calmo. Troppo per essere reale..."
"Ho il compito di fare il cane da guardia... Banner ha fatto promettere a Carlisle di vegliare sulla tua guarigione prima di dimetterti. Ha avuto modo di conoscere Edeard in queste settimane... Quello che posso dire a sua discolpa é che ha sofferto tanto. Come tutti noi, ma il senso di colpa lo ha fatto letteralemnte uscire di testa..."
"Oh Esme! É tutta colpa mia. Non dovevo accettare di sposarlo... Avrei evitato a tutti un sacco di problemi. Sono stata una stupida ingenua..."
"Non dire sciocchezze tesoro. Sei tu che hai sofferto piú di tutti, prima e ancora adesso. Sono felice di averti in famiglia Isabella, non potrei piú pensarti se non come una figlia... Edward mi ha detto che non ti ha ascoltato la notte delle nozze... Posso solo intuire cosa sia successo poi... Non voglio essere invadente... Ma se hai bisogno di parlare o di confidarti... Io sono qui. Se pensi di voler fare una visita ginecologica... Basta che tu me lo dica, ci penso io non é necessario neppure dirlo a Carlilsle se ti imbarazza..."
"Esme sei troppo buona... Ancora non me la sento di parlare di quella sera... Le cose sono andate come puoi aver intuito da sola. Comunque grazie... Di tutto... Quanto al ginecologo... Beh... mi vergogno un po' a dirtelo, ma a parte un primo momento, é stato un rapporto consenziente. Non ho dolori particolari... Non credo che abbia fatto danni ecco..." Sono di tutti i colori mentre vedo Esme rilassarsi sensibilmente "Non sai che peso mi togli dalla coscienza... Ho rischiato di uccidere mio figlio quando... Ecco quando ho creduto che ti avesse preso contro la tua volontá..."
"Voglio essere sincera con te... Ti penso come una madre... Avrei preferito che mi ascoltasse e che fosse gentile con me... Ma come al solito l' attrazione che provo per tuo figlio é cosí forte che ha vinto sulla mia stessa volontá. E me ne vergogno Esme... Se avessi avuto la forza di non cedere alle sue pressioni ora non saremmo qui. É in qualche modo anche colpa mia..."
"Non dire sciocchezze. Non hai colpa Isabella. É lui che deve imparare ad essere una persona migliore. E poi non colpevolizzarti cara... Il mondo va avanti spinto dalla forza della passione dalla notte dei tempi. C' é chi per tutta la vita cerca di provare quello che tu provi per mio figlio senza mai riiscirci... Sei solo una donna molto innamorata..."
"Grazie Esme... Peró non sono piú sicura di voler portare aventi quello che per me adesso é chiaramente un errore..."
"Quella Isabella sará una tua decisione. Qualsiasi cosa tu decida di fare saró vicino a te. Non importa che lui sia mio figlio, come donna trovo doveroso darti il mio appoggio anche se soffrirei a vederti mentre lo lasci. Credimi Isabella... Se riuscirete a superare le vostre incomprensioni sono convinta che per voi potrebbe esserci un futuro fatto di amore e felicitá."
"Vedremo Esme... Vedremo. Per ora vorrei solo avere un po' di calma e cercare di superare tutto questo. Devo ancora digerire tante cose e credo che solo il tempo potrá darmi le risposte giuste su cosa fare della mia vita. Adesso ti ringrazio, apprezzo molto la supervisione tua e di Carlisle..."
***
Il pomeriggio passa rapidamente dopo che Esme se n' é andata. La risonanza ha dato esiti positivi e domattina saró dimessa. Edward voleva rimanere la notte ma ho insistito per farlo andare a casa a riposare con la scusa che da domani avrá tutto il tempo che vuole per stare con me. Ho mentito sapendo di mentire perché ho intenzione di fare il possibile per tenerlo a distanza. Ho bisogno di pace per riflettere e la sua vicinanza continua a mandarmi in confusione. Vorrei poter andare via... Scappare, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome... Vorrei tornare a Los Angeles e prendermi il mio tempo per capire se voglio ancora dargli una possibilitá o se posso trovare un modo per vivere senza di lui. Un amore cosí grande e distruttivo é pesante da portare avanti. Mi sono resa conto sulla mia pelle che non ho la forza che credevo di avere... E non é neppure giusto impedirgli di rifarsi una vita anche se il pensiero mi distrugge... Ma non voglio pensarci adesso e chiamo l' infermiera per la mia dose serale di sonno chimico.

CAPITOLO 44

EPOV - LE SETTIMANE IN OSPEDALE
I giorni si susseguono, tutti uguali. Io non lascio mai l'ospedale e dormo sulla poltrona in camera di Isabella. Mia madre ogni tanto insiste che torni a casa almeno a dormire e si offre di stare con Isabella, ma puntualmente declino. Allora mi porta ogni giorno un cambio insieme al cibo e sta con lei nei dieci minuti che impiego per fare una doccia nel bagno privato della stanza. Non mi rado dal matrimonio e sembro un barbone. Lo faró quando ne avró voglia, adesso é l' ultimo dei miei pensieri.
Tutti gli altri sono tornati a New York, Jasper si tiene in contatto con me per fini strettamente lavorativi e lavoro dal portatile che mi sono fatto mandare. Le informazioni le chiede a mio padre... Per ora non sono nella posizione di pretendere di piú. Non ho piú visto ne' sentito di Emmet e Rose ma presuppongo che anche loro abbiano chi li informa. Non dubito che Jake stia lavorando al suo meglio per Isabella ma non ho notizie neppure di lui. Mi hanno fatto il vuoto intorno e me lo merito. Solo mia madre, fedele alle sue parole, mi sta vicina con mio padre. Con lui non ho parlato. Non posso perdere anche il suo appoggio. Forse mia madre gli ha raccontato, ma anche se fosse non lo dá a vedere. É freddo, non é il caro vecchio Carlisle, ma é presente e grazie al suo rapporto con Banner ha ottenuto che nessuno mi abbia ancora buttato fuori. Sto facendo sudare il personale. Lo so che non dovrei... Ma quando la portano via per gli esami mi manca il respiro... Penso di stare diventando matto, se giá non lo ero... Mi sento lontano anni luce da ció che ero prima, tutta la scala dei miei valori é completamente sovvertita. Non so neppure cosa avevo in testa prima... A stento riesco a capire me stesso e non posso pretendere che lo facciano gli altri. Mio nonno ha provato a venire in ospedale a parlarmi dopo che ho rifiutato tutte le sue chiamate, ma non l'ho fatto avvicinare. Non mi interessa cosa deve dirmi, ci penseró quando avró risolto i problemi importanti. Ormai lo sento completamente estraneo alla mia vita. Non lo incolpo per come mi sono comportato. É vero che ha sempre avuto una grande influenza su di me, ma se non fossi stato terreno fertile per far attecchire il seme del suo modo di vedere le cose, poco avrebbe potuto. La colpa é mia. Sono io che mi sono lasciato trascinare e mi sono lasciato irretire e sono io che devo fare ammenda, per tutto. Con i miei genitori, con Isabella e tutte le persone che ho ferito negli anni. Sará impossibile contenere completamente il mio carattere passionale e la mia tempra, ma faró il possibile perché ció non mi porti a fare del male alle persone che amo. Se potró ancora guardarmi allo specchio lo devo solo ad Isabella... Anche se decidesse di non volermi piú saró un uomo migliore per lei, perché la sua sofferenza non sia stata inutile. Se fossi stato solo un po' meno presuntuoso e pieno di me forse avrri potuto cambiare lo stesso col tempo ed evitare a tutti tanta sofferenza, ma ormai quello che é stato non puó essere cambiato e posso solo ripartire da dove sono ora.
L' unica cosa che mi manda avanti per il momento é la certezza che le condizioni cliniche di mia moglie stanno migliorando. Sono passate due settimane e la febbre é scomparsa. Ieri le hanno fatto una radiografia ai polmoni e sono puliti. Adesso respira bene da sola. Le ferite e i graffi sono guariti e i punti sono stati tolti. Ho voluto per forza aiutare le infermiere a lavarla sostenendola mentre la pulivano e le cambiavano gli abiti, anche se si tratta solo degli slip e del camice ospedaliero. Venerdí le hanno fatto una tac alla testa e sembra che non ci siano state fratture. L' ematoma é quasi completamente riassorbito e domani dovrebbero farle una risonanza megnetica per escludere ogni danno. La certezza l' avremo solo quando si sveglierá, per ora é sempre in coma farmacologico e non sopporto piú di vederla immobile. É dimagrita molto e ha un colore grigiastro... la alimentano via flebo ma non é abbastanza...
***
"Oggi faremo la risonanza magnetica... Mi raccomando signor Cullen... Si comporti bene con le infermiere... Se tutto ve bene domani penso di poterla togliere dal coma farmacologico, ma prina vediamo gli esami. Ok? Pensa di poter collaborare?"
Il Dottor Banner mi parla come farebbe ad un bambino capriccioso ed in fondo non gli ho dato modo di pensare altrimenti di me.
"D' accordo" e mantengo la promessa anche se mentre é via mi sento morire. L' esame sembra durare un' eternitá ma alla fine la riportano da me. Nessun segno di Banner e mi sento sopraffare dalla frustrazione. Dopo almeno due ore vedo entrare mio padre.
"Sono stato con il dottore fino ad ora. Abbiamo valutato insieme i risultati della risonanza e chiesto anche un consulto telematico ad uno specialista rinomato di Chicago, per questo c'é voluto un po'  Ho voluto il meglio Edward..."
"Grazie papá ma allora, che notizie ci sono?"
"É tutto apposto Edward. Apparentemente non ci sono lesioni al tessuto celebrale e domani la toglieranno dal coma. Non é finita peró Edward... non voglio frenare la tua gioia ma devi avere ancora molta pazienza... Non é detto che si sveglierá subito" ma questo basta a risollevare la mia giornata. Decido di radermi, se Isabella si dovesse svegliare voglio sembrare in forma... Mi sento emozionato come un bambino. Non vedo l' ora di iniziare a farmi perdonare...
***
Giovedí sera sono quasi due giorni che dovrebbe essere sveglia e io sono giá in preda al panico. Non é successo assolutamente niente. Non si é svegliata. Le ho parlato, mi sono avvicinato... l' unica cosa che ho ottenuto é di farla agirare nel letto e fare allarmare i medici perché il battito cardiaco sembrava impazzire. Sembra terrorizzata... L' unica cosa che mi consola é che lo fa anche quando si avvicina Banner... sta calma solo con le infermiere...
Sabato sono al limite della pazzia.
"Perché cazzo non si sveglia!!! Fate qualcosa!!!"
"Signor Cullen... Possiamo solo aspettare. Sembra che le manchi la volontá di svegliarsi... Ci vuole pazienza..."
La mia frustrazione é ai limiti di guardia e Domenica mi trovo piú volte a tentare di abbracciarla solo per vedere la sua reazione e tentare di squoterla. Banner non mi ha buttato fuori solo per rispetto a mio padre. Nemmeno mia madre riesce a farmi ragionare. Lunedí notte sono una larva... Per la seconda volta mi trovo in ginocchio con la testa sul letto a singhiozzare e mi faccio pena. Non mi basta la forza per sopportare tutto questo, senza la garanzia di sapere quando finirá. Le mie parole si mescolano ai miei pensieri mentre tento disperatamente di scuoterla dal torpore in cui si é rifugiata.
"Isabella..." il mio é un grido disperato...
"Dannazione Isabella svegliati..." angelo mio torna da me...
"Ti prego Isabella... Ho bisogno di te... Non posso vivere senza di te... Ti prego"
Ho bisogno di te per essere un uomo, tu mi rendi una persona migliore...
"Sono uno stupido Isabella... Se quando ti sveglierai vorrai prendermi a schiaffi, te lo lascerò fare... Me lo merito, ma ti prego svegliati..."
Sono cambiato amore mio non ti faró piú del male, ti dimostreró di meritare il tuo amore...
"Ti prego Isabella. Ti amo... torna da me..."
É la prima volta che lo dico a voce alta e la veritá di quello che provo per lei mi si palesa ancora piú forte davanti agli occhi.
Continuo a piangere avendo perso ogni contegno, sento che la speranza mi sta abbandonando... Sento di averla persa proprio adesso che sono riuscito ad ammettere i miei sentimenti a voce alta.
"Edward" sento la voce poco piú forte di un soffio e penso di aver sognato. La guardo ancora immobile nel letto ma una timida luce si accende nella mia testa, non posso mollare adesso...
"Isabella. Rispondimi Isabella. Ti prego non andare via di nuovo rimani con me!"
E poi accade... La vedo aprire gli occhi e sbatterli per abituarsi alla luce. É incredibilmente bella, anche sdraiata in questo letto di ospedale. Forse lo é ancora piú di prima adesso che riesco a vedere oltre l'apparenza delle cose, ora che riesco a capire la bellezza della sua anima.
"Dove sono Edward? Sono andata fuori poi non ricordo..."
"Sei caduta Isabella... Poi..."
Ma la voce del medico che entra nella stanza lo interrompe. "D' accordo Signor Cullen ora ha visto che sua moglie ha ripreso conoscenza e la invito pertanto a lasciare la stanza una buona volta"
"Non credo proprio dottore, ho bisogno di parlare con mia moglie"
"Sig. Cullen, quello di cui sua moglie ha bisogno adesso è di calma e tranqillità e soprattutto di un medico che la visiti. Per favore non mi costringa a farla allontanare"
"Isabella sarò qua fuori. Appena il dottore mi darà il permesso tornerò da te"
"No... Ti prego vai... Hai bisogno di una doccia e di una notte di sonno..."
"Una notte... Poi tornerò da te. Te lo prometto tesoro... Non sarai sola comunque... La mamma e gli altri non aspettano altro che vederti".
Mi distrugge lasciarla... Ma la gioia che mi porto dentro non conosce limiti. Incrocio mia madre che mi guarda con fare interrogativo ed in mano la busta con la mia colazione.
"Si é svegliata mamma... Mi ha chiesto di andare a casa a dormire e lo sto facendo per lei... Per favore non lasciarla sola"
Mia madre si porta una mano alla bocca e spalanca gli occhi. Si appoggia al muro perché la felicitá l'ha scossa dal profondo. Riprende l' equilibrio e in un attimo siamo abbracciati e sta piangendo sulla mia spalla.
"Andrá tutto bene Edward... me lo sento. Dio che gioia... Ma ora vai e non pensare a niente, saró con lei finché non tornerai"
Ed inizia a correre verso la stanza dimenticandosi anche di lasciarmi il sacchetto col cibo. Tanto le serivrá... Io posso sempre fermarmi al bar, non sento piú nemeno la stanchezza. Un passo l' abbiamo fatto, adesso devo solo sperare nel suo perdono.

domenica 2 novembre 2014

CAPITOLO 43

EPOV - VIOLENTE REAZIONI
La porta dello studio di Banner si apre e mi aspetto di vedere un' infermiera, ma é mia madre che si affaccia alla porta con gli occhi rossi e il viso triste e stanco. Si avvicina e prende posto nella sedia vicino alla mia.
"Il dottor Banner mi ha detto che possiamo usare il suo ufficio per ora. Ci vorrá ancora un po' e credo sia doveroso che tu mi dia delle spiegazioni nel frattempo. Voglio capire come mai mi sembra di non conoscere piú mio figlio e come mai ti sei comportato da aguzzino con Isabella, invece di amarla e onorarla come giusto ieri hai promesso davanti a Dio e a tutte le persone che ti sono care. Fai in modo che la spiegazione si fondata perché non accetto scuse Edward. Sono molto delusa e amareggiata..."
"Mamma io... Credo di aver commesso uno sbaglio dietro l' altro... Ho fatto un casino..."
"Sí questo é evidente Edward. É sotto gli occhi di tutti. Saró franca con te. Come tutti, tranne te a quanto pare, mi sono affezionata molto a Isabella e non ti nascondo che saró dalla sua parte qualunque decisione prenderá. É una donna eccezionale, dolce, gentile, é innociente come una bambina ed é impossibile non amarla. Voglio capire cosa ti ha spinto a comportarti cosí, da animale, completamente cieco davanti all' evidenza."
"Cosa vuoi che ti dica..."
"Innanzi tutto cosa le hai fatto per farla scappare cosí".
"É un argomento delicato mamma, non credo di essere in grado di parlarne con te..."
"Edward... Io so tutto. Lo so da prima del matrimonio perché me lo ha raccontanto ma credo di averlo saputo da sempre, dal momento che l' ho vista... Dimmi che l' hai ascoltata la notte delle nozze... Dimmi che non hai fatto niente di cui io come madre debba vergognarmi di non averti insegnato..."
Non riesco a risponderle e a guardarla negli occhi e la vedo rabbrividire.
"Edward! Non credo di poterti dire fino a che punto mi senta delusa da te in questo momento... Tante volte ho maledetto la tua propensione a stare con quel vecchio balordo di tuo nonno e ad ascoltare le sue eresie... Non credevo che ti avesse corrotto fino a questo punto! Fino a farti perdere di vista la realtá tanto da violentare una donna, che per di piú é tua moglie, e calpestare i suoi sentimenti cosí, in nome di ideali insulsi e inutili, solo ed esclusivamente perché vuoi che tutto vada sempre come decidi tu. Non posso tollerarlo! Ma sono lieta di una cosa, almeno gli ho impedito di rovinare il tuo matrimonio" non ho mai visto Esme cosí fuori di se'.
"Mamma lui non é venuto. E poi ho preso le mie distanze da lui giá da tempo e senza l' intervento di nessuno..."
"Non é venuto perché gli ho parlato. Anzi gli ho intimato di non presentarsi altrimenti lo avrei ucciso con le mie mani. Mi ha privato di mio figlio per troppo tempo... Il fatto che tu abbia allontanato la sua cattiva influenza é quello che mi dá la speranza adesso che ci sia ancora qualcosa da salvare in te, che dietro a tutta la merda che hai prodotto ci sia ancora la persona che ho cresciuto. Per questo adesso voglio darti la possibilitá di spiegarmi le tue ragioni e se saranno credibili ti prometto che proveró a perdonarti. Spero lo possa fare anche Isabella, perché so quanto ti ama e starti lontano sarebbbe piú difficile che lasciarti".
E cosí, con il cuore in mano, le racconto tutto, quello che era nella mia testa e che ha mosso le mie azioni fino adesso. Quando finisco il suo sguardo é sempre molto triste...
"Figliolo... Razionalmemte riesco a capire le tue motivazioni per come me le hai spiegate dal tuo punto di vista. Non condivido ovviamente il tuo comportamento che trovo presuntuoso e stupido, ma ognuno ha la sua natura... Quello che é certo é che dovrai imparare a ragonare di piú sulle cose in futuro, ad essere meno impulsivo e inpmarare ad ascoltare gli altri senza giungere a conclusioni affrettate. Devi imparare a controllare la tua tempra e la tua indole passionale perché anche se non é possibile sradicare la propria natura é anche vero che si puó crecare di migliorare, soprattutto per le persone che amiamo. Ma non credo che le tue spiegazioni sarebbero abbastanza se fossi Isabella... Dovrai impegnarti per tentare di riparare ai danni che hai fatto e per convincerla di poter essere un uomo migliore. Intanto peró concentriamoci sulla sua guarigione... "
"Dio... Non posso nemmeno pensare di perderla... Sono stato cosí sciocco... Avevo l' oro fra le mani e me ne sono accorto tardi... Spero di avere la possibilitá di farmi perdonare."
"Te lo auguro figliolo... Questa conversazione rimarrá fra noi. Non diró niente neppure a tuo padre, spetta a te parlarci se vuoi...".
***
Mia madre esce lasciandomi solo con i miei tormenti. Lascio passare un' altra mezz' ora poi decido di tornare dagli altri. Preferisco essere preso a cazzotti che rimamere qua da solo a tormantarmi. Mi merito tutto quello che mi arriverá... Rifletto sul fatto che non so nemmeno che ore sono. Deve essere passata l' ora di pranzo da un pezzo perché fuori inizia a fare buio...
Sono ancora tutti seduti dove li ho lasciati con sguardi preoccupati. Appena mi avvicino vedo venirmi incontro un incazzatissima Rose, me lo aspettavo. Mi spintona e inizia ad inveire contro di me.
"Tu brutto pezzo di merda cosa le hai fatto?"
Le prendo le mani e le impedisco di colpirmi
"Lo so Rose é tutta colpa mia... Sono un coglione... Ti giuro che mi sento uno schifo... Non si ripeterá..."
"Eh certo! Non sappiamo nemmeno se si riprenderá é ovvio brutto stronzo... É tutta colpa tua... Tu... e le tue manie, il tuo atteggiamento del cazzo!"
Adesso ha ripreso a colpirmi e le lacrime che ha trattenuto fino ad ora le corrono lungo il viso "Non mi sei mai piaciuto! Non ti meriti Isabella! Lei é troppo buona e il suo animo é troppo puro per te! L'hai quasi uccisa!!! Prega il Dio che si risvegli e non abbia subito danni perché ti giuro che maledirai il giorno in cui le hai messo gli occhi addosso! Brutto pervertito del cazzo!" La vedo respirare con l' affanno e il viso é di uno strano colore. Ad un certo punto la vedo barcollare e la sostengo mentre ancora grida "É mia sorella cazzo!" E sviene. Emmet allarmato si avvicina e me la toglie di dosso "Senti non so cosa tu abbia fatto a Isabella ma prega che tutto si risolva. Rose nel suo stato non puó sopportare questo stress e se succede qualcosa al bambino giuro ti ammazzo con le mie mani" Il tono é calmo, ma deciso e, per quanto conosca Emmet come un bravo ragazzo, non ho dubbio a credergli e fa paura. Possibile? Non sapevo niente, Isabella non me lo ha detto... Riesco a fare del male a ogni persona che ho intorno anche se non voglio...
Mi si avvicina Jasper, Alice é come in stato catatonico. "Non so cosa ha spinto Isabella a fuggire da te ma posso immaginarlo. Sono qui per Alice. Non ho parole per dirti quanto ti disprezzo in questo momento... Ti meriteresti tutto il male del mondo. Spero che questo ti serva di lezione, anche se purtroppo é Isabella a farne le spese." Poi gira i tacchi e torna da Alice che si fa ancora piú piccola sulle sue ginocchia.
Arriva mio padre "Vieni Edward Isabella é in stanza." Cosí lo seguo. Francamente neppure un po' scosso dalla predica appena ricevuta. Nella mia testa solo lei e l' angoscia di perderla.
"Jake é tornato a New York ieri sera. Voleva venire qua ma l'ho convinto a rimanere per gestire la societá di Isabella. Gli ho detto di farlo per lei... Perché quando si sveglierá gliene sará grata. Mi sono impegnato a tenerlo aggiornato perché non vuole parlarti"
"D' accordo, posso capirlo"
"Dovrresti mettere in condizione Jasper di fare lo stesso per te. Non sei nella posizione di seguire tua moglie e gestire una grande azienda. Non sei lucido Edward..."
"Credo sia giusto. Ma per favore papá parla tu con Jasper. Non credo voglia avere a che fare con me."
E cosí entro nella stanza e la vedo... É tutta gonfia... tubicini che l' aiutano a respirare e le forniscono i medicinali necessari a guarire. Ha la testa fasciata... "Dio Isabella perdonami..." E mi inginocchio accanto a lei, le prendo una mano e me la porto alla fronte, é bollente, deve avere la febbre alta... E cosí mi lascio andare alla disperazione, piango tutte le lacrime che ho trattenuto da stamani, furioso con me stesso perché é tutta colpa mia... Volevo tutto e a modo mio e adesso non ho niente... Io che ho sempre avuto tutto sotto controllo sono costretto a chiedere aiuto a mio cugino, che mi detesta, per la mia azienda per cui ho tanto lottato e che ora come ora per me non vuol dire niente. Il mio mondo é su questo letto di ospedale, la sua mano sulla mia guancia. Continuo a singhiozzare mentre maledico ogni errore che ho fatto e giuro davanti a Dio di trovare il modo di rimediare. "Solo per favore... riportala da me..."